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martedì 27 gennaio 2026
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correzione recensione
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Anna non ? affetta da sindrome di Down, ma i suoi atteggiamenti rientrano in uno spettro autistico a non alto funzionamento.
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sabato 26 luglio 2025
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ma il film lo hai visto o te l'hanno raccontato?
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Non credo che tu abbia visto il film. Come fai a scrivere per ben due volte che Anna ? una bambina con sindrome di Down?
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domenica 20 luglio 2025
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Anna non ? affetta da sindrome diDown ma da autismo
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domenica 20 luglio 2025
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Anna non ? affetta da sindrome di Down, ma da autismo
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domenica 20 luglio 2025
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Anna non ? affetta da sindrome di Down, ma da autismo, a quanto pare un tipo di autismo ad alto funzionamento: infatti fatica ad esprimere ci? che pensa e sente, ma la sua intelligenza ? elevata.
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uppercut
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domenica 15 settembre 2024
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di una bellezza sconvolgente
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Una scheda come questa purtroppo scredita la piattaforma. Chi l'ha scritta purtroppo non ha la più pallida idea di che cosa significhi fare un film. E questo non è bellissimo... The innocents è un lavoro cinematografico pazzesco, sovrumano come i suoi piccoli, giganteschi protagonisti. Averlo concepito, finalizzato in una scrittura e soprattutto tradotto in immagini vive è prodigioso. Credo che qualsiasi regista, anche il più esperto, avrebbe voluto essere sul set di questa produzione per provare a imparare qualcosa di inarrivabile: liberare la finzione dalla sua stessa faticosa premessa, ovvero l'essere altro dalla realtà, per trarre da questo "altro" una possibilità di contatto con le dimensioni più segrete e profonde del sentire umano.
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Una scheda come questa purtroppo scredita la piattaforma. Chi l'ha scritta purtroppo non ha la più pallida idea di che cosa significhi fare un film. E questo non è bellissimo... The innocents è un lavoro cinematografico pazzesco, sovrumano come i suoi piccoli, giganteschi protagonisti. Averlo concepito, finalizzato in una scrittura e soprattutto tradotto in immagini vive è prodigioso. Credo che qualsiasi regista, anche il più esperto, avrebbe voluto essere sul set di questa produzione per provare a imparare qualcosa di inarrivabile: liberare la finzione dalla sua stessa faticosa premessa, ovvero l'essere altro dalla realtà, per trarre da questo "altro" una possibilità di contatto con le dimensioni più segrete e profonde del sentire umano. C'è un lavoro di recupero di un rimosso individuale e collettivo che è da brividi. Ed è incredibile come ogni comparto creativo e produttivo sia esattamente sintonizzato sul diapason di quel pizzicotto iniziale: fotografia perfetta ma mai patinata, a volte quasi sonora, tattile, odorosa..., scenografia precisa al dettaglio così come nelle raggelate ampiezze, sonoro mai servo delle emozioni ma, al contrario, capace di trasmetterle in maniera profonda, persino implacabile... E gli attori, bambini ed adulti? che percorso, che training avrà richiesto ogni secondo, ogni battito di ciglio, ogni accenno di sorriso, ogni minimo gesto di questo incredibile capolavoro...? Mamma mia, che film! E sì, c'hai ragione Archimede (che magari sei pure iscritto al Dams!), concediamogliela quella mezza stellina...
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gianleo67
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lunedì 8 aprile 2024
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four numbers eleven
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Quattro ragazzini con storie familiari diverse, si ritrovano sotto il palazzone residenziale in cui abitano per condividere i momenti di svago di una luminosa estate norvegese. La scoperta condivisa di misteriosi poteri ESP, trasforma le normali scaramucce dell'infanzia in un gioco molto pericoloso. Già sceneggiatore di tutti i film di Joachim Trier ed autore del pluripremiato Blind (2014), il norvegese Eskil Vogt sembra riprendere la tematica di una alterata percezione del mondo del suo primo lungometraggio e quella di una sua incontrollabile capacità manipolativa già vista in Thelma (2017), riconducendo il suo esperimento sociologico da Signore delle mosche, in un giardino d'infanzia autogestito dove innocenti pulsioni sadiche come taumaturgiche virtù empatiche riproducono un atavico scontro tra le forze del bene e quelle del male che glissa proprio su quelle sfumature psicologiche dell'età dello sviluppo che avrebbero potuto rendere il lavoro assai più interessante e convicente.
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Quattro ragazzini con storie familiari diverse, si ritrovano sotto il palazzone residenziale in cui abitano per condividere i momenti di svago di una luminosa estate norvegese. La scoperta condivisa di misteriosi poteri ESP, trasforma le normali scaramucce dell'infanzia in un gioco molto pericoloso. Già sceneggiatore di tutti i film di Joachim Trier ed autore del pluripremiato Blind (2014), il norvegese Eskil Vogt sembra riprendere la tematica di una alterata percezione del mondo del suo primo lungometraggio e quella di una sua incontrollabile capacità manipolativa già vista in Thelma (2017), riconducendo il suo esperimento sociologico da Signore delle mosche, in un giardino d'infanzia autogestito dove innocenti pulsioni sadiche come taumaturgiche virtù empatiche riproducono un atavico scontro tra le forze del bene e quelle del male che glissa proprio su quelle sfumature psicologiche dell'età dello sviluppo che avrebbero potuto rendere il lavoro assai più interessante e convicente. Più centrato come lavoro di messa in scena che di scrittura, il film di uno sceneggiatore di vaglia risolve la sua apparente contraddizione creativa nel tentativo di ricavarne un'opera narrativamente compatta che cerca di sfuggire ai numerosi cliché di un prodotto di genere (Il Cronemberg di Scanners o il De Palma di Carrie ne sono due esempi da antologia) traslando il portato spettacolare di questi poteri extrasensoriali sul piano delle sue implicazioni etiche e sociali (disagi familiari e multiculturalità alla periferia di Oslo) e stabilendo una relazione asimmetrica tra la propensione alla vita delle tre femminuccie del gruppo e le pulsioni distruttive dell'unico maschio alfa, frustrato da una condizione disagevole di bistrattato figlio di madre single, ma evocando a sua volta uno stereotipo che si rivela meramente funzionale alla tenzone finale. Pure a mezzo servizio pare il riferimento alla disabilità della ragazza autistica nella progressiva taratura delle rispettive potenzialità dei conponenti del quartetto e che la investono quale leader indiscusso a dispetto degli apparenti deficit cognitivi, forse avanzando l'interessante tesi secondo cui le capacità dell'uomo come essere sociale si possono esprimere pienamente solo nella reciproca interazione, crinale scivoloso sul quale pure si innestano tensioni, ripicche e prevaricazioni in una escalation di perigliosi dispetti che si capisce facilmente dove vogliano andare a parare. Marginale e sullo sfondo resta invece il mondo degli adulti, inconsapevoli e distratti mancati testimoni di una crescita etica e caratteriale che marca ancora di più la condizione di solitudine di un'infanzia chiamata a cavarsela da sola (anche i momentanei progressi della figlia disabile sono compresi tardivamente) segnando una strategia narrativa in cui le tensioni drammatiche restano pericolosamente sottotraccia rispetto all'apparente normalità del quotidiano tran tran suburbano. Rimane quindi un lavoro dalle molteplici virtù inespresse che rifulge di interessanti soluzioni figurative (un baluginio della luce meridiana tra la strada e le vetrate di casermoni dormitorio quale rappresentazione di uno volontà malevova che ribalza di casa in casa), un gruppo eterogeno di interessanti giovani protagonisti (ciascuno portatore di uno stigma personale che ne prefigura il destino) ed un finale da inevitabile resa dei conti nel quale spira sinistro, nella calura dell'estate scandinava, un angoscioso ed implacabile refolo di morte. Presentato al Festival di Cannes 2021, ha raccolto numerosi riconoscimenti in diverse kermesse cinematografiche, tra le quali la speciale menzione per il regista nella sezione ufficiale per la Fantascienza al Festival del Cinema di Sitges del 2021.
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kyotrix
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domenica 16 aprile 2023
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senza senso
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Ma veramente? Orrendo da tutti i punti di vista. Nulla è spiegato, tutti quei poteri? Comportamento di bambini e adulti ridicoli, su tutto quello cattivo, ma anche la piccola protagonista ci mette il suo, a volte sembra avere 20 anni, a volte 4 anni. Poi, al nord europa i genitori fanno così? ( bambini di 5/6 anni lasciti uscire da soli, andare dove voglio, nel bosco, ecc.? ). Pensavo i commenti negativi fossero esagerati, ma di esagerato ci sono solo i commenti positivi.
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astromelia
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lunedì 20 febbraio 2023
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non era necessario
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assolutamente rifiutante per la coscienza umana,non gridiamo al capolavoro,allucinante che ci si serva di ragazzini per questo tipo di film,inconcepibile,e non sono una bigotta, ma non ne avevamo bisogno,lo trovo orripilante cosa possiamo imparare di una sceneggiatura surreale ? bambini malvagi peggio degli adulti un livello tale di cattiveria in un bambino proprio no,anche se la società emargina c'è sempre un limite e poi la telepatia mi ha fatto sorridere roba da alieni ahahaha .....
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assolutamente rifiutante per la coscienza umana,non gridiamo al capolavoro,allucinante che ci si serva di ragazzini per questo tipo di film,inconcepibile,e non sono una bigotta, ma non ne avevamo bisogno,lo trovo orripilante cosa possiamo imparare di una sceneggiatura surreale ? bambini malvagi peggio degli adulti un livello tale di cattiveria in un bambino proprio no,anche se la società emargina c'è sempre un limite e poi la telepatia mi ha fatto sorridere roba da alieni ahahaha .....
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