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writer58
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mercoledì 26 ottobre 2016
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el cantor del pueblo
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"Neruda" è un film che mi ha lasciato una lieve sensazione di sconcerto. Forse la mescolanza tra la biografia del poeta e gli stilemi di un noir degli anni '50, forse la narrazione che ibrida la ricostruzione dela società cilena del '48 con una dialettica pirandelliana tra autore e personaggio, l'alternarsi di un registro "realistico" (Neruda che viene perseguitato come icona degli artisti comunisti da un governo succube degli interessi americani e costretto alla clandestinità, migliaia di militanti arrestati e deportati)con spunti metaforici che rielaborano e dilatano le immagini fino ad accedere a una dimensione allegorica (i libri lasciati dal poeta come indizi per il poliziotto che gli dà la caccia, la fuga attraverso le distese sconfinate della Patagonia, il poliziotto come prodotto della fantasia di Neruda, il senato del Cile dove poltrone e sofà sono collocate nello stesso spazio degli orinatoi).
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"Neruda" è un film che mi ha lasciato una lieve sensazione di sconcerto. Forse la mescolanza tra la biografia del poeta e gli stilemi di un noir degli anni '50, forse la narrazione che ibrida la ricostruzione dela società cilena del '48 con una dialettica pirandelliana tra autore e personaggio, l'alternarsi di un registro "realistico" (Neruda che viene perseguitato come icona degli artisti comunisti da un governo succube degli interessi americani e costretto alla clandestinità, migliaia di militanti arrestati e deportati)con spunti metaforici che rielaborano e dilatano le immagini fino ad accedere a una dimensione allegorica (i libri lasciati dal poeta come indizi per il poliziotto che gli dà la caccia, la fuga attraverso le distese sconfinate della Patagonia, il poliziotto come prodotto della fantasia di Neruda, il senato del Cile dove poltrone e sofà sono collocate nello stesso spazio degli orinatoi). Tutto questo coacervo di elementi,anche se presentato con maestria e originalità, mi è parso simile a quegli animali mitologici un po' leone, un po' capra, con la coda di drago o di serpente (la chimera, nella fattispecie), creature affascinanti e dalla forte valenza simbolica, ma improbabili e composte da parti assemblate tra di loro. Neruda è descritto come un personaggio capace di slanci fraterni (nche se conditi da un certo paternalismo) verso gli umili, fortemente narcisista, arrogante verso i potenti o chiunque cerci di contrastarlo, compreso nel suo ruolo di massimo rappresentante dell'intellighenzia comunista. Frequenta i bordelli, è desiderato dalle donne, osannato dal popolo,la sua vita assomiglia a un paradiso islamico colmo di piaceri e riconoscimenti. Il suo antagonista, Oscar Peluchonneau, ispettore di polizia, lo insegue con determinazione ma sviluppa nei suoi confronti una risentita ammirazione e una ambivalente fascinazione. E' sempre un passo indietro, ma recupera nel finale un ruolo di personaggio principale, come se il poeta, "inventandolo",lo avresse circonfuso con la sua aureola. Larrain è un ottimo regista che ha già prodotto opere significative (molto buono il suo recente "I Giorni dell'arcobaleno"). In "Neruda" propone un esercizio di stile originale e dimostra buone capacità autoriali, assemblando spezzoni di un noir alla Chandler con scene visivamente sature e sovrabbondanti. L'impasto non mi è parso perfettamnte riuscito, la sensazione è quella di un ibrido dal sapore forte ma non armonico. Tuttavia, è un'opera coraggiosa e innovativa che conferma Larrain come un talento ormai consolidato.
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amgiad
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mercoledì 26 ottobre 2016
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interrogativo
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Compagno, quali comunisti siamo? Alla domanda rivolta nel film a Neruda, Larrain mi sembra aver dato un' amara risposta, quasi irreale. Il poliziotto, vero o presunto, ha una missione molto più concreta e, mentre Neruda si prende gioco di lui (e forse di se) nel suo piccolo orizzonte ci ricordiamo di averlo già conosciuto. Era Javert nei Miserabili e la preda che sfuggiva sempre era Jean Valjean. Nel romanzo, quando lo ragguinge, comprende la natura dell' uomo e pur rispettandola deve compiere il suo dovere perchè solo così è vivo. Ma quando viene meno al suo compimento in quello stesso momento per il suo ruolo resta solo la morte. Agli altri l' oblio che col tempo farà dimenticare anche Neruda e il comunismo.
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maumauroma
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sabato 22 ottobre 2016
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neruda
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Quel birbante di Pablo Neruda! Che nel 1948 in Cile riusci' a sfuggire all'arresto decretato dal primo ministro Gabriel Videla su pressione degli Stati Uniti in quanto di tendenze filo comuniste, facendosi beffe del poliziotto Oscar Peluchonneau, messogli alle calcagna dal governo, e che dopo un lungo e avventuroso viaggio tra la cordigliera delle Ande e i vasti territori cileni, riusci' finalmente a lasciare il paese natale e a raggiungere Parigi accolto dall'amico Pablo Picasso. Il film di Larrain rievoca, tra realta' e finzione, quella dura esperienza vissuta dal poeta-senatore, coagulandosi attraverso vari generi cinematografici: noir, poliziesco, dramma, commedia, fino ad un onirico finale western tra sperdute cime innevate.
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Quel birbante di Pablo Neruda! Che nel 1948 in Cile riusci' a sfuggire all'arresto decretato dal primo ministro Gabriel Videla su pressione degli Stati Uniti in quanto di tendenze filo comuniste, facendosi beffe del poliziotto Oscar Peluchonneau, messogli alle calcagna dal governo, e che dopo un lungo e avventuroso viaggio tra la cordigliera delle Ande e i vasti territori cileni, riusci' finalmente a lasciare il paese natale e a raggiungere Parigi accolto dall'amico Pablo Picasso. Il film di Larrain rievoca, tra realta' e finzione, quella dura esperienza vissuta dal poeta-senatore, coagulandosi attraverso vari generi cinematografici: noir, poliziesco, dramma, commedia, fino ad un onirico finale western tra sperdute cime innevate. Neruda e' un'opera ben fatta, ben interpretata e ottimamente diretta, figurativamente notevole e dalla accurata ricostruzione degli ambienti. Pero', forse volutamente, la figura dello scrittore cileno, con la sua supponenza da intellettuale, con le sue convinzioni comuniste da salotto, con il suo modo aulico e retorico di declamare i propri versi, con le sue abitudini a frequentare bordelli di infimo ordine, appare alquanto sgradevole e irritante. Ma, come quasi sempre accade in questi casi, le vite dei grandi artisti non corrispondono in qualita' e valore alle loro opere. Durante il dipanarsi della vicenda si finisce per stare dalla parte del povero sbirro, sempre ben acchittato e impomatato, maltrattato dai suoi superiori, e soggiogato dal fascino, dalla personalita', dal successo della sua preda, il futuro premio Nobel per la letteratura
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emanuele 1968
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lunedì 17 ottobre 2016
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bello
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Bello, anch'io ho percepito poesia. E dagli anni 80 che non vedevo il cinema cosi pieno, over 50, bel clima.
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kimkiduk
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domenica 16 ottobre 2016
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bello da non capirlo
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Veramente un film bellissimo. Intenso, poetico, schietto e allo stesso tempo complicato dalla prima scena.
Neruda raccontato nel momento del suo esilio forzato da parlamentare. Neruda raccontato nel suo modo di essere, nella sua colpevole borghesia, nella sua splendida genialità. Un uomo sicuramente particolare importante per il Cile. Traspare da tutto che per il suo paese è stato ed è anche adesso un'icona, un esempio, un ricordo immortale. Lo dice Larrrain facendogli dominare il film anche nei momento in cui è preda, ricercato dal poliziotto "onirico". Ma proprio questa probabile finzione, questo personaggio inventato da Larrain o forse chissà da Neruda, mi rende misterioso il film.
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Veramente un film bellissimo. Intenso, poetico, schietto e allo stesso tempo complicato dalla prima scena.
Neruda raccontato nel momento del suo esilio forzato da parlamentare. Neruda raccontato nel suo modo di essere, nella sua colpevole borghesia, nella sua splendida genialità. Un uomo sicuramente particolare importante per il Cile. Traspare da tutto che per il suo paese è stato ed è anche adesso un'icona, un esempio, un ricordo immortale. Lo dice Larrrain facendogli dominare il film anche nei momento in cui è preda, ricercato dal poliziotto "onirico". Ma proprio questa probabile finzione, questo personaggio inventato da Larrain o forse chissà da Neruda, mi rende misterioso il film.
Il poliziotto è Neruda stesso? E' un simbolo del Cile e delle sue storiche contrarietà politiche?
La sinistra colpevole che ha votato (Neruda stesso) Videla.
La parola Comunismo e Comunista visto come una parola lontana, pericolosa, quasi sporca e dimenticata. L'essere comunista che appare come uno sbaglio della storia. E lo dice il popolo stesso in uno splendido passaggio di accusa che Larrain fa a Neruda. Prima facendolo parlare quasi amichevolmente con chi era nemico pubblico, poi discutendo con una popolana innamorata di lui come personaggio, ma che capisce che anche i comunisti non erano tutti uguali.
Un film perfetto nella regia, perfetto nella sceneggiatura, perfetto nella fotografia e nelle musiche.
Tanto bello forse da dargli 1 perchè non ho capito bene la figura del poliziotto "onirico", ma proprio anche per questo da 8.
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[+] javert è vivo
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flavio1234
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domenica 16 ottobre 2016
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un film "particolare"
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Tra realismo e surrealismo: è un film che non lascia indifferenti, alternando momenti geniali ad altri più banali o forzatamente barocchi ( i momenti delle orge...). Non so fino a che punto Neruda fosse veramente così, ma il regista ha costruito un personaggio che colpisce e assume un fascino particolare. Non stona, anzi stranamente è accattivante la voce fuori campo del poliziotto, il secondo protagonista, lacerato tra desiderio di fermare Pablo e una forma sempre meno latente di ammirazione. Non un capolavoro, ma un film.
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super2davide
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domenica 16 ottobre 2016
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bello
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Neruda è un film intenso e poetico, una storia potente e sofisticata, un'opera forte e incisiva, un quadro pieno di dettagli, una perfetta armonia di immagini e suoni. Neruda è tutto questo e molto di più. È Arte con la A maiuscola.
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robroma66
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domenica 16 ottobre 2016
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magistrale e epico
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1948. Il governo di Gabriel Gonzalez Videla mette fuori legge il comunismo e fa diventare Pablo Neruda -poeta e senatore- un ricercato.
Pablo preferisce la fuga e l'esilio al carcere. L'ispettore di polizia Oscar Peluchonneau gli dà la caccia e il poeta inizia a sfidarlo, disseminando la sua fuga di indizi e innescando "il doppio" ovvero la sovrapposizione tra i due.
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1948. Il governo di Gabriel Gonzalez Videla mette fuori legge il comunismo e fa diventare Pablo Neruda -poeta e senatore- un ricercato.
Pablo preferisce la fuga e l'esilio al carcere. L'ispettore di polizia Oscar Peluchonneau gli dà la caccia e il poeta inizia a sfidarlo, disseminando la sua fuga di indizi e innescando "il doppio" ovvero la sovrapposizione tra i due.
Un film magistrale, originalissimo, toccante, epico, pieno di sfumature e di grandi temi. Non ha intenti storiografici e contamina diversi generi: detective story, commedia, western. Neruda ha il carisma del gigante depravato; il poliziotto è uno sfigato elegiaco cui la vita non ha mai sorriso, "un po' violento un po' coglione". Le interpretazioni sono superbe e c'è anche l'attore feticcio di Larraìn, Alfredo Castro, nel ruolo di Videla.
Non mancate questo film, è un gioiello di rara fattura e lascia il segno.
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miguel angel tarditti
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sabato 15 ottobre 2016
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“puedo escribir los versos más tristes esta noche…
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“Puedo escribir los versos más tristes esta noche…”
NERUDA, film de Pablo Larrain
…”escribir por ejemplo…”
O filmar un film, como ha hecho magistralmente Pablo Larrain. Un film que es un canto a la Libertad del hombre, a su capacidad de libre albedrio, a su legítimo derecho de ser, por ejemplo, si quiere Comunista.
… “La noche esta estrellada y tiritan azules, los astros a lo lejos.”
Y se puede convertir el azul de astros que tiritan, en un final en fascinante blanco eterno como el de los picos nevados de Los Andes argentino-chilenos, por donde el poeta encontrará el sendero al exilio, obligado por la prepotencia del poder de los intolerantes de siempre.
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“Puedo escribir los versos más tristes esta noche…”
NERUDA, film de Pablo Larrain
…”escribir por ejemplo…”
O filmar un film, como ha hecho magistralmente Pablo Larrain. Un film que es un canto a la Libertad del hombre, a su capacidad de libre albedrio, a su legítimo derecho de ser, por ejemplo, si quiere Comunista.
… “La noche esta estrellada y tiritan azules, los astros a lo lejos.”
Y se puede convertir el azul de astros que tiritan, en un final en fascinante blanco eterno como el de los picos nevados de Los Andes argentino-chilenos, por donde el poeta encontrará el sendero al exilio, obligado por la prepotencia del poder de los intolerantes de siempre.
...“Y el viento de la noche gira en el cielo y canta.”
Y el viento, y el cielo, y el azul y el blanco, y los Andes, y el porvenir que se insinúa, serán un verso a la Libertad defendida. El poeta y la geografía serán entonces emblema de una Latinoamérica que grita su libertad, en su geografía y en sus hombres.
...”Y el verso cae al alma como el pasto al rocío.”
El rocío alimenta al pasto y la Libertad alimenta al alma del hombre. Y eso nos queda después de ver este bello film, donde la magnífica fotografía, se da la mano con el brillante trabajo de la dirección, y con el esplendido trabajo del protagonista, el chileno Luis Gnecco.
Y no habrá versos tristes esta noche, porque el Arte vence aquí el infierno de la muerte. Al menos así sentimos que algunas negras realidades, sucumben por la magia de la creación. Y porque no, por efecto del Amor, como dice Neruda:
…“En las noches como ésta la tuve entre mis brazos. La besé tantas veces bajo el cielo infinito.”
michelangelotarditti@gmail.com
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[+] "un verso a la libertad defendida"
(di misesjunior)
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lbavassano
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sabato 15 ottobre 2016
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genialmente intelletualistico
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Ricalcato, ironicamente ricalcato, sui modelli del poliziesco americano degli anni '50 (fotografia, stile narrativo, utilizzo della voce fuori campo), ribalta immediatamente i ruoli fra il buono e il cattivo, ma è solo il preludio ad un gioco ancor più sottile, forse anche troppo sottile. Volutamente caotico, mescola con grande libertà ed efficacia alto e basso, ciarpame e sublime, istrionismo e capacità di seduzione, ottimamente assecondato dalla fisicità dell'interprete. Splendida la colonna sonora, autentico controcanto romanticamente tragico. Troppo compiaciutamente intellettualistico però, per i miei gusti, pirandelliano nel vertiginoso, ambiguo scambio delle parti fra narrato e narratore.
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