|
rongiu
|
giovedì 1 marzo 2012
|
"pasangjan": il fiume che ti cambia. ultima parte.
|
|
|
|
Marlon Brando: \ 924 – terza / La sete di sangue. La sete di sangue, dicono tutti gli uomini di cui ho letto, dicono che l’essere umano è l’unico animale ad avere sete di sangue. Che uccide senza motivo. Che uccide per il piacere. Si vede la luce attraverso questo. Prendi quelli che sono addetti alla spazzatura; prendi quelli che sono nati per pensare ma che non sanno agire; prendi… , ho ingoiato un insetto. E’ irresistibile quando un’ape scopre il miele, è attratta irresistibilmente. Il mio amico Leader è il mio critico. Il mio unico critico. E lui, forse, oltre me stesso.
Francis Coppola:Mi sento come…, come se mi trovassi in una stanza che ha il pavimento spalmato di vaselina.
[+]
Marlon Brando: \ 924 – terza / La sete di sangue. La sete di sangue, dicono tutti gli uomini di cui ho letto, dicono che l’essere umano è l’unico animale ad avere sete di sangue. Che uccide senza motivo. Che uccide per il piacere. Si vede la luce attraverso questo. Prendi quelli che sono addetti alla spazzatura; prendi quelli che sono nati per pensare ma che non sanno agire; prendi… , ho ingoiato un insetto. E’ irresistibile quando un’ape scopre il miele, è attratta irresistibilmente. Il mio amico Leader è il mio critico. Il mio unico critico. E lui, forse, oltre me stesso.
Francis Coppola:Mi sento come…, come se mi trovassi in una stanza che ha il pavimento spalmato di vaselina. Tutte queste novità mi vengono addosso, e io cerco di andare avanti. Poi, poi adesso ho Marlon Brando, una bella gatta da pelare. La sua forza gli deriva dal fatto che … non se ne frega niente. Io voglio un personaggio che abbia una natura monumentale, che lotti con le parti più estreme della sua anima e… che lotti ad un tale livello, che tu finisci per ammirarlo. E lui…, lui viene annientato.
Marlon Brando:Ci vuole molto coraggio. Non bisogna temere i proiettili più profondi, fosforo e napalm non sono niente. Bisogna guardare in profondità e vedere la distorsione mentale che giace sotto la superficie di tutti gli esseri umani. E dire, Si. Ti voglio bene. Ti voglio bene perché sei parte di me, sei il mio prolungamento. E’ arrivato il momento di afferrare quest’occasione della storia. E’ il momento di insegnare. \ per oggi non mi viene altro da dire /.
Francis Coppola: Io mi sento un idiota. Ho messo in moto cose che non hanno senso, che non quadrano e pure vado avanti. E il motivo per cui vado avanti è la disperazione. E non riesco a farlo in modo razionale. Devo ammetterlo, io non so che cosa sto facendo.
Eleanor Coppola: n°30 Allora come la spieghi la differenza tra quello che senti e quello che gli altri vedono?
Francis Coppola:Perché l’uomo vede la magia di quello che è successo prima. Delle prove, dei discorsi. Insomma io continuo a dire guardate che non funziona, io non vengo a capo di niente. Il copione non ha senso, non ha un finale. Io sono qui, sono qui che urlo e dico per favore non funziona. Tiratemi fuori di qui, e nessuno mi ascolta. Tutti quanti dicono, si … Francis tanto lavora meglio quando va in crisi. Io da questa crisi non ne vengo fuori, non ne vengo fuori. Sto facendo un brutto film, ma perché dovrei continuate? Tanto andrò fallito comunque. Perché non posso avere il coraggio di dire semplicemente che è tutto inutile. Farei di tutto per uscire da questa situazione, sto già pensando a che tipo di malattia potrei prendermi. Mentre stavo sotto la pioggia, sulla piattaforma, pensavo che sarei potuto scivolare dopo un volo di dieci metri. Si, sarei morto, ma potevo anche rimanere solo paralizzato. Sarebbe un modo dignitoso per uscirne.
Hai mai temuto che potesse impazzire?
Eleanor Coppola: n°31: A un certo punto ha avuto paura. Ha avuto una specie di collasso, ha perso i sensi e mi ha detto che si è visto entrare come nel un buio di un tunnel e non sapeva se stesse morendo o uscendo dalla realtà, oppure se gli succedeva qualcos’altro. Forse era arrivato al limite della sua salute. Della sua salute mentale. E’ stato pauroso. Ma è stato anche…, come dire, quasi…, entusiasmante ed eccitante, che corresse questo pericolo, questa scommessa con se stesso e facesse questa esperienza per arrivare a quel punto. Tutto “Apocalypse” è un film nato all’insegna del pericolo. Rischio di denaro, rischio di…, di…, di ammalarsi. Rischio di…, di vedere quanto poteva mettere alla prova i membri della famiglia. In tutto quello che ha fatto è arrivato all’estremo; ha messo alla prova i suoi limiti estremi e poi è tornato.
Francis Coppola:Non c’è niente di peggio al mondo di un film pretenzioso di un film che aspira a qualcosa di veramente eccelso e invece non vale niente. E’ una merda, si una merda. E tutti lo tratteranno come tale. E’ questo il dramma dei registi, tutto sommato. E’ questo il vero incubo. Di essere pretenziosi. Da un lato tu cerchi di raggiungere qualcosa di grande, qualcosa di veramente grande; ma dall’altro non ti è permesso di essere pretenzioso. E alla fine tu dici… v’affanculo. Non me ne frega niente se sono pretenzioso o no, oppure…, oppure se ho fatto qualcosa di grande o no. Io so’ solo che ci andrei a vedere questo film. Ci andrei e come. Da questo film tutti si aspettano delle risposte, non sto dicendo una battuta. Questo film deve dare delle risposte a cinquemila livelli. E’ molto sottile il diaframma tra il sublime e il ridicolo. E se usi parole come purificazione, epifania, tutti pensano…, che so…, che sei un fanatico religioso oppure un professore di università un po’ stronzo. Ma sono queste le parole per questo processo, per questa trasmutazione, per questo rinascimento, per questa nuova nascita che sta alla base della vita. L’unica regola di cui tutti gli uomini per quanto camminano sulla terra guardando il sole, e scavando per trovare il cibo o un animale da uccidere; il primo concetto, io sono convinto che è venuto in mente è stata l’idea della vita e insieme della morte. Che il sole sorgeva e che il sole tramontava; che avrebbero imparato a coltivare il grano e poi sarebbe venuto l’inverno; che tutto sarebbe morto. Il primo uomo deve aver pensato – Mio Dio è la fine del mondo – e poi, tutto ad un tratto è arrivata la primavera e tutto è ricominciato a vivere. E poi in fondo guardate che rimane, guardate il mio film per capire di che cosa parlo.
Marlon Brando:L’orrore…!, L’orrore!...
2 ½ years later…
Lettore:“Il fiume, insonne, popolato di memorie, di uomini e di navi. Cercatori d’oro o inseguitori di gloria. Quale grandezza non aveva fluttuato sulla corrente di quel fiume, verso il mistero di una terra sconosciuta. Sogni di uomini, il seme della comunità, i germi degli imperi. Il fiume è nero, stasera, amici. Sembra che conduca entro il cuore di una tenebra immensa”.
“Apocalypese Now” uscì il 19 Agosto del 1979. Da allora ha incassato più di 150 milioni di dollari in tutto il mondo. Il film a vinto 3 Golden Globe \Globi d’Oro /, 2 Oscar e la Palma d’Oro al Festival di Cannes.
Francis Coppola: Per me, la grande speranza è che con queste piccole telecamere, con questi apparecchietti che abbiamo oggi, le persone che normalmente non farebbero cinema, comincino finalmente a farlo. E chissà che un giorno , una ragazzina grassottella dell’Ohio, non diventerà il nuovo Mozart e magari farà un bellissimo film con una piccola telecamera del papà, e quel giorno finalmente, il cosiddetto professionalismo nel cinema verrà distrutto, per sempre e il cinema diventerà una forma d’arte. Questa è la mia speranza.
Hearts of Darkness: A Filmmaker's Apocalypse.
Luckiness!
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a rongiu »
[ - ] lascia un commento a rongiu »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
rongiu
|
giovedì 1 marzo 2012
|
"pasangjan": il fiume che ti cambia. parte quarta.
|
|
|
|
Martin Sheen:Il sono stato…., sono stato davvero molto vicino alla fine. E ho capito che…, è difficile dirlo a parole. Ehm…, ho capito che se volevo vivere era una mia scelta e se volevo morire era anche quella una mia scelta. Non avevo neanche paura, la paura è venuta quando mi sono accorto di quanto ero andato vicino alla fine; allora si che ho avuto paura.
Tom Sternberg: - produzione -Mi ricordo che squillò il telefono, e la mia segretaria mi disse – Martin ha avuto un attacco di cuore e…, e Francis non lo vuole ammettere - \
Francis Coppola: \ registrazione telefonica / … ha permesso a Melissa di dire a….
[+]
Martin Sheen:Il sono stato…., sono stato davvero molto vicino alla fine. E ho capito che…, è difficile dirlo a parole. Ehm…, ho capito che se volevo vivere era una mia scelta e se volevo morire era anche quella una mia scelta. Non avevo neanche paura, la paura è venuta quando mi sono accorto di quanto ero andato vicino alla fine; allora si che ho avuto paura.
Tom Sternberg: - produzione -Mi ricordo che squillò il telefono, e la mia segretaria mi disse – Martin ha avuto un attacco di cuore e…, e Francis non lo vuole ammettere - \
Francis Coppola: \ registrazione telefonica / … ha permesso a Melissa di dire a…. che Martin ha avuto un infarto. Ma che cazzo vuol dire. Si, si, che cazzo vuol dire. Lo capisci che lo verrà a sapere tutta Hollywood tra mezz’ora. Se Martin è veramente così grave, deve tornare in America. Certo, certo che tornerà e ci regoleremo in proposito;ma io ho parlato con il dottore e non mi ha saputo dire niente. Martin è giovane, magari sarà in grado di riprendersi fra tre settimane. Io ho detto al dottore… - Potrebbe fare un lavoro non faticoso, solo dei primi piani, magari restando seduto - e lui ha detto – “Forse si!” – e io è questo che volevo sentirmi dire dal dottore. Quindi tutto quello che arriva alla ….. Wings solo solo pettegolezzi e i pettegolezzi possono distruggerti. Se la United Artists sa che mi fermo per otto settimane, la United Artists con 27 milioni di dollari in rosso mi costringerà a montarlo con quello che ho ed il film non è ancora pronto. Hai capito? Hai capito bene? Anche se Martin morisse, voglio sentire dire che va tutto bene finché non lo dico io che Martin è morto. E’ chiaro? E se non fate come dico io vi caccio tutti. Hai capito? Ho veramente paura ragazzi! Questa è la prima volta che ho avuto veramente paura.
Doug Claybourne – Special assistant to the producers - :Ogni volta che Francis si trova nei pasticci durante un film, lui per natura continua ad andare avanti. Io lo rispetto, lo rispetto e lo ammiro per questo, perché bisogna andare avanti perché altrimenti … perché lui aveva ipotecato la sua casa e tutto il resto per poter fare il film. E così girammo i totali delle scene e per le scene più da vicino usammo la controfigura di Martin ripreso di spalle. Poi, quando Martin è tornato abbiamo girato i primi piani. E abbiamo girato molte scene anche degli altri attori fino a che non ha ricominciato Martin.
Francis Coppola: Ok! Giro quello che capita. Ditemi che posso girare.
Assistente – Beh, ci mancano tutti i raccordi.
Francis Coppola: Che cosa faccio, il passaggio dell’ambulanza o giro questo.
Assistente –Non ne vedo lo scopo.
Francis Coppola: Senti, per favore, che cosa ho fatto oggi.
Assistente –Hai scoperto, hai scoperto…, primo, che senza Martin hai dei gravi problemi per girare. Lo sapevamo che avremmo dovuto girare almeno una scena importante senza Martin. Io ti avevo detto che potevamo andare avanti per tre o quattro settimane senza Martin, ma poi avremmo avuto problemi. Lo sapevamo tutti e due.
Francis Coppola: Io avrei voluto collaborare il qualche modo, mi sentivo come una specie di bambino capriccioso. Ah…, posso avere una bibita? Reparto bibite, da bere!
John Milius:Chissà cosa aveva in mente Francis, comunque mi hanno riportato lì per dare una sistemata al copione. Tutti dicevano – Grazie a Dio è tornato alla ragione. Grazie a Dio andrà tutto a posto adesso. Oggi è un nuovo giorno, questo film uscirà finalmente. Dicevano, va’ da lui e digli che è stata una pazzia e che adesso le cose cambieranno. – Mi sentivo come Von Runsted quando andò da Hitler nel 1944. Volevo andare a dirgli che non c’era più benzina sul fronte orientale, che non ce n’era più una goccia e che sarebbe andato tutto a puttane. Io uscii da lui un’ora e mezza dopo e…, mi aveva convinto che questo sarebbe stato il primo film al quale avrebbero assegnato un premio Nobel. E così uscii da quella camera come Von Runsted “Vinceremo, davvero! Non abbiamo più bisogno della benzina.” Mi aveva completamente raggirato. Avrei fatto qualunque cosa.
Eleanor Coppola: n°25 \ Five weeks later… /- Cinque settimane dopo il 19 aprile 1977, Martin è tornato sul set. E’ arrivato circa un’ora fa, è abbronzato, bellissimo; sembra appena tornato da Palm Beach. Francis ha avvicinato l’orecchio al petto di Martin e ha detto prendendolo in giro che secondo lui stava troppo bene.
Cap. Willard:“Una parte di me aveva paura di ciò che avrei trovato e di quello che avrei fatto arrivando lì. Conoscevo i rischi…, o immaginavo di conoscerli. Ma ciò che provavo al di sopra di tutto, molto più forte della paura, era il desiderio di affrontare Kurtz.” \ considerazioni di Martin /Quello che devo riuscire a sentire dentro di me, è lo stato mentale di Willard, mentre arriva all’insediamento. Comincio a dire, ci può arrivare in preda alla rabbia, oppure come un bambino appena nato. Eh… si, alla fine il percorso che farà lo porterà alla morte. Alla fine di tutta questa storia…, c’è un luogo pauroso…, che puzza di morte.
Eleanor Coppola: n°26 Nel copione Kurtz ha addestrato una tribù di indiani e ne ha fatto il suo esercito privato. Invece di vestire comparse filippine tutti i giorni, Francis ha reclutato una tribù di indiani delle montagne del nord. Sul set correva voce che fino a poco tempo fa quegli indiani fossero dei feroci cacciatori di teste. Sabato scorso hanno fatto una festa. Gli indiani della tribù cantavano seduti nella capanna del sacerdote. Ho ottenuto il permesso di riprendere la cerimonia, ma mi hanno detto che se entravo non sarei potuta uscire per tutta la prima parte dei canti. Ero molto interessata…, a documentare, riprendendolo con la mia cinepresa, il rituale che celebravano. Cominciarono di notte nella loro capanna sulle palafitte. Bevvero molto vino di riso e cantarono raccontando una lunga storia. Andarono avanti tutta la notte, e alla mattina dopo ammazzarono alcune galline e ne osservarono la bile per prevedere il destino della tribù. Poi uccisero dei maiali secondo le regole sacrificali. A questo punto sentii che c’era qualcosa che avrebbe potuto interessare Francis in questa cerimonia e così decisi di correre a casa ad avvertirlo, ma lui stava scrivendo e non si voleva muovere. Alla fine riuscii a convincerlo: gli dissi – vieni a vedere, adesso uccideranno un caribù -. Arrivammo sul posto dieci minuti prima che uccidessero il caribù. Il caribù era lì, immobile, improvvisamente degli uomini uscirono come dal nulla e lo uccisero a colpi di macete e quello cadde a terra. C’era qualcosa di molto bello, di forte e di profondo nelle persone che avevano ucciso l’animale. Poi lo mangiarono tutti e festeggiarono. Era un po’ come per noi il giorno del ringraziamento. Mentre io e Francis stavamo per tornare indietro, il capo ci chiese se volevamo fare, al sacerdote, l’onore di accettare la parte più nobile del caribù che di solito è riservata al capo; il cuore. Lo ringraziammo, ci fece capire che avrebbe gradito una fotografia con Francis ed io fotografai i due sacerdoti insieme a Francis.
Francis Coppola: Era un po’ come quando in guerra ci si immedesima nel ruolo del comandante, del capo. E per stimolare la propria immaginazione e acquistare potere sugli altri. Quello del regista è uno degli ultimi ruoli veramente, veramente dittatoriali rimasti, in un mondo che diventa sempre più democratico e quindi…, quello, e più il fatto di essere in un lontano paese orientale più il fatto che erano più o meno i miei soldi e che…, ero sull’onda del successo del “Padrino” e che ero ricco, contribuirono a mettermi in stato mentale, in uno stato mentale simile a quello di Kurtz.
Willard incontra Kurtz.
Kurtz:“Cosa le hanno detto”.
Willard:“Mi hanno detto che…, lei era completamente impazzito. E…, e che i suoi metodi erano malsani”.
Kurtz: “ E i miei metodi, sono malsani?”
Willard:“ Io non vedo alcun metodo. Signore”.
Eleanor Coppola: n°27 - 38 ciack e Francis continuava a dire che non era come la voleva. Quelli che facevano le teste decapitate, stavano seduti dentro le buche, sepolti nella terra dalle 8 di mattina fino alle sei di sera. 10 ore sotto al sole circondati dal fumo. Tra una ripresa e l’altra li riparavano con l’ombrello.
Francis Coppola: E’ bello perché questo è pressappoco il momento in cui il capo muore. Willard guarda in alto e vede questa specie di Arlecchino che sta allontanando tutta la gente. Ma in definitiva vede Dennis Hopper carico di macchine fotografiche, capisci? Dennis Hopper, fa la parte di un giornalista stralunato con 12 macchine fotografiche, è qui perché vuole documentare la verità. Fantastico, è un’apparizione sconvolgente.
Dennis Hopper:Fino a due settimane prima di venire qui non sapevo che avrei partecipato al film e ancora meno che avrei fatto il fotoreporter. Io faccio la parte di un tizio vestito di stracci, che fa fotografie, che cerca di capire cosa sta succedendo in quell’inferno. Come mai il colonnello Kurtz è impazzito. - Non attraversavo un momento molto brillante, per quanto riguardava la mia carriera di attore e quindi…, quindi, fui felice di saper che avrei girato qualcosa, dovunque fosse.- A me piacciono le cose che scrive Francis; anche se a volte ti scarica sulle spalle un sacco di battute. A un idiota come me ci vuole un giorno intero per impararle.
Francis Coppola: Allora, scusa perché non gli dici questo nella scena. Una cosa intelligente, che ne so…
Dennis Hopper:Vuoi sapere perché? Perché ancora non ho imparato le battute. Ecco perché. Un’altra cosa che mi piacerebbe dire è che….
Francis Coppola: E quegli occhiali…
DennisHopper:Questi occhiali?. Non ci vedo un accidenti con questi occhiali. Ogni tacca rappresenta una vita che ho salvato. Dico sul serio, sai. Rappresenta una vita che ho salvato.
Francis Coppola: Mi fai una rabbia…, dille quando giriamo queste cose.
Dennis Hopper: Io lo farei. Ma vedi, poi il regista…, il regista dice che io non dico le battute giuste, capisci.
Francis Coppola: Le battute. Ma se ti viene di dire una cosa interessante, dilla! La inserisco nel mio film.
Dennis Hopper: Si questa è una buona idea, ci provo.
Francis Coppola: Scusa come fai a dimenticare una cosa che non hai mai studiato.
200th Day of Shooting – “Good luck Francis”.
Io non ti aiuterò, però…, tu aiuterai lui, amico; tu…, aiuterai lui! Capisci, quando non ci sarà più, cosa diranno Eh? Perché lui muore. Quando tutto questo muore, muore tutto questo e…, anche lui! Che cosa diranno? Che cosa diranno di lui…, era gentile quell’uomo? Era saggio quell’uomo?Aveva progetti, aveva saggezza. Balle! Son tutte balle! Dovrei essere io, ma non posso, guardami noo… Tu…, tu!
Eleanor Coppola: n°28 Erano anni che Francis sognava di formare un gruppo di poeti, registi e scrittori per creare L'American Zoetrope. Stamattina mi sono resa conto che era successo proprio qui, nel cuore della giungla. Quando smetti di cercare una cosa, te la trovi davanti.
Orson Welles: - on air -Non credo di tradire nessun segreto professionale dicendovi che Mr. Kurtz aveva assunto una posizione di rilievo tra i demoni della terra; letteralmente, voglio dire. Apparve un gruppo di indigeni con una barella improvvisata. Guardai la lunga, allucinata figura di Kurtz. Scorgevo distintamente la gabbia delle costole. La testa calva e scheletrica come una sfera d’avorio.
Cosa hai fatto con Marlon Brando quando è arrivato?
Francis Coppola: Beh…, era già molto grasso quando l’avevo scritturato. E, mi aveva promesso che sarebbe dimagrito. Io che ho pensato, che avrei…, che se era grasso, avrei potuto…, approfittarne. Ma il fatto che era ingrassato, gli aveva creato un complesso… si era lasciato andare in tutti i sensi. Non voleva assolutamente essere ripreso in quel modo. Insomma, mi aveva messo in una situazione molto difficile.
Fred Roos: \ Co-producer /Era cominciato un conto alla rovescia, dovevamo finire entro tre settimane o avremmo avuto spese molto maggiori. Tutta la troupe era ferma, seduta sul set, pronta a girare. Ma Francis e Marlon continuavano a discutere del personaggio. E intanto perdevamo giornate intere. Tutto questo era Marlon che lo aveva richiesto eppure era pagato, ma non se ne faceva un problema.
Eleanor Coppola: n°29 All’inizio Francis aveva detto a Marlon leggi “Cuore di tenebra” il soggetto fondamentale è quello. Marlon lavorava ore con Francis, provando e riprovando i dialoghi per capire cosa, in quelle circostanze, sarebbe stato più giusto dire. Ma Francis dopo che ebbe parlato con lui…, si rese conto che…, che Marlon non aveva mai letto “Cuore di tenebra”. E questo per lui fu un grosso shock.
Francis Coppola: Gli appunti di Marlon, da quello che mi era sembrato di capire…, così, dandoci un’occhiata; riguardavano solo le motivazioni. In altre parole era come chiedersi perché Martin arriva sul battello e io che posso rispondere – che è troppo tardi per cambiare quello che abbiamo già girato? – Quello che mi serve sapere, è che tipo è lui, Kurtz, il personaggio. Che poi in un certo senso non me ne importa neanche tanto. Insomma che cos’è?E’ un uomo che ha voluto abolire la camicia e va in giro pieno di collane? O uno che è diventato ciccione e l’uniforme gli va stretta? Il mio problema non è solo quello di inventare una scena, ma che la scena deve essere fatta in modo da inserirsi nel contesto. Forse ci vorrebbe Dennis Hopper nella scena, così non sarebbero solo due personaggi. Ho avuto una gran paura a mettere insieme Dennis Hopper e Marlon Brando. Chissà che avrebbe fatto Martin con Marlon Brando. Che sarebbe successo mettendogli vicino quel pazzo di Dennis Hopper.
Francis Coppola: Dunque. Kurtz ha scoperto che Willard è stato mandato per ucciderlo.
Dennis Hopper: Si, questo lo so. L’ho avuta questa informazione.
Francis Coppola: Ah! Ok.
Dennis Hopper: Ok. È quello che dico io.
Francis Coppola:Tu devi fare quello che io ti chiedo. Quando io ti chiedo spiega la poesia, il motivo per cui spieghi la poesia…
Dennis Hopper:Ma io devo sapere il motivo?
Francis Coppola:Ma te lo sto dicendo il motivo, non riesco neanche a finire una frase. La ragione per la quale tu spieghi la poesia e che tu vuoi far capire a Willard qui, che non si rende conto che Kurtz è un tipo strano. Tu stai cercando di comunicargli che Kurtz si trova in uno stato di alterazione; e che il suo stato di alterazione è anche il nostro stato di alterazione. E’ lo stato di alterazione dell’America, in questo modo non lo giudicherà. In questo modo lo accetterà come…, come un grand’uomo e lo aiuterà.
Dennis Hopper:Ok. Capo.
“Semplicissima dialettica, conti da uno a nove, nessun forse, nessuna supposizione, nessuna frazione; o ci vai nello spazio o non ci vai nello spazio, sai. Senza qualche frazione, su che cosa atterrerai ¼ e 3/8 ? E che cosa farai quando andrai da qui a Venere, insomma questa è dialettica, fisica, ok? La logica dialettica è che c’è solo amore e odio. O hai amore per qualcuno o lo odi.
Marlon Brando:Stupido! Brutto stupido.
Francis Coppola:Io che cosa dovrei fare, nelle prossime tre settimane. Girare quello che capita. Cioè, girare ogni giorno una scena improvvisata tra Marlon Brando e Martin Sheen? A quel punto avrei momenti più magici in un certo senso più eloquenti. Oppure mi devo rinchiudere per tre settimane e scrivere un canovaccio che poi questi possano recitare. No, no. La risposta è…, è molto meglio girare un’improvvisazione al giorno.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a rongiu »
[ - ] lascia un commento a rongiu »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
rongiu
|
giovedì 1 marzo 2012
|
"pasangjan": il fiume che ti cambia. parte terza.
|
|
|
|
John Milius: Era come cenare con una famiglia di fantasmi ce n’erano ancora qualche centinaio nelle piantagioni sparse in tutto il Vietnam. Tutti cercavano di convincersi che fosse ancora il 1950, non erano più francesi e non sarebbero mai diventati vietnamiti. Erano sospesi nella storia senza una patria, si tenevano aggrappati con le unghie; in fondo era così anche per noi. Noi avevamo solo più unghie di loro.
Cap. Willard– Quanto tempo potete rimanere qui.
Proprietario piantagione:Rimanere?
Cap. Willard– Voglio dire…, quando tornerete in Francia.
Proprietario piantagione:Tornare a casa.
[+]
John Milius: Era come cenare con una famiglia di fantasmi ce n’erano ancora qualche centinaio nelle piantagioni sparse in tutto il Vietnam. Tutti cercavano di convincersi che fosse ancora il 1950, non erano più francesi e non sarebbero mai diventati vietnamiti. Erano sospesi nella storia senza una patria, si tenevano aggrappati con le unghie; in fondo era così anche per noi. Noi avevamo solo più unghie di loro.
Cap. Willard– Quanto tempo potete rimanere qui.
Proprietario piantagione:Rimanere?
Cap. Willard– Voglio dire…, quando tornerete in Francia.
Proprietario piantagione:Tornare a casa. Ma questa è casa nostra, capitano!
Cap. Willard– Si…, ma prima o poi…
Proprietario piantagione:No! Capitano. Lei non capisce niente della mentalità francese. Io le ripeto che questa è casa nostra…
John Milius: Era così che si sentivano i francesi, che erano rimasti lì. C’era una battuta che il francese diceva alla fine – Vede, se ci cacciano di casa vivremo nei fossati. E se…, ci cacciano anche dai fossati, vivremo nella giungla. Capisce, ogni volta puliremo il sangue dalle nostre baionette. Io lo trovo grande.
Proprietario piantagione:Allora lei mi chiede perché vogliamo rimanere qui capitano. Vogliamo rimanere qui perché questa è casa nostra. E’ parte di noi, tiene unite le nostre famiglie, noi lottiamo per tutto questo. Mentre voi Americani, combattete per il più grande niente della Storia.
Francis Coppola: Il nostro budget fu tagliato e così non potevo avere gli attori che volevamo, io ero furibondo di avere un set straordinario, un set costoso, con delle menti straordinarie…, ero molto insoddisfatto della sequenza francese. Per questo motivo l’ho tagliata. – Io sono…, sono molto scontento di questa scena, sono scontento, le luci…, tutto quanto…, leviamocela dalla testa. Dimentichiamoci di averla girata. Questa scena non esiste più.
Eleanor Coppola: n°20 Francis è concentrato su se stesso, in zone che non aveva mai voluto toccare, è una zona di attrito e non può risalire il fiume perché il viaggio l’ha cambiato. Io credevo di osservare tutto quello che accadeva con grande distacco, non mi rendevo conto che stavo viaggiando anch’io e ora non posso tornare com’ero prima e neanche Francis e neanche Willard.
Era come viaggiare a ritroso verso le origini del mondo, quando la vegetazione lussureggiava sulla terra e gli alberi erano enormi, massicci, immensi, altissimi. E ai loro pievi, stringendosi alla riva per via della corrente, si strascicava quel battelluccio sudicio come uno scarafaggio che striscia sul pavimento di un portico. Dove quegli uomini immaginassero sarebbe andato, non lo so. Per conto mio, esso strisciava verso Kurtz.
George Lucas:Francis lavora seguendo molto il suo intuito, gli piace approfittare di tutto quello che succede durante la lavorazione di un film. A Francis piace seguire il flusso delle cose. Quando si lavora in questo modo, si finisce per avere dei problemi, insomma si finisce per trovarsi con un film che a volte è troppo lungo, con un film che non ha una forte linea narrativa a cui tenere ancorato il pubblico.
Francis Coppola: E quando vieni preso da questa rabbia, Albert…, tu non puoi sapere dove vai a finire, fa quello che ti viene, purché…, si capisca che sei fuori di te, quello che ti pare, e…, ricordati che quello che conta …
Sam Bottoms:\ Lance B. Johnson / Francis di solito scriveva su questi cartoncini, io ne ho conservati alcuni per ricordo.
Francis Coppola:Allora… (parla guardando i suoi personalissimi cartoncini/appunti)Sentite, quando…, quando la barca comincia ad avvicinarsi arrivano gli uccelli, gli uccelli non sono molti, ma comunque non saranno mai molti, gli uccelli. E allora è meglio che facciamo quattro primi piani. Dunque; Sam, Capo, Martin e tutti gli altri, voi guardate gli uccelli io poi ci metterà il suono, magari che so ne passano solo tre di uccelli io poi creo l’illusione…
Sam Bottoms:\ Lance B. Johnson / Uccelli, battelli, dettaglio di merli, barca… ecco, lui lavorava così. Era la sua scaletta delle riprese.
Frederic Forrest:\ Jay Hicks; “Chef ” / Ricevevamo foglietti su cui c’era scritto…, non so…, “scena sconosciuta, o cose del genere, lui arrivava sul set e nessuno sapeva che cosa avrebbe girato.
Fred Roos\ co-producer / Lui arrivava e per cominciare domandava… - Allora che facciamo oggi.- Avevamo già un piano di lavorazione molto preciso, ma dato che Francis era uno scrittore e quindi era anche co-sceneggiatore creava le scene sul momento, e se un’idea gli veniva in mente all’improvviso, lui rimaneva alzato tutta la notte a scriverla.
Francis Coppola:Allora senti. Tu cominci a straparlare a dire cose come fuoco, fuoco; andate via, andate via; figli di puttana. Andate via, via da questa barca. State indietro morti viventi, zombi, figli di puttana. Capitano è opera sua…, è il suo inferno…, il suo incubo.
Albert Hall: \ Chief / Io sentivo che Francis, teneva molto agli attori, eravamo le gemme che facevano brillare le sue idee e…, e ogni tanto accettava anche…, anche dei consigli da noi, dei suggerimenti.
Francis Coppola:Perché non dici – vuole ucciderci tutti quanti – Lei è pazzo! E’ diventato pazzo! E’ un selvaggio, un selvaggio pazzo come quella gente o qualcosa del genere. Avanti di qualcosa del genere.
Albert Hall:\ Chief / Questo è il suo inferno! Questo è il suo incubo…, è opera sua. Vecchio alcolizzato, squilibrato. Gran figlio di puttana, bastardo!.
Francis Coppola:Ecco e adesso cerca di dare l’idea che tu … - scriviamo (prende appunti) – Lei, è diventato pazzo.
Albert Hall: \ Chief / Una volta dataci la sua indicazione, noi cominciavamo a improvvisare tutto quello che poteva succedere sul battello.
Sam Bottoms:\ Lance B. Johnson / Francis ci faceva fare una lista in cui scrivevamo tutte le cose che avremmo voluto far fare ai nostri personaggi. Mi ricordo che una volta chiedemmo di fare una specie di massacro alla Milai, una perquisizione di una barca che andava a finire…, con uno scontro a fuoco e la perdita di molte vite. Volevamo…, ecco; sperimentare una cosa del genere.
Larry Fishburne:\ giovane soldatoTyrone Clean Miller/Credo che il personaggio di Clean dovesse rappresentare fondamentalmente un ragazzino, era questo, era questo che il mio personaggio rappresentava, doveva rappresentare…, tutti i giovani che erano in guerra. Quelli che di quella guerra non ne sapevano niente. Erano stati solo arruolati presi ed usati proprio come carne da cannone per la guerra.
Eleanor Coppola: n°21 Sembra che tutti quelli che sono venuti nelle Filippine, stiano toccando qualcosa che li colpisce profondamente, che sta cambiando la loro visione del mondo o di se stessi. Credo che la stessa cosa dovrebbe succedere a Willard nel corso del film e qualcosa sta decisamente avvenendo a me e a Francis.
100th Day of Shooting:Uno striscione: Francis congratulation you for the 100 hard and wonderful DAYS of APOCALYPSE NOW
La stampa:Apocaypse when Apocalisse quando?; Apocalypse Forever. Apocalisse per sempre.
Francis Coppola:Fare un film…, almeno per me, non consiste solamente nello scrivere una sceneggiatura e realizzarla; perché sono assolutamente convinto che la vita, l’esperienza di ciascuno di noi durante la lavorazione, siano elementi importanti e, che…, non c’è dubbio che il regista…, lavori con qualcosa di più che…, che la pura e semplice sceneggiatura e una troupe di tecnici e di attori. Io credo che le condizioni e i rumori dei compagni, le vicende personali che ciascun individuo sta attraversando in quel momento, anche questi sono elementi, che entrano a far parte del film.
Sam Bottoms:\ Lance B. Johnson / Così tutta la parte l’ho recitata sotto l’effetto della marijuana. Fumavamo un sacco. Vedi…, questa era una cosa che alcuni di noi facevano molto spesso, sul fiume. Hai preso LSD? Certo!. Anche durante le riprese hai preso LSD?Certo.Sul ponte di Olango? Ehm…, No, sul ponte di Olango ho fatto un’altra cosa non molto diversa ma…., io non ho preso acidi. Ho fatto un’altra cosa. Cosa hai fatto? Prendevo le anfetamine allora, lavoravamo molto spesso di notte; io volevo…, volevo essere sicuro di stare sveglio e…, e prendevo anche la marijuana insieme all’alcol, insomma facevamo tante brutte cose. Ci comportavamo male.
Frederic Forrest:\ Jay Kicks “ Chef ” / Era pazzesco, succedevano cose da pazzi. Tutta l’atmosfera era pazzesca. Era come se non ci trovassimo veramente lì, era come se vivessimo in un sogno o qualcosa del genere. Sul serio. Dicevo a Francis, io non sono qui, sono nel Montana con Jack Nicholson. Se mi chiedevano :– Dove sei oggi Freddy? Io potevo essere dove volevo. Ti svegliavi la mattina e avevi la sensazione di trovarti altrove. Una delle cose più pazzesche fu quando girammo nella giunga con Martin Sheen e la tigre. E… quella fu proprio…, fu proprio una follia. C’era un tizio con una tigre, anzi una coppia di domatori. Lui era un tipo strano, aveva una cicatrice, si una cicatrice qui, sulla guancia sinistra. Se la doveva essere vista proprio brutta con la tigre evidentemente.
Monty Cox – Animal Trainer:Si è stato molto dura, e quando una tigre te lo fa per due o tre volte è meglio smettere. Perché una volta che ti prendono la gamba…, le articolazioni di solito, perché normalmente mirano a quelle, allora non cammini per un anno, almeno. Ti viene voglia di lasciar perdere, elimini la tigre e ricominci. Si. Non c’è altro da fare.
Frederic Forrest:\ Jay Kicks “ Chef ” / Il domatore teneva sempre un maialino legato a una corda in modo che la tigre lo vedesse. E di volta in volta, lo sistemava nei punti in cui Francis voleva che saltasse la tigre. Arrivava e diceva:- Oggi ha molta fama, ha molta fame signor Coppola e vedrà che farà esattamente ciò che lei vuole. Non le diamo da mangiare da una settimana.
Azione! Noi arrivavamo e Francis diceva:\Avvicinatevi alla tigre /.- E noi dicevamo: \Avvicinatici tu, Francis /. Non ho mai avuto tanta paura in vita mia, perché quella era un fulmine. Scappavano tutti di qua di là, da tutte le parti tutti appesi agli alberi. Per me quella tigre è stato il simbolo di tutto il film in Vietnam. I suoi occhi…, erano il segno della follia, ti annullava la volontà, la realtà non esisteva più. Se la tigre ti voleva, eri suo!
Martin Sheen \ capitano Benjamin L. Willard; narratore / :“Mai lasciare la barca. Maledettamente giusto. A meno che tu non sia pronto per arrivare fino in fondo”. Mi ricordo che un giorno che ero completamente in crisi perché non capivo più che cosa stessi facendo, andai da Francis e gli dissi : - Io…, io non lo so, non lo so, chi è questo Willard. E lui mi guardò fisso negli occhi e disse : - Sei tu! Chiunque tu sia. Qualsiasi cosa noi stiamo girando in questo momento, quel personaggio sei tu. -
Eleanor Coppola: n°22 Francis ha fatto un sogno. Era sul set della stanza d’albergo di Saigon con Martin e il consulente dei Berretti Verdi. Nel sogno il consulente diceva a Francis che il personaggio di Martin era sbagliato, non era assolutamente così. Diceva che quei ragazzi erano vanitosi, che si guardavano allo specchio e ammiravano i loro bei capelli e la loro bella bocca. E Francis nel sogno faceva andare Martin allo specchio e gli diceva di guardarsi ammirandosi la bocca. Quando si voltava Francis si accorgeva che Martin era improvvisamente diventato Willard. Francis voleva arrivare al punto in cui avrebbe visto il lato più nascosto di Martin Sheen. E’ la parte che…, avrebbe rivelato i suoi istinti, quella parte di lui che…, che lo avrebbe aiutato a capire come quel personaggio potesse commettere un assassinio.
Francis Coppola:Quando fu il momento di girare quella scena, cominciai a spiegare che volevo poter rendere i diversi livelli di coscienza del bene e del male che sono dentro di noi; e pensavo che quel personaggio avrebbe dovuto fare quelle cose che si ha vergogna di mostrare ma che dentro di noi abbiamo. Insomma Willard, non poteva non avere dentro di se un lato alla Kurtz, diciamo.
Francis Coppola: Ragazzi forza, pronti. Coraggio per favore. Su ragazzi partiamo. Andiamo su, cerchiamo di sbrigarci.
Eleanor Coppola: n°23 La stanza d’albergo era pronta e Martin aveva bevuto qualche bicchiere. In quel periodo non beveva affatto, cominciarono a girare senza dirgli cosa dovesse fare.
Francis Coppola: Su su, giriamo,e andiamo avanti qualunque cosa succeda. \ Apocalisse 425 prima /
Martin Sheen:La prima scena del film la girammo il 3 agosto, il giorno del mio 36° compleanno. Ero così ubriaco che non mi reggevo in piedi.
Francis Coppola: Guardati allo specchio, Martin. … Bravo, guarda quanto sei bello. … Guardati la bocca, la bocca e i capelli. … Ti senti bello come un attore del cinema. … E ora spaventati, Martin. Spaventati come se scoprissi la bestia che è in te.
Martin Sheen:Ero così ubriaco che non mi resi conto di essere molto vicino allo specchio. Così lo colpii, lo specchio si ruppe e…, mi tagliai la mano. Francis Coppola: \ Stop. Un dottore / - Francis voleva interrompere e chiamò un dottore. Lì c’era un infermiere, io dissi no!no!no!Continuate, continuate, voglio andare avanti. Volevo affrontare il mio peggior nemico, me stesso. Ero in uno stato confusionale, perché…, io lottavo contro l’altro me stesso, come una tigre. E’ stato difficile per me, è stato molto duro scoprire…, l’altro me stesso.
Eleanor Coppola: n°24 Tutti quelli che erano sul set temevano che Martin potesse lanciarsi contro la macchina o aggredire Francis. C’era molta elettricità nella stanza, poteva succedere qualunque cosa. Stavano entrando nel profondo di una persona, un uomo solo alle prese con se stesso.
Martin Sheen:\ Tutti ottengono tutto quello che vogliono, io volevo una missione. / Finsi di non ricordare molte cose che avevo fatto quella sera. Ma in realtà ricordavo tutto.
Sam Bottoms: \ Lance B. Johnson /Martin è un uomo molto generoso, molto gentile, buono. E’ una persona piena d’amore, è…, molto differente da Willard. E chiedere a Martin di rivelare il lato oscuro del suo carattere, per lui ha voluto dire, chiudersi in se stesso, e…, diventare molto introverso, per riuscire a trovare in sé l’assassino che avrebbe portato a termine la missione e ucciso Kurtz. Io credo che…, credo che Willard è stato il vero responsabile della crisi di Martin.
Eleanor Coppola: n°24 1 Marzo 1977 - Alle 2 del mattino Martin ha avvertito un forte dolore al petto, all’alba si è trascinato fino sulla statale dove è stato raccolto da un autobus. Dopo essere stato portato agli uffici di produzione è stato ricoverato in ospedale. Si è saputo in seguito che Martin ha avuto un infarto molto serio, ha ricevuto l’estrema unzione da un prete che non parlava inglese.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a rongiu »
[ - ] lascia un commento a rongiu »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
rongiu
|
mercoledì 29 febbraio 2012
|
“pasangjan”: il fiume che ti cambia. parte seconda
|
|
|
|
La stampa americana – “Apocalypse Now” avvolto in un velo di mistero. By AARON PINES – Manila, Sept. 22 – A veil of …
Higham Charles. “Coppola’s Vietnam Movie is a Battle Royal.” New York Times 15 May 1977: 77 : Il film di coppola sul Vietnam è una battaglia.
Secondo la stampa ci sarebbero problemi per il proseguimento del film. Le riprese sono state rinviate?
Francis Coppola: Un po’ indietro certo siamo, ma non è che abbiamo smesso di girare. No, affatto. E’ solo…, solamente che il film è enorme.
[+]
La stampa americana – “Apocalypse Now” avvolto in un velo di mistero. By AARON PINES – Manila, Sept. 22 – A veil of …
Higham Charles. “Coppola’s Vietnam Movie is a Battle Royal.” New York Times 15 May 1977: 77 : Il film di coppola sul Vietnam è una battaglia.
Secondo la stampa ci sarebbero problemi per il proseguimento del film. Le riprese sono state rinviate?
Francis Coppola: Un po’ indietro certo siamo, ma non è che abbiamo smesso di girare. No, affatto. E’ solo…, solamente che il film è enorme. E’ almeno…, si, è almeno il doppio in termini di produzione, di qualunque film abbia fatto fin’ora, compreso i due “Padrini” insieme. E’ un film terribilmente grosso, con tanti problemi, e noi siamo qui a girare, pezzetto per pezzetto. Ogni giorno dobbiamo affrontare centinaia di problemi è…, come una guerra parallela.
Robert Duvall:I militari che avevamo come consulenti ci raccontavano che i ragazzi della cavalleria aerea facevano cose folli, ed io ho usato i loro racconti per entrare nel personaggio, cose che … erano successe; per esempio, uno mi hanno detto che un ragazzo entrò con l’elicottero nella Corea del Nord e tentò di … no, nel Vietnam del Nord … e… tentò di agganciare una…, una bicicletta per portarsela via con l’elicottero, da terra gli spararono mentre si abbassava e lui riuscì ad agganciare la bicicletta ed a rubarla. Insomma è un gioco per rompere la monotonia della guerra.
Robert Duvall:\ Il tenente colonnello William “Bill” Kilgore / Gli uomini si divertono a giocare, - Mi piace l’odore del Napalm di mattina, una volta una collina la bombardammo per dodici ore e finita l’azione andai lissù. Non ci trovammo più nessuno, neanche un lurido cadavere di Viet. Ma quell’odore…, si sentiva quell’odore di benzina, tutta la collina odorava di…, di vittoria. Prima o poi questa guerra finirà.
John Milius: Era una combinazione di “Cuore di tenebra e dell’Odissea”, Kilgore era come il “Ciclope”, era un ostacolo che andava superato, doveva venire ingannato e le conigliette di Playboy erano come le sirene. La guerra cominciava ad assumere un carattere interessante, stava diventando una guerra psichedelica. Il fatto era che la nostra cultura stava influenzando…, si stava infiltrando nell’Asia Sud Orientale. La strana cultura degli Stati Uniti era nell’aria. Avevi come l’impressione che fosse una guerra del rock and roll. In effetti le cose erano andate più in là di quanto non ci rendessimo conto.
George Lucas:Mentre giravamo il film, nessuno si era reso conto che ci fosse la droga laggiù, che ci fosse tanta pazzia. Un sacco di cose venivano tenute nascoste, quindi fu veramente un’occasione fare un film che rivelasse tutto questo. Avevamo messo insieme tutti gli aneddoti di John e tutte le notizie che aveva avuto dai suoi amici che combattevano laggiù. Questa ricerca, questa traccia, ci avrebbe portato attraverso i vari aspetti della guerra del Vietnam e ce l’avrebbe fatta vedere in tutta la sua follia. A quel punto doveva finire con una…, grande battaglia con i Vietcong e con Willard ed il personaggio di Kurtz che vincevano i Vietcong. E poi quando arrivano gli elicotteri per portare via i suoi uomini…, Kurtz dice – Ho combattuto troppo per questa terra – e abbatte l’elicottero.
John Milius: legge dalla sceneggiatura.
Kurtz: - Combattiamo per la terra sotto ai nostri piedi, per l’oro che è nelle nostre mani, per le donne che adorano il potere dei nostri fianchi. Io evoco fuoco dal cielo. Sai cosa vuol dire essere un bianco che evoca il fuoco dal cielo? Cosa vuol dire? Che puoi vivere e morire per queste cose, non sono sciocchi ideali che vengono sempre traditi. E per che cosa combatte lei, capitano?
Willard - Perché mi fa sentire bene.
Francis Coppola:Quel finale non mi era mai piaciuto molto, mai. Ho sempre pensato che fosse debole. La fine non poteva neanche paragonarsi a quello che avevamo fatto con gli elicotteri, non era all’altezza, non dava risposte a nessun quesito morale era un vero e proprio finale entusiastico, macho. Io avevo deciso di riportarlo molto più vicino a “Cuore di tenebra”, di quanto non volessero veramente John e George. Seduta di lavoro: Il punto è questo, io vorrei conservarmi la parte più profonda per dopo e cercare…, …, | Io credo che sapessi fin dall’inizio, che appena fossi arrivato lì avrei preso il copione di John e l’avrei fatto molto più simile a Cuore di tenebra e a quello che mi sarebbe successo nella giungla. Insomma, era questa l’idea che mi ero fatta.
Eleanor Coppola: n°14: Oggi Francis ha avuto una telefonata dall’avvocato, ci sembra che Brando si rifiuti di concedere a Francis il tempo in più che gli serve per riscrivere il finale del film. Brando minaccia di abbandonare il progetto e di tenersi il milione di dollari dell’anticipo.
Francis al telefono:No, no, no, scusa, scusa, scusa. Tu mi stai dicendo veramente che Marlon si è preso un milione di dollari e non si farà vedere? Ma scherziamo? Io sono qui con duemila cose da tenere sotto controllo, con il governo filippino che continua a togliermi gli elicotteri quando gli fa comodo e lo ha già fatto tre volte. Si, quello che io chiedo a Marlon e di permettermi di farlo cominciare un po’ più tardi, non mi sembra … si, si, lo so che non c’entra niente, ma ti sto dicendo che non posso girare gli ultimi trenta minuti del film all’inizio. Digli di andare avanti Randy! No, no, è che io speravo che il sig. Brando sarebbe stato un po’ più elastico. E’ che non mi ero reso conto dell’immensità delle costruzioni e tutto il resto. E… poi, il film è più grosso di quanto pensassi. E’ gigantesco! Quello che…, quello che vorrei avere, è la possibilità di girare tutto il film escluso il finale, fare una pausa di quattro settimane, lavorare con Brando, riscrivere il finale e girarlo in tre settimane. In questo modo potrei fare un bel film, mi sembra una cosa sensata. Si lo so, la produzione penserà che rimandare il finale, significa che il film è nei guai e invece i produttori più intelligenti e più importanti, lo hanno sempre fatto. Certo, lo so…, lo so…, ed è questo che mi da fastidio. No, è l’assurdità di pensare che sto passando, tutto quello che sto passando, tra l’altro dopo quello che ho già passato, dopo tutti i film che ho fatto e dopo 16 settimane di riprese, e di non poter finire il film in cui ho investito tre anni della mia vita soltanto perché…, appunto…, dico…, è… demenziale. Ma siii…, anche se Brando muore, posso sempre finire il film; basta prendere un altro attore. Se non riesco ad avere Redford, andrò da Nicholson o da Pacino; se non avrò Pacino, chiamerò qualcun altro. E insomma, primo o poi lo trovo qualcuno per tre settimane. Non è mica scritto in cielo che non finiremo il film.
May 18, 1976
Eleanor Coppola: n°15: E’ il primo giorno di pioggia, al largo della costa c’è un tifone, non ho mai visto piovere tanto. L’acqua ha cominciato ad entra nella stanza di sotto e Sofia si sta divertendo un mondo. Francis ha deciso di fare gli spaghetti ed ha messo la Boheme a tutto volume.
Francis Coppola:Beh..., io me l’ aspettavo il cattivo tempo, e pensavo di girare ugualmente. Solo che non immaginavo fosse cattivo fino a questo punto. Continuavo a pensare… domani devo girare.
News - I morti aumentano, Manila sotto la furia del tifone -.
Martin Sheen:E nell’inferno del tifone, riprese a girare. Disse - Succede anche questo. Il tifone colpisce il Vietnam, c’è fango e piove. Giriamo!-
Larry Fishburne:\ giovane soldatoTyrone Clean Miller/Siamo andati a girare la scena che è stata tagliata, il set era stato distrutto per l’ 80% e il fango arrivava alle ginocchia. La pioggia era ininterrotta. Pioveva così forte che ti lasciava il segno addosso.
Newsby MARK FINEMAN, Times Staff Writer – Le Filippine colpite dal tifone. La radio cattolica parla di 200 morti (Los Angeles Times)
Francis Coppola:Cominciò con delle piogge torrenziali e dopo ci accorgemmo che stava distruggendo i centri abitati. I fiumi straripavano, la gente non poteva muoversi. Erano tutti sui tetti degli alberghi. A quel punto, per un po’, ci fermammo. Parecchi set erano andati completamente distrutti.
Eleanor Coppola: n°16: Per ricostruire i set, Francis fermò la produzione per due mesi. Il cast e la troupe furono mandati a casa, fu davvero… una pausa provvidenziale per tutti, perché cominciava ad apparire chiaro che sarebbe andata avanti più di quanto avevamo previsto. Coppola Estate, Napa California: Questa notte abbiamo dormito fuori sul prato, era bellissimo, limpido, pieno di stelle. Ma Francis si agitava nel sonno, aveva gli incubi. Appena sveglio mi ha detto di aver sognato il finale del film. Poi ha riflettuto e ha detto che non valeva niente. Non poteva girare seguendo il copione di John Milius perché non esprimeva veramente il suo punto di vista e lui non sa ancora come fare per mettere nel film il suo punto di vista personale. E’ una cosa con cuilotta da tanto tempo. Conoscere il materiale a memoria non sempre lo aiuta.
Francis Coppola: Questo film lo intitolerò “l’Ideodissea”.
Eleanor Coppola: n°17: Come, “Ideodissea”.
Francis Coppola: Si! l’Odissea Idiota. Con tutta la mia esperienza, la mia fantasia…, non riesco a far funzionare questo finale. Ormai ci ho provato tante volte che penso non ci riuscirò mai. Forse sapere che non ci riesco è già una grande conquista. Ecco, non riuscirò a scrivere la fine di questo film.
Ero incastrato, ero andato a cacciarmi in un’impresa enorme, un mucchio di persone… cioè, alcuni erano rimasti ma altri se ne erano andati e ora toccava a me sia creativamente che finanziariamente rimettere insieme i pezzi e terminare il film.
Eleanor Coppola: n°18: Io allora non sapevo, non ero a conoscenza dei meccanismi dei finanziamenti. Ero sicura che un prestito sarebbe riuscito ad averlo, prima o poi. Ma io l’ho sempre sostenuto come artista, perché penso che un artista, qualunque… cosa faccia per riuscire a portare a termine la sua opera sia giustificato e sono sempre stata tranquilla. Cosa mai ci poteva capitare, ci avrebbero portato via la casa, la macchina; e con questo? Francis è una personalità creativa e avrebbe potuto fare un altro film o, anche, un altro lavoro. Avrebbe guadagnato e avrebbe provveduto a noi. Quindi non mi sono sentita… , non ero spaventata. Decisamente avevamo esagerato con il tenore di vita, abitavamo in una casa vittoriana di ventidue stanze, con le persone di servizio, gli ospiti, una saletta di proiezioni. La mia vita era faticosa, c’erano sempre delle feste; e… anzi, avrei desiderato avere un tenore di vita più basso e quindi una parte di me non aveva nessuna paura. In fondo, non mi importava affatto…, se tutto fosse andato in malora, se il finanziamento fosse arrivato o meno.
Rona Barrett: Rona on Hollywood (tv gossip) - Un melodramma è in corso di svolgimento ad Hollywood e in quanto ad emozioni rivaleggia con le vicende che amiamo vedere nei film. Il protagonista di questo dramma è il regista Francis Coppola che si trova di nuovo nella necessità di passare un guado, per tenere economicamente a galla il suo sogno.
Tom Snyder(tv gossip) - Se avete occasione di leggere i giornali o di ascoltare la radio, saprete che il sig. Coppola è coinvolto nella produzione del suo ultimo film, da un numero di anni veramente impressionante.
All Or Nothing:Coppola cede i suoi beni alla United Artists per finire “Apocalypse”. by JIM HARWOOD
Francis Coppola: Si! La stampa mi ha descritto come un pazzo, uno economicamente irresponsabile. Cosa che io tra l’altro non credo sia esattamente vero. E’ vero che quelli…, erano i miei soldi, ma rimaneva il fatto che “Apocalypse” era un film sul Vietnam, è questo che faceva pensare ad una scommessa finanziaria un po’ folle.
Ai mai pensato di abbandonare tutto?
E come facevo ad abbandonare me stesso. Non potevo mica dire Francis me ne vado, io finanziavo il film, non potevo andarmene.
Eleanor Coppola: n°19: 25 luglio 1976 Siamo tornati nelle Filippine per ricominciare a girare. Francis spera di finire le riprese all’inizio dell’autunno. Si reagisce con una specie di allegria incosciente alla possibilità di perdere tutto, come nell’eccitazione della battaglia, quando uno uccide o corre il pericolo di essere ucciso. Francis corre il rischio più grande della sua vita facendo questo film. Il film, è ora a 3 milioni di dollari oltre il budget, che il distributore la United Artists avrebbe dovuto tirare fuori. Francis deve pagarli di persona se il film non incassa almeno 40 milioni di dollari. Questo mi rende ancora più concentrata sul presente e non mi permette di pensare tutti i se del futuro.
Francis Coppola: Tutti sappiamo bene che quando si costruisce un palazzo, si superano i preventivi. Lo stesso vale per un ponte, per i lanci nello spazio, in tutti i grandi progetti che coinvolgono molte persone che in qualche modo dipendono dalle condizioni atmosferiche, qualcosa va sempre oltre il budget. Perché un film dovrebbe fare eccezione? Si, certo, in questo caso i soldi erano miei, ma io ho deciso di essere andato in una certa direzione e naturalmente…, sono andato in quella direzione. Questo è quello che ho fatto.
Martin Sheen:C’era una sequenza del film che era chiamata la sequenza della piantagione francese, in cui il barcone si fermava in un posto del fiume che era una vecchia piantagione di caucciù tenuta dai francesi. E…, noi sbarchiamo e la troviamo piena di militari. Era gente che aveva combattuto i Việt Minh, prima dei vietcong e che non voleva arrendersi.
Francis Coppola: Allora, per la piantagione francese la scena si svolge tutta in una nebbia bassa, in una atmosfera da incubo; ma ce ne vogliono di più di macchine per la nebbia, non me ne frega quanto costano, ma per la nebbia ce ne servono di più, posso ricomprare quelle che ho già comprato una volta. Interlocutore – certo – Dopo le riprese te le regalo, ma tu portamele. Poi voglio delle vere mitragliatrici, anzi fai andare lì la troupe e riempi la casa di buchi con le mitragliatrici. Fai conto come se fosse stata l’ultima postazione di Fidel Castro. Mi servono tre o quattro francesi di qui, di queste parti, non voglio che vengano dalla Francia. Poi, se non riusciamo a trovarli a Hong Kong, Singapore, in Giappone o a Okinawa, beh… facciamoli venire dalla Francia. Ah, un’altra cosa, il vino bianco va servito freddo, quello rosso a temperatura ambiente, che poi andrebbe stappato uno o due ore prima di essere servito. Voglio una perfetta cerimonia francese, voglio che i Francesi dicano – Mio Dio, ma come hanno fatto! – La mia idea, era che…, a mano a mano che risalivamo il fiume, tornassimo indietro nel tempo; rivisitassimo la storia del Vietnam a ritroso. Ecco, quella prima fermata rappresentava gli anni ’50, per questo i Francesi. Quello che cercavo…, nella sequenza della piantagione, era l’immagine fredda, spettrale, ritardata di qualche cosa, più o meno come quello che dicono della luce delle stelle che arriva fino a noi dopo…, dopo che la stella è già morta. Doveva essere quella, l’atmosfera.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a rongiu »
[ - ] lascia un commento a rongiu »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
rongiu
|
mercoledì 29 febbraio 2012
|
“pasangjan”: il fiume che ti cambia. parte prima
|
|
|
|
Desidero proporvi un viaggio, un viaggio rocambolesco che tenta di raccontare la “Storia” e lo fa, mi par di capire con il sublime scopo di poter cambiare quella futura. Sulle acque del fiumePasangjan, ci troviamo in Filippina; una troupe cinematografica diretta da Francis Ford Coppola, ha scritto alcune delle pagine più belle della storia del cinema.
Se la guerra è tragedia; quella fratricida lo è ancor più. Cosa è successo a Ginevra nel 1954? E’ successo che il potere coloniale \ francese / è abbattuto ed i tre paesi dell’Indocina: Vietnam, Laos e Cambogia ottengono l’indipendenza. Il Vietnam ne vien fuori diviso tra nord e sud.
[+]
Desidero proporvi un viaggio, un viaggio rocambolesco che tenta di raccontare la “Storia” e lo fa, mi par di capire con il sublime scopo di poter cambiare quella futura. Sulle acque del fiumePasangjan, ci troviamo in Filippina; una troupe cinematografica diretta da Francis Ford Coppola, ha scritto alcune delle pagine più belle della storia del cinema.
Se la guerra è tragedia; quella fratricida lo è ancor più. Cosa è successo a Ginevra nel 1954? E’ successo che il potere coloniale \ francese / è abbattuto ed i tre paesi dell’Indocina: Vietnam, Laos e Cambogia ottengono l’indipendenza. Il Vietnam ne vien fuori diviso tra nord e sud. Un nord comunista con \ Hanoi capitale / e \ Ho Chi Minh presidente / ed un sud filoamericano con \ Saigon / capitale. Ma, il 1965 non è poi tanto lontano, ed è in tale data che il sud del Vietnam è raggiunto prima dalla “Vergine Maria” e poi dai marines. In America è presidente \ Lyndon Baines Johnson /. Quanta verità è stata nascosta agli Americani ed al mondo e quanti E/O-rrori sono partoriti da menti che per professione hanno scelto di fare i politici?
La trascrizione dell’intero documentario, mi è “costata” un bel po’ di ore di lavoro. Lavoro che dedico a tutti gli appassionati di lettura e ce ne sono tanti che fanno capolino tra le pagine di Mymovies. Tutto ciò, comunque, è stato possibile grazie all’irriducibile lavoro di una donna \ Eleanor Coppola / moglie del regista.
Francis Coppola:Il mio film, questo film, non è un film. \Cannes Film Festival, 1979 /Il mio non è un film che parla del Vietnam. E’ il Vietnam. E’, com’era nella realtà, era assurdo. Eeh…, il modo in cui l’abbiamo fatto è stato molto simile al modo in cui gli Americani erano in Vietnam. Eravamo nella giungla, eravamo troppi, avevamo a disposizione troppi, troppi soldi, troppe attrezzature. Ehm…, a poco, a poco…, siamo impazziti.
Nel febbraio 1976, Francis Coppola andò nelle Filippine per girare “Apocalypse Now”, liberamente tratto dal romanzo di Joseph Conrad “Heart of Darkness” \ Cuore di tenebra /. Il film è ambientato durante la guerra del Vietnam.
Francis Coppola:Questo film, non è nella tradizione del grande Max Ophüls o diDavid Lean. Questo film, possiamo dire che è nella tradizione di Irvin Allen. Io…, ho girato…, il film più volgare, il più spettacolare, emozionante, granguignolesco, sensoramico, ehm…, pieno d’azione, eccitante, mozzafiato. C’è tutto: sesso, violenza, umorismo, perché voglio che la gente venga a vederlo. Ma…, per… per le domande che…, mi si presentavano continuamente a proposito di questo stupido copione, che parla di quattro uomini che vanno ad uccidere un altro, la storia era quella, per le domande che la storia mi poneva di continuo,io non trovavo nessuna risposta. E sapevo benissimo di aver costruito il film in modo tale da non dare nessuna risposta. Voleva dire fallire.
Eleanor Coppola accompagnò il marito e girò un documentario durante i 238 giorni di lavorazione. Registrò anche una serie di conversazioni private con suo marito a sua insaputa. Queste registrazioni originariamente dovevano servire solo come appunti per il diario della lavorazione.
Eleanor Coppola: n° 1Il film che Francis sta girando, è la metafora del viaggio all’interno di se stesso. Lui lo ha fatto quel viaggio, lo sta ancora facendo. Fa male vedere la persona che si ama calarsi nelle zone più profonde di se stesso, confrontarsi con le sue paure; paura di fallire, la paura della morte, la paura di impazzire. Bisogna fallire un po’, morire un po’, impazzire un po’, per riemergere. Questo processo, non è ancora finito per Francis.
Francis Coppola:La mia paura più grande, è di fare un film, che prende allo stomaco, imbarazzante, pretenzioso, su un argomento importante. Ed è quello che sto facendo. Io affronto il problema molto realisticamente, e vi dico con la sincerità che mi viene dal più profondo del cuore, che il film sarà brutto.
Eleanor Coppola:Scusa è come quando vai a scuola e alla fine dell’anno prendi sette invece di dieci come ti aspettavi. E va bene, prendi sette.
Francis Coppola:Io prenderò quattro! Questo film, è un disastro da 20 milioni di dollari, perché nessuno vuole credermi, io sto pensando seriamente di uccidermi.
Mercury Theater Radio Broadcast 1938: Buonasera, sono Orson Welles. Vi invito all’ascolto di “Cuore di tenebra”di Joseph Conrad. – Immaginate i sentimenti del capitano di una bella nave; un uomo civilizzato agli estremi confini del mondo. Quell’uomo, sbuca in una palude, si inoltra nei boschi, e avverte la ferocia della natura. La suprema ferocia che si annida nelle foreste e nella giungla. Nel cuore dei selvaggi.
Eleanor Coppola: n° 2 Nel 1939 Orson Welles aveva pensato di fare come primo film “Cuore di tenebra”. “Cuore di tenebra, narra il viaggio di un comandante di una nave sul fiume Congo alla ricerca di Mr. Kurtz, un commerciante di avorio stabilitosi nella giungla. Uomo brillante dagli elevati ideali, Kurtz vuole civilizzare gli indigeni. Invece, soccombe al fascino primitivo della giungla e impazzisce. Welles fu provato nella parte di Kurtz, vennero disegnate le scenografie, ma i produttori si tirarono indietro per paura che la produzione superasse il budget e Welles girò “Quarto potere”. “Cuore di tenebra” fu abbandonato in pre-produzione.
Nel 1969 Francis fonda L'American Zoetrope, una società cinematografica al di fuori del sistema Hollywoodiano. Uno dei suoi primi progetti è “Apocalypse Now”, una storia sulla guerra del Vietnam liberamente tratta da “Cuore di tenebra”. “Apocalypse Now” parla della missione di un certo capitano Willard che deve uccidere un colonnello dei berretti verdi di nome Kurtz, che è impazzito e porta avanti la guerra a modo suo in Cambogia. George Lucas doveva essere il regista e John Milius lo sceneggiatore \ co-screenwriter / .
John Milius:Francis disse che “Cuore di tenebra”, che è stato uno dei libri che a me sono piaciuti di più, disse che tanti, avevano provato a farlo; ma nessuno c’era riuscito. Disse che Orson Welles ci aveva provato e non c’era riuscito, anche Richard Brooks credo o qualcun altro e questa e la cosa migliore da dire ad uno sceneggiatore esordiente. Nessuno è stato mai capace di scriverlo è stata la prima cosa che ho scritto. C’era la guerra, e tutti erano in procinto di partire o di scappare a seconda di quello che avevano deciso. Preparammo le cose per fare tutto quanto in Vietnam, l’avremmo girato in 16 mm. sul posto.
George Lucas:Quella era l’idea di John; era l’idea di John ma quello che doveva andare a girare ero io. John è molto bravo, a pensare le cose in grande.
John Milius:La troupe sarebbe arrivata giusto in tempo per la grande offensiva, beh… insomma, tutti i miei amici quelli che erano a scuola con me, che avevano fatto di tutto, che pensavano di andare in Canada, di fare qualcosa di drastico anche di sposarsi per evitare la guerra, erano tutti pronti ad andare in Vietnam, non gli importava niente. Erano pronti a portare i riflettori e l’impianto sonoro sui campi minati. E credo che la Warner alla fine si è ritirata perché ha pensato che molti di noi sarebbero morti ammazzati, perché eravamo molto stupidi.
George Lucas:Avevamo cercato di proporre Apocalypse a tutti gli altri gli altri Studi, ma nessuno voleva averci niente a che vedere dicevano – Niente da fare – Perché era durante la guerra e c’era…, c’era molta tensione e molta paura. Comunque gli Studi non volevano finanziare un film sulla guerra in Vietnam.
John Milius:C’era molta amarezza da parte della gente sulla guerra, si facevano manifestazioni allora; a quei tempi si facevano le manifestazioni nelle strade, la gente sputava sui soldati e…, e i produttori non ci stanno, non ci stanno. I produttori sono gli ultimi ad imbarcasi in un’avventura del genere. I produttori sono…. , non sono… , non sono famosi…, per il loro coraggio civile.
Eleanor Coppola: n° 3: Non essendoci un produttore, Apocalypse viene archiviato e Francis chiude in un cassetto i suoi sogni per la Zoetrope, si dedica alle regie del “Padrino” parte I e II , i film vincono 8 oscar e Francis diventa miliardario. Nel 1975 Francis riprende in mano i piani per la Zoetrope, e sceglie Apocalypse come primo progetto.
Francis Coppola:Ero in una posizione nella quale avrei potuto realizzare il progetto originale, ma il nostro progetto originale richiedeva 6 / 8 mesi minimo di lavorazione. E invece c’era un copione di Apocalypse che…, potevamo rispolverare e produrre immediatamente e così abbiamo… , insomma ho detto, beh…, perché non facciamo Apocalypse Now? In questo modo saremmo in grado di rendere indipendente la nostra società e…, e di portare avanti il nostro discorso. Ma io non ero pronto all’appuntamento con il tentativo di fare una versione moderna di “Cuore di tenebra”ambientato in Vietnam.
Casting Session, November 1975 – Francis Coppola:Mike, leggi la parte di … Keagle; Glenn tu invece dovresti leggere… no, no, aspetta un momento… vorrei che Tommy tu leggi Willard, Freddy legge Chef, e Sam tu leggi Lance, Albert tu leggi Call; ok? Proviamo solo a leggerlo, tanto per capire cosa stiamo facendo.
Eleanor Coppola: n° 4: Per Apocalypse Now, è stato calcolato un budget di 13 milioni di dollari. Per non subire ingerenze da parte di nessuno Francis ha dovuto trovare i soldi da solo. Se il film oltrepassa il budget Francis ne è responsabile, ha messo come garanzia i nostri beni personali.
Tom Sternberg – co-producer:Credo che ci fossero un paio di milioni di dollari di Francis, ma questo era lo stile di Francis, la sua filosofia è sempre stata…, è… ed è rimasta la medesima. Lui dice…, ho stabilito di fare il film e se tutti sanno che lo faccio, il film si fa. Ma se non vado avanti sparato e non comincio a farlo il film non si fa. Ecco, questa è la sua filosofia.
Francis Coppola:Il mio rapporto con i soldi è sempre stato particolare, io non ne ho molti, ok; ma se li uso in maniera…ehmm…, coraggiosa, io li posso moltiplicare. Voglio dire, se hai mille dollari e li puoi usare liberamente senza…, preoccuparti dei rischi li puoi far sembrare diecimila dollari.
Eleanor Coppola: n° 5: Marlon Brando aveva letto in giro che avrebbe fatto la parte di Kurtz, Brando ha accettato di lavorare 3 settimane a 1milione di dollari la settimana, Francis gli ha mandato 1 milione di dollari in anticipo. Dopo aver fatto provini a decine di attori, Harvey Keitel viene scelto per fare il \capitano Willard /e per i quattro uomini che risaliranno il fiume con Willard, Sam Bottom sarà \Lance /, Albert Hall sarà \Capo /, Frederic Forrest \“Chef” /e Larry Fishbume 14 anni sarà \Mr. “Clean” /.
Mr. Clean:La storia è molto divertente, voglio dire la guerra è divertente, cavolo. In guerra puoi fare quello che vuoi per questo il Vietnam deve essere stato divertente, per i ragazzi che ci sono stati. Per esempio io conosco un tizio che è tornato, cavolo, non fa altro che fumare spinelli; lui l’unica cosa che fa è farsi le canne. Ha detto - il Vietnam è la cosa migliore che ci sia mai stata.
Luzon, Philippines – February 1976 –
Eleanor Coppola: n° 6: Fu deciso di girare nelle Filippine per la somiglianza di questa Terra con il paesaggio del Vietnam, visto che l’esercito degli Stati Uniti si è rifiutato di collaborare con il film sulla guerra del Vietnam, Francis ha fatto un accordo con il Presidente delle Filippine Ferdinando Marcos. La produzione pagherà ai militari migliaia di dollari al giorno, oltre agli straordinari ai piloti filippini; in cambio Francis potrà usare tutta la flotta di elicotteri di Marcos, sempre che non siano occupati a combattere l’insurrezione comunista del sud, scatenata da un gruppo di ribelli per il controllo dell’isola.
Francis Coppola:La cosa sorprendente è che essere in quella situazione, stare in mezzo a quella giungla, il…, il dover fronteggiare tutti gli elementi ostili che ci si presentavano, faceva parte della sostanza del film. E la prima decisione di regia, fu di metterci tutti in una condizione che riflettesse quello che raccontava il film.
George Lucas:Gli diedi tutte le informazioni che avevamo raccolto sulle riprese nelle Filippine, gli dissi – Francis una cosa è andare lì per tre settimane, con cinque persone e… cercare di rimediare un po’ di materiale, usando l’esercito filippino. Ma, se vai lì con una grande produzione di Hollywood, quelli ti uccidono. Vedi, più a lungo rimani, più corri il pericolo di restare impantanato nelle paludi, gli dissi.
Eleanor Coppola: n° 7: Il primo marzo sono andata nelle Filippine con Francis e i ragazzi, Geo di 12 anni, Roman di 10 e Sofia di 4. Francis mi ha chiesto di fare un documentario per l’Ufficio stampa della United Artist, non so se è per evitare di aggiungere una troupe professionale a una produzione già piuttosto pesante, o se stia solo cercando ti tenermi occupata. Il caldo e l’umidità sono insopportabili, è stata la prima volta che abbiamo visto i bufali, le risaie e le capanne degli indigeni. Sofia ha detto – sembra il viaggio nella giungla che ti fanno fare a Disneyland -. Oggi ho ripreso la costruzione del set principale, il nascondiglio di Kurtz, dovrebbe essere un tempio cambogiano in rovina all’estremità del fiume, dove il personaggio di Willard affronterà Kurtz. Dean Tavoularis lo scenografo, sta dirigendo la costruzione del tempio con blocchi di argilla essiccata che pesano 150 chili ognuno.
Dean Tavoularis – production designer -Ci lavoravano 600 persone, a Hollywood o a New York anche una sola persona in più è un problema serio. Con le paghe che sono dell’ordine delle migliaia di dollari. Invece, per…, per un dollaro al giorno, tre dollari al giorno, io spero di non averla sfruttata quella gente…, ma è così che venivano pagati; io potevo assumere non una sola persona ma dieci, venti, cento.
Francis Coppola:\ 1st Day of Shooting – Primo giorno di ripresa / Quando eravamo studenti di cinema, all’università, facevamo sempre una cosa il primo giorno di riprese e ho continuato a farlo ogni volta che comincio un film perché credo che porti fortuna al film. La cosa è questa, ognuno prende la mano al vicino, oppure tocca il vicino, avanti in segno di augurio, coraggio su avanti prendetevi per mano. E adesso diciamo una parola magica 3 volte,\ puwaba / Pronti, uno… due… tre… puwaba, puwaba, puwaba.
Eleanor Coppola: n°8: E’ il primo giorno di riprese, c’è molta eccitazione. Si gira in una salina lungo il fiume, è la scena in cui l’elicottero porta Willard all’appuntamento col battello che deve accompagnarlo da Kurtz.
Francis Coppola:Pronti, azione! Fino a un certo livello il film è solo azione e avventura, è la storia di un viaggio in una regione strana e sconosciuta. Ma spero anche che esista una lettura ad un livello filosofico ed allegorico, perché tutto sommato il mio desiderio, quello che voglio, è che il film faccia luce sugli eventi che sono accaduti, sul perché sono accaduti e su cosa hanno provocato nelle persone coinvolte.
Noi siamo quasi convinti che esista qualcosa, dopo tutto, qualcosa di essenziale, che ci aspetta tutti, nelle zone oscure del mondo che noi evitiamo per il loro essere selvagge, incommensurabili, e certamente sconosciute.
Eleanor Coppola: n°9: Ieri sera Francis ha visionato il girato della prima settimana. Erano le scene con Harvey Keitel nella parte di Willard. Dopo la proiezione è seduto sul divano con i montatori chiese Beh! Che ne pensate. Io salii a dare la buona notte ai bambini, e quando tornai quindici minuti più tardi, Francis aveva già deciso di sostituire il protagonista.
Fred Roos – Co-Producer:Abbiamo ingoiato il rospo ed abbiamo dovuto fare una cosa molto spiacevole, cioè sostituire un attore a riprese iniziate. Una cosa non solo spiacevole ma anche costosa. “Coppola perde la barba, 20 chili e la star Keitel” - by JOSEPH McBRIDE –
Sul set – 456A prima “Azione!”
Il generale ………. a Willard: Che ne pensa Willard.
Willard: Porre fine… al.. Colonnello?
Una persona presente .. .. .. Porre fine senza scrupoli di sorta.
Lei si renderà conto Capitano…..
Eleanor Coppola: n°10: Francis due giorni dopo si tagliò la barba e tornò a Los Angeles. Incontrò Martin Sheen \ Cap. Benjamin L. Willard \ Narratore /all’aeroporto, Martin accettò di interpretare Willard.
Martin Sheen: Ero un po’ preoccupato per le mie condizioni fisiche, allora avevo soltanto 36 anni, ma mi sentivo vecchio, fuori forma. Fumavo 3 pacchetti di sigarette al giorno. Insomma…, ero messo maluccio. Non sapevo se sarei stato capace di sostenere quel ritmo vertiginoso. Quando mi hanno scritturato ricordo, che doveva essere una cosa di 16 settimane. In realtà…, non andò affatto così, ma …, chi lo poteva sapere allora.
Eleanor Coppola: n°11: E’ la quinta settimana di riprese. Man mano che ci avviciniamo all’estate fa’ sempre più caldo, e ogni giorno sembra che il progetto si ingrandisca.
Francis Coppola:Allora…, dunque, voglio…, diciamo 5 elicotteri, ok?. Una macchina da presa qui, e una lì. Quante ne abbiamo di macchine, una o due? – Due – Eh!, allora una per quando entriamo nell’abitazione.
Eleanor Coppola: n°12: Il copione prevede una unità di elicotteri al comando di un colonnello di cavalleria aerea che si chiama Kilgore \ Robert Duvall / che sferra un attacco su un villaggio della costa per scortare la barca che porterà Willard da Kurtz. La scena con tutte le comparse e gli effetti speciali, è logisticamente la più complicata della carriera di Francis.
Vittorio Storaro – Cinematografer: Ricordo che Francis mi diceva sempre, Vittorio non dimenticare mai questo non è soltanto un documentario sulla guerra in Vietnam; “This is a main show”, nel senso che ovunque gli americani vadano, trasformano tutto in un grande show. Tutto, doveva divenire un grande evento, l’idea di Francis era di creare un grande spettacolo, di immagini, di colori, di luci, di musica. Anche l’idea di mettere Wagner durante la sequenza della battaglia degli elicotteri, faceva parte dell’essere spettacolo, faceva parte della messa inscena dell’opera. L’idea, era di ricreare la drammaticità della guerra non tramite la realtà, ma attraverso la fantasia.
[-]
[+] correzione
(di rongiu)
[ - ] correzione
|
|
|
[+] lascia un commento a rongiu »
[ - ] lascia un commento a rongiu »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
jd
|
lunedì 2 giugno 2008
|
se non fosse banale direi apocalittico
|
|
|
|
Era a mio parere obbligatorio fare un documentatrio,o meglio un resoconto suui tempi che ci permettesse di avvicinarcisi( solamente:comprendere quello che Coppola e gli altri passarono,è impossibile se non eri li con loro).I protagonisti si smascherano davanti alla telecamera,ed è impressionante il confronto fra le interviste girate all'epoca(dove non distinguevano quasi più la realtà) e quelle più recenti(vedi quella a Dennis Hopper).Non si dimentica il regista,magro,sbarbato ed esagitato che,sia allora che 12 anni dopo sbraita,sputa sentenze identificandosi con Kurtz,e quasi con Dio.E il suo film,ovviamente,ne esce ancora più grande.Unica pecca:il doppiaggio italiano enfatico che toglie parte della forza.
[+]
Era a mio parere obbligatorio fare un documentatrio,o meglio un resoconto suui tempi che ci permettesse di avvicinarcisi( solamente:comprendere quello che Coppola e gli altri passarono,è impossibile se non eri li con loro).I protagonisti si smascherano davanti alla telecamera,ed è impressionante il confronto fra le interviste girate all'epoca(dove non distinguevano quasi più la realtà) e quelle più recenti(vedi quella a Dennis Hopper).Non si dimentica il regista,magro,sbarbato ed esagitato che,sia allora che 12 anni dopo sbraita,sputa sentenze identificandosi con Kurtz,e quasi con Dio.E il suo film,ovviamente,ne esce ancora più grande.Unica pecca:il doppiaggio italiano enfatico che toglie parte della forza.Ma che cosa gli costava mettergli i sottotitoli?
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a jd »
[ - ] lascia un commento a jd »
|
|
d'accordo? |
|
|
|