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steffa
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martedì 10 febbraio 2026
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piccolo capolavoro
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detesto i musicals ma questo film è la perfezione
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gioselas
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giovedì 24 aprile 2025
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he is a man is just a man?
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Questo film è un capolavoro.
Per le musiche, per gli attori per la scenografia e per l'impostazione diciamo "moderna" data a Gesù.
Giudicare il film, bellissimo, non può però esimermi da valutarne la "religiosità" in termini classici ,dell'opera.
Questo Gesù non fa miracoli e soprattutto non risorge o nella ipotesi più ottimista lascia il dubbio che forse, chissà, era proprio il figlio di Dio.
Se devo fare una considerazione, anche se ne apprezzo e condivido l'impostazione, resto perplesso nel vedere come una rappresentazione così umana e molto poco divina del Cristo, possa aver riscosso tanto successo nella chiesa cattolica e nel clero in generale.
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Questo film è un capolavoro.
Per le musiche, per gli attori per la scenografia e per l'impostazione diciamo "moderna" data a Gesù.
Giudicare il film, bellissimo, non può però esimermi da valutarne la "religiosità" in termini classici ,dell'opera.
Questo Gesù non fa miracoli e soprattutto non risorge o nella ipotesi più ottimista lascia il dubbio che forse, chissà, era proprio il figlio di Dio.
Se devo fare una considerazione, anche se ne apprezzo e condivido l'impostazione, resto perplesso nel vedere come una rappresentazione così umana e molto poco divina del Cristo, possa aver riscosso tanto successo nella chiesa cattolica e nel clero in generale.
Un Gesù che non risorge è solo un uomo e un credente non può condividere questo messaggio.
I discorsi teologici, le speculazioni teoretiche e morali stanno a zero.
I templi, le cattedrali, San Pietro e in breve duemila anni di religione cristiana sono basati sulla resurrezione di Cristo.
Metterla solo in dubbio, fino a non molto tempo fa era meritevole di scomunica e di eresia.
Capisco che, come diceva Paolo VI che lo apprezzò e in qualche modo lo sdoganò dalle accuse dei cattolici-integralisti, una rappresentazione "moderna del Cristo" avrebbe riavvicinato molte persone alla Chiesa, ma se il messaggio che lascia è quello del film allora cambia tutto, ma proprio tutto.
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luca g
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sabato 28 settembre 2024
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uno dei più grandi schifi mai ...
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Uno dei più grandi schifi mai realizzati nella storia del cinema,
solenne boiata pazzesca, soldi buttati dal furbetto Jewison che non fu retribuito dacché non si pigliò manco un oscar devono averci pensato prima di dare anche una statuetta a una roba del genere,
nella primavera del ...non ricordo se il 73 o 74 i miei compagni nella seconda scientifico al Copernico di Bologna quello dove i compagni gettarono il preside dalla finestra dove inviarono una lettera esplosiva alla prof. di chimica dove la prof. di storia dovette andare in aspettativa su consiglio della polizia perché voleva che gli studenti sapessero la data 888 dell'incoronazione di Carlo Magno 'ragazzi sono tre otto!' .
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Uno dei più grandi schifi mai realizzati nella storia del cinema,
solenne boiata pazzesca, soldi buttati dal furbetto Jewison che non fu retribuito dacché non si pigliò manco un oscar devono averci pensato prima di dare anche una statuetta a una roba del genere,
nella primavera del ...non ricordo se il 73 o 74 i miei compagni nella seconda scientifico al Copernico di Bologna quello dove i compagni gettarono il preside dalla finestra dove inviarono una lettera esplosiva alla prof. di chimica dove la prof. di storia dovette andare in aspettativa su consiglio della polizia perché voleva che gli studenti sapessero la data 888 dell'incoronazione di Carlo Magno 'ragazzi sono tre otto!' ...
ecco ottennero che la prof. di disegno lasciasse suonare le musiche di JCS durante le due ore di lezione e quella disse 'sì sì sì',
che strazio sentire sempre 'giuda ...' e chi si ricorda per fortuna,
da un lato quelle/i a cui piace JCS dall'altra quelli a cui fa schifo, mi alzai dopo un quarto d'ora, poi rientrai,
è il motivo per cui venne fatto il film che mi schifa: distruggere la religione cristiana attraverso il vilipendio di Cristo, erigere Giuda a persona positiva, capovolgendo tutto, è chiaro che non potevano attaccare direttamente Gesù si sarebbe capito quel che volevano fare,
questo film è un vangelo apocrifo, in cui si prendono situazioni e accadimenti dei vangeli e gli si dà un significato opposto,
la chiesa modernista del cardinale vestito di bianco,
eppure lo ripenso con rimpianto, e ai miei cari compagni di classe, con i quali ero all'Arlecchino un sabato pomeriggio di aprile di quell'anno.
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elgatoloco
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martedì 1 dicembre 2020
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straordinario tentativo di modernizzare la storia
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Con questo"Jesus Christ Superstar"(1973, Norman Jewison, anche sceneggiatore con Melwyn Bragg, ma fedelissimo al musical teatrale di Tim Rice-testo, libretto- e Andrew Llyod Webber-musiche, grande successo del 1971 e ulteriore dimostrazione di come Holluwood, ma prima ancora Broadway riesca a coinvolgere il meglio della cultura musicale e teatrale europea, in questo caso inglese)si realizza una vera"modernizzazione"della storia sacra, che aveva perso, almeno in parte, afflato insieme alla religiosità, in quegli anni. L'ultima settimana di vita di Gesù, narrata in temrini moderni e sempre rigorosamente ispirati al criterio del "playing the play"in questa straordinaria riproposizione della vita e del sacrificio oblativo di Cristo, in termini che guardano certo alla modenirtà(almeno a quella hippie.
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Con questo"Jesus Christ Superstar"(1973, Norman Jewison, anche sceneggiatore con Melwyn Bragg, ma fedelissimo al musical teatrale di Tim Rice-testo, libretto- e Andrew Llyod Webber-musiche, grande successo del 1971 e ulteriore dimostrazione di come Holluwood, ma prima ancora Broadway riesca a coinvolgere il meglio della cultura musicale e teatrale europea, in questo caso inglese)si realizza una vera"modernizzazione"della storia sacra, che aveva perso, almeno in parte, afflato insieme alla religiosità, in quegli anni. L'ultima settimana di vita di Gesù, narrata in temrini moderni e sempre rigorosamente ispirati al criterio del "playing the play"in questa straordinaria riproposizione della vita e del sacrificio oblativo di Cristo, in termini che guardano certo alla modenirtà(almeno a quella hippie.rock, se vogliamo essere precisi)con tanto di profferte di droga e di sesso venduto al"peggior offerente"nelle sequenze dei mercanti nel tempio, con la gelosia dell'ex.seguac(traditore Giuda , con la difficoltà esibita(ma diremmo bene anche superata)di una troupe che vuol mettere iin scena una vicenda che risale a duemila anni prima(quasi), con la discussa affermazione-anche se comunque precedente di qualche anno e queste cose durano "lo spazio di un mattino,ma non sempre viene da aggiungere,- di John Lennon per cui THe Beatles"sarebbero stati più popolari di Gesù, affermazione poi ridimensionata, in parte smentita- un musical ripercorso filmiicamnete con grande maestria da Norman Jewison, che certo non è l'ulitmo arrivato, anzi. Rimangono in mente tutte le sequenze, diremmo, anche se certo quelle della crocifissione(ingiustamente considerate "blasfeme"da sopravvivenze anti e preconcilairi di ogni tipo, sembrano sopravanzare, insieme a quelle citate prima della profanazione mercantile del tempio. La dialettica Gesù-Giuda(che in seguito, anche se non certo per diretta influenza del musica e del film, che rispetta la fedletà all'erchetipo teatrale, seguendo ANdré Bazin e la sua straordinaria"Ontologia del cinema", verrà approfondita da vari esegeti in forma nuova e gli studi più recenti sono di questi anni)è forse il nucleo centrale del film e naturalmente il merito va ai due interpreti.chiave Ted Neeley e Carl Andreson, rispettivamente nei panni di Gesù e di Judas, ma non è da rrascurare la rpova noteovlssima di Yvoenne Eliman come"Marida Maddalena", dove anche questa scelta, molto"spettacolare", quasi"ovvia"(il chercher la femme è importante, quando si tratta di cinema e teatro, essendo elmento catalizzatore, comunque, la donna), di dare paiicolare rilievo a una figura che, soprattutto nei Vangeli canonici, rimane un po'ai margini ma anche in certo senso"misteriosa"appare vincente, merito però dell'atrrice-.cantante. Avendo visto varie edizioni teatrlai, certo non quella originaria, devo dire che qui la qualità musicale e teatrale degli/dlele interpreti è nettamente superiore a tutte quelle viste negli ultimi 20 anni, almneo(anzi diremo almneo un quarto di secolo), per cui la sintesi, quasi da interezza wagneriana tra parola-musica e dramma riesce pienamente, il che non è scontato per le trasposizioni filmiche di musicals. Chiudo con un ricordo personale. nel 1978-79, dunque un lustro dopo il film, studivano (fuori d'Italia)una materia che faceva da trait-d-union tra filsofoia e teologia e bel libro principale si parlava di "teologia rock "e"teologia hippie" e, senza un richiamo testuale, il riferimento indubbio era a"Jesus Christ Superstar". El Gato
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parsifal
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venerdì 4 gennaio 2019
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rivoluzione spirituale
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Nel lontano 1973, due giovani di sicuro e comprovato talento, rispettivamente Andrew LlOyd Webber , musicista e compositore e Tim Rice, autore e paroliere, diedero vita ad una delle opere rock più entusiasmanti del '900, destinata a diventare un vero e prprio oggetto di culto. Da qui ne venne tratto il seguente film, diretto da N.Jewson e girato in Medio Oriente, tra Siria ,Iran e Giordania. Nel musical Jesus veniva interpretato da un giovane Ian Gillan, leader e cantante dei Deep Purple, mentre nel film la parte venne affidata a Tedd Neeley, che ancor oggi la interpreta nei teatri di tutto il mondo. L'opera è pervasa da uno spirito innovativo e ribelle , riflesso dei tempi in cui fu realizzata.
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Nel lontano 1973, due giovani di sicuro e comprovato talento, rispettivamente Andrew LlOyd Webber , musicista e compositore e Tim Rice, autore e paroliere, diedero vita ad una delle opere rock più entusiasmanti del '900, destinata a diventare un vero e prprio oggetto di culto. Da qui ne venne tratto il seguente film, diretto da N.Jewson e girato in Medio Oriente, tra Siria ,Iran e Giordania. Nel musical Jesus veniva interpretato da un giovane Ian Gillan, leader e cantante dei Deep Purple, mentre nel film la parte venne affidata a Tedd Neeley, che ancor oggi la interpreta nei teatri di tutto il mondo. L'opera è pervasa da uno spirito innovativo e ribelle , riflesso dei tempi in cui fu realizzata. Viene presa in oggetto l'ultima parte della vita del Nazareno, attenendosi ai Vangeli, ma narrata da un differente punto di vista, prendendo in considerazione l'aspetto rivoluzionario del pensiero di Gesù e la sua capacità di opporsi all'arroganza del potere di Roma , sostenuto dalla casta dei farisei e di catalizzare le simpatie del popolo che lo sostiene sino a quando non diverrà l'oggetto dell'ira della folla, a causa delle bieche manovre di potere ai suoi danni, messe in atto da Annah e Caipha, sacerdoti del Sinedrio, terrorizzati dalla sua ascesa sociale.. Nella narrazione ,assai,avvincente , viene anche preso in considerazione il pensiero di Giuda, considerato non un traditore per vocazione, ma una vittima delle circostanze e delle sue aspettative. Visivamente il film è decisamente innovativo poichè vengono uniti elementi del passato a situazioni decisamente peculiari dei tempi moderni. Molto toccanti ed indimenticabili alcune scene ,come la cacciata dei mercanti dal Tempio o il lungo monologo musicale del Getsemane, in cui Gesù manifesta tutti i suoi dubbi riguardo alla sua missione terrena. Opera di elevatissimo spessore culturale, cinematografico musicale, è diventata irrinunciabile ,nel corso del tempo.
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rob8
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giovedì 2 agosto 2018
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un prodotto di notevole fattura
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Quando l’opera rock di Rice e Webber, concepita negli ultimi bagliori della summer of love, approda al cinema, le speranze giovanili di palingenesi del mondo nel nome dell’amore e della fratellanza sono ormai state brutalmente deluse.
Così, la lettura hippy della passione di Gesù e i tangenziali riferimenti politici alle guerre israeliane del 1967, con tanto di Mig e carrarmati che braccano Giuda nel deserto, apparvero già all’epoca dell’uscita del film datati e stereotipati.
Eppure, col tempo la pellicola ha acquistato un importante valore testimoniale di un modo di rappresentare la Storia, utilizzando gli stilemi della cultura popolare, di cui musica e cinema hanno rappresentato nel Novecento la massima espressione.
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Quando l’opera rock di Rice e Webber, concepita negli ultimi bagliori della summer of love, approda al cinema, le speranze giovanili di palingenesi del mondo nel nome dell’amore e della fratellanza sono ormai state brutalmente deluse.
Così, la lettura hippy della passione di Gesù e i tangenziali riferimenti politici alle guerre israeliane del 1967, con tanto di Mig e carrarmati che braccano Giuda nel deserto, apparvero già all’epoca dell’uscita del film datati e stereotipati.
Eppure, col tempo la pellicola ha acquistato un importante valore testimoniale di un modo di rappresentare la Storia, utilizzando gli stilemi della cultura popolare, di cui musica e cinema hanno rappresentato nel Novecento la massima espressione. Inoltre, ha confermato come quella stagione cinematografica fosse ancora aperta alla sperimentazione di nuovi linguaggi, persino da parte di un regista come Jewison, autore fino a quel momento piuttosto mainstream.
Fatto sta che la potenza visiva delle immagini; la commistione scenografica tra antico e moderno; l’ambientazione accecante del deserto; la grandezza della colonna sonora e non da ultima la inesauribile forza della storia di Gesù, qui intesa soprattutto nella sua accezione narrativa, fanno di questo film un prodotto di notevole fattura.
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fabio57
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martedì 8 settembre 2015
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musical immortale
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La prima volta ,ce lo fecero vedere al cinema,la mattina, per tramite la scuola che organizzò l'evento.Semplicemente straordinario,è diventato giustamente un cult.Tutti i musical sono in debito verso quello che è considerato a giusta causa il più grande di tutti i tempi,certo c'era stato "west side story " ma questo ha un quid in più che lo ha reso immortale,musiche eccellenti,sceneggiatura geniale,interpretazioni subblimi.
grandissimo
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treffoli
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lunedì 1 giugno 2015
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da vedere, un film incredibile anche ora.
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un film che, molte persone ricorderanno, perchè molte
persone dicono che sia arte, non le solite composizioni le
solite rapine ad arte sminuendo il mito di genere, come
quelle pellicole a colpi di plebisciti... numerici, per le
quali avevamo dovuto assistere senza parole e allora; chi non l'ha visto partendo
dal messico, california sino alla liguria... ringraziamo con senso artistico
per tale film teatrale sonoro in toto... che va a colmare le tante
lacune accumulate precedentemente, a questo film,
rendendo... al meglio per le cose errate e l'inadeguatezza, che non
permetteva una visione auspicabile, anche se a distanza di tempo sembra
debole e piccolo, riesce ancora a emozonare qualcuno,
assecondando poi in qualche modo le credenze d'oltre manica,
col jesus.
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un film che, molte persone ricorderanno, perchè molte
persone dicono che sia arte, non le solite composizioni le
solite rapine ad arte sminuendo il mito di genere, come
quelle pellicole a colpi di plebisciti... numerici, per le
quali avevamo dovuto assistere senza parole e allora; chi non l'ha visto partendo
dal messico, california sino alla liguria... ringraziamo con senso artistico
per tale film teatrale sonoro in toto... che va a colmare le tante
lacune accumulate precedentemente, a questo film,
rendendo... al meglio per le cose errate e l'inadeguatezza, che non
permetteva una visione auspicabile, anche se a distanza di tempo sembra
debole e piccolo, riesce ancora a emozonare qualcuno,
assecondando poi in qualche modo le credenze d'oltre manica,
col jesus... crist supestar proposto sottoforrma canora, d'altra parte, anche qui in italia
abbiamo la sindone...! a cui in toto si crede coi nostri valori, è un film storico,
una lanterna del grande schermo..., avremmo voluto fosse compiuto nel nostro
paese perchè è un film di riformismo,
un film storico in qualche modo una garanzia, a cui soltanto mi permetto di
dire un parere ultyerore e personalissimo; se i giovani ancora guardano cose
del genere e le ripropongono significa che qualcosa di buono è stato
fatto, anche se sono per qualcuno preferibili altre cose mi pare si
trattasse ed è un film da vedere comunque imparando forse qualcosa.
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antonello chichiricco
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martedì 23 dicembre 2014
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il più bel film musicale di tutti i tempi
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Premetto che apprezzo e seguo con interesse le recensioni de “Il Morandini” (Laura, Luisa e Morando) ma la chiosa finale di questa loro “un mezzo fiasco al botteghino” è davvero il caso di dirlo, grida vendetta al cospetto di dio! Spiego perché. A quei tempi, stiamo parlando del 1973, avevo ventiquattro anni e ricordo benissimo da testimone diretto che questo film al contrario di quanto afferma IL Morandini polverizzò ogni record d’incasso. A Roma alle sale Eurcine e Supercinema J.C.S. è restato in programmazione ininterrotta per oltre un anno e mezzo! Tanto è vero che io e i miei amici musicisti organizzammo per mesi e mesi ciclici pellegrinaggi con parenti, amici e conoscenti per convertirli a questo… Cristo! Alla fine credo senza esagerare di aver fatto conoscere questo film a non meno di 200-300 persone (a loro volta divulgatrici del… verbo).
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Premetto che apprezzo e seguo con interesse le recensioni de “Il Morandini” (Laura, Luisa e Morando) ma la chiosa finale di questa loro “un mezzo fiasco al botteghino” è davvero il caso di dirlo, grida vendetta al cospetto di dio! Spiego perché. A quei tempi, stiamo parlando del 1973, avevo ventiquattro anni e ricordo benissimo da testimone diretto che questo film al contrario di quanto afferma IL Morandini polverizzò ogni record d’incasso. A Roma alle sale Eurcine e Supercinema J.C.S. è restato in programmazione ininterrotta per oltre un anno e mezzo! Tanto è vero che io e i miei amici musicisti organizzammo per mesi e mesi ciclici pellegrinaggi con parenti, amici e conoscenti per convertirli a questo… Cristo! Alla fine credo senza esagerare di aver fatto conoscere questo film a non meno di 200-300 persone (a loro volta divulgatrici del… verbo). Non solo: nei decenni successivi ci sono state varie riedizioni e ristampe della pellicola con altrettanto immutato successo.
Passiamo al film. Il canadese Norman Jewson (La calda notte dell’ispettore Tibbs, Stregata dalla Luna, Rollerball, The Hurricane) era già un eclettico e quotato regista quando nel 1973 gli venne affidata, dopo l’enorme successo della versione teatrale, la trasposizione cinematografica di quest’opera rock. Per girare gli esterni la troupe si trasferì diversi mesi in medio oriente utilizzando per le riprese siti archeologici quali Avdat nel deserto del Negev. L’idea di utilizzare armi, utensili, vestiario, posticci e moderni, così come le scelte di aggrappare a una struttura di tubi Innocenti gli starnazzanti neri corvi-sacerdoti, o di utilizzare angeli-caccia e carri armati (proprio in quell’anno ci fu la guerra del Kippur) è stata geniale, e ha trasformato lo scenario del film in una suggestiva teatralità atemporale. Il cast era composto esclusivamente di ragazzi giovani, compresi gli eccellenti i protagonisti, Ted Neeley (Jesus), Yvonne Elliman (Maddalena), Barry Dennen (Ponzio Pilato), Bob Bingham (Caifa), Kurt Jaghjian (Hanna), Larry Marshall (Simone zelota), Josh Mostel (Erode), tutti incredibilmente bravi sia come cantanti che come attori. In primis sottolineerei la prova magistrale, intensa e struggente, del bravissimo, compianto Carl Anderson (Giuda).
In magica successione le bellissime scene, tutte riuscite dall’inizio alla fine, valorizzate da una fotografia (famosi gl’infuocati tramonti) e da una scenografia a dir poco superbe. I testi di Tim Rice, da alcuni ritenuti dissacranti (malgrado ammorbiditi nel film rispetto alla versione teatrale), rivalutavano in chiave moderna la figura di Giuda, visto come vittima predestinata nonché critico osservatore di un Cristo più divo, che dio. Splendide le musiche composte a soli ventuno anni da Andrew Lloyd Webber (nominato baronetto per meriti artistici) passate alla storia della musica come un’incomparabile miscela di ballate pop, rithm&blues, funky,
country rock e venature classicheggianti. Un grande, grandissimo film, forse il più bello in assoluto fra i film musicali di tutti i tempi, a pari merito col Fantasma dell’Opera, dello stesso autore.
Antonello Chichiricco
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byrne
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lunedì 20 gennaio 2014
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hollywood?
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Quattro stelle sono tante. Ma tante davvero. Tre e mezzo forse sarebbero state più prudenti, più decenti. Ma proprio non si può, e allora dal mio punto di vista quattro è più vicino alla realtà di tre. Jesus Christ Superstar è entrato nella cultura popolare, cinematografica e musicale, con prorompente energia catartica, posizionandosi tra i "racconti evangelici" (si notino le virgolette, si legga la parentesi, quindi si torni indietro e le si rilegga e via andando) cinematografici più personali, viscerali ed inquietanti, nonchè tra i film musicali ("opera rock" è un termine esacrabile dal punto di vista estetico, lo aborro, non lo uso se posso evitarlo) più vari, omogenei, emozionanti e intelligenti della storia del cinema.
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Quattro stelle sono tante. Ma tante davvero. Tre e mezzo forse sarebbero state più prudenti, più decenti. Ma proprio non si può, e allora dal mio punto di vista quattro è più vicino alla realtà di tre. Jesus Christ Superstar è entrato nella cultura popolare, cinematografica e musicale, con prorompente energia catartica, posizionandosi tra i "racconti evangelici" (si notino le virgolette, si legga la parentesi, quindi si torni indietro e le si rilegga e via andando) cinematografici più personali, viscerali ed inquietanti, nonchè tra i film musicali ("opera rock" è un termine esacrabile dal punto di vista estetico, lo aborro, non lo uso se posso evitarlo) più vari, omogenei, emozionanti e intelligenti della storia del cinema. Due, essenzialmente, sono i principali pregi. Primo: la musica e l'orchestrazione, a dir poco perfette. Tanti musical si ricordano per una o due canzoni, quelle del film in questione si piantano più o meno tutte alla base del cranio, rimangono, e rimangono ben più per la forza emotiva che per l'indubbia facilità di alcuni dei motivi. Secondo: i personaggi, la rilettura originalissima delle figure bibliche. Un Gesù umanissimo, iracondo, splendido, saggio e tuttavia impotente, capace soltanto di assistere alla propria inevitabile fine. Un Giuda (vero protagonista) brutalmente critico che si fa portatore del messaggio chiave del film, acutissimo grido d'allarme che toglie i veli all'idolatria ed all'evanescenza del successo (e quindi ben si adatta ai tempi in cui il film fu realizzato), ed è contemporaneamente il solo a comprendere e compiangere con cognizione di causa Gesù. Caifa, metafora quantomai "nera" della politica che (sembra di citare Il Divo) si prodiga affinchè, attraverso azioni deprecabili, il bene della gente sia preservato. Erode, l'uomo di oggi, l'incredulo edonista incapace di guardare oltre il suo naso. Maddalena, egoista e candida, senza malizia, piena di un amore che non sa definire. E dulcis in fundo il sorprendente Pilato, protagonista, nella scena del processo, di una vera e magistrale declamazione teatrale, acutissimo, elegante, ironico, incapace di condannare a prescindere il Nazareno in cui non trova nessuna colpa.
Si possono citare anche la splendida fotografia, la regia solidissima, l'originale scelta di costumi, probabilmente dettata da ragioni finanziarie, e le coreografie. Sento tanti dire che sono invecchiate. Vabbè, se lo dite voi..
Opera indimenticabile.
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