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vepra81
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martedì 16 marzo 2021
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road movie
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Un nuovo film sulle diversità razziali dove il protagonista da nemico alla fine diventa amico. Tutto bene, tutto bello ma tutto irreale davvero. Una trama assurda e senza un vero senso. Si poteva fare meglio evitando alcuni passaggi. Sottotitoli bianchi su sfondo chiaro non si leggono.
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lunedì 22 aprile 2019
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contromano
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Banale, scontato, retorico. Un film sui migranti, sull’accettazione del nuovo e del diverso, sul pregiudizio che Albanese tenta di affrontare con la delicatezza che lo contraddistingue, scadendo in una superficialità che rende la trama davvero noiosa e con un finale decisamente poco credibile. Peccato!
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rob8
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giovedì 2 agosto 2018
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un film umanista
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Antonio Albanese adotta il collaudato schema del road movie, ma lo reinventa con grande originalità adattandolo ad una storia che da Milano, passando per le spiagge tirreniche, arriva via mare alle sabbie del Senegal. In una surreale e personale missione di rimpatrio contromano, che il protagonista (lo stesso Albanese) intraprende per riportare due immigrati clandestini a casa (dove in realtà essi sperano di ricongiungersi ai loro cari per celebrare il proprio matrimonio). Naturalmente, l’esperienza comune porterà l’uomo a rivedere profondamente le sue convinzioni.
Con grande misura Albanese dosa gli snodi narrativi, i toni espressivi, la consistenza dei personaggi: conferendo al film una pregevole cifra, che potremmo definire umanistica.
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Antonio Albanese adotta il collaudato schema del road movie, ma lo reinventa con grande originalità adattandolo ad una storia che da Milano, passando per le spiagge tirreniche, arriva via mare alle sabbie del Senegal. In una surreale e personale missione di rimpatrio contromano, che il protagonista (lo stesso Albanese) intraprende per riportare due immigrati clandestini a casa (dove in realtà essi sperano di ricongiungersi ai loro cari per celebrare il proprio matrimonio). Naturalmente, l’esperienza comune porterà l’uomo a rivedere profondamente le sue convinzioni.
Con grande misura Albanese dosa gli snodi narrativi, i toni espressivi, la consistenza dei personaggi: conferendo al film una pregevole cifra, che potremmo definire umanistica. Il messaggio che ne scaturisce è consapevolmente utopico, nell’anelito alla pacifica coesistenza e al produttivo scambio culturale tra diversi e forse l’epilogo appare al riguardo eccessivamente idilliaco; tuttavia, si esce dalla sala soddisfatti e, una volta tanto, con un senso di serena positività.
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ralphscott
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sabato 23 giugno 2018
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happy end con ortaggi
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Nelle sale poco dopo il ben più spassoso "Come un gatto in tangenziale",questa favola raccontata con garbo,in stile Albanese,vede una messa in scena un po' a strappi,incerta e discontinua. No difetta di originalità,nonostante il finale accomodante. Il meglio dell'opera trovo stia nei momenti di cattiveria,dove l'esasperato protagonista sbraca e,in seguito,i due immigrati tramano sino a truffarlo. Ho trovato la recitazione di Alex Fondja,nella mimica e nella postura,eccessiva e a tratti irritante. Per contro,deliziosa Aude Lagastelois.
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marta
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sabato 28 aprile 2018
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scontato
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Una occasione sprecata per il bravissimo Albanese. Film scontato, pieno di luoghi comuni.
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emanuele1968
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mercoledì 25 aprile 2018
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divertente
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Domenica sera, sala discretamente piena, un clima caldissimo tipico dei primi di luglio.
Penso che sia un buon film, ricco di riflessioni, il primo tempo pulito e divertente, il secondo tempo rivela una commedia tipica italiana dal sapore agrodolde, come si suol dire << l'altra faccia della medaglia >>
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ralphscott
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martedì 24 aprile 2018
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indigeni e migranti,comunque umani
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Tre stelle al tentativo di raccontare qualcosa di nuovo,anche se il racconto si prende qualche pausa e la sceneggiatura non è sempre puntuale. E' interessante l'idea di sparigliare i luoghi comuni: i migranti non più vittime,ma opportunisti sfruttatori. In realtà non ci sono buoni e cattivi,ma c'è l'essere umano con debolezze e paure trasversali alle latitudini. Altra grande prova di Albanese. Happy end consolatorio.
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domenica 8 aprile 2018
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peggior film di sempre
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Il peggior film mai visto
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udiego
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sabato 7 aprile 2018
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a tutta dritta
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Antonio Albanese, al suo quarto lavoro che lo vede impegnato anche dietro alla macchina da presa oltre che come attore, porta sul grande schermo un’opera che si discosta dai suoi precedenti lavori. In questo caso la comicità non è l’elemento preponderante del film, anzi, il regista lombardo di origini siciliane, struttura la vicenda volendoci raccontare temi profondi e delicati in modo del tutto surreale. La comicità ovviamente non manca, ma Contromano ha più un sapore agrodolce e vuole approfondire non solo le tematiche sociali che entrano in gioco in questa vicenda, ma anche gli aspetti personali dei suoi protagonisti.
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Antonio Albanese, al suo quarto lavoro che lo vede impegnato anche dietro alla macchina da presa oltre che come attore, porta sul grande schermo un’opera che si discosta dai suoi precedenti lavori. In questo caso la comicità non è l’elemento preponderante del film, anzi, il regista lombardo di origini siciliane, struttura la vicenda volendoci raccontare temi profondi e delicati in modo del tutto surreale. La comicità ovviamente non manca, ma Contromano ha più un sapore agrodolce e vuole approfondire non solo le tematiche sociali che entrano in gioco in questa vicenda, ma anche gli aspetti personali dei suoi protagonisti.
Mario non è una persona cattiva o razzista, è solo un uomo incapace di accettare il cambiamento, per via della sua “ignoranza”, ma, dopo aver intrapreso questo viaggio non solo metaforico, acquisirà maggior consapevolezza di sè se è degli altri, riuscendo finalmente ad affrontare la diversità. E nemmeno Oba, vittima del piano malefico di Mario, è privo di difetti: i due, nel corso della storia, troveranno più punti in comune di quelli che potessero immaginare.
La sceneggiatura presenta pregi e difetti e se da una parte ha il merito di mantenere quell’aria di freschezza per tutto il film, dall’altra tende ad essere costruita in modo un po’ troppo semplice con delle punte di retorica a volte eccessive, soprattutto nelle battute finali. Albanese persegue l’obiettivo di costruire un film che possa fare arrivare a tutti queste tematiche in realtà particolarmente complesse. In parte ci riesce ed in parte meno, ma ha sicuramente il merito di strappare un sorriso agli spettatori in sala.
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flyanto
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venerdì 6 aprile 2018
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come risolvere il problema dell'immigrazione
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"Contromano", il nuovo film del comico Antonio Albanese, sta ad indicare il viaggio, appunto, in direzione contraria a quella percorsa dalle popolazioni africane, che il protagonista (Antonio Albanese) intraprende al fine di riportare nel paese d'origine, il Senegal, due extracomunitari sbarcati in Italia. Titolare di un lussuoso e storico negozio milanese di calze e cravatte, l'uomo si vede giorno per giorno minacciare il proprio commercio e conseguente guadagno da un ragazzo extracomunitario che vende proprio davani al suo esercizio la stessa sua merce più scadente ed ovviamente a basso costo.
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"Contromano", il nuovo film del comico Antonio Albanese, sta ad indicare il viaggio, appunto, in direzione contraria a quella percorsa dalle popolazioni africane, che il protagonista (Antonio Albanese) intraprende al fine di riportare nel paese d'origine, il Senegal, due extracomunitari sbarcati in Italia. Titolare di un lussuoso e storico negozio milanese di calze e cravatte, l'uomo si vede giorno per giorno minacciare il proprio commercio e conseguente guadagno da un ragazzo extracomunitario che vende proprio davani al suo esercizio la stessa sua merce più scadente ed ovviamente a basso costo. Esasperato anche dai continui immigrati questuanti da cui il protagonista viene quotidianamente fermato per le strade, decide con uno stratagemma di riportare personalmente con la propria macchina nel natio Senegal il giovane 'concorrente'. Nel corso di questo viaggio di ritorno si aggregherà anche la bella e sedicente sorella del ragazzo e svariate avventure capiteranno a tutti e tre.
"Contromano" è una commedia molto poco realistica nel suo contenuto che appare veramente improbabile, in ogni caso, non considerato ciò, essa funziona bene come dialoghi e situazioni ma, purtroppo, solo nella prima parte del film (che è anche quella più accettabile dal punto di vista della veridicità) rispetto alla seconda. Quest'ultima, infatti, risulta troppo lunga e, appunto, altamente improbabile, e ciò compromette notevolmente la riuscita del film. Sicuramente Albanese, 'castigatore' di parecchi mal costumi italiani, avrebbe potuto ideare qualcosa di meglio riguardo il tema e le problematiche dell'immigrazione del nostro Paese. Affrontare un tema così complesso e delicato con tanta superficialità e paradosso, ripeto, va a discapito del valore in sè della pellicola.
Peccato, attenderemo la prossima 'opera' di questo divertente e bravo comico.
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