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max
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domenica 15 dicembre 2024
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cosa c''? di peggio?
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Di una fiction italiana fatta male. Che abbia un tema importante. Attenzione spoiler: il pedofilo si tocca l'orecchio. Sente tutto
Va in giro, si guarda intorno, sta fermo di fronte alle scuole e nessuno lo nota. Il pedofilo è invisibile. Tranne che per qualcuno. La psichiatra riflette e analizza. Il commissario e sanguigno perde la pazienza, soffre. I genitori tutte le volte che parlano col bambino gli suona il telefono. I dialoghi non ve li posso anticipare ma.....che meravigliosi voli di incertezza e originalita'. Che intenso scorrere di parole, che ruzzolare di ritmi e tonalità. Che vergogna.
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salvatore scaglia
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sabato 16 marzo 2013
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anima nera o anima libera ?
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La pellicola Animanera affronta il tema scottante e quanto mai attuale della pedofilia.
Mania che colpisce Enrico Russo (Antonio Friello), uomo apparentemente normale, il comune vicino di casa, che non solo adesca ed abusa, ma persino uccide le sue piccole vittime. Sulle sue tracce si pongono un magistrato (Domenico Fortunato), un commissario (Luca Ward) ed una psichiatra (Giada Desideri), che indagano procedendo a tentoni, districandosi tra le garanzie processuali giustamente invocate dal giudice, le iniziative a volte disinvolte del poliziotto e le letture magari fondate, ma un po' snobbate, dell'esperta in psichiatria.
Il film riesce nell'intento di mostrare l'ezio-genesi del disturbo del pedofilo, incapace di rimuovere le perversioni del padre che l'hanno segnato nella fanciullezza, ma per la vita.
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La pellicola Animanera affronta il tema scottante e quanto mai attuale della pedofilia.
Mania che colpisce Enrico Russo (Antonio Friello), uomo apparentemente normale, il comune vicino di casa, che non solo adesca ed abusa, ma persino uccide le sue piccole vittime. Sulle sue tracce si pongono un magistrato (Domenico Fortunato), un commissario (Luca Ward) ed una psichiatra (Giada Desideri), che indagano procedendo a tentoni, districandosi tra le garanzie processuali giustamente invocate dal giudice, le iniziative a volte disinvolte del poliziotto e le letture magari fondate, ma un po' snobbate, dell'esperta in psichiatria.
Il film riesce nell'intento di mostrare l'ezio-genesi del disturbo del pedofilo, incapace di rimuovere le perversioni del padre che l'hanno segnato nella fanciullezza, ma per la vita. Se così è, allora, il pedofilo non può che ripercorrere con altri, le sue vittime, ad infinitum - a meno che qualcuno riesca a fermarlo - ciò che ha subito lui stesso, sospinto da una sorta di coazione a ripetere per cui l'agente è, nel contempo, aguzzino e vittima. Ma l'operazione ancora più importante che fa il film è quella che sottolinea come il dramma della pedofilia non investa solo pochi soggetti (il bambino, i suoi familiari e il criminale), bensì coinvolga la società intera, in una serie assai più ampia di attori: che dire, per esempio, della moglie che sa del vizio del marito e tace a lungo ? Che pensare dei genitori del bambino che, convinti di fare la loro parte con gratificazioni e gesti meramente materiali, in realtà sono per il piccolo psico-affettivamente latitanti ? E che peso dare alla scuola, sulla cui soglia si ferma sempre il bambino ? Non sa o finge di non sapere i problemi reali della piccola persona, che forse considera mero 'scolaro' ?
Alla fine, tra tutte le performances, si segnala quella di Friello, vero protagonista del film, perchè introspettivamente anatomizzato dalla sceneggiatura, da lui ben recitata. La sua uccisione conclusiva è, paradossalmente, prospettata come una liberazione catartica dai mali di cui era stato vittima e che procurava, a sua volta, ai bimbi.
Rimane, tuttavia, a possibile confutazione dell'assunto una domanda: ma davvero chi è vittima di pedofilia è poi così necessitato, quasi deterministicamente, a fare ad altri quel che egli ha dovuto subire ? O può invece recuperarsi, magari con il concorso di coloro che gli vogliono veramente bene e della parte migliore delle istituzioni sociali ?
La domanda non è secondaria. Perchè dalla risposta fornita - ovviamente caso per caso - dipenderà la soluzione al problema se il pedofilo sia realmente colpevole - ossia libero di autodeterminarsi - o meno.
In fondo è il dilemma posto dallo stesso poliziotto ("è una bestia") e dalla stessa psichiatra ("bisogna capire chi è").
Il dilemma, più generale e di sempre, sulle radici profonde della libertà morale di ogni persona umana.
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martino76
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venerdì 20 maggio 2011
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film a due facce
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Il film all'inizio appare alquanto banale: le recitazioni, la sceneggiatura, le musiche, i personaggi, appare tutto troppo superficiale. Si nota molto lo sforzo di voler dipingere la figura del pedofilo deviato, il poliziotto irruento, il capo della polizia tollerante, la moglie del pedofilo rassegnata... Insomma dal punto di vista della recitazione non è un gran chè. Questo però film riesce a farti rimanere attaccato allo schermo, ciò che alla base lega tutto è il lavoro fatto a monte per descrivere l'aspetto psicologico del pedofilo. Nei titoli di coda infatti viene citata la collaborazione di esperti nel settore.
C'è una cosa che non mi va giù... il film è tutto in italiano, ambientato in una qualsiasi città italiana, non lascia indendere nulla dal punto di vista geografico dove è girato il film, ma le 2 figure "cattive" del film parlano in napoletano.
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Il film all'inizio appare alquanto banale: le recitazioni, la sceneggiatura, le musiche, i personaggi, appare tutto troppo superficiale. Si nota molto lo sforzo di voler dipingere la figura del pedofilo deviato, il poliziotto irruento, il capo della polizia tollerante, la moglie del pedofilo rassegnata... Insomma dal punto di vista della recitazione non è un gran chè. Questo però film riesce a farti rimanere attaccato allo schermo, ciò che alla base lega tutto è il lavoro fatto a monte per descrivere l'aspetto psicologico del pedofilo. Nei titoli di coda infatti viene citata la collaborazione di esperti nel settore.
C'è una cosa che non mi va giù... il film è tutto in italiano, ambientato in una qualsiasi città italiana, non lascia indendere nulla dal punto di vista geografico dove è girato il film, ma le 2 figure "cattive" del film parlano in napoletano... perchè????
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massimiliano curzi
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martedì 22 marzo 2011
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opera irrisolta sull'abisso della pedofilia
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Difficile e irrisolta, un'opera che coinvolge un tema così doloroso e socialmente complesso come la pedofilia obbliga pubblico e critica a una lettura altrettanto impegnativa. La sceneggiatura ha i suoi lati pregevoli, la ricostruzione è accurata e spesso estranea a facili moralismi, i personaggi che gravitano intorno all'inquietante figura del protagonista sono delineati anche attraverso le rispettive fragilità e incapacità di reagire a un livello di violenza tanto devastante. Il punto di vista è solo a tratti quello interno al protagonista - al contrario di quanto accade nel solo altro film italiano che di recente tenta, con più modesti risultati, di esporre i nefasti della pedofilia su una coppia di fratelli ormai divenuti adulti (La bestia nel cuore [Cristina Comencini, 2005]) - mentre a tratti lo sguardo diviene quello della vittima in procinto di soccombere al suo aggressore.
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Difficile e irrisolta, un'opera che coinvolge un tema così doloroso e socialmente complesso come la pedofilia obbliga pubblico e critica a una lettura altrettanto impegnativa. La sceneggiatura ha i suoi lati pregevoli, la ricostruzione è accurata e spesso estranea a facili moralismi, i personaggi che gravitano intorno all'inquietante figura del protagonista sono delineati anche attraverso le rispettive fragilità e incapacità di reagire a un livello di violenza tanto devastante. Il punto di vista è solo a tratti quello interno al protagonista - al contrario di quanto accade nel solo altro film italiano che di recente tenta, con più modesti risultati, di esporre i nefasti della pedofilia su una coppia di fratelli ormai divenuti adulti (La bestia nel cuore [Cristina Comencini, 2005]) - mentre a tratti lo sguardo diviene quello della vittima in procinto di soccombere al suo aggressore. Ma l'mpostazione generale è quella del noir, cioè del film d'inchiesta inframmezzato dalla rappresentazioni interne delle pulsioni distruttive del protagonista. Spiace quindi il fatto che il film sprofondi in alcuni stereotipi (il pedofilo che è tale perché a sua volta è stato oggetto di violenze simili durante l'infanzia), soprattutto quando l'epilogo dell'opera va ben oltre la semplice rappresentazione di questo tipo di crimini, culminando adddirittura nell'uccisione delle vittime dei reati sessuali; il che sembra inoltre contraddetto dalle sequenze finali in cui il malsano microcosmo del pedofilo appare invece delineato espressionisticamente, secondo un archetipo di mostruosità che indubbiamente è lecito scegliere se si intende adottare quello specifico punto di vista, sempreché tutto il resto della narrazione precedente gli sia funzionale. Perciò l'esito è quello di un'opera che complessivamente sembra mancare di un punto di vista proprio per il fatto di volerne includere troppi, senza tener conto del contemporaneo sfasamento tematico ed espressivo che quest'opzione inevitabilmente comporta.
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romifran
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mercoledì 3 marzo 2010
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delicato e tremendo...
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Ebbene sì, si può trattare con delicatezza e alle soglie dei confini dell'orrore un tema come la pedofilia e come la mostruosità che invariabilmente ad essa si collega. Inizialmente ho dovuto guardare il film a spezzoni, perchè temevo immagini forti e insostenibili. Poi la recensione di My Movies, mio fedele amico, mi ha permesso di scoprire che nel film non erano presenti scene di violenza esplicite e quindi mi sono rituffata nella visione della splendida opera di Verzillo. Tuttavia, dopo aver ammirato l'interpretazione dei validissimi attori e l'ottima sceneggiatura che mi ha letteralmente travolta, mi è venuto da chiedermi come mai un film così ben fatto abbia avuto così poca visibilità e, di certo, modesti incassi, rispetto a certe opere che ci danno poco lustro e riducono il cinema italiano a commediole volgari e di nessuno spessore.
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Ebbene sì, si può trattare con delicatezza e alle soglie dei confini dell'orrore un tema come la pedofilia e come la mostruosità che invariabilmente ad essa si collega. Inizialmente ho dovuto guardare il film a spezzoni, perchè temevo immagini forti e insostenibili. Poi la recensione di My Movies, mio fedele amico, mi ha permesso di scoprire che nel film non erano presenti scene di violenza esplicite e quindi mi sono rituffata nella visione della splendida opera di Verzillo. Tuttavia, dopo aver ammirato l'interpretazione dei validissimi attori e l'ottima sceneggiatura che mi ha letteralmente travolta, mi è venuto da chiedermi come mai un film così ben fatto abbia avuto così poca visibilità e, di certo, modesti incassi, rispetto a certe opere che ci danno poco lustro e riducono il cinema italiano a commediole volgari e di nessuno spessore.
Forse la distribuzione dovrebbe fidarsi maggiormente del suo pubblico (quello italiano, intendo dire) e diffondere con fiducia opere come questa che, grazie al passaparola, avrebbero potuto diventare un successo al botteghino. Si avverte, dietro le quinte, la mano degli esperti psicologi e psichiatri oggetto di ringraziamenti nei titoli di coda, dal momento che i profili dei personaggi sono assolutamente rigorosi e credibili. Luca Ward, con la sua magnetica voce, incarna alla perfezione il ruolo del commissario disincantato e vittima della sua impotenza di fronte al "mostro". Antonio Friello risulta assolutamente magistrale, nelle sue metamorfosi imprevedibili e devastanti. Ottimo film, da vedere e da ripensare. A lungo. Una piccola obiezione: lo vieterei ai minori di 18 anni, senza alcun dubbio!
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fulvia
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sabato 21 novembre 2009
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assolutamente da non perdere
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Bellissimo questo film!!! L'ho rivisto per la seconda volta, volevo inglobarlo meglio, capirlo di più..fino all'ultima scena. Decisamente il finale poteva essere migliore, ha penalizzato non poco l'intera pellicola, però resta un bellissimo film. Ti squarcia l'anima, ti lascia attonito...ti disintegra dentro...ti fa riflettere, anche se non c'è alcuna scena violenta. Un uomo vittima di abuso da parte di un padre diabolico, finisce col diventare a sua volta carnefice. Non perdete questo film sulla pedofilia, ma guardatelo solo se siete psicologicamente pronti...!
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dony64
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giovedì 15 ottobre 2009
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film.....intenso
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Film drammatico che tratta il tema pedofilia con episodi di omicidi brutali del tipo serial killer, fatti che, a mio parere, in Italia per fortuna sono solo sporadici.Il film anche se un po' lento e' interessante e nel complesso piu' che discreto per il tema trattato.Voto 6+
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august robert fogelbergrota
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giovedì 13 agosto 2009
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un vero pugno nello stomaco ma da vedere
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animanera é un film duro contradistinto d aun relaismo brutale su un fenomeno odioso quello della pedofilia. Il film segue due storei pararealle quella di Enrico Russo Antonio Friello che rapresneta un uomo malato ed abusato e quella dei suo cercatori il comissarrio Masciandaro luca ward che é un vero segugio e delal dottoressa Anna Polito molto bene presnetatat da Giada desideri. un film molto forte pieno di momenti splendidi a tratti poetici che dovrebbe essere per me ancora nelle sale anche per iniziare uan specie di dibattitto sul fenomeno. Consiglio a tutti di vedero
Robert Fogelberg Rota
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luigi
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giovedì 24 aprile 2008
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grande antonio
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Grande Antonio Friello, altro che grande fratello e tv spazzatura.
In bocca al lupo, un amico di Caiazzo, Luigi.
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vasco
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venerdì 15 febbraio 2008
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vergogna
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La cosa che più colpisce che ci tocca vedere nelle sale film del tipo Vacanze di Natale e non vedere questo stupendo film dove si potrebbe ammirare uno splendido Antono Friello
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