Per chi ha visto "Il deserto dei Tartari" di Valerio Zurlini il paragone è improponibile, in quel film il cast era davvero stellare, analogamente i doppiatori di una generazione di attori formidabili della storia del nostro cinema.
Quei soldati sono l'immagine di un decadente impero austroungarico, che ai confini del mondo civile si confrontano con un ambiente ostile , polveroso e misterioso, con un nemico sconosciuto e con strategie dai tempi indefiniti.Per degli occidentali l'attesa diventa insopportabile, soprattutto nell'nterpretazione dei segnali di un attacco per nulla imminente e nel desiderio di fare il loro mestiere di soldati.
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Per chi ha visto "Il deserto dei Tartari" di Valerio Zurlini il paragone è improponibile, in quel film il cast era davvero stellare, analogamente i doppiatori di una generazione di attori formidabili della storia del nostro cinema.
Quei soldati sono l'immagine di un decadente impero austroungarico, che ai confini del mondo civile si confrontano con un ambiente ostile , polveroso e misterioso, con un nemico sconosciuto e con strategie dai tempi indefiniti.Per degli occidentali l'attesa diventa insopportabile, soprattutto nell'nterpretazione dei segnali di un attacco per nulla imminente e nel desiderio di fare il loro mestiere di soldati. Le scene iniziali furono girate in Alto Adige, per avere come sfondo l'architettura ottocentesca austriaca, le seguenti in un fortezza in Iran, distrutta da un sisma nel 2003.In entrambi i film è protagonista vero il deserto, che condiziona gli spostamenti e rappresenta l'incompiuta civilizzazione di questi luoghi.In quest'ultimo film mostra la sua forza nella scena della tempesta di sabbia che terrorizza i cavalli oscura ogni cosa ed isola il forte dalle comunicazioni e dai pericoli di improvvise ribellioni di un popolo sottomesso. Il protagonista del film, nonostante le accuse di complottare col nemico, esprime quella umanità e desiderio di legalità caratteristica di ogni uomo giusto. Subisce il martirio della tortura e del pubblico ludibrio, solo per essersi infatuato di una donna barbara e aver alleviato le pene dei ribelli incarcerati. Gli attori ciascuno nel suo ruolo
interpretano magistralmente la loro immagine di spietatezza, di connivenza col più forte o di rara umanità. Tra le note il film sottolinea che una presenza militare in un luogo porta all'impoverimento degli abitanti, esposti a saccheggi di cibo, cavalli, quale unico mezzo per spostarsi ed al rapimento di donne da far prostituire sia in tempi di vittoria che di sconfitta. Greta Scacchi ha un ruolo marginale nella Storia e rappresenta una figura rassicurante, mentre Johnny Depp con la sua professionalità interpreta bene il ruolo dell'inesorabile giustiziere militare privo di scrupoli,pur di arrivare allo scopo, ma anche dello sconfitto che credeva di aver compreso l'entità della resistenza di un popolo sconosciuto. Le torture subite dal protagonista, la lavanda dei piedi e il viaggio nel deserto hanno un chiaro richiamo evangelico, ma il protagonista da onesto silenzioso funzionario di un esercito invasore non è certamente un missionario
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