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gianfranco
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mercoledė 25 maggio 2022
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un thriller avvincente e credibile
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C'è una sorta di insana attrazione verso il male e coloro che lo rappresentano scenicamente.è quasi come se essi riuscissero non soltanto ad affascinarci e a coinvolgerci emotivamente,ma anche e soprattutto a risvegliare il lato più oscuro che è in ognuno di noi;quel lato che se nella vita reale tendiamo a dissimulare con estrema attenzione agli occhi degli altri,nel mondo virtuale,invece,esso può permetterci di dar sfogo alle nostre più inconfessabili fantasie e ai nostri impulsi più reconditi.In effetti,nei film polizeschi o nei thriller,i personaggi cattivi sono quasi sempre più interessanti degli eroi e rimangono subitamente impressi,generando nella nostra mente una sorta di identificazione con il loro modo di essere e di agire,facendoci sentire dispiaciuti o persino arrabbiati,quando essi sono smascherati o uccisi.
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C'è una sorta di insana attrazione verso il male e coloro che lo rappresentano scenicamente.è quasi come se essi riuscissero non soltanto ad affascinarci e a coinvolgerci emotivamente,ma anche e soprattutto a risvegliare il lato più oscuro che è in ognuno di noi;quel lato che se nella vita reale tendiamo a dissimulare con estrema attenzione agli occhi degli altri,nel mondo virtuale,invece,esso può permetterci di dar sfogo alle nostre più inconfessabili fantasie e ai nostri impulsi più reconditi.In effetti,nei film polizeschi o nei thriller,i personaggi cattivi sono quasi sempre più interessanti degli eroi e rimangono subitamente impressi,generando nella nostra mente una sorta di identificazione con il loro modo di essere e di agire,facendoci sentire dispiaciuti o persino arrabbiati,quando essi sono smascherati o uccisi.Nell'Ultima Seduzione,John Dahl dà conferma di tutto questo e sà quanto ci piace vedere un personaggio che tira fuori il peggio di sè,infrangendo le cosidette regole.Ebbene,in questo thriller noir uscito nel lontano 1994,il personaggio cattivo è Bridget,una donna depravata e corrotta sino al midollo,che fà della sua immoralità il suo punto di forza,trasformando la sua gelida sensualità in un'arma a doppio taglio e il suo cinismo in un'arma di distruzione.La sua motivazione è semplice:Bridget vuole diventare sempre più ricca e farlo non si fermerà davanti a niente e sarà disposta a tutto pur di arrivare allo scopo;anche ad andare oltre ciò che lecito.Nella scena iniziale(ossia quando il marito la schiaffeggia per avergli dato dello stupido),proviamo quasi pena per lei e crediamo che sia il marito Clay il classico uomo-padrone,interessato soltanto ai soldi e alla bella vita,piuttosto che alla sua adorata moglie.Ma pian piano,sarà il regista stesso a farci accorgere che c'è qualcosa che non và,ribaltando completamente la situazione e facendosi assistere a un cambiamento a dir poco impressionante nel carattere della donna,facendola apparire nel primo tempo come una vittima,per poi mostrarla per ciò che è realmente.Bridget,dopo aver sottratto un'ingente somma di denaro al marito,fuggira via da New York,trovando rifugio in una cittadina chiamata Buffalo dove incontrerà un ragazzo di nome Mike(interpretato magistralmente dal super bono Peter Berg),che aggancierà da subito e a cui chiederà insistentemente di assecondarla nel suo folle progetto;sbarazzarsi del marito,facendolo passare per un criminale senza alcuni scrupoli.Mike,che vorrebbe anche lui trasferirsi da Buffalo in seguito a un matrimonio infelice,che crede di aver trovato in Bridget un'ancora di salvezza e che la donna sia davvero innnamorata di lui,deciderà in ultimo di non tirarsi indietro,ma scoprirà troppo tardi la verità,quando con un immancabile colpo di scena finale,niente andrà più come lui e Bridget avevano pianificato da principio.Ora,riguardo gli interpreti,l'irrimediabilmente brutta Linda Fiorentino non eccelle nè in questo ruolo,nè negli altri,ma il volto androgino e il suo sguardo minaccioso funzionano e riescono ad apparire nel complesso abbastanza convincenti.Il suo è un personaggio nevrotico,disturbante e antierotico e forse per questo è davvero difficile per lo spettatore accettare l'idea che l'attraente Berg possa persino innamorarsene.Detto questo,l'ultima seduzione è un film intelligente, che mantiene alta la tensione dall'inizio alla fine e che ha una trama che intriga e a modo suo si lascia guardare,seppur si avvalga di una sceneggiatura a tratti surreale e dei dialoghi non sempre all'altezza.è innegabile quanto Dahl abbia puntato con questo film di più a un thriller psicologico a sfondo erotico,piuttosto che al classico giallo con il solito happy end,presentando un modello di dark lady diverso da quello a cui ci avevano abituati negli anni anni 60,lasciando sottointeso che anche una donna può essere altrettanto crudele e spietata,a volte anche più di un uomo.
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daniele fanin
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sabato 13 giugno 2020
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al di la' del male
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L’Ultima Seduzione rappresenta l’apice della breve ma interessante carriera registica di John Dahl, che dopo un ottimo secondo film dietro la macchina da presa, Red Rock West, nel 1994 esce con questo forte film noir che ha senz’altro rappresentato una nuova, e per certi verso piu’ estrema, connotazione dell’archetipo della dark lady, a cui Linda Fiorentino presta non solo un corpo mozzafiato ma un carattere gioiosamente e liberamente aggressivo, da vera predatrice che gode del male che fa non solo per l’utile che ne trae ma anche per il puroi piacere di manipolare, dominare e distruggere; un personaggio femminile come non se ne erano visti prima sullo schermo!
Privata di un quasi sicuro Oscar come migliore attrice in quanto il film era stato inizialmente distribuito sui canali via cavo, Linda Fiorentino, come anche John Dahl, non riuscira’ piu’ a raggiungere le vette e l’intensita’ di questo film che, dopo l’ottima prova in Fuori Orario di Scorsese, avrebbe potuto rappresentare la definitiva consacrazione dell’attrice americana e che invece divenne, a soli 36 anni, il suo canto del cigno, in quanto nessuna delle sue successive pellicole e’ riuscita a ravvivare una carriera che sembrava invece molto promettente.
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L’Ultima Seduzione rappresenta l’apice della breve ma interessante carriera registica di John Dahl, che dopo un ottimo secondo film dietro la macchina da presa, Red Rock West, nel 1994 esce con questo forte film noir che ha senz’altro rappresentato una nuova, e per certi verso piu’ estrema, connotazione dell’archetipo della dark lady, a cui Linda Fiorentino presta non solo un corpo mozzafiato ma un carattere gioiosamente e liberamente aggressivo, da vera predatrice che gode del male che fa non solo per l’utile che ne trae ma anche per il puroi piacere di manipolare, dominare e distruggere; un personaggio femminile come non se ne erano visti prima sullo schermo!
Privata di un quasi sicuro Oscar come migliore attrice in quanto il film era stato inizialmente distribuito sui canali via cavo, Linda Fiorentino, come anche John Dahl, non riuscira’ piu’ a raggiungere le vette e l’intensita’ di questo film che, dopo l’ottima prova in Fuori Orario di Scorsese, avrebbe potuto rappresentare la definitiva consacrazione dell’attrice americana e che invece divenne, a soli 36 anni, il suo canto del cigno, in quanto nessuna delle sue successive pellicole e’ riuscita a ravvivare una carriera che sembrava invece molto promettente.
Ben supportata da Bill Pullman nel ruolo del marito, vittima in tutti i sensi della letale moglie, che da Peter Berg, stolido agnello sacrificale e sacrificato alla strategia della protagonista per il quale non si puo’ non provare una rassegnata compassione, Linda Fiorentino con il personaggio di Bridget Gregory/Wendy Kroy e’ stata capace di imporsi come la dark lady piu’ sfrontata e felicemente senza scrupoli non solo dei classici degli anni ’40 e ’50 ma anche dei cosiddetti nuovi film noir degli anni ’80 e ’90, spingendosi ben oltre i limiti segnati da Kathleen Turner con Brivido Caldo; da segnalare l’interessante doppo tributo che L’Ultima Seduzione fa sia a Double Indemnity, richiamato nel dialogo, che a Brivido Caldo, con le scene finali quasi identiche a quella di chiusura del film di Lawrence Kasdan.
L’Ultima Seduzione rimane, anche dopo parecchi anni, un film interessante ed altamente godibile, con una storia ben sviluppata ed un dialolgo costruito con un adeguato cinismo che, pur orientando le simpatie piu’ immediate e pubbliche dello spettatore verso i perdenti e gli sfruttati come il marito e l’amante, inevitabilmente attrae sopratuttto per l’irredimibile e profonda malvagita’ della protagonista, sensuale diavolo in autoreggenti che attira inesorabilmente, pur nella consapevolezza che l’unico risultato possibile sia la perdizione eterna.
Un inguardabile L’Ultima Seduzione 2 del 1999 non ha per fortuna avuto ulteriore seguito ne’ ha sottratto alcun fascino al film di John Dahl, un moderno gioiello del genere noir dove, come in Brivido Caldo ed a differenza dei piu’ apparentemente moraleggianti, nonche’ gravati dal Codice Hays, anni ’40 e ‘50, il crimine e l’immoralita’ pagano, eccome!
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gianfranco
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giovedė 20 marzo 2008
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pter berg the handsome
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IL FILM č VERAMENTE SPAZZATURA,pessima la trama,sceneggiatura per niente originale,pessima figura femminile e di attrice Linda Fiorentino che cerca disperamente di atteggiarsi a femme fatal, imitando Lauren Bacall,ma non č nč brava,nč bella la metā di lei.
L'unica nota positiva č il super bono Peter Berg,perfetto a mio avviso nel ruolo dell'ingenuo oltre che attraente amante.
Da vedere per tutti gli ammiratori del bel attore americano.
[+] linda
(di vic fontaine)
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