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dandy
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lunedì 17 settembre 2018
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un regista con varie pelli.
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Fulci,al suo secondo thriller,sembra voler amaggiare i film sperimentali d'oltreoceano,dando quasi l'impressione di un "Sadismo" all'italiana.Almeno nella prima parte.Dal delitto in poi tutto si normalizza.La deriva psichedelico-onirica viene accantonata per un più classico intreccio giallo ambientato nella "swinging London",tra personaggi ambigui,colpi di scena,hippy caricaturali e i blandi discorsi del dottore di Carole.Ed è un peccato,poichè con un tono tutto psichedelico avrebbe potuto diventare un film assai più particolare....Virtuosismi,squarci surreali,nudi (la Bolkan ne concede qualcuno di spalle),e qualche sprazzo gore:i fan del regista saranno più che soddisfatti.
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Fulci,al suo secondo thriller,sembra voler amaggiare i film sperimentali d'oltreoceano,dando quasi l'impressione di un "Sadismo" all'italiana.Almeno nella prima parte.Dal delitto in poi tutto si normalizza.La deriva psichedelico-onirica viene accantonata per un più classico intreccio giallo ambientato nella "swinging London",tra personaggi ambigui,colpi di scena,hippy caricaturali e i blandi discorsi del dottore di Carole.Ed è un peccato,poichè con un tono tutto psichedelico avrebbe potuto diventare un film assai più particolare....Virtuosismi,squarci surreali,nudi (la Bolkan ne concede qualcuno di spalle),e qualche sprazzo gore:i fan del regista saranno più che soddisfatti.Riuscite le musiche sperimentali di Ennio Morricone.Fotografia di Luigi Kuveiller.Gli effetti speciali di Carlo Rambaldi funzionano in parte.Se l'uccello oggi è imbarazzante,i cani ancora effetto.All'epoca Fulci fu accusato da una società a favore degli animali,e vinse in tribunale portando in aula gli effetti speciali.Il titolo fu imposto dai produttori nel tentativo di richiamare ai Thriller di Argento,all'epoca appena usciti e sulla cresta dell'onda.Pare che Mario Bava lodò la scena dei pipistrelli..
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lucaguar
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sabato 2 novembre 2024
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un capolavoro...mancato
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Con questo thriller Fulci dà inizio alla parte più conosciuta della sua filmografia; "La lucertola con la pelle di donna" è un thriller potente, teso e con delle scelte di regia meravigliose e particolarissime ed è un po' sottovalutato. Certo, non stiamo certo parlando di un capolavoro del nostro Fulci, ma è tuttavia un giallo che anticipa il grande "Non si sevizia un paperino", opera omnia del rigista romano, a mio avviso. I movimenti di macchina sono spettacolari, forse migliori che in molti dei film successivi: la camera si muove seguendo le emozioni della protagonista della scena, come ad esempio quando segue i battiti alla porta con delle rapide zoommate o quando l'inquadratura diventa tremolante e sclaustrofobica sono idee ancora oggi rarissime da ritrovare anche nei migliori registi.
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Con questo thriller Fulci dà inizio alla parte più conosciuta della sua filmografia; "La lucertola con la pelle di donna" è un thriller potente, teso e con delle scelte di regia meravigliose e particolarissime ed è un po' sottovalutato. Certo, non stiamo certo parlando di un capolavoro del nostro Fulci, ma è tuttavia un giallo che anticipa il grande "Non si sevizia un paperino", opera omnia del rigista romano, a mio avviso. I movimenti di macchina sono spettacolari, forse migliori che in molti dei film successivi: la camera si muove seguendo le emozioni della protagonista della scena, come ad esempio quando segue i battiti alla porta con delle rapide zoommate o quando l'inquadratura diventa tremolante e sclaustrofobica sono idee ancora oggi rarissime da ritrovare anche nei migliori registi. Le scene oniriche iniziali sono davvero suggestive e ben fatte (la scena del delitto, la scena del treno, quella del cimitero sorvolato dall'ombra delle ali...) creano una sensazione di spaesamento e di confusione intensissime nello spettatore e la fotografia è originale e presenta dei colori bellissimi e sgargianti. Questo film avrebbe avuto quindi delle potenzialità davvero enormi, l'intuizione del sogno che si realizza nella realtà è geniale, ma purtroppo non è portata avanti in modo pieno, si preferisce virare su una soluzione più semplice ma alla fine molto meno affascinante. La trama ha dei punti deboli, è intricatissima e spinge sì lo spettatore a indagare assieme all'agente, ma è davvero difficile spiegare certi salti mortali narrativi, come la questione decisiva della telefonata all'avvocato oppure il suicidio dello stesso. L'impressione è che Fulci abbia voluto raccontare una trama un po' troppo complessa e che alla fine ne sia uscita tanta confusione c'è, ed è un vero peccato perchè molte premesse potevano far diventare questo thriller uno dei migliori della storia del cinema italiano, ma purtroppo tutto questo non è avvenuto, anche se rimane un film molto godibile e originale, ricco di tutti quegli elementi tipicamente fulciani (scene hard, gusto per il gore e il sangue...) che lo rendono particolare e coinvolgente: in questo Fulci non delude mai.
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henry
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sabato 9 giugno 2007
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giallo zoppicante
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Fulci dirige un thriller di stampo argentiano (cosa che all'epoca era assai diffusa; il tipico titolo 'animalesco' ne è una prova) non del tutto riuscito: da un lato la struttura gialla si confonde con facili virtosismi di stile, dall'altro la soluzione dell'enigma è davvero forzata e tirata via per le gambe. Si ricerca una logica e una razionalità che vorrebbero essere di sostegno al meccanismo giallo-poliziesco dell'intreccio ma l'occasione è mancata: Fulci appare indeciso sulla strada da percorrere e, per rimediare, fa assaggiare allo spettatore un pò di tutto (da dettagli horror-onirici a ricercate e minuziose spiegazioni scientifiche). Non che il risultato sia sgradevole però, tirando le somme, si ha la sensazione di aver assisito a uno spettacolo dubbio, incompleto e anche povero di suspense.
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Fulci dirige un thriller di stampo argentiano (cosa che all'epoca era assai diffusa; il tipico titolo 'animalesco' ne è una prova) non del tutto riuscito: da un lato la struttura gialla si confonde con facili virtosismi di stile, dall'altro la soluzione dell'enigma è davvero forzata e tirata via per le gambe. Si ricerca una logica e una razionalità che vorrebbero essere di sostegno al meccanismo giallo-poliziesco dell'intreccio ma l'occasione è mancata: Fulci appare indeciso sulla strada da percorrere e, per rimediare, fa assaggiare allo spettatore un pò di tutto (da dettagli horror-onirici a ricercate e minuziose spiegazioni scientifiche). Non che il risultato sia sgradevole però, tirando le somme, si ha la sensazione di aver assisito a uno spettacolo dubbio, incompleto e anche povero di suspense. Per fortuna rimangono gli ottimi elementi di confezione: la musica convincente di Morricone, alcuni (riusciti) flash di talento visivo e buone interpretazioni. Se l'impostazione fosse stata per intero quella di un horror,il film avrebbe sicuramente potuto esternare al meglio le sue qualità interrotte.
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