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jeppo
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mercoledì 19 novembre 2008
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il film è solo la storia di se strsso
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ottimo film,dove però si accenna appena alla profondità delle figure di Buzzati, e la sconfitta del protagonista è sotto espresso come è sotto espresso il ritorno alla vita.Viene fuori un altra immagine, del protagonista,altrettanto valida, forse più moderna. Come conclusione potrei dire che ha 14 anni dalla sua uscita resta un film autentico per alcune sfumature geniale,purtroppo fa parte di un genere che vive nell'ombra di grandi colosal dal contenuto spesso(sempre)vuoto.
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peer gynt
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domenica 11 agosto 2002
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la montagna degli uomini spenti
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Ad una buona capacita' descrittiva il regista accompagna una nulla capacita' di costruzione narrativa. I silenzi, che dovrebbero essere metafora dell'interiorita' dei personaggi, palesano invece l'assenza di idee, la paura di esporsi troppo con una storia. Buzzati e' usato come uno schermo, dietro al quale celare poverta' di contenuti. Le bellissime immagini non bastano per fare un film. Barnabo e' un uomo del tutto senza qualita',un indifferente, un imbelle. Il regista non riesce a dargli spessore. La sua colpa non ha commenti, non ha giustificazioni, nemmeno accenni di spiegazione. E l'eccessivo silenzio non e',come forse vorrebbe il regista, indizio di cinema alto, riflessivo (olmiano) ma tardo e vuoto portato di un neorealismo d'accatto, mal interpretato (della serie:montanari uomini duri,silenziosi,scavati dentro).
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Ad una buona capacita' descrittiva il regista accompagna una nulla capacita' di costruzione narrativa. I silenzi, che dovrebbero essere metafora dell'interiorita' dei personaggi, palesano invece l'assenza di idee, la paura di esporsi troppo con una storia. Buzzati e' usato come uno schermo, dietro al quale celare poverta' di contenuti. Le bellissime immagini non bastano per fare un film. Barnabo e' un uomo del tutto senza qualita',un indifferente, un imbelle. Il regista non riesce a dargli spessore. La sua colpa non ha commenti, non ha giustificazioni, nemmeno accenni di spiegazione. E l'eccessivo silenzio non e',come forse vorrebbe il regista, indizio di cinema alto, riflessivo (olmiano) ma tardo e vuoto portato di un neorealismo d'accatto, mal interpretato (della serie:montanari uomini duri,silenziosi,scavati dentro). Sharunas Bartas fa film privi di dialogo, ma non vi senti la forzatura che si sente qui.
Inconcludente. Deludente.
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