Melò di livello superiore confezionato con cura e con tutti i crismi. Al solito la regia di Preminger,qui anche produttore,non fa una grinza. Bella fotografia,musica avvolgente,dialoghi davvero ben scritti,attori di primissima scelta. La vicenda è apparentemente semplice:una donna frustrata dalle difficoltà che la relazione con un uomo sposato comporta. Scavando un po',i tormenti di Deasy e le psicologie dei tre protagonisti,descritte con profondità analitica (e Preminger è solito all'approfondimento psicologico,come ne "Il segreto di una donna"),emergono per assurgere l'anima dell'opera stessa. C'é un continuum che va al di là dei fatti ed è forse ciò che più preme al regista.
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Melò di livello superiore confezionato con cura e con tutti i crismi. Al solito la regia di Preminger,qui anche produttore,non fa una grinza. Bella fotografia,musica avvolgente,dialoghi davvero ben scritti,attori di primissima scelta. La vicenda è apparentemente semplice:una donna frustrata dalle difficoltà che la relazione con un uomo sposato comporta. Scavando un po',i tormenti di Deasy e le psicologie dei tre protagonisti,descritte con profondità analitica (e Preminger è solito all'approfondimento psicologico,come ne "Il segreto di una donna"),emergono per assurgere l'anima dell'opera stessa. C'é un continuum che va al di là dei fatti ed è forse ciò che più preme al regista. Non è difficile farsi coinvolgere,dimenticandosi quasi delle coordinate temporali,sebbene l'opera risulti un po' lunga per scarsità di scene madri. Manca il salto di qualità,probabilmente da attribuirsi alla fedeltà al best-seller di quegli anni,Daisy Kenyon. La Crawford è in stato di grazia,rilanciata dall'Oscar preso due anni prima é qui nel pieno della maturità recitativa. Fonda recita un personaggio molto più complesso di quanto appaia sull'immediato,anticonvenzionale e disarmante come già in altre tappe della sua carriera artistica. Dana Andrews è il perfetto seduttore cui difficilmente si può resistere.
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