4 mosche di velluto grigio

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Un film di Dario Argento. Con Michael Brandon, Mimsy Farmer, Jean-Pierre Marielle, Aldo Bufi Landi.
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Giallo, durata 105 min. - Italia 1971. - CG Entertainment uscita lunedì 14 luglio 2025. MYMONETRO 4 mosche di velluto grigio * * * - - valutazione media: 3,42 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
allix domenica 10 giugno 2007
l'oggetto del desiderio Valutazione 3 stelle su cinque
90%
No
10%

Senza nulla togliere al film in sé, bisogna dire che molto del fascino di "Quattro mosche di velluto grigio" è dovuto all'estrema difficoltà di reperimento. Causa problemi vari con la casa di produzione, non ha mai avuto passaggi regolari in televisione, né è uscito in vhs (figuriamoci in dvd). Semplicemente, "Quattro mosche" non esisteva, se non nei ricordi di chi l'aveva visto all'epoca (ne ho sentito parlare per la prima volta da mia mamma, che ha visto tutti i primi film di Argento al cinema negli anni '70): ma, negli anni '80-'90, niente da fare, il film sembrava introvabile. Poi, inizia l'era Internet: riesco così a trovare, su EBay, un dvd ricavato da una videocassetta francese, qualità audio e video sufficienti, addirittura con un extra (la confessione finale, originariamente più lunga e particolareggiata che non nel montaggio definitivo). [+]

[+] perche' proprio quattro? (di belbon)
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ralphscott sabato 22 settembre 2012
un altro inganno Valutazione 3 stelle su cinque
71%
No
29%

Come nel suo gioiello d'esordio,anche qui Argento ci mette subito davanti ad una sequenza fuorviante,dove addirittura la morte é simulata. La narrazione procede celando il colpevole ed in parte l'atto criminoso stesso. La suspence nasce dal clima,dal non visto e dal ricorso ad un montaggio innovativo. Magistrale in questo caso l'omicidio della colf che,improvvisamente,si trova isolata all'imbrunire nei giardini pubblici sino ad un attimo prima brulicanti di vita.Ed una mano che cerca invano appigli ad un muro é il segno che l'ineluttabile ha luogo. Le situazioni comiche,anomalia nella filmografia del regista romano,potranno non piacere. Di sicuro il cast é azzeccato,con un protagonista glamour e tormentato,l'amica bella ed ambigua,la mite compagna (Mismy Farmer) ottima performer.

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carly sabato 28 agosto 2010
il tris del giallo di argento Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

Ultimo della trilogia Zoologica( o degli animali), Se "l'uccello dalle piume di Cristallo" è stato un vero e proprio classico giallo all'italiana, "Il gatto a nove code" più poliziesco in stile americana, di certo "le Quattro mosche di velluto grigio", si vede una cosa ancora più differente; un giallo con una leggera comicità tipica italiana di quei tempi, surrealismo e ricerca di nuove tecniche di regia. Come per ogni regista, i primi film sono ancora prototipi e ricerca dell'artista per trovare il suo piano stabile, ed il film in questione diciamo che per Argento è il suo ultimo banco di prova, perchè ha tutte le idee e tecniche fresche e pronte  per aggiungerle al suo prossimo film, " Profondo Rosso" ( all'inizio il film si doveva intitolare " La tigre dai denti a sciabola",) ed infatti è il suo capolavoro, e film più riuscito di tutti. [+]

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miguel venerdì 4 gennaio 2013
inquietante e spiazzante Valutazione 4 stelle su cinque
67%
No
33%

4 mosche di velluto grigio è uno dei film meno conosciuti di Dario argento in primis per via di rarissimi passaggi televisivi avvenuti negli anni '80 e primi anni '90 e per essere rimasto inedito a livello di distribuzione in videoteche e in dvd se non recentemente. Detto questo il film che chiude la trilogia dedicata agli"animali" è a mio avviso una delle opere più inquietanti e disturbanti del regista romano; diversi elementi mi fanno propendere verso queste considerazioni. Anzitutto Argento rispetto ai due precedenti lavori, L'uccello dalle piume di cristallo e il gatto a nove code, comincia a staccarsi seppure ancora in modo graduale dai canoni classici del thriller all'italiana, introducendo dei temi e stili che verranno poi portati ai massimi livelli da Profondo rosso quattro anni dopo; la figura dell'assassino qui accompagnato spesso da una maschera da pupazzo, mette in risalto l'aspetto straniante del film che vuole come presentare l'aspetto del maniaco omicida come una entità si reale, fisica ma in egual modo come "parallela" allo svolgersi delle vicende del protagonista, il batterista tobias. [+]

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brando fioravanti lunedì 21 maggio 2012
argento Valutazione 3 stelle su cinque
50%
No
50%

Solito giallo alla Dario Argento con lunghe scene di suspance e storie che tendono all'inverosimile. Personaggi un pò più dettagliati. La presensa di Bud spencer è gradevole ed è un buon diversivo al film che tende ad annoiare. L'investigatore privato muore con il sorriso perchè a risolto il suo primo caso. Anche il protagonista ha una sua personalità. il finale è buono con la morte rallentata a ritmo delle musiche di Morricone

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fabio1957 lunedì 25 maggio 2015
grande argento Valutazione 4 stelle su cinque
50%
No
50%

A questo film sono particolarmente legato,era il 1971 quando l'ho visto al cinema Augusteo di Napoli, la prima volta,avevo 14 anni e rimasi affascinato da questo giallo assolutamente originale per l'epoca.Tratteggiatto da musiche eccellenti di Morricone, rappresenta insieme a Profondo rosso ma più di questo, la vetta massima raggiunta dal regista prima di virare verso forme espressive più horror e meno poliziesche.Il meccanismo del film  è una perfetta e oliata  macchina thriller, che rapisce completamente lo spettatore che resta disorientato e ammaliato dal racconto, .Alcune scene sono da antologia:i giardini pubblici che si svuotano improvvisamente lasciando la vittima sola e  chiusa lì dentro in balia dell'assassino, il sogno della decapitazione tra realtà ed immaginazione e la trovata veramente geniale di carattere  pseudo -scientifico dell'esame dell'occhio di una delle  vittima,che ha impressa sulla retina l'ultima cosa che ha visto, cioè il suo assassino,o quello che portava. [+]

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blowup martedì 3 novembre 2015
sbadigli a go-go Valutazione 2 stelle su cinque
50%
No
50%

Sarà il tempo che passa (per certi film più che per altri, a dire il vero). Ma ho trovato questo film davvero deboluccio. Sia nella trama, sia nella recitazione. Lo spettatore deve lavorare molto di fantasia per riempire i buchi e molto di empatia per accettare la inverosimilità delle situazioni. Insomma, come si dice per le commedie che il miglior ingrediente per ridere è la voglia di ridere, qui è la voglia di spaventarsi.
Tra l'altro, anche le scene "forti" sono particolarmente pudiche.
La trama è a dir poco sconclusionata (una donna che per vendicarsi del padre che la maltrattava, sposa una persona che gli somiglia... la vendetta che consiste nel tormentare il marito di sensi di colpa inducendolo a credere di aver ucciso uno sconosciuto. [+]

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monfardini ilaria lunedì 20 maggio 2024
il secondo grande film del maestro argento Valutazione 5 stelle su cinque
0%
No
0%

 Dario Argento esordisce nelle sale cinematografiche nel 1970 col giallo L’Uccello dalle Piume di Cristallo, che ha subito un grandissimo successo, così il regista, spinto dall’entusiasmo del pubblico, decide di proseguire su quel filone realizzando nell’anno successivo ben altri due film a cui decide di dare un titolo teriomorfo, Il Gatto a Nove Code e Quattro Mosche di Velluto Grigio, dando vita così alla cosiddetta Trilogia degli Animali. Oggi voglio parlarvi del terzo “capitolo” della trilogia, che è da sempre il mio preferito, anche per la varietà delle belle location tra Torino, Roma, Spoleto e Tivoli, e per la suadente colonna sonora di Ennio Morricone. [+]

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figliounico sabato 28 dicembre 2024
inguardabile Valutazione 1 stelle su cinque
0%
No
0%

Rivisto ieri dopo quaranta anni capisco il motivo per cui risulta archiviato nel cestino della mia memoria tra i file da cancellare. Uno dei peggiori thriller mai realizzati nella storia del cinema e uno dei peggiori film di Argento, una caduta di stile rispetto ai due precedenti, soprattutto se paragonato al primo, universalmente considerato un capolavoro. Cast inadeguato con due protagonisti stranieri sconosciuti, allora come oggi, Michael Brandon e Mimsy Farmer, e due bravi attori comici nostrani, fuori contesto, forse scritturati per improbabili siparietti divertenti, Oreste Lionello e Bud Spencer, che poi hanno dimenticato di inserire nella sceneggiatura. Suspense assente, trama strampalata, colonna sonora non pervenuta, sarebbe nel caso dovuta essere di Morricone qualora avesse mai pensato di comporla. [+]

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blowup mercoledì 14 ottobre 2015
sbadigli... Valutazione 2 stelle su cinque
0%
No
100%

Sarà il tempo che passa (per certi film più che per altri, a dire il vero). Ma ho trovato questo film davvero deboluccio. Sia nella trama, sia nella recitazione. Lo spettatore deve lavorare molto di fantasia per riempire i buchi e molto di empatia per accettare la inverosimilità delle situazioni. Insomma, come si dice per le commedie che il miglior ingrediente per ridere è la voglia di ridere, qui è la voglia di spaventarsi.
Tra l'altro, anche le scene "forti" sono particolarmente pudiche.
L'unico merito che va riconosciuto al film è una certa forza visiva di alcune scene. Penso alla scena nei giardinetti pubblici.
A parte questo, tutto si gioca sull'allusione e sulla disponibilità dello spettatore di stare al gioco. [+]

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