Tra gli inconvenienti che ti possono capitare avendo dei figli piccoli c’è quello di doverli accompagnare alle feste di compleanno dei loro amici e se le feste in questione sono organizzate in un cinema di non poter scegliere il film. A sorpresa puoi essere molto fortunato e vederti “InsideOut” (un intero anno universitario di psicologia condensato in un paio di piacevolissime ore) o imbatterti in imprevedibili contenuti horror (la scena in cui “Kubo” conosce le sorelle di sua madre se la batte con le gemelle di Shining) oppure puoi scoprire che le pellicole in Stop Motion sono il metodo migliore per combattere la tua insonnia. Per chi come me poi ha il cuore diviso tra Disney Pixar e Studio Ghibli incorrere in tentativi di animazione di altre case madri è sempre ad altissimo rischio autogol tranne alcune rare eccezioni tipo Pets, FLOW o Il Robot Selvaggio.
[+]
Tra gli inconvenienti che ti possono capitare avendo dei figli piccoli c’è quello di doverli accompagnare alle feste di compleanno dei loro amici e se le feste in questione sono organizzate in un cinema di non poter scegliere il film. A sorpresa puoi essere molto fortunato e vederti “InsideOut” (un intero anno universitario di psicologia condensato in un paio di piacevolissime ore) o imbatterti in imprevedibili contenuti horror (la scena in cui “Kubo” conosce le sorelle di sua madre se la batte con le gemelle di Shining) oppure puoi scoprire che le pellicole in Stop Motion sono il metodo migliore per combattere la tua insonnia. Per chi come me poi ha il cuore diviso tra Disney Pixar e Studio Ghibli incorrere in tentativi di animazione di altre case madri è sempre ad altissimo rischio autogol tranne alcune rare eccezioni tipo Pets, FLOW o Il Robot Selvaggio. E così un giovedì pomeriggio invece di rilassarti altrove ti ritrovi a guardare con una platea di “seienni” SCIROCCO E IL REGNO DEI VENTI, ovvero il tentativo dei francesi di sgomitare in questo ambito cinematografico pensando come al solito di cavarsela solo per il fatto di essere automaticamente chic qualunque cosa facciano. Ecco io dopo alcuni giorni ancora mi sento perplessa di fronte all’esperienza in questione perché quando la trama diventa solo un pretesto per un esercizio estetico ridondante di forme strane e colori e a un certo punto l’intero pubblico di maschietti con meno di sette anni inizia a gridare “Tette Tette” capisci che forse hai appena avuto gratuitamente un’esperienza tra l’onirico e il surreale. Come se non bastasse fino a un attimo prima di quel momento catartico proprio tu stessa (che hai già visto praticamente di tutto al cinema) ti stavi effettivamente chiedendo il perché di molte cose. Intanto come mai abbiano deciso di fare un film che sembra ambientato in un sogno della Pimpa sotto allucinogeno dove le protagoniste (due bambine trasformate in gattine tigrate in pigiama) si ritrovano a viaggiare a bordo di un parapendio in un mondo ventoso che vorrebbe evocare La Città Incantata di Miyazaki ma che appare più simile a quello di Barbapapa con la depressione. E poi perché questo signor Scirocco che dà il nome alla pellicola (anche se compare pochissimo) sembra un Capitan Harlock sotto cortisone che ha scelto di farsi vestire dallo stesso stilista di Malgioglio.
E poi c’è lei…questa specie di Paperina travestita da Amelia che con il suo hennin cornuto e gli abiti scollati sembra essere il perno di tutto il racconto ma che soprattutto ha una taglia di reggiseno troppo grande per aggirarsi in un film per under 14 senza generare conseguenze (i giapponesi lo sanno bene)…e infatti. Insomma quando la risposta ai vari quesiti all’interno della storia arriva il danno è già fatto perché nel frattempo la platea degli infanti ha in mente solo che “oltre il vestito c’è di più”ed è passata ad un euforico ammutinamento con tifo da stadio. Così resti a distanza di giorni a chiederti se anche tu per sbaglio hai mangiato lo stesso fungo della Pimpa oppure è stato tutto vero.
[-]