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dandy
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lunedì 24 novembre 2025
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"maledetti bastardi,sono ancora vivo!"
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Dall'autobiografia di Henri Charriére(morto poco prima dell'uscita del film)uno dei classici della Hollywood dei tempi che furono,con il duo McQueen-Hoffman puntualmente perfetto e la resa perfetta di quel cinema spettacolare-emozionale(diretto professionalmente ma senza guizzi particolari)dove la volontà dell'individuo prevale sui soprusi di un sistema infernale e ingiusto(tanto più che in questo caso il protagonista sconta una condanna per un omicidio non commesso).Produzione sfarzosa(le riprese avvenero in Giamaica)e grande successo all'epoca,anche se la critica mise in dubbio la veridicità dei fatti narrati da Charriére(secondo lui stesso il romanzo era vero al 75%).
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Dall'autobiografia di Henri Charriére(morto poco prima dell'uscita del film)uno dei classici della Hollywood dei tempi che furono,con il duo McQueen-Hoffman puntualmente perfetto e la resa perfetta di quel cinema spettacolare-emozionale(diretto professionalmente ma senza guizzi particolari)dove la volontà dell'individuo prevale sui soprusi di un sistema infernale e ingiusto(tanto più che in questo caso il protagonista sconta una condanna per un omicidio non commesso).Produzione sfarzosa(le riprese avvenero in Giamaica)e grande successo all'epoca,anche se la critica mise in dubbio la veridicità dei fatti narrati da Charriére(secondo lui stesso il romanzo era vero al 75%).Che tuttavia portò all'attenzione mondiale le condizioni inumane del carcere della Guyana(chiuso definitivamente nel '53,8 anni dopo l'evasione di Papillon).Sceneggiatura di Donald Trumbo e musiche di Jerry Goldsmith,registrate a Roma dall'orchestra "Unione Musicisti Roma".Inutile remake del 2017.
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dandy
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lunedì 24 novembre 2025
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"maledetti bastardi,sono ancora vivo!"
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Dall'autobiografia di Henri Charriére(morto poco prima dell'uscita del film)uno dei classici della Hollywood dei tempi che furono,con il duo McQueen-Hoffman puntualmente perfetto e la resa perfetta di quel cinema spettacolare-emozionale(diretto professionalmente ma senza guizzi particolari)dove la volontà dell'individuo prevale sui soprusi di un sistema infernale e ingiusto(tanto più che in questo caso il protagonista sconta una condanna per un omicidio non commesso).Produzione sfarzosa(le riprese avvenero in Giamaica)e grande successo all'epoca,anche se la critica mise in dubbio la veridicità dei fatti narrati da Charriére(secondo lui stesso il romanzo era vero al 75%).
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Dall'autobiografia di Henri Charriére(morto poco prima dell'uscita del film)uno dei classici della Hollywood dei tempi che furono,con il duo McQueen-Hoffman puntualmente perfetto e la resa perfetta di quel cinema spettacolare-emozionale(diretto professionalmente ma senza guizzi particolari)dove la volontà dell'individuo prevale sui soprusi di un sistema infernale e ingiusto(tanto più che in questo caso il protagonista sconta una condanna per un omicidio non commesso).Produzione sfarzosa(le riprese avvenero in Giamaica)e grande successo all'epoca,anche se la critica mise in dubbio la veridicità dei fatti narrati da Charriére(secondo lui stesso il romanzo era vero al 75%).Che tuttavia portò all'attenzione mondiale le condizioni inumane del carcere della Guyana(chiuso definitivamente nel '53,8 anni dopo l'evasione di Papillon).Sceneggiatura di Donald Trumbo e musiche di Jerry Goldsmith,registrate a Roma dall'orchestra "Unione Musicisti Roma".Inutile remake del 2017.
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ennio
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domenica 6 gennaio 2019
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nulla può uccidere il desiderio di libertà
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E' sempre un piacere rivedere "Papillon" nella sua versione filmica originale. I due grandi attori protagonisti fanno da corollario a una vicenda che è maestra di vita. Nessun incubo, nessun destino che appaia ineluttabilmente crudele e avverso riesce a piegare la fiamma vitale di un uomo, questo ci insegna il film. Nelle esperienze della prigione coloniale Papillon e i suoi amici vivono l'inferno in terra, nell'isolamento di un'angusta cella del carcere toccano il fondo della solitudine e della crudeltà umane, ma la volontà viene quotidianamente coltivata per resistere e risorgere alla prima occasione, che infatti si presenterà seppur sotto strane spoglie (i lebbrosi), regalando al protagonista, ma anche allo spettatore, la possibilità di una redenzione cercata e desiderata.
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E' sempre un piacere rivedere "Papillon" nella sua versione filmica originale. I due grandi attori protagonisti fanno da corollario a una vicenda che è maestra di vita. Nessun incubo, nessun destino che appaia ineluttabilmente crudele e avverso riesce a piegare la fiamma vitale di un uomo, questo ci insegna il film. Nelle esperienze della prigione coloniale Papillon e i suoi amici vivono l'inferno in terra, nell'isolamento di un'angusta cella del carcere toccano il fondo della solitudine e della crudeltà umane, ma la volontà viene quotidianamente coltivata per resistere e risorgere alla prima occasione, che infatti si presenterà seppur sotto strane spoglie (i lebbrosi), regalando al protagonista, ma anche allo spettatore, la possibilità di una redenzione cercata e desiderata.
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inesperto
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domenica 30 dicembre 2018
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un solo obiettivo: fuggire!
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E' quasi estenuante l'insistenza con la quale Papillon cerca sempre di fuggire. E' stato rinchiuso in una dura colonia penale della Guyana francese e fin dal primo momento organizza la propria fuga. Diversi tentativi caratterizzati da altrettanti fallimenti. Ogni fallimento punito con anni di terribile isolamento. Nel frattempo, una forte amicizia viene a crearsi con l'altro recluso, Louis Dega. Due ore e mezza di durezza e cocciutaggine, di tradimenti e corruzione. La parte più rilassante è quel breve periodo trascorso dal nostro protagonista presso un villaggio di nativi. Moti di fortissima ira nascono dalla delazione della madre superiora che lo consegna alla polizia.
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E' quasi estenuante l'insistenza con la quale Papillon cerca sempre di fuggire. E' stato rinchiuso in una dura colonia penale della Guyana francese e fin dal primo momento organizza la propria fuga. Diversi tentativi caratterizzati da altrettanti fallimenti. Ogni fallimento punito con anni di terribile isolamento. Nel frattempo, una forte amicizia viene a crearsi con l'altro recluso, Louis Dega. Due ore e mezza di durezza e cocciutaggine, di tradimenti e corruzione. La parte più rilassante è quel breve periodo trascorso dal nostro protagonista presso un villaggio di nativi. Moti di fortissima ira nascono dalla delazione della madre superiora che lo consegna alla polizia. Un cult da guardare.
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fabio57
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mercoledì 9 settembre 2015
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grande film carcerario
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Grandissimo film che s'ispira alla vera storia di Henry Charriere,uno dei film carcerari più belli degli ultimi 30 anni,le interpretazioni di Hoffman e McQuen sono superlative e rendono la pellicola di altissimo livello,avvincente ed emozianante.
Notevole
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onufrio
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mercoledì 21 gennaio 2015
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le avventure di henri charriere
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Tratto dall'omonimo romanzo di Henri Charriere, ovvero Papillon, il film racconta l'odissea di un povero prigioniero francese nel carcere della Guyana francese; appare incredibile come tutte queste vicende siano tratte da una vita realmente vissuta, non a caso il romanzo all'epoca suscitò numerose perplessità. Il duo McQueen/Hoffman appare perfetto, il film è poco pubblicizzato ma merita una lode per struttura e montaggio; due ore e mezza di film che coinvolgono lo spettatore.
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rorschach77
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venerdì 24 ottobre 2014
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ma che film hai visto morandini!!!
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gran film con grandissimi interpreti, voglia di libertà che tende all'infinito...
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gardiner
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sabato 8 febbraio 2014
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morandini ti consiglio di rivedere il film.
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Papillon e' un film d'avventura, i cui due protagonisti McQueen- Hoffman sviluppano una amicizia profonda,
nata dalla necessità e sviluppata e consolidata dal sistema di valori dei due protagonisti. Il tema delle due personalità apparentemente opposte (il bancario e il criminale) che si legano, e il tema della fuga dagli aguzzini , entrambi riproposti anni dopo,con successo, nel capolavoro "Le ali della libertà".
Un film avvincente, emozionante, ottimamente recitato e ambientato nelle foreste della Guyana. Il ritmo narrativo e' serrato ma non forsennato e i personaggi di contorno ben caratterizzati nel loro cinismo.
Un mondo spietato in cui i protagonisti lottano per resistere ai tentativi di privarli della propria dignità e umanità.
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Papillon e' un film d'avventura, i cui due protagonisti McQueen- Hoffman sviluppano una amicizia profonda,
nata dalla necessità e sviluppata e consolidata dal sistema di valori dei due protagonisti. Il tema delle due personalità apparentemente opposte (il bancario e il criminale) che si legano, e il tema della fuga dagli aguzzini , entrambi riproposti anni dopo,con successo, nel capolavoro "Le ali della libertà".
Un film avvincente, emozionante, ottimamente recitato e ambientato nelle foreste della Guyana. Il ritmo narrativo e' serrato ma non forsennato e i personaggi di contorno ben caratterizzati nel loro cinismo.
Un mondo spietato in cui i protagonisti lottano per resistere ai tentativi di privarli della propria dignità e umanità. Una lotta impari, ma mai banale o scontata o retorica. Un ottimo film che lascia il segno nell'animo dello spettatore e fa venire voglia di lottare per i propri ideali di vita. Colonna sonora all'altezza e finale indimenticabile.
Da amare.
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dario fireman
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domenica 29 dicembre 2013
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indimenticabili personaggi d'altri tempi
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Tratto da un romanzo che purtroppo non ho letto, Papillon ha rappresentato secondo me, un film mal valutato dalla critica (per quel che avevo letto) ma che ha lasciato un buon ricordo ai meno "esperti" che mi hanno suggerito di vederlo. Ebbene, Papillon ha tutto per essere considerato un gran film, attori protagonisti assolutamente professionali, che interpretano la loro parte con estrema dedizione. Steve McQueen mai arrendevole, fino alla fine, fino alla vecchiaia, per scappare ad una pena troppo dura. Dustin Hoffman più compiacente, che fino al momento dell'intoppo nella fuga decide di non aggregarsi al rischio di farsi scoprire, quando poi nel momento critico salva gli amici e scappa con loro.
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Tratto da un romanzo che purtroppo non ho letto, Papillon ha rappresentato secondo me, un film mal valutato dalla critica (per quel che avevo letto) ma che ha lasciato un buon ricordo ai meno "esperti" che mi hanno suggerito di vederlo. Ebbene, Papillon ha tutto per essere considerato un gran film, attori protagonisti assolutamente professionali, che interpretano la loro parte con estrema dedizione. Steve McQueen mai arrendevole, fino alla fine, fino alla vecchiaia, per scappare ad una pena troppo dura. Dustin Hoffman più compiacente, che fino al momento dell'intoppo nella fuga decide di non aggregarsi al rischio di farsi scoprire, quando poi nel momento critico salva gli amici e scappa con loro. Paesaggi favolosi, scenografie indimenticabili, tra la jungla sudamericana e l'oceano atlantico. Belle anche le scene con gli indù, costruite abbastanza nel dettaglio. Il film mi ha dato l'impressione di finire più di una volta, mentre poi un colpo di scena sembrava far ricominciare tutto da capo...ed è questo il senso del film: mai arrendersi, lottare con le proprie forze, anche quando chi dovrebbe e potrebbe darti una mano (vedi la suora nel convento alla fine del film) fa invece il doppio gioco.
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renato c.
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lunedì 16 dicembre 2013
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film piuttosto duro ma bello!
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Film fatto molto bene anche se piuttosto pesante, da apprezzare soprattutto, oltre al modo in cui stato girato, perchè preso da una storia vera ed autobiografica. Brutti tempi per i detenuti e guai a chi sgarrava! E poi, i profittatori, gli imbroglioni, i traditori che ti illudevano e così via! Eppure il protagonista era attaccato alla vita, non si sa bene se per istinto di sopravvivenza o per vendetta verso gli oppressori "Sono ancora vivo! ripeteva spesso, anche se per sopravvivere era costretto a cibarsi di scarafaggi! Unici giorni un po' sereni, quelli presso la tribù di nativi, dove aveva trovato anche una bella compagna; poi un mattino i nativi sono spariti abbandonando tutto, "ospite" compreso; unico ricordo: le perle lasciate dalla sua compagna! Una figura che fa inorridire è la madre superiora del convento in cui aveva cercato rifugio, che ha tenuto un comportamento ben poco cristiano: ha consegnato l'ospite alle guardie tenendosi le perle! Alla fine Papillon riesce a fuggire definitivamente ed a vivere libero gli ultimi suoi anni! Bella trama, ottimi interpreti (magistrale l'interpretazione di Dustin Hoffman!), bei paesggi e ritmo del film che tiene in tensione fornendo però un momento di relax al tempo giusto: quello della sequenza presso i nativi.
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Film fatto molto bene anche se piuttosto pesante, da apprezzare soprattutto, oltre al modo in cui stato girato, perchè preso da una storia vera ed autobiografica. Brutti tempi per i detenuti e guai a chi sgarrava! E poi, i profittatori, gli imbroglioni, i traditori che ti illudevano e così via! Eppure il protagonista era attaccato alla vita, non si sa bene se per istinto di sopravvivenza o per vendetta verso gli oppressori "Sono ancora vivo! ripeteva spesso, anche se per sopravvivere era costretto a cibarsi di scarafaggi! Unici giorni un po' sereni, quelli presso la tribù di nativi, dove aveva trovato anche una bella compagna; poi un mattino i nativi sono spariti abbandonando tutto, "ospite" compreso; unico ricordo: le perle lasciate dalla sua compagna! Una figura che fa inorridire è la madre superiora del convento in cui aveva cercato rifugio, che ha tenuto un comportamento ben poco cristiano: ha consegnato l'ospite alle guardie tenendosi le perle! Alla fine Papillon riesce a fuggire definitivamente ed a vivere libero gli ultimi suoi anni! Bella trama, ottimi interpreti (magistrale l'interpretazione di Dustin Hoffman!), bei paesggi e ritmo del film che tiene in tensione fornendo però un momento di relax al tempo giusto: quello della sequenza presso i nativi.
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