C’era una volta un mondo agricolo immobile nelle sue tradizioni e dinamiche che poi ha cominciato a trasformarsi con ritmi sempre più veloci e Giuseppe Morandi l’ha documentato. “Io non ho fotografato i muri delle cascine, ho fotografato le persone, perché erano vive, perché potevano cambiare questo mondo, perché avevano un futuro...” , questi erano e sono i “paisan” delle campagne cremonesi fissati per sempre nelle fotograe fatte da un uomo appartato, che dicilmente si trova nei libri, ma che per primo ha fotografato il mondo della campagna dall’interno. Raccontare di Giuseppe è immergersi in una storia umile, che odora di campi arati, di mucche nella strada, di polenta fumante e soprattutto signica cercare di capire un mondo che non esiste più, spazzato via dal modernità e dalla nostra distrazione.