|
carloalberto
|
lunedì 17 agosto 2020
|
telefilmesco con molte velleità
|
|
|
|
Sarebbe potuto essere un buon telefilm, con la parte di coprotagonista affidata ad una vecchia gloria di Hollywood, Bruce Willis, per fare audience o meglio cassetta, da inserire, in Italia, nella programmazione di prima serata, in alternativa a Don Matteo, ed invece aspira ad essere un thriller con risvolti drammatici, ispirandosi alla lontana ad un romanzo di formazione, e velleità pseudo sociologiche a carattere umanitario, osando finanche criticare il sistema sanitario statunitense, le cui carenze quasi legittimano il comportamento criminale di Gethin Anthony nella parte del rapinatore rapitore che partecipa al colpo in banca per curare la suocera malata non coperta da assicurazione.
[+]
Sarebbe potuto essere un buon telefilm, con la parte di coprotagonista affidata ad una vecchia gloria di Hollywood, Bruce Willis, per fare audience o meglio cassetta, da inserire, in Italia, nella programmazione di prima serata, in alternativa a Don Matteo, ed invece aspira ad essere un thriller con risvolti drammatici, ispirandosi alla lontana ad un romanzo di formazione, e velleità pseudo sociologiche a carattere umanitario, osando finanche criticare il sistema sanitario statunitense, le cui carenze quasi legittimano il comportamento criminale di Gethin Anthony nella parte del rapinatore rapitore che partecipa al colpo in banca per curare la suocera malata non coperta da assicurazione.
A parte il doppiaggio insopportabile del bambino, il film è un festival di luoghi comuni e di personaggi stereotipati a cominciare dal poliziotto corrotto e dal bandito dal cuore tenero, con un’inversione dei ruoli talmente abusata in pellicole del genere da risultare spesso un’ennesima ripetizione noiosa di situazioni già viste messe talvolta in scena, come in questo caso, con la leziosità del compitino ben fatto.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a carloalberto »
[ - ] lascia un commento a carloalberto »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
marco.vittorio.defilippis@gmail.com
|
venerdì 8 maggio 2020
|
il coraggio sconfigge la paura
|
|
|
|
Bello, inizio un po’ lento, ma poi esce bene la storia con colpo di scena finale. Non è un film di pregio, ma intrattiene bene perché riesce ad esplorare abbastanza a fondo il mondo del bambino di soli 11 anni attaccato a scuola da un bullo che lo picchia ed in vacanza da un delinquente che lo rapisce. Nel film il bambino diventa grande e comincia a capire chi è cattivo di indole, chi si comporta da cattivo senza esserlo veramente, chi fa il buono ma non lo è e chi è buono, come il papà, e fa di tutto per comportarsi da buono. Alla fine Danny capisce che le risorse per combattere la paura si trovano già dentro di lui.
[+]
Bello, inizio un po’ lento, ma poi esce bene la storia con colpo di scena finale. Non è un film di pregio, ma intrattiene bene perché riesce ad esplorare abbastanza a fondo il mondo del bambino di soli 11 anni attaccato a scuola da un bullo che lo picchia ed in vacanza da un delinquente che lo rapisce. Nel film il bambino diventa grande e comincia a capire chi è cattivo di indole, chi si comporta da cattivo senza esserlo veramente, chi fa il buono ma non lo è e chi è buono, come il papà, e fa di tutto per comportarsi da buono. Alla fine Danny capisce che le risorse per combattere la paura si trovano già dentro di lui. È interessante da chi impara questo concetto. Vale la pena vederlo.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a marco.vittorio.defilippis@gmail.com »
[ - ] lascia un commento a marco.vittorio.defilippis@gmail.com »
|
|
d'accordo? |
|
|
|