Immagini di repertorio, tratte da cineteche pubbliche e private, delle periferie romane o girate nei vicoli napoletani alla ricerca disperata di quel mitico popolo, di cui oramai non c’è più traccia, ultimo residuo della civiltà contadina non ancora fagocitato dalle ciminiere e destinato ad infoltire le fila di quel sottoproletariato urbano fonte di inesauribile ispirazione, di innamoramento e di esiziale dolore per il poeta, stralci di interviste a P.P.P., di filmini amatoriali degli anni ’60, con pezzi di memoria di famiglie qualsiasi, quando la vacanza al mare era un sogno a occhi aperti, che diventano icona di un’epoca perduta per sempre, animazioni illustrative dell’ultimo progetto mai realizzato dal regista, il suo porno teo kolossal che avrebbe visto protagonisti Eduardo e Ninetto Davoli, la voce narrante di Toni Servillo che parla per il poeta, citando dagli scritti scelti dalle sue opere, raccolte di poesie e saggi; tutto concorre armonicamente e con le musiche originali composte per il film, alla produzione di un docufilm che è qualcosa in più di un semplice documentario.
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Immagini di repertorio, tratte da cineteche pubbliche e private, delle periferie romane o girate nei vicoli napoletani alla ricerca disperata di quel mitico popolo, di cui oramai non c’è più traccia, ultimo residuo della civiltà contadina non ancora fagocitato dalle ciminiere e destinato ad infoltire le fila di quel sottoproletariato urbano fonte di inesauribile ispirazione, di innamoramento e di esiziale dolore per il poeta, stralci di interviste a P.P.P., di filmini amatoriali degli anni ’60, con pezzi di memoria di famiglie qualsiasi, quando la vacanza al mare era un sogno a occhi aperti, che diventano icona di un’epoca perduta per sempre, animazioni illustrative dell’ultimo progetto mai realizzato dal regista, il suo porno teo kolossal che avrebbe visto protagonisti Eduardo e Ninetto Davoli, la voce narrante di Toni Servillo che parla per il poeta, citando dagli scritti scelti dalle sue opere, raccolte di poesie e saggi; tutto concorre armonicamente e con le musiche originali composte per il film, alla produzione di un docufilm che è qualcosa in più di un semplice documentario.
L’opera è un omaggio intelligente e suggestivo all’ultimo grande intellettuale del novecento italiano che ha profetizzato il nulla esistenziale in cui ci ha precipitato il mondo della tecnica e del commercio globalizzato, sfociato in qualunquismo consumista universale che abbraccia il mondo intero, anche per effetto dell’aberrazione omologante dei mass media, iniziata ai suoi tempi con l’antiquato ormai apparecchio televisivo e proseguita oggi con gli smarthphone e i tablet.
Ceramie Sesti sono gli autori di questo breve ma denso piccolo capolavoro, uno studio appassionato ed acuto, sul Pasolini profeta della nostra epoca, suddiviso in capitoli che ripercorrono l’evoluzione del suo pensiero e della sua arte, fino alla disperazione assoluta, al lucido pessimismo che pervase l’animo del poeta annunciando quasi come un presagio la sua morte.
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