La legge del mercato

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toni andreetta mercoledì 6 maggio 2020
"la legge morale è dentro di me" e. kant Valutazione 4 stelle su cinque
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Ottimo film La legge del mercato. Il regista Stéphane Brizé ha strutturato la narrazione filmica con scelte stilistiche molto coraggiose, ispirate alla libertà espressiva, contravvenendo, in maniera schietta e profittevole, alle regole del linguaggio cinematografico consolidato. Thierry, interpretato da Vincent Lindon, attore di grande talento, è protagonista di una storia di disoccupazione e precarietà economica a causa della crisi economica del 2008. Perduto il posto, a causa della delocalizzazione dell'azienda, Thierry per sbarcare il lunario, con una famiglia a carico, è costretto ad accettare un lavoro di controllore di furti in un centro commerciale. [+]

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martedì 5 maggio 2020
bel titolo
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Scritto molto bene al punto che spero di vederlo. Grazie

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sellerone martedì 21 agosto 2018
la legge della coscienza Valutazione 3 stelle su cinque
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Il protagonista è interpretato in maniera sublime. Una recitazione naturale e coinvolgente aiutata molto dal taglio delle inquadrature. LA storia è bella, ma credo che senza questo attore, non avrebbe reso altrettanto bene.

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francesco2 sabato 30 dicembre 2017
non solo lindon Valutazione 3 stelle su cinque
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 E’ un film francese visto in concorso a Cannes, secondo qualcuno per motivi probabilmente
nazionalistici, mentre altri potrebbero obiettare che il film vive della luce riflessa di Lindon. Forse,
tuttavia, almeno quest’affermazione è vera solo parzialmente.  L’interpretazione di quest’attore,
finalmente insignito con un riconoscimento ufficiale nel suddetto Festival,  eccede sicuramente il
valore del film, che a volte propone spunti interessanti in maniera non banale.
La scena della “trattativa” nella parte iniziale, per esempio, appare o forse è troppo dilatata, ma
abile nell’evidenziare “piccole” tensioni in cui nessuno ha colpa se non quell’
(Il)logic(it)à che obbliga a prendere rapidamente certe decisioni ed, ancora prima, ad essere stringati
nella comunicazione con persone che non conosciamo. [+]

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ennio venerdì 1 dicembre 2017
fin troppo realista, un pò spoglio di carattere Valutazione 3 stelle su cinque
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Un'opera ammirevole per le modalità in cui è stata girata, con attori perlopiù di strada, quindi a metà tra fiction e documentario. Sebbene lo scorrimento della vicenda sia piacevolmente asciutto, anche nei dialoghi, alla fine risulta fin troppo inquadrato in un realismo sempre uguale a sè stesso. I protagonisti della vicenda sembrano ripetere ogni volta gli stessi caratteri, nei toni, nella volontà e nelle parole, e questo è un pò inverosimile nella realtà. Rimangono tutti così ragionevoli e pacati anche in circostanze drammatiche come furti e licenziamenti, ma siamo davvero così sviliti di carattere?

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non solo storie lunedì 28 novembre 2016
le jeux sont faits... Valutazione 4 stelle su cinque
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Altri ci hanno già raccontato l' attuale crisi economica dall' interno delle stanze dei bottoni, lì dove si fa girare il mondo come una roulette a suon di speculazioni e giochi di potere: le jeux sont faits rien ne va plus. La Legge del Mercato, insomma, che Stephane Brizé ci racconta vista, però, dalla parte di chi ha perso il lavoro e stenta a sbarcare il lunario. L' intento è quello di produrre un film-reportage di denuncia e la regia ci riesce magistralmente a cominciare dall' uso della recitazione a soggetto. Le inquadrature "spigolose" lasciano allo spettatore giusto lo spazio per sbirciare "la vita degli altri", il loro dolore, i loro drammi. E' vita vera, vita vissuta, quella sullo schermo e quando Thierry, il protagonista, farà la sua scelta il pubblico dovrà decidere da che parte stare. [+]

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rampante giovedì 17 novembre 2016
un uomo Valutazione 4 stelle su cinque
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Il regista ha realizzato un'opera di denuncia del mondo del lavoro Thierry è un uomo semplice, solido moralmente, un uomo con un figlio disabile, un uomo che dopo 25 anni di attività perde il lavoro perchè la sua azienda si è trasferita in un altro paese dove la mano d'opera, senza tutele, costa molto meno. La legge lo permette. Thierry frequenta degli inutili corsi di formazione e cerca lavoro. Assunto in un ipermercato con il ruolo di controllo nei tentativi di furto è costretto a misurarsi ogni giorno con le leggi di un mercato spietato che divora persone mostrando un volto amichevole. Un giorno si trova dinanzi a un uomo che ruba non per vizio ma per necessità e si chiede fino a che punto la legge vada fatta rispettare a favore di chi adora il dio Mercato. [+]

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lbavassano martedì 26 aprile 2016
neorealismo contemporaneo Valutazione 4 stelle su cinque
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Per fortuna, nonostante tutto, nonostante le leggi del mercato e delle multisale, dell'evasione a tutti i costi, si producono film come questo, e come "Due giorni, una notte" dei Dardenne (ma all'origine di tutto è probabilmente il capolavoro dei Dardenne, "Rosetta"), film che indagano e rappresentano lucidamente la realtà contemporanea nei suoi aspetti più crudi; ed il mondo del lavoro, le sue regole o, meglio, la sua rinnovata assenza di regole che non siano quelle del profitto a tutti i costi, le sue esclusioni e gli ipocriti, odiosi rituali pseudo-scientifici di inclusione, della realtà contemporanea è specchio ed elemento costitutivo. [+]

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non solo storie giovedì 4 febbraio 2016
e tu, da che parte stai? Valutazione 0 stelle su cinque
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Altri ci hanno già raccontato l' attuale crisi economica dall' interno delle stanze dei bottoni, lì dove si fa girare il mondo come una roulette a suon di speculazioni e giochi di potere: le jeux sont faits rien ne va plus. La legge del mercato, insomma, che Stephane Brizé ci racconta vista, però, dalla parte di chi ha perso il lavoro e stenta a sbarcare il lunario. L' intento è quello di produrre un film-reportage di denuncia e la regia ci riesce magistralmente a cominciare dall' uso della recitazione a soggetto. Bene avrebbe fatto la produzione italiana a lasciare la pellicola in lingua originale. Così male si adatta l' italiano alla trasposizione dell' interloquire naturale tra parlanti di lingua francese! Se ne perdono la musicalità e i contenuti culturali che essa veicola. [+]

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gianleo67 domenica 13 dicembre 2015
l'impegno civico del cinema francofono Valutazione 3 stelle su cinque
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Perso il lavoro come gruista il cinquantenne Thierry, marito e padre di un figlio disabile, accetta un incarico come vigilante in un centro commerciale. La sua precarietà professionale e le contingenti difficoltà economiche in cui versa però, non hanno scalfito il fondo di umanità e dignità personale con cui guarda ai piccoli e grandi soprusi di un mondo del lavoro che vorrebbe piegare tutto e tutti alla spietata logica del profitto ad ogni costo.
Le coordinate del cinema sociale e la impassibile analisi di uno civiltà del lavoro votata alla cinica mercificazione delle relazioni umane puntano, almeno nell'ultimo ventennio, indiscutibilmente verso il rigoroso impegno delle produzioni francofone (La vie rêvée des anges - 1998 -Erik Zonca ; La Promesse 1996 - Rosetta - 1999: Deux jours, une nuit 2014 Jean-Pierre e Luc Dardenne), le sole che sembrano aver saputo e voluto interpretare i mutamenti sotterranei che come un fiume carsico hanno eroso alle fondamenta i valori di solidarietà sociale e di rispetto individuale di un ideale socialdemocratico spazzato via dall'ondata neoliberista degli anni '90 e più ancora dalla globalizzazione dell'inizio del nuovo millennio. [+]

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