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xerox
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mercoledì 13 agosto 2025
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a me invece...
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...questo film mi ha fatto rivenire in mente "Il signore delle mosche". L'uomo può andare nello spazio, in una sperduta isola del Pacifico, dove volete voi, ma sempre uomo è. Nasciamo col verme dentro, come le ciliegie sull'albero. Impossibile vivere IN PACE, nella solidarietà e nella concordia. Le signore fanno la parte del leone in questo film, ma suppongo che Jude Law nudo avrà suscitato qualche entusiasmo nelle spettatrici. La sedicente baronessa de Armas disegna il personaggio più interessante del film. I cattivi vincono sempre. Infine: ma dove hanno trovato i vetri per le finestre della casa nell'isola? La casa rifinita BENISSIMO all'interno meglio che una casa in città?
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felicity
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sabato 2 agosto 2025
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irrisolto e spiazzante
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Eden è un film molto diverso da quelli a cui ci ha abituato Ron Howard, specie nelle intenzioni dei personaggi. Una riflessione sulla natura umana improntata alla sopraffazione del prossimo.
Nulla di nuovo, anzi qui c’è solo becera mediocrità piccolo borghese: non si salva nessuno. Non l’infida baronessa a cui Ana De Armas sembra credere fino a un certo punto né tantomeno il pretenzioso e, a conti fatti, miserabile dottor Ritter, cui Jude Law ha prestato più muscoli che cervello. Trascurabile il personaggio, pigro l’attore (Daniel Brühl) nel caso del veterano della prima guerra mondiale Heinz Wittmers. Più interessanti le due donne al loro fianco: Vanessa Kirby nei panni di Dora è sufficientemente ambigua e scostante, ma Ron Howard la utilizza poco e non sempre a dovere; la vera sorpresa è invece Sydney Sweeney, che nei panni della giovane moglie di Heinz Wittmers è esattamente quella che non vedi arrivare.
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Eden è un film molto diverso da quelli a cui ci ha abituato Ron Howard, specie nelle intenzioni dei personaggi. Una riflessione sulla natura umana improntata alla sopraffazione del prossimo.
Nulla di nuovo, anzi qui c’è solo becera mediocrità piccolo borghese: non si salva nessuno. Non l’infida baronessa a cui Ana De Armas sembra credere fino a un certo punto né tantomeno il pretenzioso e, a conti fatti, miserabile dottor Ritter, cui Jude Law ha prestato più muscoli che cervello. Trascurabile il personaggio, pigro l’attore (Daniel Brühl) nel caso del veterano della prima guerra mondiale Heinz Wittmers. Più interessanti le due donne al loro fianco: Vanessa Kirby nei panni di Dora è sufficientemente ambigua e scostante, ma Ron Howard la utilizza poco e non sempre a dovere; la vera sorpresa è invece Sydney Sweeney, che nei panni della giovane moglie di Heinz Wittmers è esattamente quella che non vedi arrivare.
Eden è sicuramente tra i capitoli più anomali e cupi della filmografia di Ron Howard. Non tra i più riusciti, eppure in qualche modo interessante e persino intrigante. Quantomeno nelle premesse. Perché poi tutte le ambiguità emerse nel corso del film rischiano di essere riassorbite, del tutto o quasi, nella solita visione della famiglia come bene supremo e, persino, fine che giustifica i mezzi.
Eden è un film irrisolto, spiazzante e stilisticamente compromissorio, ma che tenta comunque di stimolare una riflessione critica sulle forme del cinema americano contemporaneo.
Ron Howard rivendica ancora una sincera fiducia nel cinema come linguaggio umanista che racconti i nostri sogni, incubi e sentimenti a costo di sembrare fuori tono.
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ralphscott
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sabato 5 luglio 2025
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mai estirpare i denti, potremmo pentircene.
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L'isola acuisce, esaspera i conflitti che, perso tutto il marginale, rivelano la natura animalesca del genere umano. Questo punto di partenza, ideale prodromo ad una messa in scena intrigrante, ha più volte segnato opere di rilievo nella storia del cinema, come il recente OLD o il fulgido LA NOTTE DELL'IGUANA, dove la vicenda si svolge in un imprecisato Messico, ma in contesto comunque esotico, con le sue implosioni ad effetto, anche per contrasto con una natura rigogliosa. Il buon Howard avrà, inoltre, sicuramente letto il magnifico romanzo duro di Simenon, stessa vicenda, qualche sostanziale differenza, soprattutto nell'epilogo, oltre l'inevitabile, inarrivabile icasticità che il grande scrittore dona alle sue pagine e che nel film troviamo edulcorata.
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L'isola acuisce, esaspera i conflitti che, perso tutto il marginale, rivelano la natura animalesca del genere umano. Questo punto di partenza, ideale prodromo ad una messa in scena intrigrante, ha più volte segnato opere di rilievo nella storia del cinema, come il recente OLD o il fulgido LA NOTTE DELL'IGUANA, dove la vicenda si svolge in un imprecisato Messico, ma in contesto comunque esotico, con le sue implosioni ad effetto, anche per contrasto con una natura rigogliosa. Il buon Howard avrà, inoltre, sicuramente letto il magnifico romanzo duro di Simenon, stessa vicenda, qualche sostanziale differenza, soprattutto nell'epilogo, oltre l'inevitabile, inarrivabile icasticità che il grande scrittore dona alle sue pagine e che nel film troviamo edulcorata. Dora, la Rita del romanzo, resta coerente a se stessa sino alla fine e l'apparente remissività è in realtà rispetto per il suo Vate, il dr. Ritter - un inquietante, ottimo Law. La bionda e casta assistente è il personaggio più affascinante del gruppo, anche grazie ad una Kirby vincente nei suoi silenzi. Très amusant la presunta baronessa, concentrato di eccessi, divismo ed esuberanza, una millantatrice via via più disperata verso il tracollo delle proprie aspettative. L'isola è anch'essa attrice protagonista, foriera di un'esistenza sempre più stentorea, asciuga la flora e il gruppo di malcapitati, in un'emergenza idrica di stretta attualità.
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imperior max
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martedì 15 aprile 2025
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ci vuole veramente poco per trasformare l'eden nell'ade...
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EDEN. Cosa succederebbe se su un?isola deserta si insediassero nell?ordine l?intellettuale, il proletario e il capitalista? Ovviamente una versione ridotta, ristretta e sintetizzata della storia moderna; qui messa in scena da Ron Howard, noto attore e regista, interpretata da un cast a dir poco stellare e tratta da una storia vera accaduta dal 1929 al 1932 nell?isola Floreana delle Gal?pados, in pieno Oceano Pacifico ad ovest del Sudamerica.
Il dottor Friedrich Ritter e la sua amante/seguace Dora Strauch, auto-rinnegati tedeschi, nichilisti e filosofi dove vivono da eremiti tra animali e orti e a scrivere un trattato definitivo per riformare la societ? umana, diventano famosi per aver scoperto una nuova vita paradisiaca attraverso le lettere spedite da lui in Germania e pubblicate in tutto il mondo.
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EDEN. Cosa succederebbe se su un?isola deserta si insediassero nell?ordine l?intellettuale, il proletario e il capitalista? Ovviamente una versione ridotta, ristretta e sintetizzata della storia moderna; qui messa in scena da Ron Howard, noto attore e regista, interpretata da un cast a dir poco stellare e tratta da una storia vera accaduta dal 1929 al 1932 nell?isola Floreana delle Gal?pados, in pieno Oceano Pacifico ad ovest del Sudamerica.
Il dottor Friedrich Ritter e la sua amante/seguace Dora Strauch, auto-rinnegati tedeschi, nichilisti e filosofi dove vivono da eremiti tra animali e orti e a scrivere un trattato definitivo per riformare la societ? umana, diventano famosi per aver scoperto una nuova vita paradisiaca attraverso le lettere spedite da lui in Germania e pubblicate in tutto il mondo. Tanto che il veterano di guerra Heinz Wittmer, sua moglie Margret e il figlio di lui Harry vengono a vivere da loro. Tal motivo ad averli spinti principalmente, oltre alla crisi economica, ? la speranza di far guarire Harry dalla tubercolosi, in quanto l?aria dell?Isola sembra aver giovato a Dora per la sua sclerosi multipla. Nonostante il distaccamento misantropo, ma comprensibile di Ritter nei loro confronti, la famiglia Wittmer si sistema con una nuova casa, un sistema idrico e degli animali da fattoria. Dopo di loro arriva l?eccentrica baronessa Eloise Bosquet de Wagner Wehrhorn coi suoi due amanti leccapiedi con tutti i suoi lussuosi bagagli e con l?intento di costruire un grand hotel in riva al mare. Da qui in poi col passare delle stagioni verranno sempre pi? rivelate la natura degli isolani fino a cambiare gli equilibri di convivenza con risvolti drammatici.
Ron Howard ritorna al true history, stavolta forse pi? romanzato in quanto le fonti sono i due libri scritti da due sopravvissuti a quegli eventi e dalle varie testimonianze di persone che attraccavano di volta in volta. La regia ? pi? posata e pi? incentrata sui personaggi comunque ben interpretati. Jude Law e Daniel Bruhl svolgono bene il loro ruolo, cos? come Vanessa Kirby. Sydney Sweeney stavolta ? meno bonacciona del solito ed ? pi? calata in un personaggio ben pacato mentre Ana de Armas riesce ad essere il fiore all?occhiello in un ruolo da vera stronza manipolatrice. Pure i suoi due lacch?, di cui uno si ravvede, riescono nell?impresa. A parte un bel piano sequenza che riesce a costruire dei giusti momenti di tensione e alcuni primi piani interessanti, il resto ? semplicemente di mestiere. Il montaggio purtroppo non ? proprio eccelso in quanto fanno sembrare alcune scene scollate e affrettate, soprattutto nella parte centrale e il ritmo diventa altalenante. In pi?, a parte per le didascalie indicative, delle volte non si ha ben chiara la concezione temporale. Il resto invece ? montato bene.
La storia vuol essere in parte una chiara allegoria del mondo sociopolitico racchiuso in un luogo appunto paradisiaco dove fondamentalmente non vige la legge umana, ma solo quello della natura e che una volta insidiatasi rivela gradualmente la sua vera faccia. Dapprima Law con la Kirby come intellettuali ?radical chic? e in via di una nuova illuminazione e che perdono piano piano i loro principi a favore del materialismo pi? becero e primordiale. La De Armas e i due amanti che rappresentano il falso progressismo vanitoso e lussurioso che maschera un capitalismo vorace e che attorno fa? solo terra bruciata. Infine ci sono Bruhl e la Sweeney in bilico tra la sopravvivenza e la correttezza del buon vicinato con inevitabili controversie con Law e la De Armas. Molto interessante la tematica della spirale democrazia-dittatura-guerra.
Alla fine in tale Eden si crea il pomo della discordia e vengono svelati tutti i peccati capitali degli isolani dove alcuni riescono a mantenere un barlume di raziocinio, altri invece per nulla fino ad autodistruggersi. Il tutto verso un finale dove solo un tipo di societ? riuscir? a rimanere dominante.
Insomma, tutto sommato un discreto film con una trama tutt?altro che banale, ma che meritava una maggior forza registica ed espressiva.
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maracaibo
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lunedì 14 aprile 2025
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un eden quasi infernale
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Inaspettato e bello. Con un paesaggio incredibilmente duro ed icantevole siamo trasportati in una storia vero dell'inizio del secolo scorso con personaggi pieni di fascino e carismatici tutti . tutti gli attori sono in uno stato di grazia . Recitano divinamente. la storia e piena di sviluppi e colpi di scena , sebbene descriva la quotidinità e lotta con la natura e con gli stessi abitatnti . perfettamente descritte le varie psicologie che animano i protagonisti. Jude law si mostra come un attrore poliedrico pieno di sfaccettature e, a sorpresa, completamente nudo. Ma tutto funziona . davvero un bel film dalla trama oscura , curiosa , intrigante.
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roverman
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lunedì 14 aprile 2025
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colorato e prevedibile all'eccesso
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Prevedibile oltre l'immaginabile, direi basta ai morti che resuscitano, ? dai tempi di "Attrazione Fatale" che si vedono persone date per morti certi che dopo qualche inquadratura tornano alla carica, non importa se trapassati da un proiettile al cuore o volati gi? dal 30esimo Piano, insomma si tratta di film o cartoni animati? La trama ? gi? nella descrizione, sostituendo i 20 capi di stato ai dipendenti festanti del primo Die Hard e la presidente improbabile Usa con Bruce Willis direi che ? un clich? gi? visto e rivisto, Attacco al Potere gli ha fatto scuola molti anni fa, l'ho comunque visto fino alla fine...i "buoni" alla fine vincono sempre, con buona pace dei Pellerossa (ma questa ? un'altra storia).
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athos
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venerdì 11 aprile 2025
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solitudini
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In un'isola deserta si trovano per varie decisioni del caso tre gruppi di persone. La coabitazione si farà difficile e una piccola guerra metterà le cose a posto. Un bel film, con bravi attori e un pizzico di mistero che alleggia anche dopo i titoli di coda. Piaciuto.
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