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mondolucio
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lunedì 25 luglio 2022
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ora, nel 2022, bisogna ripartire da qui
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Anni gloriosi per il cinema i '70/'80, periodo nei quali si creava (e non "virtualizzava") o si ricercava (e non "ripeteva") o, come in questo caso, si sperimentava (e non "fossilizzava"). Parliamoci chiaro, questa pandemia ha messo a dura prova tutto, compreso questo settore stremato da continui rinvii e rinunce, però, grazie al cielo, abbiamo la certezza che il cinema si sappia reinventare e che non mollerà mai, ma bisogna necessariamente tornare a darci ispirare da queste origini se non vogliamo continuare a riempirci di vacui (non tutti) cinecomics che hanno ormai saturato il mercato e le nostre menti. Il buon De Palma che non ci tradisce mai qui ci ha lasciato in eredità una solida base di folle irrealtà dove é riuscito a fondere la letteratura più oscura dell'immaginario collettivo e sintetizzarne il senso in chiave moderna in soli 90 minuti di puro spasso.
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Anni gloriosi per il cinema i '70/'80, periodo nei quali si creava (e non "virtualizzava") o si ricercava (e non "ripeteva") o, come in questo caso, si sperimentava (e non "fossilizzava"). Parliamoci chiaro, questa pandemia ha messo a dura prova tutto, compreso questo settore stremato da continui rinvii e rinunce, però, grazie al cielo, abbiamo la certezza che il cinema si sappia reinventare e che non mollerà mai, ma bisogna necessariamente tornare a darci ispirare da queste origini se non vogliamo continuare a riempirci di vacui (non tutti) cinecomics che hanno ormai saturato il mercato e le nostre menti. Il buon De Palma che non ci tradisce mai qui ci ha lasciato in eredità una solida base di folle irrealtà dove é riuscito a fondere la letteratura più oscura dell'immaginario collettivo e sintetizzarne il senso in chiave moderna in soli 90 minuti di puro spasso. In ogni caso, non fatevi comunque ingannare da questi "paroloni", piazzatevi davanti uno schermo e guardatelo, senza troppi fronzoli. Scommettiamo che ne rimarrete ipnotizzati senza capirne davvero il perché? Paul Williams ci ha lasciato davvero una buona opera musicale, William Finley invece ci offre una prestazione da "istrione" memorabile, ma quella che stupisce é una Jessica Harper (Suspiria) carica di inaspettata sensualità e intonazione. Curiosità: la maschera utilizzata dal personaggio di Winslow é stata letteralmente presa e ricopiata fedelmente da Kentarõ Miura nel suo Berserk (praticamente il manga più bello di tutti i tempi) per il personaggio di Grifis, ispirazione mai nascosta, anzi, Miura ha sempre fortemente evidenziato la sua influenza dall'occidente. Che altro aggiungere? Godetevelo.
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rmarci 05
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giovedì 4 aprile 2019
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un film cult sperimentale e visionario
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Il giovane e ancora inesperto Brian De Palma, oggi uno dei registi più importanti della Nuova Hollywood, ottenne fama internazionale con questo piccolo gioiello del cinema, un film sperimentale che miscela sapientemente horror, dramma e musical, riuscendo a riadattare in chiave moderna il celebre "Fantasma dell'Opera", il cui svolgimento della narrazione è basato su riproposizioni di alcuni grandi classici del cinema (A. Hitchcock), della musica (Faust), e della letteratura horror inglese (Il ritratto di Dorian Gray); nonostante il film abbia una storia ricca di citazioni, De Palma dimostra il suo talento adattando le storie delle grandi opere alla sua, senza mai scadere nel classico "copia e incolla", e rivoluzionando il genere cinematografico del musical; egli inoltre affida alla splendida musica del film un ruolo fondamentale: essa viene descritta dal protagonista come una opera d'arte molto complessa e personale, che un produttore discografico, per cattiveria e avarizia, gli ruba trasformandola in una macchina per guadagnare soldi.
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Il giovane e ancora inesperto Brian De Palma, oggi uno dei registi più importanti della Nuova Hollywood, ottenne fama internazionale con questo piccolo gioiello del cinema, un film sperimentale che miscela sapientemente horror, dramma e musical, riuscendo a riadattare in chiave moderna il celebre "Fantasma dell'Opera", il cui svolgimento della narrazione è basato su riproposizioni di alcuni grandi classici del cinema (A. Hitchcock), della musica (Faust), e della letteratura horror inglese (Il ritratto di Dorian Gray); nonostante il film abbia una storia ricca di citazioni, De Palma dimostra il suo talento adattando le storie delle grandi opere alla sua, senza mai scadere nel classico "copia e incolla", e rivoluzionando il genere cinematografico del musical; egli inoltre affida alla splendida musica del film un ruolo fondamentale: essa viene descritta dal protagonista come una opera d'arte molto complessa e personale, che un produttore discografico, per cattiveria e avarizia, gli ruba trasformandola in una macchina per guadagnare soldi. Grazie alla buona recitazione degli attori, ad una fotografia splendida e a delle ambientazioni visionarie e kitsch, Brian De Palma firma un film cult che, se nella prima parte risulta piuttosto datato, nella seconda sprigiona un'energia e una bellezza incredibili.
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ennio
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domenica 22 aprile 2018
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(l'unico) capolavoro di de palma
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Mi innamorai già da ragazzino di questo film, uno dei migliori musical nell'età d'oro della musica rock. C'è tutto ciò che conquista il desiderio di conoscenza di un'adolescente, e più in là, il più maturo senso del piacere di un adulto: la bellezza, la tragedia, la satira sociale ed economica. E le ottime musiche del geniale Paul Williams.
Strano destino quello di Brian De Palma, a suo modo affine a quello di Dario Argento. Un unico grande film (profondo rosso) e poi una lunga caduta nella mediocrità, ravvivata da saltuarie pellicole apprezzabili. Il suo problema è che sa fare buone regìe di film sulla criminalità, sulla guerra, ma è negato per il genere thriller.
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Mi innamorai già da ragazzino di questo film, uno dei migliori musical nell'età d'oro della musica rock. C'è tutto ciò che conquista il desiderio di conoscenza di un'adolescente, e più in là, il più maturo senso del piacere di un adulto: la bellezza, la tragedia, la satira sociale ed economica. E le ottime musiche del geniale Paul Williams.
Strano destino quello di Brian De Palma, a suo modo affine a quello di Dario Argento. Un unico grande film (profondo rosso) e poi una lunga caduta nella mediocrità, ravvivata da saltuarie pellicole apprezzabili. Il suo problema è che sa fare buone regìe di film sulla criminalità, sulla guerra, ma è negato per il genere thriller.
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onufrio
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venerdì 23 marzo 2018
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visionario de palma
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Non avrà avuto il successo sperato ai botteghini, ma il film di De Palma col passare degli anni è diventato un Cult. Il regista è abile a mischiare Musical, dramma e commedia mantenendo intatto il filo di una sceneggiatura ben salda ed intrigante. Numerosi gli omaggi cinematografici presenti in questa pellicola, da "Il Fantasma dell'Opera" a "Il Gobbo di Notre Dame", passando per Psycho con la scena sotto la doccia. Un amante del cinema non può non amare questo piccolo grande capolavoro del genere.
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fabio1957
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giovedì 2 luglio 2015
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straordinario
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Perfettamente in linea con il critico,trovo veramente notevole quest'opera di Brian De Palma, che forse ne segna l'esordio ufficiale.Grandi musiche,bella storia,immagini da antologia.Il regista si cimenterà in tanti altri generi con altrettanta efficacia,ma questo film è una chicca unica nella sua filmografia.
Staordinario
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alemrg
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domenica 29 dicembre 2013
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capolavoro del 1974
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Ho voluto rivedere "Il Fantasma del Palcoscenico", film mito della mia adolescenza. All'epoca lo vidi due o tre volte, in camera avevo il manifesto sulla parete della camera e comprai pure il disco con le canzoni. La sceneggiatura è coinvolgente e piena di colpi di scena. E' allo stesso tempo un film drammatico, sentimentale, horror, thriller e musicale. La regia magistrale è di Brian de Palma ai suoi esordi. Devo ammettere con sofferenza che il film sente il peso dei suoi 40 anni. Gli avrei voluto dargli 5 stelle e invece ne metterò solo 4.
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ralphscott
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mercoledì 16 gennaio 2013
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ha fatto scuola
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Ritmi scatenati per questo concentrato di trovate sceniche e registiche ricco di hommage,che a sua volta ha ispirato maestri dell'horror italiano. La protagonista reciterà in Suspiria pochi anni più tardi. Il personaggio di Arnold Philbin è eccezionalmente sopra le righe:una perfetta icona camp.
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spalla
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martedì 26 maggio 2009
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trama di routine, musiche splendide
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Più che un horror, "il fantasma del palcoscenico" è un film musicale. Ed è anche uno dei migliori nel suo genere. Le musiche sono veramente splendide, non c'è che dire. La trama poi, pur offrendo comunque almeno un minimo di tensione, è in fondo solo una delle tante riproposizioni della storia di Faust. E' comunque accattivante il protagonista, con la sua maschera ed anche il cattivo Swan è molto bene interpretato. Se amate i film musicali, questo non dovete assolutamente perderlo.
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dr. o' le'
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giovedì 27 luglio 2006
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il miglior de palma in un pezzo d'annata
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Se esistesse un premio per il film più sottovalutato e meno conosciuto della storia, questa straordinaria opera del grande Brianone lo vincerebbe senza alcun dubbio.
Il Fantasma del Palcoscenico (traduzione aberrante e totalmente insensata del titolo originale Phantom of the Paradise - fantasma del Paradiso, inteso come nome del locale in cui il nostro reietto vive-) è un piccolo grande capolavoro, un musical-drama-fantastico pieno di idee originali e interpretato da una serie di grandi artisti (su tutti il superbo Paul Williams, autore anche delle canzoni originali del film).
In bilico tra il fantasma dell'opera ed il "Faust" di Goethe, De Palma da vita ad un'opera che gode di vita propria, equilibrata e accattivante.
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Se esistesse un premio per il film più sottovalutato e meno conosciuto della storia, questa straordinaria opera del grande Brianone lo vincerebbe senza alcun dubbio.
Il Fantasma del Palcoscenico (traduzione aberrante e totalmente insensata del titolo originale Phantom of the Paradise - fantasma del Paradiso, inteso come nome del locale in cui il nostro reietto vive-) è un piccolo grande capolavoro, un musical-drama-fantastico pieno di idee originali e interpretato da una serie di grandi artisti (su tutti il superbo Paul Williams, autore anche delle canzoni originali del film).
In bilico tra il fantasma dell'opera ed il "Faust" di Goethe, De Palma da vita ad un'opera che gode di vita propria, equilibrata e accattivante. Come l'ottimo cineasta americano avrebbe fatto anche in seguito (Complesso di colpa, Blow Out, Omicidio a luci rosse sono esempi), un grande capolavoro del passato - il fantasma dell'opera- viene rivisitato completamente in chiave rock, attualizzandolo e stravolgendolo, conferendogli un grande impatto visivo.
Un musicista disgraziato, Winslow Leach, ha ideato una fantastica cantata per piano e voce ispirata al "Faust" di Goethe, ma il suo "appeal" non gli permetterebbe certo di portarla al successo.
Per questo il dio dell'industria musicale Swan - il grande Williams-, personaggio quasi innaturale, riesce ad impossessarsi della cantata del povero Leach, dal viso sfigurato dopo un incidente, ed a convincerlo a vivere "murato" all'interno di un enorme locale, il Paradiso.
Leach è convinto che canterà anche lui insieme alla donna, di cui è ovviamente innamorato, che aveva scelto per interpretare il suo brano. E si sbaglia.
Inizia perciò la sua vendetta terribile, mirata ad uccidere tutti i protagonisti del "suo" Faust.
Swan, approfittando di nuovo della sua ingenuità, lo convincerà a firmare un contratto col sangue, con cui accetta di smettere di nuocere allo spettacolo in cambio di una parte con la sua amata.
Ma anche Swan, tanto tempo prima, aveva firmato con il suo sangue un contratto che gli aveva portato la fama e la ricchezza, un contratto che non si puo' certo disdire...
Epico.
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