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dj sergio
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sabato 10 maggio 2008
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vecchia italia
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Nel susseguirsi delle scene di un film televisivo leggiamo le pagine di storia del nostro paese nel suo ennesimo ingarbuglio politico. Tra i fatti che conosciamo e quelli che forse non sapremo mai, Gianluca Tavarelli ha tentato di rimbalzare nella vicenda della vita e morte dello statista Aldo Moro, senza offendere nessuno o commettere errori storici. La scrittura ti riempie di pulci nelle orecchie e nonostante si nasconda da una educazione narrativa non tipica della fiction, non riesce a bloccare la rabbia. Rabbia che nasce dal sentimento di miseria di fronte a un potere che ti deride e che decide comunque le tue sorti. Nella vicenda narrata non si sa chi sono le vittime e chi carnefici. Mi chiedo perchè noi italiani perseveriamo nella goduriosa chiacchera politica; ci servisse almeno a capire il nostro stato, gli errori fatti trent'anni fà fossero perlomeno utili al cambiamento.
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Nel susseguirsi delle scene di un film televisivo leggiamo le pagine di storia del nostro paese nel suo ennesimo ingarbuglio politico. Tra i fatti che conosciamo e quelli che forse non sapremo mai, Gianluca Tavarelli ha tentato di rimbalzare nella vicenda della vita e morte dello statista Aldo Moro, senza offendere nessuno o commettere errori storici. La scrittura ti riempie di pulci nelle orecchie e nonostante si nasconda da una educazione narrativa non tipica della fiction, non riesce a bloccare la rabbia. Rabbia che nasce dal sentimento di miseria di fronte a un potere che ti deride e che decide comunque le tue sorti. Nella vicenda narrata non si sa chi sono le vittime e chi carnefici. Mi chiedo perchè noi italiani perseveriamo nella goduriosa chiacchera politica; ci servisse almeno a capire il nostro stato, gli errori fatti trent'anni fà fossero perlomeno utili al cambiamento. Una fiction serve, se non aggiunge nulla? Mi chiedo perchè abbiamo paura di osare e di rischiare e di voltare pagina. Un buon lavoro questo "Aldo Moro - Il Presidente", peccato che non possa urlare fino alla fine le sue grida di protesta. Peccato che bisogni usare un Placido (Moro) fuori parte e stanco, messo dai produttori per accalappiare gli ultimi spettatori. Un plauso invece a Tavarelli che tenta al nuovo tra la retorica della scatola televisiva. Un plauso a Ninni Bruschetta (Leonardi) e Donatella Finocchiaro (Faranda) e alla loro interpretazione. Un plauso finale alle facce dei bravi nuovi attori Giulia Michelini (Braghetti), Stefano Scandaletti (Gallinari) e Gianluca Morini (Maccari).
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nino terzo 82
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giovedì 15 gennaio 2009
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l'onorevole
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Complimenti. Un ottima ricostruzione sopratutto sulle idee politiche di Aldo Moro. Ma anche qui, come nelle altre, ci sono state delle finzioni,come la scena in cui Aldo Moro mangia la mozzarella con il suo Capo Scorta, mentre nella realtà, come è stato confermato da leader politici che hanno conoscito il Presidente, è stata una persona che non è mai entrato troppo in confidenza con nessuno, neanche ai componenti della sua scorta, e che ha saputo sempre mantenere le giuste distanze. Comunque anche qui, ci sono delle dichiarazioni di Tommaso Buscetta anche su Aldo Moro, le quali ha rilasciato nell'interrogatorio con Giovanni Falcone che sono state pubblicate nel libro di Enzo Biagi " IL BOSS E' SOLO", che parla proprio del pentito, il quale afferma che sia stato Bontade da Palermo, il mandante dell'omicidio Moro, poichè non fosse stato d'accordo con le idee politiche dell'Onorevole Moro, poichè la Democrazia Cristiana è stato il partito garante per la Sicilia, l'idea di Aldo Moro è stata quella di fare rivoluzione ovvero portare la Democrazia Cristiana nel Comunismo, che avrebbe portato tantissime difficoltà in Sicilia a livello politico, Bontade, notando la gravità della rivolzione, ha contattato telefonicamente Salvo Lima che in quel momento ha rappresentato il referente politico nazionale della Sicilia, al quale ha riferito: " A QUESTO ONOREVOLE CI PENSATE VOI O CI PENSO IO".
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Complimenti. Un ottima ricostruzione sopratutto sulle idee politiche di Aldo Moro. Ma anche qui, come nelle altre, ci sono state delle finzioni,come la scena in cui Aldo Moro mangia la mozzarella con il suo Capo Scorta, mentre nella realtà, come è stato confermato da leader politici che hanno conoscito il Presidente, è stata una persona che non è mai entrato troppo in confidenza con nessuno, neanche ai componenti della sua scorta, e che ha saputo sempre mantenere le giuste distanze. Comunque anche qui, ci sono delle dichiarazioni di Tommaso Buscetta anche su Aldo Moro, le quali ha rilasciato nell'interrogatorio con Giovanni Falcone che sono state pubblicate nel libro di Enzo Biagi " IL BOSS E' SOLO", che parla proprio del pentito, il quale afferma che sia stato Bontade da Palermo, il mandante dell'omicidio Moro, poichè non fosse stato d'accordo con le idee politiche dell'Onorevole Moro, poichè la Democrazia Cristiana è stato il partito garante per la Sicilia, l'idea di Aldo Moro è stata quella di fare rivoluzione ovvero portare la Democrazia Cristiana nel Comunismo, che avrebbe portato tantissime difficoltà in Sicilia a livello politico, Bontade, notando la gravità della rivolzione, ha contattato telefonicamente Salvo Lima che in quel momento ha rappresentato il referente politico nazionale della Sicilia, al quale ha riferito: " A QUESTO ONOREVOLE CI PENSATE VOI O CI PENSO IO". Salvo Lima, ha riferito il reclamo all'Onorevole Giulio Andreotti, che ha subito contattato Mario Moretti dicendo: " LIVIDATELO". Non perchè sono Siciliano, o voglio difendere Andreotti, ma concludo questo commento con una massima: " LI DOVE C'E' POTERE E DENARO C'E' LA PRESENZA DELLA MAFIA".
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