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elgatoloco
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martedì 7 febbraio 2017
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film d'impegno dell'epoca
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Ciò che risalta nel film è in primis l'impegno tematico: si affronta un tema che, sicuramente, all'epoca era un tabù. Non a caso lo fa un regista come John Cassavetes, supportato dal produttore Stanley Kramer(per quanto sia noto che tra i due esplosero contrasti, destinati a modificare il fim nel suo esito finale, ossia con pesanti interventi di Kramer sul lavoro di Cassavetes in sede di montaggio), con attori come >Burt Lancaster, Judy Garland(madre di Liza Minnelli), Gena Rowlands(moglie di Cassavetes). "A Child is waiting"mette in scena bambini "con problemi"(ossia trisomici 21, come si dice tecnicamente)e un ospedale vero, pur se gli elementi di fiction non potevano mancare, chiaramente, essendo il film tratto da una pièce per la TV.
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Ciò che risalta nel film è in primis l'impegno tematico: si affronta un tema che, sicuramente, all'epoca era un tabù. Non a caso lo fa un regista come John Cassavetes, supportato dal produttore Stanley Kramer(per quanto sia noto che tra i due esplosero contrasti, destinati a modificare il fim nel suo esito finale, ossia con pesanti interventi di Kramer sul lavoro di Cassavetes in sede di montaggio), con attori come >Burt Lancaster, Judy Garland(madre di Liza Minnelli), Gena Rowlands(moglie di Cassavetes). "A Child is waiting"mette in scena bambini "con problemi"(ossia trisomici 21, come si dice tecnicamente)e un ospedale vero, pur se gli elementi di fiction non potevano mancare, chiaramente, essendo il film tratto da una pièce per la TV. Emerge(nella versione-doppiaggio made in Italy;sarebbe interessante verificare il lemma usato nell'originale)la parola"subnormali", da gettare nel dimenticatoio, che verrà però sostituito dall'offensivo, anzi non meno offensivo"mongoloide"(in molte parti d'Italia si dice"mongoloide"-o"mongolo"-in chiave offensiva a chi non risponda a determinati stimoli, quasi behavioristicamente-meccanicisticamente)magari subito, chissa perché magari assorto/a in profonde motivazioni o altro...Anche l'approccio"terapeutico"è molto old style, ora condannato dalle conoscenze via via accumulatesi. Ma gli/le interpreti sono di prim'ordine, le sequenze, girate in un bel"bianco e nero"impeccabili, dove bisogna dire che, dimensione"storica"a parte, il film dà parecchi punti a vari film attuali(salvo"Rain Man"sull'autismo e alcuni film tratti da Oliver Sachs ultimamente su temi analoghi si è visto poco o nulla, bisogna pur dirlo); oggi "tira"solo il film che solleciti istinti o emozioni"forti"oppure (ma sono film"di nicchia")film vagamente definibili come"surreali". Francamente sembra che il desiderio di affrontare tematiche scottanti e"dure"in modo serio sia scomparso, per motivi"imprenditoriali"-"produttivi", anche se la via scelta qui era certo condizionato da modelli psicologico-pedagogici ancora sostanzialmente autoritari e direttivi, volti a"inglobare", a dirigere, a non lasciare molto scampo a nessuna persona, "normale"o"meno"(?)che fosse... El Gato
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fedeleto
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sabato 30 luglio 2011
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esclusi e incompresi
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Dopo il buon esordio di ombre e l'intermezzi di blues di mezzanotte ,Cassavetes firma la terza pellicola .Il film narra le vicissitudini di un bambino di nome ruben,che abbandonato dai genitori in un istituto per sub normali ,vive il dramma (come molti altri ragazzi dell'istituto) dell'abbandono, ed e' contrario alla severita' del direttore,ma sereno per l'arrivo di una donna nel'istituto che tenta di aiutarlo,ma forse l'aiuto di cui ha bisogno e' solo l'amore che potrebbe nascere anche da una carezza del vero genitore.Toccante ,profondo,un film di denucnia dove si racconta uno spaccato di vita ed una realta' finora inedita nel cinema.Una pellicola capace di far riflettere come poche altre ,peccato che il montaggio orignale di cassavetes non e' presente,e il produttore Kramer ha reso piu'' commerciale il film .
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Dopo il buon esordio di ombre e l'intermezzi di blues di mezzanotte ,Cassavetes firma la terza pellicola .Il film narra le vicissitudini di un bambino di nome ruben,che abbandonato dai genitori in un istituto per sub normali ,vive il dramma (come molti altri ragazzi dell'istituto) dell'abbandono, ed e' contrario alla severita' del direttore,ma sereno per l'arrivo di una donna nel'istituto che tenta di aiutarlo,ma forse l'aiuto di cui ha bisogno e' solo l'amore che potrebbe nascere anche da una carezza del vero genitore.Toccante ,profondo,un film di denucnia dove si racconta uno spaccato di vita ed una realta' finora inedita nel cinema.Una pellicola capace di far riflettere come poche altre ,peccato che il montaggio orignale di cassavetes non e' presente,e il produttore Kramer ha reso piu'' commerciale il film .Comunque rimane lo stesso un ottimo film.
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rinunciatario a..........
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giovedì 25 ottobre 2007
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serenità.
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IL FATTO E' CHE LA UMANITA', SPECIE QUELLA OCCIDENTALE, PROPENDE ALLA PURA FUNZIONALITA' DELL'UOMO COME STRUMENTO PER PRODURRE PSEUDORICCHEZZA, REDDITO, SERVIZI, POTERE, GLORIA NAZIONALE, SOPRAFFAZIONE DEGLI ALTRI, PROFITTO A QUASI TUTTI I COSTI,........ORGOGLIO, ECC. ECC. PURTROPPO SAREBBE LUNGO IL DISCORSO E QUI' NON VI ENTRA. MENTRE OCCORRE PROTENDERE PER LA SERENITA' DI TUTTI , ANCHE CON MENO RICCHEZZA ECONOMICA, CHE LA VERA RICCHEZZA E' LA SERENITA', QUESTO NON LO SI VUOL CAPIRE, O LO SI CAPISCE TROPPO BENE,, MA SI E'OTTENEBRATI DAL FARSI RICONOSCERE,...... PRIMI........ MA I PRIMI SARANNI GLI U. E VICEVERSA........SCUSATE.........
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elius
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lunedì 30 aprile 2001
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buoni a metà
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il film riflette sulla temtica dell'educazione dei bambini portatori di handicap mentali attraverso la messa in scena di due diversi atteggiamenti educativi. Uno, rappresentato egregiamente da Burt Lancaster, è quello comportamentista cioè dedito all'addestramento dei soggetti ad attività quotidiane e lavorative in vista di un'autonomia ed un inserimento nel mondo. L'altro, incarnato da una malinconica Judy Garland, è quello relazionale che scade nel buonismo, nell'idea che l'educatore possa sempre fare del bene, portare a miglioramento attraverso la apparente accetazione della diversità Ottima è la riflessione su come sia necessario essere consapevoli delle motivazioni che spingono una persona ad intraprendere una professione educativa.
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il film riflette sulla temtica dell'educazione dei bambini portatori di handicap mentali attraverso la messa in scena di due diversi atteggiamenti educativi. Uno, rappresentato egregiamente da Burt Lancaster, è quello comportamentista cioè dedito all'addestramento dei soggetti ad attività quotidiane e lavorative in vista di un'autonomia ed un inserimento nel mondo. L'altro, incarnato da una malinconica Judy Garland, è quello relazionale che scade nel buonismo, nell'idea che l'educatore possa sempre fare del bene, portare a miglioramento attraverso la apparente accetazione della diversità Ottima è la riflessione su come sia necessario essere consapevoli delle motivazioni che spingono una persona ad intraprendere una professione educativa. Spesso il bisogno di aiuto dell'educatore, i problemi esistenziali non risolti o solamente non elaborati sono spostati e trasferiti sui bambini che dovrebbero ricevere un autentico e consapevole aiuto.
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