L'ascendenza teatrale di questa piccola macchina delle meraviglie: come il carillon che Greta Driscoll custodisce gelosamente (di cui noi non vedremo mai il contenuto!); è manifesta. Ma non nuoce affatto a un film ambientato perfettamente in un'atmosfera anni '70 - ma australiani e quindi very british, anche nella pronuncia, estremamente sexy e accattivante! - con costumi e scenografia perfetti ma non sontuosi. A partire dalla screen ratio (4:3), sì, insomma le dimensioni dello schermo ante-cinemascope e ante TV wide screen, siamo invitati ad avvicinare l'occhio alla “serratura” che chiude Greta Driscoll in un'infanzia non dorata, funestata com'è da genitori mai cresciuti e da una mamma algida e distante, che non è capace di volerle bene davvero.
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L'ascendenza teatrale di questa piccola macchina delle meraviglie: come il carillon che Greta Driscoll custodisce gelosamente (di cui noi non vedremo mai il contenuto!); è manifesta. Ma non nuoce affatto a un film ambientato perfettamente in un'atmosfera anni '70 - ma australiani e quindi very british, anche nella pronuncia, estremamente sexy e accattivante! - con costumi e scenografia perfetti ma non sontuosi. A partire dalla screen ratio (4:3), sì, insomma le dimensioni dello schermo ante-cinemascope e ante TV wide screen, siamo invitati ad avvicinare l'occhio alla “serratura” che chiude Greta Driscoll in un'infanzia non dorata, funestata com'è da genitori mai cresciuti e da una mamma algida e distante, che non è capace di volerle bene davvero. Un'infanzia che Greta però non si decide a lasciare andare, nonostante stiano scoccando i fatidici 15teen!
Tutto in una sera: quella del party per il compleanno della ragazzina. Coreografie piccole e tanto carine incorniciano l'evento sensazionale: riuscirà la nostra eroina a sopravvivere al passaggio dall'infanzia all'agitatissima adolescenza?!? Accetterà “la nuova inquilina che si è all'improvviso impossessata del suo corpo, a sua insaputa”, come descrive la sorella maggiore l'evento che a sua volta aveva dovuto affrontare anni prima anche lei?!?
Chissà…
Ciò che sappiamo è che oltre il recinto di casa c'è il bosco, come oltre ogni giardino chiuso, e lì, oltre lo steccato, nel wilderness abitano creature fantastiche. Ci sono creature buone e creature mefistofeliche nel bosco dell'Eros di Greta, come in quello di ogni fanciulla che sta per sbocciare in una donna. C'è anche lo zombi del padre, che cade a pezzi e la madre-regina di ghiaccio, dalla quale anche le carezze più dolci giungono gelide.
È un sogno o un incubo quello che Greta sta sognando la sera della sua festa?!
Ma Greta è davvero una ragazza addormentata? Nel senso che sta dormendo ora o è sempre stata una bella dormiente in attesa del principe azzurro?
Certo il principe che le si materializza davanti ha tutt'altra figura rispetto alle attese: è Harrison Feldman (bravissimo); un brufoloso mingherlino piuttosto “nerd”.
Ma che importa: è un vero amico, l'unico amico. Quindi sarà il compagno di Greta in questa notte fantastica di tregenda e di evoluzione.
In alcune scene il film ricorda da vicino la poetica del geniale Wes Anderson.
Che ne sarà della piccola Greta che si nasconde ancora sotto le spoglie del personaggio più tenero tra gli gnomi e mostri magici del bosco?
L'adolescente Greta la lasciare andare?
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