E ora dove andiamo?

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Un film di Nadine Labaki. Con Nadine Labaki, Claude Baz Moussawbaa, Layla Hakim, Yvonne Maalouf, Antoinette Noufaily, Petra Saghbini, Ali Haidar, Kevin Abboud, Mostafa Al Sakka, Julien Farhat, Anjo Rihane, Samir Awad, Ziad Abou Absi Titolo originale Et maintenant, on va où?. Drammatico, durata 110 min. - Francia, Libano, Egitto, Italia 2011. - Eagle Pictures uscita venerdì 20 gennaio 2012. MYMONETRO E ora dove andiamo? * * * - - valutazione media: 3,36 su 37 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
shingo tamai venerdì 31 marzo 2017
i tre messaggi Valutazione 3 stelle su cinque
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Bella e brava Nadine Labaki.
Ottima l'ambientazione,buone le musiche e i costumi per un film sulla guerra tutto al femminile.
Nonostante una sceneggiatura che non sempre è a livelli strepitosi e qualche tocco in stile musical non troppo indovinato,credo che ci siano almeno tre Messaggi che valgono da soli il prezzo del biglietto. 
Il primo è che la guerra è una delle cose più insensate e dannose che possano avvenire.
Il secondo è che fosse per l'intelligenza femminile non ce ne sarebbero proprio.
Il terzo è che gioie e dolori appartengono a tutti i tipi di individui, di qualunque religione,portando all'ovvia ,ma non scontata conclusione,che su questa terra siamo tutti uguali. [+]

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sergio dal maso domenica 28 giugno 2015
e ora dove andiamo? Valutazione 5 stelle su cinque
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“La storia che sto per raccontare la offrirò a chi la vuole ascoltare, su gente che digiuna che in preghiera si raduna, la storia di un villaggio isolato dalle mine circondato solo, tra cielo e terra sperduto nella guerra,
due gruppi dal cuore straziato sotto un cielo infuocato, con le mani che il sangue abbruna,  in nome della croce o della mezzaluna …..è una lunga storia di ombre scure senza gloria senza, stelle scintillanti né fiori sfavillanti con occhi di cenere e lacrime cerchiati,  le donne per proteggere i loro amati … di coraggio si sono corazzate”
 
Questi versi evocativi e malinconici narrati dalla voce fuori campo e uno struggente canto arabo accompagnano un corteo di donne vestite di nero. [+]

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gabriella mercoledì 10 aprile 2013
donne oltre Valutazione 3 stelle su cinque
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In “Volver” la scena iniziale vedeva un gruppo di donne intente a pulire le lapidi dei loro cari, mentre un vento dispettoso vanificava il lavoro svolto, cosicchè le protagoniste dovevano ricominciare il lavoro, e nel film della Labaki, un gruppo di donne cammina unito sotto il sole cocente fino al cimitero, e si dividono solo all’entrata, musulmane e cristiane, ma accumunate dallo stesso dolore, Sono madri, mogli,sorelle, che piangono mariti, figli, fratelli, uccisi da una guerra assurda e ingiustificata, frutto di un’intolleranza ottusa e insensata degli uomini del villaggio libanese dove sembra non possa coesistere una reciproca rispettabilità. L’intuizione e la caparbietà femminile hanno il potere d’inventarsi l’impossibile, per questo il film si muove abilmente tra commedia, dramma e musical , perché è la capacità stessa delle donne a immedesimarsi e calarsi in qualsiasi situazione , in un perfetto esercizio di equilibrio e abilità . [+]

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luis23 venerdì 5 aprile 2013
l'irrazionalità delle donne : una "virtù".. Valutazione 4 stelle su cinque
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Forse la chiave per interpretare il film è tutta  nella scena più struggente, forse.
In un villagio muore un ragazzo colpito accidentalmente da una pallottola vagante e la causa è l'intolleranza religiosa.. cosa c'è di meglio dell'intolleranza religiosa per morire?  Le religioni possono essere un mezzo per detenere ed esercitare il "potere" . Invece che portare la vita possono essere messaggere di morte . Ma non è questo il tema del film. Tema del film è la capacità di volontà  delle donne di superare e rimuovere "qualsiasi" ostacolo alla realizzazione del loro ideale che, nella storia di questo film, è la pace. [+]

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maria f. martedì 15 gennaio 2013
evviva i buoni film! Valutazione 3 stelle su cinque
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Un’intuizione strepitosa quella di miscelare nel film tante situazioni, ora drammatiche, un po’ grottesche e infilarci, perché no, anche alcuni momenti musicali, che a dir il vero mi sono apparsi molto ben riusciti, per le melodie, per i canti suadenti che ci hanno dato l’opportunità di ascoltare i suoni di un’altra lingua con fonemi molto carezzevoli, e infine i sottotitoli della parte cantata ci hanno restituito il significato intenso e tenero che i due innamorati avrebbero desiderato gridare al mondo.
Noi donne abbiamo sempre una marcia in più, e questo film lo dimostra nella sua semplicità e quotidianità.
Non avremmo il tempo di condurre operazioni belliche noi, abbiamo altro da fare, noi!
I nostri compiti, sia se si tratta di musulmane, cristiane o appartenenti ad altre religioni sono infiniti, passiamo la vita dal fare da balie a badanti, siamo le creature più democratiche, pronte ad ascoltare, a consolare, ad aiutare, siamo pratiche ed essenziali ma anche altruiste e generose con tutti, nel nostro vocabolario esiste il noi, l’individualismo non ci appartiene. [+]

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kondor17 venerdì 13 luglio 2012
decisamente inferiore al caramel Valutazione 2 stelle su cinque
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Caramel me lo sono visto e rivisto.
Qui ci siamo addormentati in tre, per due sere di fila. Per guardare la fine, ho atteso poi la mattina, in ufficio. Personalmente, l'ho trovato eccessivamente sdolcinato e a tratti stucchevole, un misto tra musical, film drammatico e melodramma che a tratti sconcerta e (a me) decisamente stufa.
Sabine Labaki dimostra sempre e comunque la sua buona mano e la capacità interpretativa (oltre ad essere molto bella), ma credo dovrebbe lasciare la sceneggiatura a gente più del mestiere.
Non volermene, Sabine. Ma dirigere e recitare ogni volta, non è poco!
Scrivere, però, è un'altra parrocchia. [+]

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g_andrini giovedì 17 maggio 2012
"femminile" Valutazione 3 stelle su cinque
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E' difficile da giudicare. E' una commedia molto sarcastica, sul potere delle donne sull'animo degli uomini. Le donne sono tutte uguali, hanno tutte un unico scopo, e, a differenza degli uomini, non hanno un partito preso. Personalmente mi sono divertito tantissimo.

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erostrato lunedì 23 aprile 2012
andiamo ad approfondire Valutazione 2 stelle su cinque
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Chi si aspetta un film che ci informi sulle dinamiche dei conflitti religiosi, vada pure a vedersi altro. Chi vuol sorridere ed esorcizzare l'argomento che provoca lutti e drammi in molte parti del mondo, qui troverà pane per i suoi denti. Bella la scena inziale e quella finale, ma durante tutto il film mancano davvero momenti dove lo spettatore possa sfuggire alla commedia brillante a cui si assiste e lo facciano tornare alla cruda realtà. Un punto in meno per il pessimo doppiaggio.

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bernardogentile mercoledì 29 febbraio 2012
aria di danza Valutazione 4 stelle su cinque
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Le religioni riaccendono le guerre. La mente libera delle donne è la premessa per superare gli schematismi del fanatismo religioso. E ora dove andiamo? Al Creatore!!!!!!!

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osteriacinematografo mercoledì 29 febbraio 2012
donne al servizio della pace fra i popoli Valutazione 3 stelle su cinque
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 Il film si apre con la danza funebre e onirica di vedove di fedi diverse che condividono un tragitto dissestato, prima di giungere in prossimità dei due cimiteri in cui sono seppelliti i propri morti: qui i loro percorsi si separano in ossequio ai rispettivi rituali.
La vicenda si svolge in un villaggio sperduto e assolato del Libano, nel bel mezzo di un paesaggio aspro e semi-desertico e di un territorio che nasconde mine inesplose e l’ombra spettrale di conflitti irrisolti.
Nel villaggio vivono due comunità ben distinte: una musulmana, l’altra cristiana. Gli screzi e le baruffe fra gli uomini delle opposte “fazioni” sono all’ordine del giorno, anche per questioni banali, e la situazione pare sempre sull’orlo del precipizio della reciproca intolleranza, nonostante l’azione mitigatrice dell’imam e del prete del paese. [+]

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