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jonnylogan
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giovedì 17 luglio 2025
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chi ha ucciso chi?
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L’autore Belga Georges Simenon torna al cinema senza scomodare il suo personaggio più celebrato. Quindi niente Jules Maigret, che tre anni fa fu impersonato da Gérard Deaprdieu e fu protagonista di un film omonimo diretto da Patrice Leconte, ma bensì un thriller psicologico che affonda le radici in una tragedia, ovvero la morte di un’adolescente ospitata da una coppia di coniugi dalle sembianze rispettabili e formata dal duo composto da Guillaume Canet e Charlotte Gainsbourg.
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L’autore Belga Georges Simenon torna al cinema senza scomodare il suo personaggio più celebrato. Quindi niente Jules Maigret, che tre anni fa fu impersonato da Gérard Deaprdieu e fu protagonista di un film omonimo diretto da Patrice Leconte, ma bensì un thriller psicologico che affonda le radici in una tragedia, ovvero la morte di un’adolescente ospitata da una coppia di coniugi dalle sembianze rispettabili e formata dal duo composto da Guillaume Canet e Charlotte Gainsbourg.
Migrando le vicende del romanzo La Morte di Belle (La Mort de Belle; 1952) edito in Italia da Adelphi, dagli Stati Uniti alla Francia, la pellicola diretta da Benoît Jacquot diventa sia la ricerca della verità, ovvero chi abbia assassinato Belle Steiner, ma soprattutto la ‘caccia al mostro’ condotta dall’opinione pubblica di una piccola comunità che desidera condannare un uomo, ignorato in precedenza ma immediatamente additato al momento dell’arresto, come il colpevole più facile ed evidente. Fino al punto di fargli attraversare ogni tipo di ostracismo: inizialmente quello degli allievi, poi progressivamente quello di una parte di colleghi, fino ai prevedibili cambi di espressione di chi l’incrocia per strada. Di chi prima lo salutava e ora distoglie lo sguardo.
Canet riesce a rendere il mite professore di matematica, il più facile bersaglio sul quale scagliare i propri sospetti proprio perché mite, vittima di una gogna mediatica sia pubblica sia legale che l’ostracizza fino a far dubitare anche Cléa, la moglie riflessiva perfettamente impersonata dalla Gainsbourg.
La fotografia livida e invernale firmata da Caroline Champetier, completa una pellicola coraggiosa e attuale che lascia l’amaro in bocca sia per la deriva sensazionalistica alla quale siamo ormai abituati, con ‘mostri’ possibili o reali, additati da più parti e senza che questi possano passare dalle sedi processuali opportune. Ma anche perché lo stesso regista è stato incriminato di violenza sessuale su vari set, anche ai danni di minorenni, che hanno portato la pellicola a essere ostracizzata dal territorio francese, al punto che lo stesso Guillaume Canet ha desiderato prendere le distanze da Jacquot. Corto circuito narrativo che ha quindi purtroppo portato un film meritevole di essere visto a incontrare evidenti difficoltà di distribuzione. Ma pellicola che, per quanto lenta e cerebrale, merita comunque di essere recuperata.
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fabio silvestre
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giovedì 26 giugno 2025
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un caso irrisolto
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il film ambientato in un paesino della Francia ha come protagonisti principali Pier, un professore di matematica, e la moglie Cloe che un negozio di ottica. Una sera mentre Cloe è a casa di amici e Pier sta in casa nel suo studio, Belle la figlia di una loro amica che è ospite presso di loro per frequentare il college, viene trovata morta nella sua stanza. Ultima persona a vederla prima di entrare in casa è proprio Pier che da testimone viene, dopo una serie di interrogatori della polizia, considerato unico indiziato mentre il professore con la sua calma e flemma dichiara la sua innocenza e di non aver sentito nessun rumore al piano di sopra dove si trova la stanza di Belle.
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il film ambientato in un paesino della Francia ha come protagonisti principali Pier, un professore di matematica, e la moglie Cloe che un negozio di ottica. Una sera mentre Cloe è a casa di amici e Pier sta in casa nel suo studio, Belle la figlia di una loro amica che è ospite presso di loro per frequentare il college, viene trovata morta nella sua stanza. Ultima persona a vederla prima di entrare in casa è proprio Pier che da testimone viene, dopo una serie di interrogatori della polizia, considerato unico indiziato mentre il professore con la sua calma e flemma dichiara la sua innocenza e di non aver sentito nessun rumore al piano di sopra dove si trova la stanza di Belle. Il regista e lo sceneggiatore basando la storia dal romanzo "La morte di Belle" pongono al centro della pellicola i risvolti negativi che si abbattono sulla vita del professore messo a riposo dal preside della scuola, accerchiato dai giornalisti fuori la sua abitazione, e avvolto dal dubbio dei suoi amici. In buona sostanza viene messo in evidenza il lato psicologico di un uomo più che l'indagine della polizia che brancola nel buio non avendo prove del delitto. A mio avviso il taglio del film è quello tipico di un crime tv che non coinvolge lo spettatore se non nell'ultima parte dove si ha l'aspettativa di un colpo di scena. Si può vedere anche perché gli attori sono molto calati nei rispettivi ruoli. Voto al film: 6/10.
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clod
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lunedì 28 aprile 2025
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tranquillamente evitabile
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non convince sotto alcun aspetto
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athos
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martedì 8 aprile 2025
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tutti ambigui
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Un film dove l'ambiguità si erge sovrana. E' ambiguo Pierre, professore di matematica anaffettivo e voyeur. E' ambigua la moglie, che va a letto con l'ex per toglieri di dosso la tensione e che si lascia scivolare la morte di Belle. E' ambigua la vicina di casa che spiega alla polizia che Pierre rimane ore incollato alla finestra per aspettarla mentre in bagno gli mostra le proprie nudità. E' ambigua la polizia che brancola nel buio senza troppo impegno. E' ambigua tutta la scena finale che apre a scenari inconfessabili. E' ambigua la scritta finale in italiano che scorre via alla velocità della luce. E' ambiguo il regista, non tanto per le accuse che non sappiamo se fondate o no, ma perchè a 39 anni conviveva con una ragazzina di 14 anni (che a distanza di anni lo ha poi denunciato).
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Un film dove l'ambiguità si erge sovrana. E' ambiguo Pierre, professore di matematica anaffettivo e voyeur. E' ambigua la moglie, che va a letto con l'ex per toglieri di dosso la tensione e che si lascia scivolare la morte di Belle. E' ambigua la vicina di casa che spiega alla polizia che Pierre rimane ore incollato alla finestra per aspettarla mentre in bagno gli mostra le proprie nudità. E' ambigua la polizia che brancola nel buio senza troppo impegno. E' ambigua tutta la scena finale che apre a scenari inconfessabili. E' ambigua la scritta finale in italiano che scorre via alla velocità della luce. E' ambiguo il regista, non tanto per le accuse che non sappiamo se fondate o no, ma perchè a 39 anni conviveva con una ragazzina di 14 anni (che a distanza di anni lo ha poi denunciato). Detto questo è un bel film, non sempre centrato, ma ricco di dubbi. Povera Belle. Piaciuto.
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giovanni_b_southern
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mercoledì 2 aprile 2025
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imperdibile
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Capolavoro! Da vedere. Non 'spoileri' nulla. Da vedere. PUNTO
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anna rosa
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domenica 30 marzo 2025
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ma chi ? stato, perdindirindina?
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Devo ammettere che non mi aspettavo che il regista non mi accompagnasse fino alla scoperta del colpevole e lasciasse perci? inevasa la domanda: il colpevole ? lui Pierre s? o no? E chi ? se non ? lui? Che sia lui io per? non posso ammetterlo perch? in quel caso il regista avrebbe omesso di raccontare tutto quel che accade tra il momento in cui Pierre, ? nel suo sgabuzzino a fare esercizi di probabilit? e Belle gli fa un cenno attraverso il vetro della finestra, e il momento in cui l'indomani lui viene chiamato nella stanza in cui ? stato trovato il cadavere nudo di Belle. Non mi piace, anzi non ammetto che un regista mi prenda in giro omettendo di mostrarmi quello che sa. D'altra parte ? inverosimile che l'assassino non abbia lasciato la bench? minima traccia n? che la moglie non si sia accorta di un'attrazione insana del marito nei confronti della ragazza.
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Devo ammettere che non mi aspettavo che il regista non mi accompagnasse fino alla scoperta del colpevole e lasciasse perci? inevasa la domanda: il colpevole ? lui Pierre s? o no? E chi ? se non ? lui? Che sia lui io per? non posso ammetterlo perch? in quel caso il regista avrebbe omesso di raccontare tutto quel che accade tra il momento in cui Pierre, ? nel suo sgabuzzino a fare esercizi di probabilit? e Belle gli fa un cenno attraverso il vetro della finestra, e il momento in cui l'indomani lui viene chiamato nella stanza in cui ? stato trovato il cadavere nudo di Belle. Non mi piace, anzi non ammetto che un regista mi prenda in giro omettendo di mostrarmi quello che sa. D'altra parte ? inverosimile che l'assassino non abbia lasciato la bench? minima traccia n? che la moglie non si sia accorta di un'attrazione insana del marito nei confronti della ragazza. Certo che per? nell'ultimo quarto d'ora mi sono sentita presa in giro perch? Pierre ci appare all'improvviso ben diverso da quel che sembrava: se non un perverso, quantomeno uno che se ne frega di fare impazzire la moglie non rispondendo alle sue telefonate perch? troppo impegnato a fare sesso proprio con quella che verbalizzava le sue risposte alla giudice ...Al pi? presto legger? il romanzo di Simenon per capire se anche lui omette per seminare il dubbio alla fine. Recitazione ottima, naturalmente
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francesca meneghetti
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sabato 29 marzo 2025
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il gatto di schr?dinger
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Non staremo a parlare di fisica quantistica, ma ci viene in mente il caso del gatto di Schr?dinger: un esperimento complesso da spiegare che vede un gatto rinchiuso in una scatola, dove il rischio di avvelenamento letale ? altissimo: il paradosso consiste nel fatto che il gatto pu? essere contemporaneamente vivo o morto. Si pu? dire lo stesso (o meglio: che sia innocente e colpevole) del protagonista di Il caso di Belle Steiner, Pierre (Guillaume Canet), un prof di matematica esperto in calcolo delle probabilit? e consapevole del ruolo del caso nella vita. Poich? a casa sua viene trovata strangolata (e nuda) una ragazza, figlia di un?amica della moglie, da loro ospitata, in una notte tempestosa in cui lui era l?unico presente, finisce per essere l?indiziato n.
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Non staremo a parlare di fisica quantistica, ma ci viene in mente il caso del gatto di Schr?dinger: un esperimento complesso da spiegare che vede un gatto rinchiuso in una scatola, dove il rischio di avvelenamento letale ? altissimo: il paradosso consiste nel fatto che il gatto pu? essere contemporaneamente vivo o morto. Si pu? dire lo stesso (o meglio: che sia innocente e colpevole) del protagonista di Il caso di Belle Steiner, Pierre (Guillaume Canet), un prof di matematica esperto in calcolo delle probabilit? e consapevole del ruolo del caso nella vita. Poich? a casa sua viene trovata strangolata (e nuda) una ragazza, figlia di un?amica della moglie, da loro ospitata, in una notte tempestosa in cui lui era l?unico presente, finisce per essere l?indiziato n. 1. A questo punto spetta allo spettatore scegliere la propria versione tra due. La prima: Pierre ? un innocente che si trova immediatamente addossati i panni dell?assassino e viene perseguitato dalla stampa, dalla polizia, dalla societ?. Per fortuna lo sostiene la moglie (Charlotte Gainsbourg) fino alla fine, quando Pierre esce dalle indagini e da una disavventura dovuta allo stress. Il viso dolce di Pierre, la sua calma giudicata come freddezza, la fermezza del suo sguardo, il suo fascino trascinano da questa parte. La seconda: Pierra ha una doppia faccia, e come molti uomini solitari, ? succube dell?eros e delle sue tentazioni. Di fronte a una fanciulla in fiore (per altro smaliziata, si dice) che vive sotto il suo tetto, non ha saputo resistere. Respinto, l?ha uccisa. E potrebbe ricascarci. Il regista non ha voluto farci sapere chi ha ucciso Belle (seguendo in ci? Simenon, autore di La morte di Belle), ma ha voluto procedere sul filo del rasoio dell?ambiguit?, lasciando che sia lo spettatore a scegliere, in base ai propri valori e ai propri pregiudizi, e attivando cos? un gioco di specchi. Il film ? tirato come dev?essere un buon thriller e rappresenta efficacemente gli umori mutevoli e conformisti di una cittadina di provincia, in questo caso francese. Le interpretazioni dei due protagonisti sono degne della loro reputazione. Il film merita!
PS. alla fine del film compaiono velocemente delle scritte che perci? non si leggono, ma che sembrano volute dalla produzione per prendere le distanze dalle violenze sessuali (di cui ? stato accusato il regista Beno?t Jacquot)
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cardclau
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mercoledì 19 marzo 2025
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pi? ombre che luci
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Vediamo cosa ci propina il film di Benoît Jacquot Il caso Belle Steiner. Derivato dal Romanzo di Georges Simenon, quello ambientato nel Connecticut degli Stati Uniti fra i puritani, questo in Francia, probabilmente fra i cattolici, riflette su un caso di omicidio con poche luci e molte ombre. Di una ragazza, ospite in casa Constant, che scopriamo avere delle pulsioni sessuali piuttosto vivaci, e un particolare interesse per il marito, ignaro, della coppia che l’accoglie. Marito, unico testimone e il primo ad essere sospettato di omicidio. Racconta le relazione tra Cloe (Charlot Gainbourg) e Pierre (Guillaume Canet). Dalla loro unione non sono arrivati figli. Cloe per colmare questo vuoto frequenta un’associazione Comunale che si occupa di alloggiare presso famiglie bene, dei ragazzini, e col consenso di Pierre, lavora in questa impresa.
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Vediamo cosa ci propina il film di Benoît Jacquot Il caso Belle Steiner. Derivato dal Romanzo di Georges Simenon, quello ambientato nel Connecticut degli Stati Uniti fra i puritani, questo in Francia, probabilmente fra i cattolici, riflette su un caso di omicidio con poche luci e molte ombre. Di una ragazza, ospite in casa Constant, che scopriamo avere delle pulsioni sessuali piuttosto vivaci, e un particolare interesse per il marito, ignaro, della coppia che l’accoglie. Marito, unico testimone e il primo ad essere sospettato di omicidio. Racconta le relazione tra Cloe (Charlot Gainbourg) e Pierre (Guillaume Canet). Dalla loro unione non sono arrivati figli. Cloe per colmare questo vuoto frequenta un’associazione Comunale che si occupa di alloggiare presso famiglie bene, dei ragazzini, e col consenso di Pierre, lavora in questa impresa. E qui veniamo al punto. Pierre mantiene comunque, per tutto il film, un atteggiamento “non mi può interessare di meno”. Gli “ospiti” che alloggiano in casa Constant, agli occhi di Pierre, sono degli stranieri a tutti gli effetti, non esistono, sono solo ombre. Ci viene spontaneo chiedere, che relazione ha con sua moglie Cloe? Che tipo di relazione sessuale intrattengono? E vero, Simenon vuole tratteggiare un personaggio perso nel suo mondo, musica, matematica, insegnamento. E ci riesce. Che lo salva dal collasso una logica ferrea fatta di molti no e pochi si. Lo spettatore rimane però sconcertato: ci troviamo di fronte ad un autistimo, una psicosi? Una nota: Guillaume Canet sembra trovarsi a suo agio in un personaggio che “è sicuro del suo fascino, ma anaffettivo”. Si tratta forse di una componente narcisistica? Come nel film Le occasioni dell’amore di Stéphane Brizé dove mette sotto scacco la brava attrice Alba Rohrwacher?
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alba de paris
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mercoledì 19 marzo 2025
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la verit? negata
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Ho visto ieri il film e mi è piaciuto molto. Ben scritto, ben diretto ed interpretato, a parte alcuni salti un pò strani nel montaggio. È un film che non dà risposte ma che scava benissimo nella ambiguità delle apparenze, delle relazioni umane e della impossibilità di arrivare al fondo delle cose.
In fondo sono tantissimi i delitti irrisolti che la realtà ci propone, sono nelle serie televisive America si riesce ad arrivare subito ai colpevoli...credo invece sia molto più onesto rappresentare la realtà per quello che è, scivolosa e piena di ambiguità.
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frengo
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lunedì 17 marzo 2025
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ma non e' un remake ?
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Diciamo subito che per me i film che utilizzano pesantemente il registro "thriller" per poi abbandonarlo a se stesso, andrebbero vietati. Ma la mia domanda e' come mai questo film viene proposto come adattamento del romanzo di Simenon, quando ha la trama praticamente uguale a quella del film di Eduard Molinaro' del 1961 ? A me sembra piu' un remake di quello, che non un film tratto dal romanzo. E' singolare che indipendentemente i due registi abbiano deciso di effettuare gli stessi cambi di trama.
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