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aleang71
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domenica 3 giugno 2018
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uno dei peggiori film mai visti
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Il film è pretenzioso, pretestuoso, contorto, lentissimo e scritto male.
Il regista ha un qualche gusto per le inquadrature e la musica non è pessima.
E' talmente paradossale quello che viene narrato che viene il sospetto si tratti di una storia vera!
La recitazione del protagonista non so decidere se è prefetta (visto che interpreta un falso psicoterapeuta) o è demenziale, visto che una persona che voglia spacciarsi per psicoterapeuta non può usare la mimica del volto nel modo marcato e teatrale che utilizza lui. E non può essere così imbranato e approssimativo nella gestione delle parole.
I dialoghi delle "sedute di terapia" sono patetici.
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Il film è pretenzioso, pretestuoso, contorto, lentissimo e scritto male.
Il regista ha un qualche gusto per le inquadrature e la musica non è pessima.
E' talmente paradossale quello che viene narrato che viene il sospetto si tratti di una storia vera!
La recitazione del protagonista non so decidere se è prefetta (visto che interpreta un falso psicoterapeuta) o è demenziale, visto che una persona che voglia spacciarsi per psicoterapeuta non può usare la mimica del volto nel modo marcato e teatrale che utilizza lui. E non può essere così imbranato e approssimativo nella gestione delle parole.
I dialoghi delle "sedute di terapia" sono patetici. Nessuna relazione di cura si svolge come una chiacchierata tra conoscenti. Spero, almeno.
Per palesare l'assurdità della trama devo procedere a spoilerare pesantemente:
Un uomo dissociato gravissimamente (doppia personalità: entrambe da psicoterapeuta (!); una delle due, però, con venature da serial killer) a causa di un'infanzia surreale, e autolesionista palese, inverosimilmente sposa una donna sana e intelligente che fa pure la psichiatra di mestiere. E mi potrei fermare qui perché, le risate...
Non paghi di ciò, quest'uomo si finge psicoterapeuta e ne racconta al proprio psichiatra (uomo dal raro cattivo gusto, visto l'arredamento dello studio in cui riceve) il quale però non si rende conto che, tra tanti pazienti finti di cui gli racconta, spuntano due sorelle vere.
Una di queste si suicida a causa dell'imperizia fraudolenta dal tipo. Il tutto condito da flashback molesti di lui bambino con la madre matta.
Terribile...
Non capisco come non sia lapalissiano che non si può essere regista-sceneggiatore-attore senza fare male tutti e tre i lavori
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manlioaccornero
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domenica 13 maggio 2018
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ma siete riusciti a capire tutto di questo film?
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sono anch'io d'accordo che il finale è molto spiazzante ma più che altro è difficile trovare la traccia che spiega tutte le scene del film.
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marv79
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lunedì 7 maggio 2018
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sorprendente
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A me è piaciuto molto, ha una trama molto complessa, scritta bene, degli attori perfetti per le parti. Sicuramente non è un film per tutti, se si perde anche solo una battuta si rischia di non capire il resto, però riesce veramente tenere incollati alla poltrona. e per quanto mi riguarda, non è facile che accada.
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filobus
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domenica 6 maggio 2018
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deludente
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La figura dello psicoterapeuta e la terapia sembrano scatenare fantasie arzigogolate e convulse negli sceneggiatori, e questo film non è da meno. Francamente mi sarei aspettato meno superfiialità.
Freddezza un po' esibita, di cui non trovo motivazione, se non come desiderio di straniare lo spettatore e accompagnarlo nella trappola della trama.
Deludente, dopo un inizio apparentemente interessante.
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carlo
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domenica 6 maggio 2018
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buon film ma non il finale
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Il film è buono e di discreta fattura, ma non parlerei di capolavoro, andiamoci piano...
Gli attori sono credibili e la sceneggiatura precisa e coinvolgente.
Anche come psicoterapeuta l'ho trovata adeguata e realistica, ma devo avvertire che nessun psicoterapeuta serio e formato prenderebbe in terapia contemporaneamente due sorelle che parlano l'una dell'altra, ma lasciamoglielo fare, esisgenze drammaturgiche.
Quello che non mi ha convinto, e devo raccontare non ha convinto nemmeno la platea di chi ha visto il film con me, un sabato sera a Torino, che si è messa a rumoreggiare sui titoli di coda, mentre molte persone non capivano il senso finale del film,
è il colpo di scena finale.
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Il film è buono e di discreta fattura, ma non parlerei di capolavoro, andiamoci piano...
Gli attori sono credibili e la sceneggiatura precisa e coinvolgente.
Anche come psicoterapeuta l'ho trovata adeguata e realistica, ma devo avvertire che nessun psicoterapeuta serio e formato prenderebbe in terapia contemporaneamente due sorelle che parlano l'una dell'altra, ma lasciamoglielo fare, esisgenze drammaturgiche.
Quello che non mi ha convinto, e devo raccontare non ha convinto nemmeno la platea di chi ha visto il film con me, un sabato sera a Torino, che si è messa a rumoreggiare sui titoli di coda, mentre molte persone non capivano il senso finale del film,
è il colpo di scena finale. Troppo improbabile e spiazzante, capisco che sia cercato e originale (nemmeno tanto, pensate a "Sesto senso" ) ma non è credibile, e in un film che fa del realismo uno dei suoi cardini, non mi è piaciuto. Non voglio rovinare il piacere del film, che consiglio comunque di vedere, ma è un peccato perchè lascia delusi e in realtà non spiega nulla.
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labruna
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martedì 17 aprile 2018
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film rivelazione!!!
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"Transfert" è un'opera prima davvero sorprendente. Sono stata piacevolmente colpita da questo film non solo per la trama, ricca di colpi di scena, ma anche perché Russo mostra capacità e maturità registiche notevoli. Di rado, perlomeno in Italia, si vedono opere così ben strutturate e articolate. La sobrietà della regia di Russo e al contempo le sua già evidenti cifre stilistiche dovrebbero essere d'esempio!!!
Ottimo il cast:Alberto Mica è stata una piacevole scoperta, così come le due attrici, Roccuzzo e Saccà, che interpretano le due sorelle. Davvero bravi!
Le critiche sul web sono molto positive: è importante che ad un'opera prima di questo tipo sia riconosciuta un'ampia indipendenza di linguaggio.
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"Transfert" è un'opera prima davvero sorprendente. Sono stata piacevolmente colpita da questo film non solo per la trama, ricca di colpi di scena, ma anche perché Russo mostra capacità e maturità registiche notevoli. Di rado, perlomeno in Italia, si vedono opere così ben strutturate e articolate. La sobrietà della regia di Russo e al contempo le sua già evidenti cifre stilistiche dovrebbero essere d'esempio!!!
Ottimo il cast:Alberto Mica è stata una piacevole scoperta, così come le due attrici, Roccuzzo e Saccà, che interpretano le due sorelle. Davvero bravi!
Le critiche sul web sono molto positive: è importante che ad un'opera prima di questo tipo sia riconosciuta un'ampia indipendenza di linguaggio.
"Transfert" è un film da vedere. Speriamo arrivi in molte sale italiane perché... merita! Ora sono curiosa di sapere che film farà Massimiliano Russo dopo questo ..
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martapalu
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venerdì 13 aprile 2018
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una scoperta interessante
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Ho avuto modo di vedere Transfert durante la prima catanese. Le aspettative erano alte e il regista e gli attori sono riusciti a non disattenderle.
Un film degno di questo nome, come pochi se ne vedono ultimamente al cinema.
La trama è quella del Thriller, ma psicologico appunto, perchè l'azione, a cui ci hanno abituato soprattutto gli americani, scompare per lasciare il posto ad un intrigante gioco di doppi.
Le musiche intense fin dall'inizio aiutano ad immergersi nel mondo oscuro della Catania narrata dal regista, una città che appare nuova vista attraverso i suoi occhi.
Gli attori hanno dimostrato una grande capacità di interpretazione, rimanendo sempre sul filo che separa il confine tra la verità e la finzione.
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Ho avuto modo di vedere Transfert durante la prima catanese. Le aspettative erano alte e il regista e gli attori sono riusciti a non disattenderle.
Un film degno di questo nome, come pochi se ne vedono ultimamente al cinema.
La trama è quella del Thriller, ma psicologico appunto, perchè l'azione, a cui ci hanno abituato soprattutto gli americani, scompare per lasciare il posto ad un intrigante gioco di doppi.
Le musiche intense fin dall'inizio aiutano ad immergersi nel mondo oscuro della Catania narrata dal regista, una città che appare nuova vista attraverso i suoi occhi.
Gli attori hanno dimostrato una grande capacità di interpretazione, rimanendo sempre sul filo che separa il confine tra la verità e la finzione.
Davvero un bel film, interessante e inaspettato che consiglio a chi vuole vedere qualcosa di nuovo.
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caraletizia
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venerdì 23 marzo 2018
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un film da vedere assolutamente
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Visto all'anteprima al RomaWebFest mi ha stupita non poco. Ammetto di avere un pregidizio sui film italiani, li snobbo spesso. Se lo avessi fatto anche questa avrei commesso un grande errore, Transfert è un film sorprendete, mi è rimasto dentro, mi ha dato molto da pensare nei giorni successivi. Consigliatissimo, non lo perdete sopratutto se conoscete come me la psicoterepia.
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maurizio
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giovedì 22 marzo 2018
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thriller psicologico coinvolgente
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Ottimo film. Mi è piaciuto parecchio sia a livello di sceneggiatura sia a livello tecnico. Ottima anche l'intuizione di utilizzare la psicoterapia in modo non convenzionale ai fini della trama. Vi consiglio di guardarlo.
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sentenza86
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martedì 20 marzo 2018
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thriller psicologico indipendente
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Ottima opera prima del regista Russo. Un thriller psicologico ambientato e girato interamente a Catania e provincia, dove il protagonista esercitando la sua professione si trova risucchiato in un contesto molto più grande di lui che ne mette a dura prova in una difficile partita a scacchi con i suoi pazienti. Una regia semplice ed efficace, molto buone le prove degli attori aiutati da una sceggiatura studiata e ben strutturata, con una scenografia fatta su misura per il film. Il cinema italiano indipendente è in grado di poter raccontare delle storie efficaci sfruttando vie non convenzionali. Dategli un occhiata.
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