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elgatoloco
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sabato 7 agosto 2021
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poe, forse, non è per il cinema...
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"THe Raven"(James MC Teague, sceneggiatura di Ben Linvingston e Hannah Sjakespeare, 2012)è una sorta di collage dei racconti prinicpali di Edgar Allan Poe, ma anche della sua celebre poesia"The Raven", dove i racconti sono, soprattutto, "THe Pit and the Pendukum", "The Black Cat"e vari altri, dove forse tale collage è"resistente"alla grandezza delll'autore stesso(poeta, narratore, critico assolutamente geniale, senz'altro il principale autore della ltettueratura USA dell'Ottocento"Romantico", ma anhce geniale iniziatore sia del racconto gotico, sia di quello di detection , e qui, Hoffmann a parte, ben pochi anche a livello europeo sono minimamente comparabiili con lui sia tout court esponente della cultura letteraria e poetica di ogni tempo.
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"THe Raven"(James MC Teague, sceneggiatura di Ben Linvingston e Hannah Sjakespeare, 2012)è una sorta di collage dei racconti prinicpali di Edgar Allan Poe, ma anche della sua celebre poesia"The Raven", dove i racconti sono, soprattutto, "THe Pit and the Pendukum", "The Black Cat"e vari altri, dove forse tale collage è"resistente"alla grandezza delll'autore stesso(poeta, narratore, critico assolutamente geniale, senz'altro il principale autore della ltettueratura USA dell'Ottocento"Romantico", ma anhce geniale iniziatore sia del racconto gotico, sia di quello di detection , e qui, Hoffmann a parte, ben pochi anche a livello europeo sono minimamente comparabiili con lui sia tout court esponente della cultura letteraria e poetica di ogni tempo. In breve la storia: vengono uccise una donna e la figlia dodicenne, in modo atroce, come poi avviene a un rivale di Poe stesso, dove il grande scrittore, in disgrazia, sembra essere un possibile indiziato, salvo poi rivelarsi completamente alieno dalla vicenda, anzi colpito dalla stessa, in quanto anche la sua fidanzata è tra le vittime del"mostro", risultando almneo scomaprsa.... Decisamente si è' cercato di inquadrare, anche con una sceneggiatura non banale, ma"colta"di imbirgliare POe nelle sue stesse opere, costrunendo un puzzle i cui tasselli sono , appunto, i suoi grandi testi: ma Poe non è Arthur Conan Doyle, non è Agatha Chrstie, non è Edgar Wallace(già in altri temp, leggi anni 1950-1960 alcuni film avevano tentato la"reductio", senza riuscire a realizzarla). . Imbirigliare POe è cosa difficile, anzi quasi certamente impossibile, proprio per la pluralità di letture(polisemia, appuinto)insita nei suoi tesi, dunque una srotia di detetection è riduttiva rispetto alla sua opera. COn tutto cià lo screnneplay rimane un tentativo apprezzabile, anche se solo parazilamente riuscito e John Cusack è comunque un Edgar Allan Poe degno, come lo sono interpreti com e Alice Eve, suo padre il colonnelo Hamilton, Brendan Gleeson, come interprete e vari altri. Se fosse possibile racchiudere la definizione in una frase stereotipata, diremmo "un nobile intento, certo non alieno dall'idea di ricavare un certo introito al botteghino, che però non è se non tangente rispeotto all'opea di Poe". Definziione , appunto, approssimativa, ma credo non del tutto lontana da quanto si poeva e si possa realmente affermare a proposito di questo film. El Gato
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elgatoloco
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mercoledì 12 aprile 2017
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meglio, certo, corman
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Voler comporre una sorta di antologia filmica tratta da Edgar Allan Poe è già una sorta di hùbris(tracotanza); volerlo fare facendo funzionare solo i meccanismi dei suoi racconti e dello straordinario poemetto"THe Raven" è ancora peggio, in quanto manca tutto lo spessore realmente"poetico"che è presente in ogni testo del grande scrittore, anche nei racconti di detection e thriller che recano il nome della"Rue Morgue". Qui, in più,il regista James Mc Teigue ha voluto mettere in scena Edgar Poe come poeta e amante disperato, ma anche come detective che ripercorre, quasi per forza, le trame delle sue creazioni letterarie, dove il"dreaming the dream"diviene parossistico, legato a quanto , per così dire, si trova nelle increspature, sugli orli delle sur creazioni stesse, quasi come"precipitato"in qualche modo da espungere o quantomeno non da tenere in considerazione come prioritario.
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Voler comporre una sorta di antologia filmica tratta da Edgar Allan Poe è già una sorta di hùbris(tracotanza); volerlo fare facendo funzionare solo i meccanismi dei suoi racconti e dello straordinario poemetto"THe Raven" è ancora peggio, in quanto manca tutto lo spessore realmente"poetico"che è presente in ogni testo del grande scrittore, anche nei racconti di detection e thriller che recano il nome della"Rue Morgue". Qui, in più,il regista James Mc Teigue ha voluto mettere in scena Edgar Poe come poeta e amante disperato, ma anche come detective che ripercorre, quasi per forza, le trame delle sue creazioni letterarie, dove il"dreaming the dream"diviene parossistico, legato a quanto , per così dire, si trova nelle increspature, sugli orli delle sur creazioni stesse, quasi come"precipitato"in qualche modo da espungere o quantomeno non da tenere in considerazione come prioritario. Una scelta che apparenta"The Raven"(2012)a tanti fi, sui serial killer che dagli anni Novanta in poi hanno percorso la filmografia, arrivando a quanto si vede nei film in programmazione ancora in questi anni(dove"The Cannibal"e la sua "saga"la fanno da padroni, evidentemente). Roger Corman, magari attenendosi(a mod suo)a un racconto o combiandone insieme due, riusciva in qualche modo a far"scorrere"meglio i suoi film poeiani, mentre questo"The Raven", con tutti i mezzi della tecnologia oggi disponibili, rimane una sorta di"meccanismo a orologeria"che in parte sembra attingere qualche nota migliore solo nella tematica dell'amour fou tra Poe e la sua amata, ma anche questo elemento non"scatta"veramente, rimanendo in sottordine o comunque finalizzato alla produzione di senso del puro"thriller", senza l'ambizione di entrare nella dimensione"altra"che è del fantastico, dai miti anitchi a Stephen King, passando per giganti assoluti come Poe e Lovecraft, comunque difficilmente"fi,mabili", proprio anche perché del cinema ci danno almeno inuitizoni(il cinema non esisteva, neppure"in nuce"all'epoca , era già una realtà all'epoca di Lovecraft). Qualche spunto disseminato qua e là(sarebbe d'altronde sciocco negarlo)ma è il meccanismo"giallo"(proprio anche con la copertina-emblema)a schiacciare tutto il resto, divenendo assolutamente"onnivoro". John Cusack, come altrove, se la cava più che egregiamente, ma i limiti(sopra accennati)del film ci sono e sono vistosi, pur nel tentativo che gli autori e il regista spesso inseriscono di citare versi dai"Poems"e soprattuttto-appunto. da"The Raven"-e brani dei racconti che si legano faticosamente alla"trama portante"del film stesso. POe ha vuto alcune degne traspoiszioni filmiche e televisive (ricordo una realizzazione anche di Dario Argento che risale a fine anni Ottanta, forse al 1988), dove alcune viene ad essere un'espressione invero eufemistica, visto che il loro numero è assolutamente limitato a ppchi casi, tra l'altro ormai(la vastità degli archivi, dice qualcuno, ma....)difficlmente reperibili, in vari casi. El Gato
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toty bottalla
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martedì 3 gennaio 2017
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edgar poe vittima di se stesso!
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Alcuni seriali delitti vengono consumati nella Baltimora del 1849 e la trama di tanta efferatezza sembra ispirata dai racconti di Edgar Poe che prima viene interrogato come sospetto e poi collabora alla risoluzione del giallo. Un film ben diretto e ben interpretato, il sistema enigmistico del serial killer inafferrabile che prende e appassiona fra torture e violenze sadiche, l'ambientazione suggestiva e un'ottima fotografia rendono il film piacevole, un lavoro artistico ben fatto. Saluti.
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giordano stefani
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venerdì 6 febbraio 2015
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un corvo spennacchiato per un thriller di maniera
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La buona idea di partenza del film è quella di ipotizzare gli accadimenti degli ultimi giorni di vita e le circostanze della misteriosa morte di Edgar Allan Poe (sulla cui figura non mi soffermerò, immaginando che tutti sappiano chi era), avvenuta a Baltimora nel 1849.
Tale premessa viene declinata in un classico thriller con caccia al sadico assassino, il quale utilizza come “fonte di ispirazione” i racconti dello scrittore e finirà per rapirne l’amata e promessa sposa (nonostante il veto del padre di lei) Emily.
Il poeta si troverà quindi costretto a collaborare con la polizia per salvarla, in quella che dovrebbe essere un’adrenalinica lotta contro il tempo e contro la follia umana.
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La buona idea di partenza del film è quella di ipotizzare gli accadimenti degli ultimi giorni di vita e le circostanze della misteriosa morte di Edgar Allan Poe (sulla cui figura non mi soffermerò, immaginando che tutti sappiano chi era), avvenuta a Baltimora nel 1849.
Tale premessa viene declinata in un classico thriller con caccia al sadico assassino, il quale utilizza come “fonte di ispirazione” i racconti dello scrittore e finirà per rapirne l’amata e promessa sposa (nonostante il veto del padre di lei) Emily.
Il poeta si troverà quindi costretto a collaborare con la polizia per salvarla, in quella che dovrebbe essere un’adrenalinica lotta contro il tempo e contro la follia umana.
Dovrebbe, perché c’è qualcosa che non funziona, e forse più di tante parole, è emblematico ed illuminante il posizionamento nel palinsesto televisivo in cui mi è capitato di vederlo per spiegare i limiti in cui incorre The Raven; in seconda serata dopo Sherlock Holmes: Gioco di ombre.
La visione in successione dei due film ci mostra con disarmante chiarezza che James McTeigue non è Guy Ritchie e che il Poe di un John Cusack sottotono non si avvicina neanche all’interpretazione di Sherlock Holmes di un Robert Downey Jr. in stato di grazia.
L’impietoso confronto evidenzia i difetti della pellicola (la banalità dei dialoghi, il ritmo basso e l’opacità generale della prova corale) e ne sminuisce i maggiori pregi (anche l’ambientazione e lo scenografia, seppur di buon livello e perfettamente integrate nel racconto, pagano dazio).
In definitiva, da vedere solo se appassionati del genere (non manca qualche sporadico passaggio interessante) o dello scrittore americano (anche se il ritratto che ne esce è molto apocrifo).
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giordano stefani
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venerdì 6 febbraio 2015
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un corvo spennacchiato per un thriller di maniera
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La buona idea di partenza del film è quella di ipotizzare gli accadimenti degli ultimi giorni di vita e le circostanze della misteriosa morte di Edgar Allan Poe, avvenuta a Baltimora nel 1849.
Tale premessa viene declinata in un classico thriller con caccia al sadico assassino, il quale utilizza come “fonte di ispirazione” i racconti dello scrittore e finirà per rapirne l’amata e promessa sposa (nonostante il veto del padre di lei) Emily.
Il poeta si troverà quindi costretto a collaborare con la polizia per salvarla, in quella che dovrebbe essere un’adrenalinica lotta contro il tempo e contro la follia umana.
Dovrebbe, perché c’è qualcosa che non funziona, e forse più di tante parole, è emblematico ed illuminante il posizionamento nel palinsesto televisivo in cui mi è capitato di vederlo per spiegare i limiti in cui incorre The Raven; in seconda serata dopo Sherlock Holmes: Gioco di ombre.
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La buona idea di partenza del film è quella di ipotizzare gli accadimenti degli ultimi giorni di vita e le circostanze della misteriosa morte di Edgar Allan Poe, avvenuta a Baltimora nel 1849.
Tale premessa viene declinata in un classico thriller con caccia al sadico assassino, il quale utilizza come “fonte di ispirazione” i racconti dello scrittore e finirà per rapirne l’amata e promessa sposa (nonostante il veto del padre di lei) Emily.
Il poeta si troverà quindi costretto a collaborare con la polizia per salvarla, in quella che dovrebbe essere un’adrenalinica lotta contro il tempo e contro la follia umana.
Dovrebbe, perché c’è qualcosa che non funziona, e forse più di tante parole, è emblematico ed illuminante il posizionamento nel palinsesto televisivo in cui mi è capitato di vederlo per spiegare i limiti in cui incorre The Raven; in seconda serata dopo Sherlock Holmes: Gioco di ombre.
La visione in successione dei due film ci mostra con disarmante chiarezza che James McTeigue non è Guy Ritchie e che il Poe di un John Cusack sottotono non si avvicina neanche all’interpretazione di Sherlock Holmes di un Robert Downey Jr. in stato di grazia.
L’impietoso confronto evidenzia i difetti della pellicola (la banalità dei dialoghi, il ritmo basso e l’opacità generale della prova corale) e ne sminuisce i maggiori pregi (anche l’ambientazione e lo scenografia, seppur di buon livello e perfettamente integrate nel racconto, pagano dazio).
In definitiva, da vedere solo se appassionati del genere (non manca qualche sporadico passaggio interessante) o dello scrittore americano.
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andalea
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mercoledì 13 novembre 2013
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cosi' perfetto da ispirare un assassino...
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Il grande John Cusack interpreta il protgonista, il celebre scrittore ottocentesco Edgar Allan Poe. Il poeta si guadagna da vivere scrivendo racconti e poesie per il giornale di Baltimora. Nella malinconia della vita quotidiana, Poe trova il solo conforto nella scrittura, ma sopratutto nella sua futura sposa, Emily, che e' anche la figlia del capo della polizia della citta', contrario alle nozze dei due amanti. L'artista si trova coinvolto dal detective Fields (Luke Evans) nelle indagini su una serie di omicidi che, in base a quanto scoperto dalla polizia e confermato dallo scrittore, si ispirano ai suoi racconti. C'è pero' qualcosa che non quadra.
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Il grande John Cusack interpreta il protgonista, il celebre scrittore ottocentesco Edgar Allan Poe. Il poeta si guadagna da vivere scrivendo racconti e poesie per il giornale di Baltimora. Nella malinconia della vita quotidiana, Poe trova il solo conforto nella scrittura, ma sopratutto nella sua futura sposa, Emily, che e' anche la figlia del capo della polizia della citta', contrario alle nozze dei due amanti. L'artista si trova coinvolto dal detective Fields (Luke Evans) nelle indagini su una serie di omicidi che, in base a quanto scoperto dalla polizia e confermato dallo scrittore, si ispirano ai suoi racconti. C'è pero' qualcosa che non quadra. Su ogni scena del crimine appare uno strano particolare che non risulta nelle opere di Poe. Messi insieme questi insoliti pezzi rinvenuti sulle vittime, si scopre che sono parti di un messaggio, rivolto proprio al poeta; un messaggio che sconvolge la vita di Edgar, e lo costringe a iniziare una frenetica corsa contro il tempo per salvare ad ogni costo la vita della prossima vittima del serial killer. Cio' che succedera' in seguito andra' oltre ogni vostra aspettativa.
Si riconosce fin da subito la mano del rinomato regista James McTeigue, dalla fotografia tipicamente scura, come dalla cupa e misteriosa atmosfera che sostiene il film e che si sposa perfettamente con la storia stessa. La trama e' spettacolare e la messa in scena e' ancora meglio. Complimenti al vero scrittore Edgar Allan Poe, al regista e a tutto il cast, questo film merita davvero di essere visto...e rivisto!
Saluti da Andalea =)
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viktor von doom
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giovedì 19 settembre 2013
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come prendere poe e renderlo mediocre...
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fare un film su edgar alla poe si è rivelato un pretesto,più o meno apprezzabile,per dare vita a un thriller mistery senza dover spremere troppo le meningi.di fatto l'unica idea originale è stata quella di trasformare lo scrittore maledetto in uno pseudo investigatore protagonista delle sue stesse storie.poe deve risolvere il caso di un misterioso omicida che si nasconde dietro una catena di delitti meticolosamente ispirati dai suoi racconti.idea che purtroppo si rivela mal concepita e assai poco vincente.il film parte dignitosamente finendo poi per rivelare tutte le lacune presenti.non vì è nulla che vada oltre la mediocrità in questo film.
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fare un film su edgar alla poe si è rivelato un pretesto,più o meno apprezzabile,per dare vita a un thriller mistery senza dover spremere troppo le meningi.di fatto l'unica idea originale è stata quella di trasformare lo scrittore maledetto in uno pseudo investigatore protagonista delle sue stesse storie.poe deve risolvere il caso di un misterioso omicida che si nasconde dietro una catena di delitti meticolosamente ispirati dai suoi racconti.idea che purtroppo si rivela mal concepita e assai poco vincente.il film parte dignitosamente finendo poi per rivelare tutte le lacune presenti.non vì è nulla che vada oltre la mediocrità in questo film.gli attori fanno il minimo richiesto,l'atmosfera non è mai tesa,gli scenari sono appena soddisfacenti e non è presente un vero duello di intelletto tra indagatore e omicida.inoltre non viene accuratamente nutrita la voglia di sapere chi e perchè commette tali omicidi.non sono peraltro presenti personaggi capaci,con la loro caratterizzazione e presenza scenica.di ammaliare lo spettatore,anche il finale è blando e ben lontano dal poter stupire.infine,causa ovvie ed imposte esclusioni,il colpevole si capisce molto presto, manco fosse un episodio del tenente colombo.ma mentre nel famoso telefilm ci si rifaceva con omicidi elaborati in modo quasi maniacale,in the raven anche quelli sono piatti ed è appena abbozzata la loro realizzazzione che,per ovvi motivi,è tutto fuorchè originale.insomma,un film che si tiene a galla proprio per il fatto di non aver osato,se non la dove non andava osato,e si accontenta di galleggiare nell'oblio della mediocrità e della dimenticabilità.
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tom vet
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mercoledì 14 agosto 2013
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edgar allan poe, lo scrittore maledetto
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Un buon film e davvero bella l' idea di creare un serial killer che segua in modo pedissequo il suo grande ed ignaro maestro Edgar Allan Poe!
Molto bello anche il tentativo di dare una propria visione di quanto fosse accaduto realmente nella vita dello scrittore, che venne ritrovato delirante per le vie di Baltimora mentre chiamava un certo Reynolds!
Cosi come sono interessanti i richiami che l assassino fa nel finale sui grandi autori del futuro più immediato che prendono spunto da Poe (come Giulio Verne)!!
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dezio
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domenica 30 giugno 2013
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idea sprecata
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Il film "The Raven" parte con la brillante idea di sfruttare il mistero della morte del poeta Edgar Allan Poe e costruirci sopra un giallo/thriller con tanto di assassino che emula i racconti dello scrittore. L'idea di base c'è tutta, peccato che il film si perda in una realizzazione anonima, che non riesce a rievocare l'epoca in cui è ambientato; i momenti di tensione non riescono a mettere l'ansia necessaria, il finale e l'assassino sono decisamente banali. Da promuovere John Cusack che porta sullo schermo un eccentrico Poe.
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falsetti mattia
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sabato 13 aprile 2013
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un film che merita l'attenzione del pubblico.
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Personalmente non riesco a capire i vari giudizi negativi su The Raven, l'ho visto già più di una volta ormai e devo dire che è un film notevole, sulle basi del moderno Sherlock Holmes, è un film intrigante che mescola il psicologico e il thriller.
Fin dall'inizio, alla fine del film per quante volte possa vederlo rimango sempre incollato allo schermo e riesce sempre a tenermi sulle spine, sebbene sappia già come vada a finire.
È un film che merita d'esser visto almeno più di una volta per poter giudicare, lo consiglio vivamente.
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