Sussurri e grida

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Un film di Ingmar Bergman. Con Harriet Andersson, Ingrid Thulin, Erland Josephson, Liv Ullmann, Kari Sylwan.
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Titolo originale Viskningar och rop. Drammatico, durata 91 min. - Svezia 1973. MYMONETRO Sussurri e grida * * * * - valutazione media: 4,22 su 33 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
kronos sabato 6 novembre 2010
uno dei vertici di bergman Valutazione 5 stelle su cinque
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Sono stati spesso evidenziati con accezione negativa i debiti che questo film nutre verso l'opera di Strindberg. Si rimproverano a Bergman un'eccessiva teatralità del soggetto e la tendenza a strafare di molti dialoghi e situazioni. Taluni denunciano un certo schematismo nel disegno delle figure femminili, così come nell'uso del colore (le tonalità rosse ossessivamente ricorrenti sfiorano il didascalismo cromatico) e dei flasback, entrambi introdotti da una fastidiosa voce fuori campo. Eppure, al di là di qualunque rilievo negativo si possa attribuire con pedanti analisi cartesiane, 'Sussurri e grida' è un film di forza straordinaria che resta indelebile nella memoria di chi lo vede. Le performance di tutto il cast sono ammirevoli, così come la capacità della sceneggiatura di esplorare senza falsi pudori o moralismi il tema della malattia e del dolore fisico. [+]

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lucaguar sabato 18 gennaio 2014
il bergman più complesso: lascia senza parole Valutazione 5 stelle su cinque
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"Sussurri e grida"  è senza dubbio uno dei film più complessi da analizzare di Bergman. Lascia veramente senza parole, per tutta la durata di questa pellicola si è travolti da un uragano di sensazioni, dubbi e ambiguità che compongono una maestosa analisi spirituale-psicologica dell'essere umano (nello specifico rappresentata attraverso l'unverso femminile) davanti alla quale, per quanto mi riguarda, la razionalità deve, almeno in parte, abdicare. L'unica via per farsi veramente trasportare ed arricchire da questa straordinaria opera è lasciarsi prendere dalle sensazioni che in quel momento giungono nell'anima senza chiedersi troppo che cosa volesse dire Bergman o che significato avesse per lui questo o quel simbolo: ognuno può interpretare la marea di sfumature emozionali che si trova davanti nel modo che sente più vicino alla sua sensibilità e, solo in parte, alla sua razionalità. [+]

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salvo mercoledì 29 febbraio 2012
appunti sparsi dopo la visione di sussurri e grida Valutazione 5 stelle su cinque
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Lo spettatore per riuscire a penetrarne la più intima essenza non deve fare altro che dare ascolto ai semplici suggerimenti che, durante tutto il corso della visione, gli deriveranno solo dai sussulti della sua anima. Giovanni Grazzini, nel suo “Gli anni settanta in cento film”, scrive: "Per sentire “Sussurri e grida” basta fornirsi di occhi limpidi e trepido cuore”. Assistita dalle sue due sorelle Karin e Maria e da una governante Anna, Agnes è ammalata di cancro, e ne morirà, in una villa alla periferia di Stoccolma. Tessuto, anzi ricamato, con sapienza, pazienza e rigore visivo, rispettando uno schema simmetrico, quasi matematico: quattro interpreti femminili contro quattro interpreti maschili; tra le quattro donne, due forti (la malata e la serva) contro altre due deboli (le due sorelle di Agnes). [+]

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garancebp giovedì 4 settembre 2014
il colore dell'anima Valutazione 5 stelle su cinque
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“Tutti i miei film possono essere immaginati in bianco e nero, tranne che Sussurri e grida. Nella sceneggiatura, dico di aver pensato al colore rosso come all’interno dell’anima”. Ingmar Bergman parla di Sussurri e grida come di un film pensato “in rosso”, girato all’interno dell’anima. Ed è in una casa rivestita di rosso che si svolge l’intera scena, come in un teatro, e si muovono i personaggi. Quattro donne e la presenza soffocante, respinta, sentita della morte: Agnes (Harriet Andersson), malata, sta per morire; si affida alla cura delle sorelle Karin (Ingrid Thulin) e Maria (Liv Ullman) e della loro domestica Anna (Kari Sylwan). [+]

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il cinefilo martedì 24 agosto 2010
sussurri e grida Valutazione 4 stelle su cinque
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TRAMA:In una villa isolata nei pressi di Stoccolma quattro donne si ritrovano a confrontarsi tra loro...RECENSIONE:Ingmar Bergman realizza una delle sue opere più potenti e drammatiche e la cui assoluta"freddezza"tecnico-stilistica(forse eccessiva o forse,più probabile,proprio in virtù di essa)eleva il dramma quasi al livello di un incubo onirico e,a tratti,anche surreale. Quest'opera affronta numerose tematiche e tra queste figurano(palesemente)i temi riguardanti la vita e la morte,la famiglia,la religione,l'amicizia e il matrimonio(che viene raccontato come se fosse un rituale vuoto e privo di ogni significato)e tutto viene inquadrato da una"cornice"agghiacciante il cui perno centrale è la sofferenza pura e semplice e alla quale nessuno riesce a sfuggire. [+]

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alfa999 giovedì 14 agosto 2014
diamante. Valutazione 5 stelle su cinque
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Immenso capolavoro di Bergman.
Straordinaria riflessione sulla brutalità e l'ipocrisia così potenti nel complesso dei rapporti sociali attualmente dominanti.
Delle tre sorelle protagoniste della narrazione la più viva si rivela essere puntualmente la meno inserita nella "normale società": si tratta di un isolamento profondamente classista e quindi parziale ma notevole.
A prescindere dal limite strutturale del contesto rigidamente borghese è apprezzabile la constatazione secondo la quale Agnese immersa nella patologia mortale è effettivamente molto più viva delle sorelle formalmente più sane di lei ma profondamente immerse nella vera morte della ipocrisia e delle maschere del classico individualismo borghese e della logica spietata della morale come merce nel mondo delle merci. [+]

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noia1 domenica 10 agosto 2014
“sto soffrendo tanto” Valutazione 4 stelle su cinque
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Tre sorelle si ritrovano nella stessa casa, una di loro sta male e bisogna accudirla, si diramano tre modi di essere completamente differenti. Il solito intenso Bergman, immagini che dicono più di mille parole e silenzi struggenti che immergono nell’angosciante clima (paradossalmente) di solitudine che aleggia per la casa. Tre sorelle così vicine e con le quali la più piccola ha i suoi ricordi migliori, un rapporto indissolubile che però rivela la sua fragilità al primo momento di difficoltà, niente è lasciato al caso, i colori e le immagini bellissime ed emblematiche sono fondamentali alla comprensione di tutta la vicenda. Una specie di dimostrazione, la farsa di un esperimento sociale; prese tre sorelle che si amano si pone che una di esse si ammali inscenando le reazioni e i comportamenti conseguenti non solo delle sorelle ma anche di tutti coloro che stanno attorno all’ammalata. [+]

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