|
dandy
|
lunedì 3 maggio 2021
|
mai perdere di vista il toro.
|
|
|
|
Sulla scia di "The artist",un altro film girato come un prodotto anni '20,senza dialoghi e in bianco e nero.Una stimolante rilettura della celebre fiaba dai toni poetico-grotteschi,che si rifà apertamente a un certo cinema iberico sia passato(Bunuel,Jodorowsky) che odierno(Almodovar,de la Iglesia)e lascia da parte il lieto fine,con un epilogo che sembra guardare a Ferreri.Il risultato,pur fine a se stesso,è affascinante ed appassionante dal punto vista visivo:ottima la fotografia e le musiche,e ben scelto il cast.Forse non è del tutto riuscito come il film di Hazanavicus,ma anche qui si dimostra appieno come un certo cinema del passato possa ancora regalare emozioni.
|
|
|
[+] lascia un commento a dandy »
[ - ] lascia un commento a dandy »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
|
martedì 29 maggio 2018
|
|
premio goya 2013
|
|
|
|
dimenticate questo "piccolo" particolare ma a pensarci bene non dimenticate niente, semplicemente non conoscete il film, si capisce già dalla trama
|
|
|
[+] lascia un commento a »
[ - ] lascia un commento a »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
françois morane
|
lunedì 11 agosto 2014
|
blancanieves, un capolavoro tra le mediocrità
|
|
|
|
Succede che il film di Berger, racconti con una fotografia mozzafiato e una energia fatta di ellissi, di simboli, di volti e gesti di straordinaria eloquenza, non una fiaba ma un archetipo della fanciullezza gettata nel mondo e nel male. Il rimando alla fiaba dei fratelli Grimm vale in questo senso strutturale e in nient'altro. Non solo perché la storia è ambientata nel primo Novecento spagnolo, tra corride, polvere e passioni di Siviglia, ma perché ogni fiaba si frantuma per la sua natura di archetipo in cento, in mille narrazioni. Qui l'espressività di ogni fotogramma combatte insieme all'azione e all'invenzione dei gesti, dei volti. La microstoria della piccola e del suo gallo, vale almeno da sola la maggior parte dei film d'oltreoceano che tengono cartellone e programmazione televisiva 365 giorni all'anno nella colonia europea più genuflessa al made in Usa.
[+]
Succede che il film di Berger, racconti con una fotografia mozzafiato e una energia fatta di ellissi, di simboli, di volti e gesti di straordinaria eloquenza, non una fiaba ma un archetipo della fanciullezza gettata nel mondo e nel male. Il rimando alla fiaba dei fratelli Grimm vale in questo senso strutturale e in nient'altro. Non solo perché la storia è ambientata nel primo Novecento spagnolo, tra corride, polvere e passioni di Siviglia, ma perché ogni fiaba si frantuma per la sua natura di archetipo in cento, in mille narrazioni. Qui l'espressività di ogni fotogramma combatte insieme all'azione e all'invenzione dei gesti, dei volti. La microstoria della piccola e del suo gallo, vale almeno da sola la maggior parte dei film d'oltreoceano che tengono cartellone e programmazione televisiva 365 giorni all'anno nella colonia europea più genuflessa al made in Usa. Per questo forse si leggono recensioni che dovrebbero far vergognare ogni cinefilo. La banalità non è nel ripercorrere i nodi strutturali di una fiaba (come pure ho letto da qualche parte a proposito di questa pellicola), ma nel proporre ossessivamente modi e temi che riciclano piccolezze, meschinità quotidiane od ossessioni risibili per il target dei patiti del thriller. Blancanieves ha il lirismo e l'impatto di una poesia di Garcia Lorca, col suono delle sue nacchere, con la voce tersa di chi sa dire qualcosa in modo nuovo.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a françois morane »
[ - ] lascia un commento a françois morane »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
noia1
|
venerdì 9 maggio 2014
|
banale.
|
|
|
|
Alternativa rivisitazione della famosa favola di Biancaneve.
Se nel duemiladodici si ripropone la famosa storia di certo vale la pena darci un’occhiata; se il film è in bianco e nero poi tutto diventa più interessante e se ci si aggiunge il dettaglio del muto, completamente contrastante con l’andazzo contemporaneo influenzato dall’idea della sceneggiatura brillante, allora non c’è dubbio che ci si deve aspettare per forza qualcosa che lasci il segno.
Questa storia però non ha nulla che possa ispirare un qualche cosa che sfiori anche solo leggermente la novità, è la semplice storia di una bambina e delle sue avventure, sembra quasi di vedere un di quei film per bambini.
[+]
Alternativa rivisitazione della famosa favola di Biancaneve.
Se nel duemiladodici si ripropone la famosa storia di certo vale la pena darci un’occhiata; se il film è in bianco e nero poi tutto diventa più interessante e se ci si aggiunge il dettaglio del muto, completamente contrastante con l’andazzo contemporaneo influenzato dall’idea della sceneggiatura brillante, allora non c’è dubbio che ci si deve aspettare per forza qualcosa che lasci il segno.
Questa storia però non ha nulla che possa ispirare un qualche cosa che sfiori anche solo leggermente la novità, è la semplice storia di una bambina e delle sue avventure, sembra quasi di vedere un di quei film per bambini. È tutto molto banale, la storia non è resa avvincente, già il dettaglio del muto dà una certa difficoltà nel rendere movimentata una storia, se poi ci si sofferma in dettagli che non servono a niente allora il regista se la va a cercare.
Mi aspettavo qualcosa di molto più allucinato, o perlomeno che lasciasse il segno, tutto invece è piatto e banale, reso noioso da intermezzi che sembra servano solo a riempire più che coinvolgere.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a noia1 »
[ - ] lascia un commento a noia1 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
francesco2
|
mercoledì 1 gennaio 2014
|
ampiamente sopravvalutato su internet
|
|
|
|
Finché siamo in buona fede, ognuno argomenta le cose come crede. Ma mi risulta un pò difficile capire certi elogi che ho letto su Internet per questo film.
Non è ingeneroso, prima di tutto, definire la storia un apologo banale se non banalissimo (Prescindendo dal finale, FORSE): in questo folklore ,non andiamo oltre la storia della ragazzina sfortunata in balia di grandi forse più "piccoli " di lei ma che decidono anche per lei, come il personaggio interpretato dalla verdù, una "Cattiva" da feuilleton: neanche i nani aggiungono più di tanto, più che altro mi sembra lascino trapelare -Sic!- l'intenzione di rivisitare questa favola (Ma allora, sarò un pò ostinato, il finale c'azzecca più di tanto?).
[+]
Finché siamo in buona fede, ognuno argomenta le cose come crede. Ma mi risulta un pò difficile capire certi elogi che ho letto su Internet per questo film.
Non è ingeneroso, prima di tutto, definire la storia un apologo banale se non banalissimo (Prescindendo dal finale, FORSE): in questo folklore ,non andiamo oltre la storia della ragazzina sfortunata in balia di grandi forse più "piccoli " di lei ma che decidono anche per lei, come il personaggio interpretato dalla verdù, una "Cattiva" da feuilleton: neanche i nani aggiungono più di tanto, più che altro mi sembra lascino trapelare -Sic!- l'intenzione di rivisitare questa favola (Ma allora, sarò un pò ostinato, il finale c'azzecca più di tanto?). Possono risuiltare, semmai, più simpatiche le scene che senza troppa retorica illustrano la crescita della protagonista, il superamento dei lutti (Troppi, peraltro, di cuia lcuni proprio forzati).
Il resto, però rimanda a quegli omaggi al gotico che il cinema spagnolo ha preso "Di mira" da un decennio circa a a questa parte. Ma anziché "Reinventare" certo cinema hollywoodiano, come hanno fatto l'eccellente "THe Others" o "The Orphanage", Berger sembra interessato ad atmosfere pseudo-misteriose (La casa "Del padre", per esempio, potrebbe essere il topico castello scozzese riadattato) ed a scelte stilistiche discutibili, che non vengono stemperate neanche dal bianco e nero (Per sempio, il disco che smette di suonare quando muore uno dei personaggi).
Se si aggiungono ingenuità nella sceneggiatura, non escludendo in parte gli stessi nani che avolte appaiono pure macchiette, risulta- Mi ripeto- davvero strano che certi ottimi recensori abbiano abboccato a questo omaggio al cinema di una volta.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a francesco2 »
[ - ] lascia un commento a francesco2 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
linus2k
|
giovedì 26 dicembre 2013
|
disturbante ed affascinante
|
|
|
|
Analusia anni 20, un torero di grande fama, Antonio Villalta, rimane gravemente ferito in una corrida e sua moglie, quasi contemporaneamente, muore dando alla luce la loro figlia, Carmen, che viene affidata alla nonna, mentre il padre, ormai paralitico, cade nelle grinfie della perfida Encarna, matrigna crudele, perversa e vanitosa.
Inzia così una serie di travagliate avventure della piccola Carmencita condannata dal fato e dalla crudele matrigna a superare una serie impressionante di disavventure tragiche.
Non c'è certo da immaginarsi la favola disneyana, ma nemmeno le trasposizioni più mature ma sempre patinate viste di recente sul grande schermo.
[+]
Analusia anni 20, un torero di grande fama, Antonio Villalta, rimane gravemente ferito in una corrida e sua moglie, quasi contemporaneamente, muore dando alla luce la loro figlia, Carmen, che viene affidata alla nonna, mentre il padre, ormai paralitico, cade nelle grinfie della perfida Encarna, matrigna crudele, perversa e vanitosa.
Inzia così una serie di travagliate avventure della piccola Carmencita condannata dal fato e dalla crudele matrigna a superare una serie impressionante di disavventure tragiche.
Non c'è certo da immaginarsi la favola disneyana, ma nemmeno le trasposizioni più mature ma sempre patinate viste di recente sul grande schermo.
In questo caso la famosa favola dei Grimm prende davvero nuova forma, declinata in un film muto anni '20 che respira un'atmosfera gotica ed oscura, ma dal sapore nettamente spagnolo.
La storia si cala nella società andalusa, ne riflette cultura e visione della realtà: la corrida, la musica, le persone, e tutto è più che reale.
Malattia, morte, sesso: tutto in questo caso ha una corporeità netta e decisa, spesso persino disturbante. Anche i 7 nani (che in realtà sono 6) sono veri nani da spettacoli comici ambulanti, caratterizzati da debolezze e piccolezze morali.
In tutto questo emerge la figura di Encarna, bellissima e crudele matrigna, impersonificata da una meravigliosa Maribel Verdú, che si destreggia tra giochi erotici sadomaso e aspirazioni di fama da grandi copertine ed una volta ritrovatasi a dover occuparsi, suo malgrado, della piccola Carmencita, mostrerà fino a che grado di crudele violenza sa arrivare.
Dopo il grande successo di "The Artist", "Blancanieves" mostra ancora una volta come il film muto rimanga un genere non morto e sicuramente utile nel raccontare storie dall'atmosfera antica.
Personalmente devo ammettere che trovo l'esperienza spagnola nettamente più convincente di quella francese (nonostante il trionfo del secondo agli Oscar e il completo snobismo verso questo film da parte dell'Accademy). Se "The Artist" a mio avviso si trasforma presto in un mirabile esercizio di stile per imitare film passati hollywoodiani, "Blancanieves" è dotato di una propria personalità estetica e narrativa che lo rende realmente riconoscibile ed originale.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a linus2k »
[ - ] lascia un commento a linus2k »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
pressa catozzo
|
martedì 5 novembre 2013
|
favolafavolosa
|
|
|
|
Che piacere vedere del buon cinema. Non incasserà migliaia di euro ma chisseneimporta. Una favola come quando ero bambino...E POI?
W IL CINEMA SEMPRE E QUANDO E' DI QUALITA' ANCORA DI PIU'
|
|
|
[+] lascia un commento a pressa catozzo »
[ - ] lascia un commento a pressa catozzo »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
betty levi
|
lunedì 28 ottobre 2013
|
the artist e l'ultimo sogno di howard costello!
|
|
|
|
Sono sempre stata attratta dal cinema muto. Credo che sia una forma espressiva molto poetica. Per tanti anni della mia vita di cinefila ho visto e rivisto i film di Chaplin per trarre quel tipo di emozioni dal cinema muto. Tutto ciò finché nel 2012 ho visto The Artist di Michel Hazanavicius ed il piccolo capolavoro L'ultimo sogno di Howard Costello di Michele Diomà. Blancanieves dello spagnolo Berger ne sgue la scia e conferma che anche nel XXI secolo il cinema muto è più vivo che mai.
|
|
|
[+] lascia un commento a betty levi »
[ - ] lascia un commento a betty levi »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
kronos
|
lunedì 29 aprile 2013
|
bello ma schematico
|
|
|
|
Sull'onda del successo di "The artist" sta nascendo la moda del cinema retrò: diventerà un'abitudine?
In quest'esperimento spagnolo si ha la sensazione che l'estetica da cinema muto sia ricreata con meno attenzione rispetto al film di Hazanavicius, ma comunque i valori produttivi sono eccellenti.
Funzionano ed emozionano in particolar modo tutte le sequenze ambientate nelle arene, vale a dire i segmenti autenticamente iberici dell'opera. Mi pare invece meno convincente la scelta di ricalcare a tutti i costi la favola omonima dei fratelli Grimm.
Nelle parti più esplicitamente 'fiabesche' si avverte una sensazione di schematismo e quasi-gratuità che abbassa la soglia d'attenzione.
[+]
Sull'onda del successo di "The artist" sta nascendo la moda del cinema retrò: diventerà un'abitudine?
In quest'esperimento spagnolo si ha la sensazione che l'estetica da cinema muto sia ricreata con meno attenzione rispetto al film di Hazanavicius, ma comunque i valori produttivi sono eccellenti.
Funzionano ed emozionano in particolar modo tutte le sequenze ambientate nelle arene, vale a dire i segmenti autenticamente iberici dell'opera. Mi pare invece meno convincente la scelta di ricalcare a tutti i costi la favola omonima dei fratelli Grimm.
Nelle parti più esplicitamente 'fiabesche' si avverte una sensazione di schematismo e quasi-gratuità che abbassa la soglia d'attenzione. Maribel Verdù è bella e altera al punto giusto per essere una strega appropriata, ma già dopo poche sequenze sembra forzata.
Con uno script meno programmatico poteva essere un capolavoro, è comunque un bel film.
[-]
[+] muto
(di pressa catozzo)
[ - ] muto
|
|
|
[+] lascia un commento a kronos »
[ - ] lascia un commento a kronos »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
epidemic
|
giovedì 21 marzo 2013
|
senza parole
|
|
|
|
Una buona fotografia, una favola nera ben riadattata, dei primi piani incisivi e una Maribel Verdù dominatrice in tutti i sensi....decisamente da vedere
|
|
|
[+] lascia un commento a epidemic »
[ - ] lascia un commento a epidemic »
|
|
d'accordo? |
|
|
|