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samanta
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domenica 1 giugno 2025
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i 3 padrini
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E' un film a colori uscito nel 1948, con la regia di John Ford, dedicato ad Harry Carey "luminosa stella del cinema western" attore del muto e poi del sonoro, morto l'anno prima, uno degli attori preferiti di Ford (ma anche di Hawks, Hathaway), la pellicola è un remake di un film muto girato da Ford proprio con Harry Carey, il suo ultimo film fu Fiume Rosso di Hawks con John Wayne, il quale spesso usò nei suoi western comportamenti di Carey (la postura a cavallo, l'accarezzare il braccio sinistro con il destro).
Siamo in Arizona intorno al 1870, Robert "Bob" Marmaduke (John Wayne), Pedro Roca (Pedro Armendariz) e William Kearney (Harry Carey jr.
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E' un film a colori uscito nel 1948, con la regia di John Ford, dedicato ad Harry Carey "luminosa stella del cinema western" attore del muto e poi del sonoro, morto l'anno prima, uno degli attori preferiti di Ford (ma anche di Hawks, Hathaway), la pellicola è un remake di un film muto girato da Ford proprio con Harry Carey, il suo ultimo film fu Fiume Rosso di Hawks con John Wayne, il quale spesso usò nei suoi western comportamenti di Carey (la postura a cavallo, l'accarezzare il braccio sinistro con il destro).
Siamo in Arizona intorno al 1870, Robert "Bob" Marmaduke (John Wayne), Pedro Roca (Pedro Armendariz) e William Kearney (Harry Carey jr.) sono 3 fuorilegge, dopo avere compiuto una rapina nella quale è stato ferito William, comandati da Bob fuggono nel deserto per sfuggire all'inseguimento della sceriffo Perley (Ward Bond) che al mattino li aveva incontrati mentre usciva dal paese per cercare la nipote con il marito che temeva sperduti nel deserto. I 3 rapinatori vanno alla ricerca di acqua e arrivano al "pozzo di granito", ma è successo un guaio: il marito della nipote di Perley per cercare l'acqua sotto la sabbia aveva usato la dinamite e rotto il granito del fondo l'acqua si era dispersa, i cavalli del carro imbizzariti erano scappati nel deserto l'uomo li aveva inseguiti ma da 4 giorni era scomparso, così era rimasta la moglie che era nella fase terminale della gravidanza. Bob, pur perplesso, l'aiuta per il parto, il bimbo è sano ma la madre stremata muore, ma prima di morire fa giurare ai tre che faranno da padrini al bimbo che si chiamerà Robert William Pedro, I 3 uomini dopo avere dato cristiana sepoltura alla donna, trovano una cassa con dentro abitini per neonato, varie scatole di latte condensato, un libro di istruzioni per accudire un neonato e una Bibbia, decidono di attraversare il deserto per raggiungere un insediamento denominato "New Jerusalem". I 3 camminano sempre più stravolti nel deserto, William in conseguenza della ferita muore, poi Pedro si rompe una gamba e si suicida per non essere d'impiccio, finalmente Bob ormai esausto trova l'insediamento, entra in un saloon e racconta la storia del rritrovamento, ma poi cade svenuto. Arriva lo sceriffo convinto che i 3 avessero ucciso la nipote e il marito, e si commuove. Al giudizio il giudice su richiesta dello sceriffo dà una pena lieve a Bob (1 anno di carcere) il bambino si chiamerà Rober William Pedro, viene affidato allo sceriffo e alla mglie , però Bob allorché uscirà dal carcere potrà vederlo.
Il film rispecchia fedelmente la visione artistica di Ford regista: l'impressionante suggestione di panorami incredibili valorizzati da una splendida fotografia a colori, ma soprattutto il suo mondo poetico e artistico, innazitutto la scelta degli interpreti attori prediletti e amici come John Wayne, Ward Bond, ma anche Pedro Armendariz (La croce di fuoco, Il massacro di Fort Apache) Harry Carey jr. immancabile in tanti film anche di Hawks e soprattutto di Ford ( fra i tanti: Sentieri selvaggi, Cavalieri del Nord Ovest, La carovana dei mormoni, Rio Bravo), penso per omaggio al padre, Hank Worden (l'indimenticabile Mosé di Sentieri selavaggi) e in una piccolo parte l'onnipresente Ben Johson. Poi c'è tutta la poesia e la concezione della vita di Ford: l'afflato religioso che si rivela con la Bibbia che fa da guida nel deserto indicando la direzione e il mezzo di trasporto (l'asina con il puledro) da alcuni criticato ma che appartiene alla società irlandese da cui proveniva il regista come l'amicizia che non permette l'abbandono degli amici, la spavalderia e la litigiosità che però si trasformano in amorevole cura di un neonato solo al mondo. Essere padrini e dare il proprio nome al bimbo cambia la vita dei 3 fuorilegge e con loro viene meno la tragicità dele loro colpe. Ottima e sobria la colonna sonora di Richard Hageman (Oscar per Ombre Rosse), in conclusione il film non è il miglior western di John Ford ciononostante non è solo più che discreto ma permette di comprendere l'arte di Ford.
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domenico rizzi
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venerdì 26 dicembre 2014
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i nuovi re magi in chiave western
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Il più cristiano dei film di John Ford, che celebra la Natività in chiave moderna, servendosi di tre fuorilegge – Robert Hightower, il messicano Pedro e Abilene Kid Kearney, interpretati rispettivamente da John Wayne, Pedro Armendariz e Harry Carey jr. - smarriti in un deserto dopo una rapina alla banca. La storia, tratta dal romanzo omonimo di Peter B. Kyne, è decisamente inconsueta e racchiude un simbolismo biblico.Il riferimento ai Re Magi è evidente, perchè i tre uomini hanno origini e provenienze diverse: Hightower è un Americano da diverse generazioni, Abilene Kid è un Irlandese e Pedro un Messicano. A corto di viveri e senz’acqua, si imbattono in una donna partoriente abbandonata in un carro Conestoga e accettano, dopo la sua morte, di prendersi cura del neonato.
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Il più cristiano dei film di John Ford, che celebra la Natività in chiave moderna, servendosi di tre fuorilegge – Robert Hightower, il messicano Pedro e Abilene Kid Kearney, interpretati rispettivamente da John Wayne, Pedro Armendariz e Harry Carey jr. - smarriti in un deserto dopo una rapina alla banca. La storia, tratta dal romanzo omonimo di Peter B. Kyne, è decisamente inconsueta e racchiude un simbolismo biblico.Il riferimento ai Re Magi è evidente, perchè i tre uomini hanno origini e provenienze diverse: Hightower è un Americano da diverse generazioni, Abilene Kid è un Irlandese e Pedro un Messicano. A corto di viveri e senz’acqua, si imbattono in una donna partoriente abbandonata in un carro Conestoga e accettano, dopo la sua morte, di prendersi cura del neonato. Impresa quasi proibitiva, fra le sabbie roventi delle desolate lande dell’Arizona, quella di raggiungere la cittadina di New Jerusalem, nome che non è stato scelto a caso, ma le difficoltà saranno tutte superate dall’unico superstite Hightower (Wayne) che trova riparo in una grotta insieme al bimbo. Mentre, ormai delirante per le privazioni subite, legge una pagina delle Sacre Scritture che annunciano la sua prossima salvezza – alla quale l’ex bandito non crede – la Provvidenza gli tende una mano, facendogli trovare un’asina con il suo piccolo per superare l’ultimo tratto che lo separa dalla città. Un giudice comprensivo e clemente gli consentirà, condannandolo ad un solo anno di carcere, di adottare la creatura, temporaneamente affidata alla moglie dello sceriffo. Come in ogni pellicola fordiana che si rispetti, l’inquadratura finale vede la popolazione che assiste alla partenza dell’uomo verso il luogo di pena, cantando in coro “Shall we Gather at the River”, immancabile accompagnamento di tutti i precedenti classici del regista. Anche l’ambientazione del film ricorda i luoghi aridi della Palestina, che vengono riprodotti nel Mojave Desert e nella Valle della Morte attraverso la magistrale fotografia di Winton C. Hoch (vincitore l’anno successivo dell’Oscar per “I cavalieri del Nord-Ovest”, diretto dallo stesso Ford) . Al di là dei suoi risvolti religiosii, “In nome di Dio” è un vero e proprio inno all’amicizia virile e la riconferma della grande considerazione che Ford nutre verso i “redenti”: persone che hanno commesso dei peccati, riscattandosi con azioni di elevato valore morale, come il Ringo Kid di “Ombre rosse” e l’Ethan Edwards di “Sentieri selvaggi”. “In Ford il vero peccatore non è tanto chi sceglie di agire” osserva appropriatamente il critico Edward Buscombe in un suo saggio“quanto chi rimane passivo.” John Wayne è impegnato nella parte, per lui abbastanza insolita, di fuorilegge, ma una volta tanto riesce simpatico anche ai suoi detrattori, che solitamente gli contestano ruoli di duro eccessivamente standardizzati, quando non lo attaccano per le sue idee politiche di destra. Forse all’inizio Wayne non era troppo entusiasta di questa parte, perché le sue interpretazioni del passato - il Ringo Kid di Ombre Rosse e il Tom Dunson de Il Fiume Rosso - cedevano il posto ad un individuo dal cuore tenero, che mostrava apertamente i propri sentimenti, ma il nuovo lavoro di Ford diede all’attore la possibilità di sfoderare alcune delle qualità celate dietro la maschera del rude frontiersman.
Domenico Rizzi, scrittore
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