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eugen
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venerdì 17 ottobre 2025
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la mala suerte de llamarse joy
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Deberia ser apotropaico(contra la mala suerte)el nonbre"Joy"(Felcia, Felicidad)pero de verdad... Asi' en"Joys"(De David O.Russell, con Jennifer Lawrence, Rbert De Nito, Bradley Cooper, Isabella Rossellini, 2015)y otoros/as, la muchacha que asi se llama va ser infleiz u de toda menra, tambien si al final gana, muchas vezes va oerder y va hacer ganar quien ni neuta... Si se piensa al grande Jose'Felicianol la suerte no estava siempre de su lado, para no decir de la cancion "Oh, Lucky Man"de Emerson, Lake y Palmer, la suere baila como quiere y es muy dificl(o imposible)hacer de manera que baile como se quiere... La Lawrence y de De Niro estan muy bien en el papel, la perlicula no se puede definir"comedia"si no si propio se quiere, "comedia dramatica", mejor seria simplemente hablar de un"drama"que tiene un final feliz.
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Deberia ser apotropaico(contra la mala suerte)el nonbre"Joy"(Felcia, Felicidad)pero de verdad... Asi' en"Joys"(De David O.Russell, con Jennifer Lawrence, Rbert De Nito, Bradley Cooper, Isabella Rossellini, 2015)y otoros/as, la muchacha que asi se llama va ser infleiz u de toda menra, tambien si al final gana, muchas vezes va oerder y va hacer ganar quien ni neuta... Si se piensa al grande Jose'Felicianol la suerte no estava siempre de su lado, para no decir de la cancion "Oh, Lucky Man"de Emerson, Lake y Palmer, la suere baila como quiere y es muy dificl(o imposible)hacer de manera que baile como se quiere... La Lawrence y de De Niro estan muy bien en el papel, la perlicula no se puede definir"comedia"si no si propio se quiere, "comedia dramatica", mejor seria simplemente hablar de un"drama"que tiene un final feliz.... Eugen
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coatto ungarettiano
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giovedì 18 luglio 2024
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com''è?
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patry58
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venerdì 27 gennaio 2023
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american dream (o incubo?)
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Solita storia vista e rivista che parla del sogno americano. In America basta volerlo per avere successo, basta essere disposti a fare 3-4 lavori, accendere più ipoteche sulla casa, vivere coi creditori alla porta, o senza telefono (come capita ai protagonisti del film) per farcela. Queste storielle melense, e francamente fastidiose, sono la messa cantata del capitalismo, quelle da ole che permettono alla gente comune di fare i salti mortali per andare avanti ma con la speranza che un giorno cambierà. Ma questo modo di pensare ha un'altra faccia, ovvero: se non cambia è colpa tua che non t'impegni abbastanza, che non lotti abbastanza, che non sei abbastanza in gamba.
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Solita storia vista e rivista che parla del sogno americano. In America basta volerlo per avere successo, basta essere disposti a fare 3-4 lavori, accendere più ipoteche sulla casa, vivere coi creditori alla porta, o senza telefono (come capita ai protagonisti del film) per farcela. Queste storielle melense, e francamente fastidiose, sono la messa cantata del capitalismo, quelle da ole che permettono alla gente comune di fare i salti mortali per andare avanti ma con la speranza che un giorno cambierà. Ma questo modo di pensare ha un'altra faccia, ovvero: se non cambia è colpa tua che non t'impegni abbastanza, che non lotti abbastanza, che non sei abbastanza in gamba. E il retro pensiero è se sei povero te lo meriti. Non una critica al capitalismo spinto, alle ingiustizie sociali, ma un inno ai self made men, o women, come in questo caso. Sinceramente l' erican way of life ha un po' stufato e non ci crede più nessuno. Per uno che riesce, milioni soccombono. Felice di essere nata e cresciuta in Italia
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patry58
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venerdì 27 gennaio 2023
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american dream (o incubo?)
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Solita storia vista e rivista che parla del sogno americano. In America basta volerlo per avere successo, basta essere disposti a fare 3-4 lavori, accendere più ipoteche sulla casa, vivere coi creditori alla porta, o senza telefono (come capita ai protagonisti del film) per farcela. Queste storielle melense, e francamente fastidiose, sono la messa cantata del capitalismo, quelle da ole che permettono alla gente comune di fare i salti mortali per andare avanti ma con la speranza che un giorno cambierà. Ma questo modo di pensare ha un'altra faccia, ovvero: se non cambia è colpa tua che non t'impegni abbastanza, che non lotti abbastanza, che non sei abbastanza in gamba.
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Solita storia vista e rivista che parla del sogno americano. In America basta volerlo per avere successo, basta essere disposti a fare 3-4 lavori, accendere più ipoteche sulla casa, vivere coi creditori alla porta, o senza telefono (come capita ai protagonisti del film) per farcela. Queste storielle melense, e francamente fastidiose, sono la messa cantata del capitalismo, quelle da ole che permettono alla gente comune di fare i salti mortali per andare avanti ma con la speranza che un giorno cambierà. Ma questo modo di pensare ha un'altra faccia, ovvero: se non cambia è colpa tua che non t'impegni abbastanza, che non lotti abbastanza, che non sei abbastanza in gamba. E il retro pensiero è se sei povero te lo meriti. Non una critica al capitalismo spinto, alle ingiustizie sociali, ma un inno ai self made men, o women, come in questo caso. Sinceramente l' erican way of life ha un po' stufato e non ci crede più nessuno. Per uno che riesce, milioni soccombono. Felice di essere nata e cresciuta in Italia
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paolp78
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domenica 27 marzo 2022
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self-made woman
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Con l’espressione inglese self-made man, letteralmente uomo che si è fatto da solo, s’intende riferirsi ad una persona il cui successo sociale e professionale è dovuto esclusivamente alla sua forza di volontà e al suo spirito di sacrificio; si tratta di una figura propria della cultura e dell’immaginario collettivo americano, che a proposito di queste persone che hanno avuto successo partendo da umili origini parla anche di sogno americano.
Quest’ottima pellicola biografica di David O. Russell racconta proprio una di queste storie riconducibili all’american dream, stavolta declinata al femminile.
Il regista americano compie un lavoro davvero eccellente, dove il pregio principale sta nell’aver saputo adoperare una narrazione estremamente accattivante ed intelligente, che assicura il successo del film.
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Con l’espressione inglese self-made man, letteralmente uomo che si è fatto da solo, s’intende riferirsi ad una persona il cui successo sociale e professionale è dovuto esclusivamente alla sua forza di volontà e al suo spirito di sacrificio; si tratta di una figura propria della cultura e dell’immaginario collettivo americano, che a proposito di queste persone che hanno avuto successo partendo da umili origini parla anche di sogno americano.
Quest’ottima pellicola biografica di David O. Russell racconta proprio una di queste storie riconducibili all’american dream, stavolta declinata al femminile.
Il regista americano compie un lavoro davvero eccellente, dove il pregio principale sta nell’aver saputo adoperare una narrazione estremamente accattivante ed intelligente, che assicura il successo del film. Russell è bravissimo nel rispettare la prima regola di una buona sceneggiatura, ovvero portare lo spettatore a parteggiare per il protagonista, facendolo appassionare alle proprie sorti. Per ottenere questo risultato Russell sceglie la strada sempre valida di dipingere la protagonista, interpretata dalla bravissima Jennifer Lawrence, come una figura idealizzata, priva di difetti e ciò nonostante sottoposta ad una serie di prove e difficoltà varie, che ne ostacolano la meritata ascesa verso il successo; oltre a ciò il personaggio della Lawrence deve sopportare anche una quantità di ingiuste angherie perpetrate da avversari quantomai odiosi, il tutto con l’effetto di far crescere nel pubblico la smania di assistere al riscatto finale che non deve mai mancare, per la grande soddisfazione di tutti.
Oltre alla già citata Jennifer Lawrence, perfetta nella parte della tenace imprenditrice, del cast fanno parte grandi attori come Robert De Niro e Bradley Cooper, che insieme alla Lawrence compongono un trio che aveva lavorato con Russell in ben altre due precedenti pellicole. Nei ruoli minori, tutti molto accattivanti, troviamo interpreti di grande valore come Virginia Madsen e Diane Ladd, oltre a Isabella Rossellini che mette in scena divertenti duetti in coppia con De Niro.
Si notano divertenti analogie con la storia di Cenerentola, per la presenza di una sorellastra insopportabile, nonché per la dedizione della protagonista verso i lavori domestici.
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venerdì 5 giugno 2020
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grottesco.
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No, commento grottesco che mi vuole convincere che il film sia grottesco ma non ci riesce.
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martedì 30 aprile 2019
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joy non cerca affatto un principe!
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Non è assolutamente vero che Joy "cerca un principe", lo dice lei stessa da bambina all'inizio del film quando mostra le sue creazioni, non è per nulla una sua ambizione! Anzi, già da piccola vuole farsi conoscere per le sue invenzioni, la sua creatività. Se Lei ha capito che il suo scopo è cercare un principe, non ha proprio colto il senso del film, purtroppo.
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renatoc.
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martedì 19 febbraio 2019
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bellissima biografia
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L'America del liberismo e della reaganomics è generosa con chi ha buone intenzioni, carattere, ha buona salute e non si arrende mai davanti alle prime difficoltà, diversa invece con chi pur facendo con estrema serietà il proprio lavoro, ama il "posto sicuro" e la certezza del domani! Questo film è praticamente un'ode a chi mette il proprio lavoro e la propria realizzazione davanti a tutto; famiglia, figli e tutto ciò che comunemente sono valori inestimabili vengono dopo! Infatti, in questo film, sono tutti divorziati, e la protagonista, nonostante l'happy-end, diventa una personalità nel mondo dell'imprenditoria, ma è chiaramente una persona che non lavora per vivere, ma vive per lavorare.
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L'America del liberismo e della reaganomics è generosa con chi ha buone intenzioni, carattere, ha buona salute e non si arrende mai davanti alle prime difficoltà, diversa invece con chi pur facendo con estrema serietà il proprio lavoro, ama il "posto sicuro" e la certezza del domani! Questo film è praticamente un'ode a chi mette il proprio lavoro e la propria realizzazione davanti a tutto; famiglia, figli e tutto ciò che comunemente sono valori inestimabili vengono dopo! Infatti, in questo film, sono tutti divorziati, e la protagonista, nonostante l'happy-end, diventa una personalità nel mondo dell'imprenditoria, ma è chiaramente una persona che non lavora per vivere, ma vive per lavorare. I films hollywoodiani degli anni '50 e '60 la facevano vedere un po' diversamente: l'importante era fare con serietà e dedizione il proprio lavore ed aveva tutti i motivi per vivere felice!
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samanta
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giovedì 24 gennaio 2019
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brava joy !
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Il film è un biopic riferito a un 'impenditrice americana di successo (Joy Mangano) che partendo da una situazione di difficoltà economica creò un impero economico partendo dall'invenzione di un "mocio" di nuovo tipo..
Joy (Jennifer Lawrence) è una ragazza di provincia con alle spalle una famiglia disastrata, vive con la nonna che è l'unica che comprende i suoi sogni e che fa da narratrice della sua storia, con il marito Tony (Edgar Ramirez) da cui ha divorziato e che ospita per carità sel seminterrato con le due figlie ancora piccole e con la madre che vive perennamente guardando la televisione sdraiata nel letto dal padre Rudy (Robert De Niro) che a un certo punto deve ospitare perché mollato dalla nuova moglie, da cui ha avuto una figlia Peggy (Elisabeth Rohm) e che è un piccolo imprenditore sempre in difficoltà.
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Il film è un biopic riferito a un 'impenditrice americana di successo (Joy Mangano) che partendo da una situazione di difficoltà economica creò un impero economico partendo dall'invenzione di un "mocio" di nuovo tipo..
Joy (Jennifer Lawrence) è una ragazza di provincia con alle spalle una famiglia disastrata, vive con la nonna che è l'unica che comprende i suoi sogni e che fa da narratrice della sua storia, con il marito Tony (Edgar Ramirez) da cui ha divorziato e che ospita per carità sel seminterrato con le due figlie ancora piccole e con la madre che vive perennamente guardando la televisione sdraiata nel letto dal padre Rudy (Robert De Niro) che a un certo punto deve ospitare perché mollato dalla nuova moglie, da cui ha avuto una figlia Peggy (Elisabeth Rohm) e che è un piccolo imprenditore sempre in difficoltà. Joy perde il lavoro alla compagnia aerea, ma sfruttando una capacità inventiva che aveva avuto fin da bambina, inventa un tipo di "mocio" per pulire i pavimenti che comporta il non dovere strizzare le frange toccandole con le mani per riporle o metterle nella lavatrice per pulirle, è il "Miracle Mop" di cui saranno venduti milioni di esemplari. Grazie all'incontro con Neil Walker (Bradley Cooper) entra nel mondo delle televendite diventando un asso nel settore oltre che a creare società di design e inventando nuovi strumenti per la casa e la vita quotidiana. Ma il successo si vede solo nel finale in un breve flash forward. Gran parte del film narra gli sforzi e gli insucessi di questa ragazza che sfiora il fallimento per colpa dei cattivi consigli del padre e della sua nuova compagna Trudy (Isabella Rossellini) che aveva finanziato l'inizio dell'attività, nonché del comportamento improvvido della sorellastra, solo l'ex marito le aveva dato buoni consigli, ma lei li aveva disattesi per affetto verso un padre che nella vita si era comportato malamente. Joy però si libera dai pessimi consiglieri e riprende quota mettendo in un angolo un industriale che aveva cercato di rubargli l'invenzione.
David O. Russel Il regista de il lato positivo questa volta non ripete il miracolo, il film è buono ma risente di una sceneggiatura, dello stesso regista, che, a mia avviso, appesantisce il racconto nella parte iniziale del film (in cui ci sono numerosi flash back di Joy bambina e ragazza che si sposa), anche nella direzione degli attori ci sono delle lacune: Jennifer Lawrence recita molto bene, ma avrebbe dovuto limitare Robert De Niro nel suo "gigioneggiare", De Niro è un bravissimo attore ma alcune volte deborda nella recitazione, inoltre utilizza poco un asso come Bradley Cooper in una parte marginale e invece avrebbe dovuto affidargli la parte più importante dell'ex marito, dato che oltretutto Edgar Ramirez recita assai mediocramente, Cooper indubbiamente avrebbe vitalizzato il film.
Il film è un elogio del sogno americano secondo il quale partendo da una situazione di povertà, lavorando sodo puoi diventare ricco e influente, ma a prescindere che uno riesce su centomila che cadono lungo la strada, non vi sembra che i televenditori non siano quelle figure idealizzate, ma degli imbonitori?. Ad esempio Joy racconta un fatto vero: nello strizzare il "mocio" si era ferita alle mani, ma non era più semplice ed economico consigliare di mettersi un paio di guanti di gomma?
In conclusione un film gradevole, una storia interessante e una recitazione super di Jennifer Lawrence, a livello commerciale è stato un flop a fronte di un budget di 60 milioni di $ ha avuto un incasso complessivo di circa 100 milioni di $, il che non permette neppure il rientro di tutte le spese.
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inesperto
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mercoledì 15 febbraio 2017
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dinamiche familiari stucchevoli ed irritanti
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I primi tre quarti d'ora sono pesantucci. Il film comincia ad avere del ritmo dal momento in cui compare Bradley Cooper, anche se non per suo merito, vista la limitata presenza. La Lawrence conferma il suo grande talento, è fantastica e regge il film da sola.
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