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samanta
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lunedì 3 maggio 2021
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una casa da incubo
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E' un film uscito nel 2011 un giallo horror con la regia di Jim Sheridan un regista che si è distinto negli anni '90 per alcuni film di successo almeno di critica (Il mio piede sinistro, In nome del padre, Boxer), ma che la cui vena si è affievolita negli anni del nuovo millennio, il film che recensiamo ebbe un grosso flop commerciale a fronte di un budget rilevante di 50 milioni di $ (incomprensibile se non per i costi delle star impigate) incassò neanche 40 milioni di $.
Will Antenton (Daniel Craig) si congeda dal lavoro in una casa editrice, con un contratto per scrivere un romanzo e raggiunge la casa in provincia sommersa dalla neve dove l'aspetta la moglie Libby (Rachel Weisz) e le 2 piccole figlie (che saranno utilizzate per imitare malamente Shining).
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E' un film uscito nel 2011 un giallo horror con la regia di Jim Sheridan un regista che si è distinto negli anni '90 per alcuni film di successo almeno di critica (Il mio piede sinistro, In nome del padre, Boxer), ma che la cui vena si è affievolita negli anni del nuovo millennio, il film che recensiamo ebbe un grosso flop commerciale a fronte di un budget rilevante di 50 milioni di $ (incomprensibile se non per i costi delle star impigate) incassò neanche 40 milioni di $.
Will Antenton (Daniel Craig) si congeda dal lavoro in una casa editrice, con un contratto per scrivere un romanzo e raggiunge la casa in provincia sommersa dalla neve dove l'aspetta la moglie Libby (Rachel Weisz) e le 2 piccole figlie (che saranno utilizzate per imitare malamente Shining). Nella casa ci sono oscure presenze, nella cantina di nascosto si riuniscono giovani del posto per strani riti, l'uomo scopre che nella casa 5 anni prima era stata uccisa una donna con le 2 figlie, la madre aveva sparato e colpito alla testa il marito Peter Ward. Peter era stato trovato fuori di senno e era stato ricoverato in manicomio poi rilasciato anche perché non c'erano prove della sua colpevolezza. Peter vuole andare a fondo nella vicenda e scopre che lui è Peter Ward e che la moglie Libby e le 2 figlie erano state uccise 5 anni prima e lui nella sua lucida follia la crede ancora viva come le figlie. Mentre tutti lo guardano storto trova comprensione nella vicina di casa Ann (Naomi Watts) che vive sola con il figlio ed è separata dal marito Jack che guarda con odio Peter. [Spoiler] Nel finale si scopre la verità Jack aveva assoldato un killer per uccidere la moglie e riscuotere una polizza assicurativa, ma il killer aveva sbagliato casa (!) e aveva sparato alla moglie e uccisa pure le bambine, la donna ferita aveva sparato al killer in collutazione con Peter che era stato colpito per sbaglio. Jack cerca di eliminare Jack e la moglie sempre con lo stesso killer che uccide per eliminare un teste, e lega la moglie per ucciderla e dare la colpa a Peter ma la manovra non riesce, e Peter libera Ann e con l'aiuto del fantasma di Libby uccide Jack. Peter scriverà un romanzo sullla sua storia
Il film ha ricevuto anche critiche non favorevoli, il regista ha difeso la sua attività accusando la produzione di avere tagliato scene, ma sua volta è stato accusato di disordine delle riprese, certamente un film thriller in cui il trailer rivela il colpo di scena finale è un pò sconcertante. In ogni caso la direzione si rivela carente, Sheridan è stato un regista accurato ma in tutt'altri generi e qui si vede con evidenza che maneggia un soggetto a lui non confacente alle sue capacità artistiche, siamo in presenza di un thiller che è lento e noioso (anche se dura solo 85 minuti), il regista non riesce a districarsi con una sceneggiatura contraddittoria con battute e scene fuori luogo, in ogni caso incomplete come il finale.Quanto agli attori protagonisti le due attrici sono, specie Rachel Weisz, molto brave, anche se l'ottima Naomi Watts appare perplessa come dicesse "cosa ci sto a fare nel set?. Daniel Craig fa quello che può anche se appare completamente fuori parte.
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elgatoloco
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venerdì 29 maggio 2020
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tra psichiatria, criminal thriller e"altro"
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hoFilm abbastanza confuso, tanto da essee stato disconosciuto dal suo autore, il regista Jim Sheridan, "Dream House"(2011)gioca tra disturbo dissociativo della personalità, rimozione dello stesso, disturbo da stress post-traumatico e altro ancora, dove la"dream house"è una sorta di"ghost-house"ma senza fanatasmi... Un uomo ritrova, senza saperlo, la casa dove è avvenuto un terribile delitto, di cui molte persone lo avevano ritenuto responsabile, finché ripercorre il suo passato e quello della casa e della vicenda stessa che lo ha coinvolto. In qualche modo, bisogna pur dirlo, Sheridan ha voluto occhieggiare a"The Shining"ma non è Stanely Kurbrick e non si avvicina al modello, anzi certi"scopiazzamenti"non riesconon sopportabili, risultano francamente quasi"intollerabili", sempre che si conosca l'originale(se non è il caso, ovviamente, il discorso non vale).
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hoFilm abbastanza confuso, tanto da essee stato disconosciuto dal suo autore, il regista Jim Sheridan, "Dream House"(2011)gioca tra disturbo dissociativo della personalità, rimozione dello stesso, disturbo da stress post-traumatico e altro ancora, dove la"dream house"è una sorta di"ghost-house"ma senza fanatasmi... Un uomo ritrova, senza saperlo, la casa dove è avvenuto un terribile delitto, di cui molte persone lo avevano ritenuto responsabile, finché ripercorre il suo passato e quello della casa e della vicenda stessa che lo ha coinvolto. In qualche modo, bisogna pur dirlo, Sheridan ha voluto occhieggiare a"The Shining"ma non è Stanely Kurbrick e non si avvicina al modello, anzi certi"scopiazzamenti"non riesconon sopportabili, risultano francamente quasi"intollerabili", sempre che si conosca l'originale(se non è il caso, ovviamente, il discorso non vale). Complice, forse, anche lo scollamento tra soggetto e sceneggiatura(di David Louchka)e lo stesso Sheridan, ma, perché no, anche la personalità attorale di Daniel Craig, che fatalmente identifichiamo con altri ruoli, decisamente distanti da questo, anche un certo trompe-l'-oeil che caratterizza la prima parte del film, con alcune ripetizioni successive, non gioca alla produzione di senso né alla scorrevolezza del film; in altri termini, se si vuole decostruire il plot e il ductus narrativo, ciò va benissimo(anzi merita di essere fatto)ma se ci si muove solo per accenni in questa direzione, senza andare fino in fondo, anzi"ritirando la mano", allora no, le cose rimangono monche e non contribuiscono a un film riuscito, a un film che meriti, anche nella(di per sé lodevole)mescolanza di generi a portare a qualcosa di sensato/magari basandosi sul nonsense, lodveolissimo anch'esso di per sé, purhcé (e qui purtroppo non è il caso)lo si sappia mettere in atto con coraggio ma anche con quella coerenza che può certamente farsi forza dell'"incoerenza"; qui rimaniamo a metà strada tra varie scelte abbolzzate, poi "rimesse in discussione", anzi rimosse e non si sa più bene come valutare l'opera in questione, E' un peccato per gli interpreti: a parte il citato Craig, ormai lontano da James Bond, Rachel Weisz e Naomi Watts, francamente, avrebbero metitato di meglio, rispetto a questo"agglomerato"di sequenze che non sa poi dove indirizzarsi o non indirizzarsi... El Gato
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elgatoloco
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lunedì 14 ottobre 2019
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"dream house", pià che altro"nightmare house"
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Più che "Dream House", questo film del 2011 di Jim Sheridan bisognerebbe chiamarlo"Nightmare House", precisando, però, in via preventiva, che il film è stato sottposto a tagli aggiunte, interpolazioni tali da parte dei produttori per cui sia il reigsta.autore anche della sceneggiatura sia anche gli/le interpreti avevano persino deciso di rinunicare ai relativi nomi nel cast, senza peraltro riusicre poi a realzizare tale proposito. Confuso, in questa forma, il film pesenta le classiche situazioni(trasferimento dalla città alla campagna, ma in una zona"solitaria", con vicini scorbutici con un manicomio criminale vicino),ma tutto in una forma"curiosa", ossia molto diversa dal solito, per cui si addiviene senza problemi al sospetto che non tutto sia così facile come sembra e proprio qui il protagonista scopre(e qui è meglio non anticpiare nulla e sopratutto non tutti)di poter essere stato responsabile di azioni terribili, indipendenti o invece dipendenti dalla sua volontà.
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Più che "Dream House", questo film del 2011 di Jim Sheridan bisognerebbe chiamarlo"Nightmare House", precisando, però, in via preventiva, che il film è stato sottposto a tagli aggiunte, interpolazioni tali da parte dei produttori per cui sia il reigsta.autore anche della sceneggiatura sia anche gli/le interpreti avevano persino deciso di rinunicare ai relativi nomi nel cast, senza peraltro riusicre poi a realzizare tale proposito. Confuso, in questa forma, il film pesenta le classiche situazioni(trasferimento dalla città alla campagna, ma in una zona"solitaria", con vicini scorbutici con un manicomio criminale vicino),ma tutto in una forma"curiosa", ossia molto diversa dal solito, per cui si addiviene senza problemi al sospetto che non tutto sia così facile come sembra e proprio qui il protagonista scopre(e qui è meglio non anticpiare nulla e sopratutto non tutti)di poter essere stato responsabile di azioni terribili, indipendenti o invece dipendenti dalla sua volontà.... Il tutto si attorciglia(l'espressione è forte, ma sostanzialmente rende quanto avviene), dove il damma dello scrittore che racconta e ovviamente si racconta(ciò avviene sempre, in ogni romanzo e in ogni racconto, per non dire della creazione lirico-poetica, che è soggettiva in qualche modo a priori)incespica tra sogno(ma più "nightmare" che"dream", appunto)e presunta realtà, salvo sconfermarsi ulteiormente in un momento successivo.... Siamo ben lontani dal deserto creativo , in realtà fecondissimo, di "Shining"di Steohen King nella geniale trasposizione filmica di Stanley Kubrick.... Karel Weisz e Daniel Craig, ma anche Naomi Watts sembrano realmente essere"piombati"nel film senza alcun paracaduto, nolenti, e analogo discorso vale per gli/le altri/e interpreti, ma probabilmente l'equivoco nasce ab ovo, per un mancato chiarimento con il regista-autore Sheridan, che peraltro, come accennato. è stato egli stesso vittima del tutto...Non è dato sapere se la produzione abbia imposto in qualche modo il"happy end"forzato o se la motivazione sia un'altra, ma certamente il tutto così non funziona e sarebbe opportuna una rivistazione o più prbobilmente il ritorno a quanto Sheridan aveva concepito originariamente e che sembra essere stato completamente snaturato dal film come lo vediamo ora...Ma è difficil,l ovviamente, che ciò possa essere realizzato... El Gato
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minnie
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giovedì 8 giugno 2017
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che confusione...
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Film più pasticciato di questo, non è dato vedere. A parte la bravura di Daniel Craig che più che in una storia di fantasmi, sembra invischiato in una di spionaggio (e val la pena di vederlo, il film, solo per la sua faccia stupita), questa pellicola ricorda molto quella di Amenàbar di dieci anni prima, "I testimoni", con un'altrettanto confusa Nicole Kidman. Ma mentre lì la narrazione si svolge in maniera altrettanto lenta e angosciosa, fino a un complicato esito finale, qui non è credibile che il protagonista, dopo soli cinque anni, non ricordi che cosa gli sia accaduto e la risoluzione finale, con il vicino di casa vero malvagio, come spesso accade, è troppo immediata e sembra più che altro voler mettere fine alla storia che spiegarne davvero il meccanismo.
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Film più pasticciato di questo, non è dato vedere. A parte la bravura di Daniel Craig che più che in una storia di fantasmi, sembra invischiato in una di spionaggio (e val la pena di vederlo, il film, solo per la sua faccia stupita), questa pellicola ricorda molto quella di Amenàbar di dieci anni prima, "I testimoni", con un'altrettanto confusa Nicole Kidman. Ma mentre lì la narrazione si svolge in maniera altrettanto lenta e angosciosa, fino a un complicato esito finale, qui non è credibile che il protagonista, dopo soli cinque anni, non ricordi che cosa gli sia accaduto e la risoluzione finale, con il vicino di casa vero malvagio, come spesso accade, è troppo immediata e sembra più che altro voler mettere fine alla storia che spiegarne davvero il meccanismo. Notevoli le scene nel manicomio, con una regia che filma le stanze e i loro ospiti come un vero incubo.
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blakethorne
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domenica 28 dicembre 2014
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già visto...
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Will Atenten (Daniel Craig) è un uomo di successo che abbandona il proprio lavoro (e la propria casa in città) per trasferirsi in periferia con la famiglia dedicandosi alla stesura del suo ultimo libro. Nonostante un idilliaco inizio fatto di abbracci e caldi momenti famigliari, i nostri protagonisti capiranno di aver acquistato una casa infestata, teatro di un omicidio alcuni anni prima, e che l'attreante vicina di casa (Naomi Watts) nasconde più di quanto voglia far credere. Ma nulla è come sembra. Dream house è un mediocre thriller psicologico perchè nonostante i grandi Craig, Watts e la premio Oscar Rachel Weisz il film scade facilmente nell'ovvio e si conclude in maniera abbastanza scialba e inverosimile.
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Will Atenten (Daniel Craig) è un uomo di successo che abbandona il proprio lavoro (e la propria casa in città) per trasferirsi in periferia con la famiglia dedicandosi alla stesura del suo ultimo libro. Nonostante un idilliaco inizio fatto di abbracci e caldi momenti famigliari, i nostri protagonisti capiranno di aver acquistato una casa infestata, teatro di un omicidio alcuni anni prima, e che l'attreante vicina di casa (Naomi Watts) nasconde più di quanto voglia far credere. Ma nulla è come sembra. Dream house è un mediocre thriller psicologico perchè nonostante i grandi Craig, Watts e la premio Oscar Rachel Weisz il film scade facilmente nell'ovvio e si conclude in maniera abbastanza scialba e inverosimile. Le interpretazioni dei tre sono sottotono e la regia di Jim Sheridan (regista del più che discreto Brothers) non è stata curata alla perfezione come nei suoi precedenti lavori, si dice, a causa di una polemica con la casa di produzione della pellicola. L'unico punto a favore è che galeotto fu il set per i due protagonisti... per il resto, niente di particolarmente eccezionale. Voto 5.
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evildead
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venerdì 19 dicembre 2014
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tempo sprecato...
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tempo sprecato quello impiegato a vedere questo inconcludente film che non porta a nulla;un'inutile ghost story/thriller pieno di incongruenze (su tutte il killer che sbaglia casa!!!). non guardate il trailer : rivela la sorpresina di meta' film ...Naomi Watts sprecata...
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onufrio
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mercoledì 17 dicembre 2014
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tra finzione e realtà
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Lo spettatore segue tranquillamente il film che tiene una linea logica con un pizzico di giusta suspance per l'indagine che il nostro protagonista si appresta a svolgere per capire veramente cosa si cela dietro l'efferato sterminio di una famiglia; poi tutto cambia, il colpo di scena che forse ormai , per chi segue il cinema con piacere ed interesse, qualcuno si sarebbe potuto anche aspettare, e allora? cosa succede? ci vuole un pò prima di riassestarsi ed incastonare tutti i pezzi, il regista dopo aver buttato in aria le carte, riesce, seppur con fatica, a reinquadrare il tutto, così alla fine ogni cosa appare chiara, ogni cosa è al proprio posto.
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ralphscott
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martedì 16 dicembre 2014
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tra ghost movie e noir
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Pur essendo evidentemente discontinuo a livello di sceneggiatura,il film mi ha affascinato e il colpo di scena a mezza via é degno di nota. Il difetto principale trovo sia la mancanza di una fase prodromica ad introdurre con gradualità il dramma dei nuovi inquilini . Sottovalutato. Gran bel finale.
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toty bottalla
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martedì 9 settembre 2014
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thriller dalla trama ben ingarbugliata!
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Senza lasciarsi condizionare dalle diatribe (per usare un'eufemismo) tra produzione, regista e chissà cos'altro, ci si può godere un thriller complicato e interessante dalla trama fantasiosa di una storia tutto sommato credibile al limite del paranormale o se preferite di introspettiva psicologica che dà tono ed importanza all'argomento, la weisz e la watts sono da applausi anche senza recitare, bene daniel craig nel ruolo sdoppiato, buona la fotografia. Saluti.
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ultimoboyscout
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venerdì 21 marzo 2014
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la casa degli omicidi.
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Film controverso che definire brutto non sarebbe onesto e corretto ma che alla fine non lascia nulla di buono e di concreto. E controverso anche perchè tra la produzione e Sheridan ci sono stati numerosi contrasti e dispute. Si parla pur sempre di una pellicola diretta da un autore con un cast di prestigio (Craig e la Weisz si sono innamorati sul set e poi si sono sposati), che si segnala soprattutto per le buone prove attoriali. E' la storia di una famiglia che si trasferisce nella tranquillissima provincia americana ma poco dopo l'arrivo nella nuova casa iniziano a verificarsi strani e sconcertanti avvenimenti e si scopre che in quella stessa casa erano stati commessi gli omicidi di una donna e delle sue figlie.
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Film controverso che definire brutto non sarebbe onesto e corretto ma che alla fine non lascia nulla di buono e di concreto. E controverso anche perchè tra la produzione e Sheridan ci sono stati numerosi contrasti e dispute. Si parla pur sempre di una pellicola diretta da un autore con un cast di prestigio (Craig e la Weisz si sono innamorati sul set e poi si sono sposati), che si segnala soprattutto per le buone prove attoriali. E' la storia di una famiglia che si trasferisce nella tranquillissima provincia americana ma poco dopo l'arrivo nella nuova casa iniziano a verificarsi strani e sconcertanti avvenimenti e si scopre che in quella stessa casa erano stati commessi gli omicidi di una donna e delle sue figlie. Per la sua prima incursione nell'horror, Sheridan confezione una ghost story atipica fatta di visioni, che rimanda a "The others" con qualche sorpresa (per la verità piuttosto annunciata) in agguato. Compaiono spettri, ombre si aggirano con fare minaccioso per la casa ma più che a un horror vero e proprio ci si trova di fronte a un thriller psicologico, in minima parte inquietante che inizia bene ma si sgonfia presto. Infatti la tensione è palpabile solo nella prima parte, scadendo poi nella retorica, nell'incomprensibile e nel banale, non riuscendo mai a raggiungere alcun obiettivo concreto. E' costato 50 milioni di dollari, ne ha incassati meno di 40, quindi si può definire un flop: per le diatribe summenzionate, Sheridan (che come detto è regista capacissimo, autore di film di notevole valore) ha chiesto di essere tolto dai crediti della pellicola perchè la produzione ha cambiato alcuni passaggi del film contro il suo volere. E come si vede il pasticcio è servito!
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