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lucadelfuego
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sabato 8 settembre 2018
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jinpa: un film da vedere
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Il film attacca con uno scenario freddo e desolato inimmaginabile per chi non
ha mai attraversato un passo del Tibet a 5000mt di altezza.
Un camion lo attraversa solitario mentre la macchina da presa si fissa sul volto
dell’autista che fuma una sigaretta con gli occhiali a specchio a coprire lo sguardo, dentro i quali scorre
di riflesso lo scenario naturale circostante e selvaggio, finché il lento passare silenzioso del tempo
non viene interrotto da un colpo secco di una capra investita dal veicolo.
Da quel momento e dal susseguente incontro con un mendicante che cammina solo lungo la strada deserta, cambieranno inesorabilmente il destino di Jinpa, che intersecandosi con quello dell’uomo misterioso finirà per diventare uno solo.
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Il film attacca con uno scenario freddo e desolato inimmaginabile per chi non
ha mai attraversato un passo del Tibet a 5000mt di altezza.
Un camion lo attraversa solitario mentre la macchina da presa si fissa sul volto
dell’autista che fuma una sigaretta con gli occhiali a specchio a coprire lo sguardo, dentro i quali scorre
di riflesso lo scenario naturale circostante e selvaggio, finché il lento passare silenzioso del tempo
non viene interrotto da un colpo secco di una capra investita dal veicolo.
Da quel momento e dal susseguente incontro con un mendicante che cammina solo lungo la strada deserta, cambieranno inesorabilmente il destino di Jinpa, che intersecandosi con quello dell’uomo misterioso finirà per diventare uno solo.
Tsenden dirige un film non facile e piuttosto lento (importante essere ben svegli) sulla dualità dell’uomo, investigando i meandri oscuri dell’essere dove vivono i conflitti tra vendetta e redenzione, ma con una narrazione
decisa e una fotografia impattante che disegna, a tratti, quadri di grande forza artistica, che sfuocano l’immagine tagliata in 4:3. Il regista trasporta l’occhio sensibile dello spettatore alla scoperta di luoghi sconosciuti, ritmi di vita opposti a quelli occidentali e di una cultura in cui lo spirito dell’uomo non vale meno di quello di un animale secondo la credenza religiosa buddhista della reincarnazione.
Un bel viaggio tra simbolismi buddhisti tibetani, spiritualità e cultura di un paese lontano e ancora sconosciuto con un trascorso difficile, il cui popolo mostra però una dignitosa coscenza di appartenenza e consapevolezza. Affascinante
Voto:8
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lucadelfuego
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giovedì 6 settembre 2018
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jinpa: il racconto di una spiritualità lontana
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Il film attacca la narrazione con uno scenario desolato e freddo, inarrivabile con l’immaginazione
per chi non ha mai attraversato un passo del Tibet a 5000 mt.
Un camion lo attraverso con la macchina da presa puntata sul volto dell’autista con una sigaretta in bocca e gli
occhiali a specchio sugli occhi dentro i quali scorre il silenzio degli scenari selvaggi.
Finchè il colpo di una capra che viene investita non interrompe il lento insistere delle inquadrature sul volto di Jinpa.
Da quel momento qualcosa succede nell’uomo e il suo destino verso la narrazione di una morale sulla dualità
dell’uomo e di una spiritualità mistica di luoghi lontani, comincia a tracciarsi.
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Il film attacca la narrazione con uno scenario desolato e freddo, inarrivabile con l’immaginazione
per chi non ha mai attraversato un passo del Tibet a 5000 mt.
Un camion lo attraverso con la macchina da presa puntata sul volto dell’autista con una sigaretta in bocca e gli
occhiali a specchio sugli occhi dentro i quali scorre il silenzio degli scenari selvaggi.
Finchè il colpo di una capra che viene investita non interrompe il lento insistere delle inquadrature sul volto di Jinpa.
Da quel momento qualcosa succede nell’uomo e il suo destino verso la narrazione di una morale sulla dualità
dell’uomo e di una spiritualità mistica di luoghi lontani, comincia a tracciarsi.
L’incontro con un mendicante che cammina solitario lungo la strada polverosa mette in contatto
due anime che si intrecceranno fino a quasi divenirne una sola.
Tseden dirge un film non facile, lento (importante essere molto svegli) e con simbolismi della tradizione tibetana, ma proprio per questo cattura l’occhio sensibile alla scoperta di qualcosa di sconosciuto e affascinante .
La fotografia impatta con una ricerca artistica del’immagine che spesso diventano impressivi quadri sfuocati.
Un bel viaggio tra contaminazioni buddhiste e territori dell’animo umano di vendetta e redenzione, in un paese dal fascino mistico, con una storia di oppressione ma un forte senso di appartenenza e consapevolezza.
Voto: 8
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roberteroica
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martedì 4 settembre 2018
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jinpa
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#Venezia75 - JINPA - Orizzonti - Deserto del Tibet. Un camionista prima investe una capra poi raccoglie un uomo in cerca dell'assassino del padre, ucciso dieci anni prima. Lo accompagna al villaggio in cui dovra' compiere la sua vendetta. Poi ci rimugina su e racconta tutto ad un'avventrice di una tavola calda. Che il giorno prima ha visto l'altro uomo cercare la sua vittima....Silenzi che vorrebbero essere ipnitici e che portano verso la caratonia narrativa e una semplice ideuzza che vorrebbe trasformare l'esile vicenda nella rappresentazione di un proverbio tibetano....Sapete quel tipo di film di cui non ve ne frega nulla di nulla ? Voto: 3
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