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maramaldo
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giovedì 30 ottobre 2025
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c''era una volta, in america
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Non so se un punto interrogativo ci voleva. Mettendolo o no, si doveva comunque concludere: è l'America, bellezza. Per i grossi nomi il film arriva anche da noi, buoni ultimi in Europa. Scomparirà presto, contiene criticità, forse controindicazioni per un pubblico immaturo. Da non banalizzare, ricco di spunti per dibattiti, denso, troppo, lutulento di umori e livori, rima che mi viene spesso, colpa della TV. Modi mentali diversi l'attraversano e si compenetrano, si distinguono solo nella successione temporale del racconto. Intento di documentazione si mostra in prima battuta come folklore bonario. New quanto volete sempre Mexico è, un postaccio di imbarbarimento e truculenze.
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Non so se un punto interrogativo ci voleva. Mettendolo o no, si doveva comunque concludere: è l'America, bellezza. Per i grossi nomi il film arriva anche da noi, buoni ultimi in Europa. Scomparirà presto, contiene criticità, forse controindicazioni per un pubblico immaturo. Da non banalizzare, ricco di spunti per dibattiti, denso, troppo, lutulento di umori e livori, rima che mi viene spesso, colpa della TV. Modi mentali diversi l'attraversano e si compenetrano, si distinguono solo nella successione temporale del racconto. Intento di documentazione si mostra in prima battuta come folklore bonario. New quanto volete sempre Mexico è, un postaccio di imbarbarimento e truculenze. Tratti di onesta obiettività. La resipiscenza di una ragazza sincera, disapprova e protesta ma sa di godere di un privilegio dovuto solo alla tinta della carnagione. Dimostranti chiassosi ma del tutto innocui. Un'idea di libertà e di democrazia che ci è lontana se non estranea. Invidiabile anche la serietà di quel Paese: piace la violenza, si vuole sopraffare, si spara e basta, senza tante chiacchiere.
Joe Cross (Joaquin Phoenix) uno sceriffo che ha fatto le scuole, forse un Harvard, porta gli occhjali, giochicchia con smartphone e tablet, non ha arcuato le gambe perlustrando a cavallo la contrada. Law&Order, coscienzioso e coraggioso si reca ad un raduno dei ribelli, rimanendo indenne almeno fino a quando non subisce l'oltraggio di un paio di scappellotti. Accetta senza batter ciglio.
Lì comincia un'altra storia, si svolge un altro film, cala una notte anche del pensiero. Fari che fugano il buio dal sentiero che porta al nulla. Fiammelle che serpeggiano in strisce nei campi immersi nell'oscurità. L'apache obeso con cui ha finto di collaborare diventa l'uomonero che insegue l'ormai demente assassino che rovina rantolando fuggitivo per i dirupi. Qui, mi son detto, Ari torna in sè. Momentaneamente entusiasta perchè voglio ancora bene ad un certo Aster. Credevo che parlasse con gli spiriti, ci contavo, ci speravo, pensavo: questo mi sforna qualche altro gioiellino di horror, un po' come Woody Allen con le sue farse patetiche. Trai due c'è una strana somiglianza, entrambi piccoletti occhialuti, rampolli di newyorkesi che non si sentono tanto yankee. Non dimentichiamo poi che il sun della belt ha fritto il cervello ad un Soderbergh, agli Anderson, senza costrutto che non sia mugugno pretenzioso.
Il film voleva, doveva finire con fuochi d'artificio e botti di mortaretti come una decorosa sagra di paese. Non so per la vanità di chi si appiccica un'aggiunta. Joe Cross cadavere dagli occhi aperti, immoto e ingombrante, nudo disgustoso. La Stone - soffro a parlare di Emmina - una Louise svanita che prima viveva nei pettegolezzi di chi sapeva. una breve vacanza dalla coniugalità e torna pregna e volitiva con una personalità ben definita. S'infila nel lettone accanto a Pisellone addormentato, accogliente fa entrare chi certo è più gagliardo e fattivo.
PS. Rilassatevi, buttatela in politica e trascendenza che ben miscelate sollevano lo spirito, adducono amenità. Critici anche con la testa sulle spalle scorgono nel film una premonizione dell'era di Pel di Carota. Ad uno d'oltralpe scappò: il terreno che ha permesso alla Bestia di rinascere dalle ceneri. Mi sembra tirato per i capelli, pure radi. Farsene una ragione, il palazzinaro balzano non esiste più. Scontentando i benpensanti un'insondabile Volontà lo ha "graziato". Ora accarezza l'idea dell'immortalità, altro che il ridicolo dei nobel. Oggi ubiquo come il Santo di Padova, taumaturgo come il Serafico. Non aspettatevi che nel Vicino Oriente raddrizzi le gambe ai cani, sperate che almeno renda vegani i lupi della steppa. Il Soprannaturale esiste?
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(di erik)
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imperior max
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lunedì 20 ottobre 2025
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una satira cinica, feroce e tagliente del periodo dal 2020 in poi...!
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EDDINGTON.
Quarta fatica dell?ormai affermato regista Ari Aster dove riesce in qualunque film ad inscenare ogni tipo di grottesco. Stavolta con una forma tanto particolare quanto familiare.
Nella cittadina Eddington nel New Messico a maggio del 2020 si vedranno consumare gradualmente i contrasti, i battibecchi e le controversie tra lo sceriffo Joe Cross e il sindaco Ted Garcia a seguito delle contromisure anti-Covid con le mascherine, le proteste per la morte di George Floyd con i black lives matter, le provocazioni del figlio del sindaco e i trascorsi passati con la moglie dello sceriffo. Fino a conseguenze violente, esplosive e sanguinosissime.
La regia del nostro ? come al solito perfetta, ottimi movimenti di macchina con piani sequenza, carrelli frontali, andamenti lenti e primi piani concentrati sugli attori sia di fronte che di lato e di spalle con una buonissima profondit? di campo, stacchi di montaggio eccellenti con ritmi alternati e mai a vuoto.
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EDDINGTON.
Quarta fatica dell?ormai affermato regista Ari Aster dove riesce in qualunque film ad inscenare ogni tipo di grottesco. Stavolta con una forma tanto particolare quanto familiare.
Nella cittadina Eddington nel New Messico a maggio del 2020 si vedranno consumare gradualmente i contrasti, i battibecchi e le controversie tra lo sceriffo Joe Cross e il sindaco Ted Garcia a seguito delle contromisure anti-Covid con le mascherine, le proteste per la morte di George Floyd con i black lives matter, le provocazioni del figlio del sindaco e i trascorsi passati con la moglie dello sceriffo. Fino a conseguenze violente, esplosive e sanguinosissime.
La regia del nostro ? come al solito perfetta, ottimi movimenti di macchina con piani sequenza, carrelli frontali, andamenti lenti e primi piani concentrati sugli attori sia di fronte che di lato e di spalle con una buonissima profondit? di campo, stacchi di montaggio eccellenti con ritmi alternati e mai a vuoto. Ottime le musiche sia di atmosfera che di tensione diegetiche ed extra con richiami al western classico insieme alla fotografia calda risaltando i marroni urbani interni ed esterni e i gialli del paesaggio desertico. Senza contare un?aggiunta azzeccata dei tempi comici in situazioni sia di ironia palese che nera. Eccezionali le interpretazioni di Joaquin Phoenix e Pedro Pascal come acerrimi rivali, una passiva, poco attraente, ma sempre affascinante Emma Stone come moglie dello sceriffo, un bel ritorno di Deirdre O'Connell dopo la serie The Penguin come suocera credulona e un sorprendente Austin Butler come pseudo santone mezzo hippie, ma non privo di brutti trascorsi. Stavolta il manierismo che aveva colpito il regista agli esordi sembra quasi del tutto assente.
Dicevo prima, se in precedenza Aster mostrava il grottesco e il surreale attraverso le stregonerie e i traumi familiari, l?orrore alla luce del giorno attraverso rituali ed usanze religiose e il delirio di una mente castrata e complessata da paure viscerali, in Eddington invece lo fa? con la realt? stessa del 2020 in piena pandemia Covid-19. Quante volte trovavamo delirante l?obbligo delle mascherine anche quando sembrava non esserci ed erano deliranti quelli che non ci credevano al covid e millantavano cospirazioni governative? E i deliri dei black lives matter per la morte di un pregiudicato nero che urlavano di rabbia e indignazione dando a tutti i bianchi, ma soprattutto ai poliziotti, dei razzisti e violenti quando il tutto era avvenuto altrove, successo molte altre volte ancora e senza un vero e concreto interesse sulla materia da parte di molti? E le consecutive estrapolazioni sui social media e le televisioni che a causa del distanziamento e l?isolamento ci davano notizie su notizie il pi? delle volte o false o pilotate senza un minimo di spirito critico? Ecco, prendendo tutto questo in un contesto, se vogliamo, western post moderno viene fuori una storia surreale grottesca che sfocia in situazioni tragicomiche nere che per? sono pi? reali di una storia surreale e grottesca fantasiosa visto che le abbiamo vissute e in un certo senso le viviamo ancora.
Con dei personaggi ben scritti, dallo sceriffo Joe Cross che non crede nel covid e nelle manifestazioni, ligio al dovere, al benessere dei cittadini, ma che nasconde tutt?altra indole fino a quando non esce fuori e male al sindaco Ted Garcia che ? l?opposto dello sceriffo, progressista, aperto, ma che alla fine vuole soltanto pi? voti con l?obiettivo di creare un nuovo centro per l?energia pulita e avere pi? soldi. La moglie dello sceriffo Louise Cross ormai provata da fake news, cospirazioni e traumi giovanili passati che vedono coinvolto il sindaco, anche se per scopi elettorali. Tra appunto campagne elettorali deliranti, ipocrisie, manifestazioni urlate e di poca sostanza, diffamazioni via smartphone sempre pi? pungenti il tutto sfocer? nella violenza pi? inaudita con soltanto armi e squallori; tutto quello che succedeva nei media si manifester? nella citt? di Eddington fino ad un finale dove al massimo avremo forse un?energia pi? pulita e rinnovabile, ma di sicuro per l?umanit? tutto l?esatto opposto.
A parte forse la sottotrama con Emma Stone e Austin Butler che sembrerebbe pi? un pretesto di caratterizzazione e di contesto alla storia parallelo che diretto alla trama principale, il resto ? veramente magistrale. Da vedere per chi volesse qualcosa di particolarmente orrorifico e divertente a denti stretti.
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