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martedì 24 ottobre 2023
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non centra il cuore del messaggio
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Il film racconta in realtà di scelte militari disastrose che portano a una carneficina. È lo scontro tra due mondi: quello occidentale in cui ogni vita (soprattutto dei tuoi) ha un valore assoluto e deve essere salvata a tutti i costi e quello di un paese africano in guerra in cui la vita del singolo ha poco valore ma conta soprattutto quella del clan e del capo che lo rappresenta. Tutto comincia ad andare storto quando un elicottero per evitare un colpo di bazooka in uno scarto repentini fa cadere un soldato che si stava calando con la corda. Secondo l'approcio del generale americano e dei suoi sottoposti che nessuno debba essere abbandonato, nel tentativo di salvare il ferito grave viene abbattuto un elicottero e poi un altro e tutto il convoglio viene dirottato a difesa dei punti di impatto con conseguente carneficina di miliziani (molti) e soldati (meno).
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Il film racconta in realtà di scelte militari disastrose che portano a una carneficina. È lo scontro tra due mondi: quello occidentale in cui ogni vita (soprattutto dei tuoi) ha un valore assoluto e deve essere salvata a tutti i costi e quello di un paese africano in guerra in cui la vita del singolo ha poco valore ma conta soprattutto quella del clan e del capo che lo rappresenta. Tutto comincia ad andare storto quando un elicottero per evitare un colpo di bazooka in uno scarto repentini fa cadere un soldato che si stava calando con la corda. Secondo l'approcio del generale americano e dei suoi sottoposti che nessuno debba essere abbandonato, nel tentativo di salvare il ferito grave viene abbattuto un elicottero e poi un altro e tutto il convoglio viene dirottato a difesa dei punti di impatto con conseguente carneficina di miliziani (molti) e soldati (meno). Se fosse stato abbandonato il primo ferito probabilmente sarebbe stato fatto a pezzi o preso in ostaggio ma sarebbe morto un solo uomo. La battaglia è fatta bene anche se per ogni americano cadono una ventina di somali che si immolano come kamikaze come zombie in un videogioco e questo sembra un po' irrealistico e un po' retorico della superiorità e invincibilità dei meravigliosi uomini in giubba verde. È un film molto retorico che celebra l'abilità militare dei soldati nonostante l'errore dei generali ma stride nella storia la totale accettazione di scelte militari folli che sembrano essere anzi condivise dai soldati tranne in rari casi che portano al sacrificio di molti per salvarne uno senza nemmeno riuscirci
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giomo891
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martedì 20 settembre 2022
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epico e quanto mai realistico. giomo891
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Che Ridley Scott sia un mago nel riprodurre scene epiche, soprattutto con spostamento di masse e scene belliche non è un mistero (Il gladiatore girato l'anno prima-2000), ed anche in questo "quasi documentario" ci riesce benissimo. La pellicola è diventata un cult del genere bellico/eroico e celebrativa del 75.mo Reggimento Rangers e dei militari USA. E' il 3 ottobre 1993. In appoggio alle forze ONU che cercano di mettere fine a una sanguinosa guerra civile in Somalia, il generale Garrison progetta di catturare due luogotenenti di Mohamed Farah Aidid, uno dei signori della guerra, e altri capi del suo clan. L'abbattimento di 2 Black Hawk trasforma l'operazione in una battaglia di salvataggio: 18 (o 19) soldati USA uccisi e 74 (o 73) feriti gravi e un numero imprecisato (1000?) di vittime somale tra cui molti civili.
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Che Ridley Scott sia un mago nel riprodurre scene epiche, soprattutto con spostamento di masse e scene belliche non è un mistero (Il gladiatore girato l'anno prima-2000), ed anche in questo "quasi documentario" ci riesce benissimo. La pellicola è diventata un cult del genere bellico/eroico e celebrativa del 75.mo Reggimento Rangers e dei militari USA. E' il 3 ottobre 1993. In appoggio alle forze ONU che cercano di mettere fine a una sanguinosa guerra civile in Somalia, il generale Garrison progetta di catturare due luogotenenti di Mohamed Farah Aidid, uno dei signori della guerra, e altri capi del suo clan. L'abbattimento di 2 Black Hawk trasforma l'operazione in una battaglia di salvataggio: 18 (o 19) soldati USA uccisi e 74 (o 73) feriti gravi e un numero imprecisato (1000?) di vittime somale tra cui molti civili. Prodotto da Jerry Bruckheimer, scritto da Ken Nolan, basato sul libro Black Hawk Down: A Story of Modern War (1999) del giornalista Mark Bowden, girato in Marocco.
Una scena molto toccante, quella del medico che non accetta di non aver potuto tamponare l'emorragia dell'arteria femorale del compagno.
Particolarmente toccante é anche la scena in cui i ragazzini somali accompagnano sorridenti il gruppo di Ranger che tornano alla base correndo, ma pronti a tornare indietro a recuperare quelli rimasti imbottigliati ("nessuno deve essere abbandonato, wah!").
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rmarci 05
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giovedì 2 maggio 2019
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un film duro e realistico quanto patriottico
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La straordinaria abilità tecnica del regista Ridley Scott (Alien, Il Gladiatore) è messa a disposizione del produttore Jerry Bruckheimer (Top Gun, Pearl Harbor): il risultato è una pellicola il cui obiettivo principale è rappresentare in maniera quanto più realistica si possa fare il caos e la brutalità della guerra in tutte le sue carneficine, attraverso un montaggio frenetico, un sonoro eccellente, una fotografia dai colori caldi come le fiamme causate dalle disastrose esplosioni e delle riprese a spalla delle scene di combattimento assai realistiche e magistrali. Purtroppo il film in alcune scene scade nel solito ed insopportabile patriottismo tipico degli americani, colpa attribuibile non tanto al regista britannico ma al produttore, senza neanche approfondire molto i personaggi.
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La straordinaria abilità tecnica del regista Ridley Scott (Alien, Il Gladiatore) è messa a disposizione del produttore Jerry Bruckheimer (Top Gun, Pearl Harbor): il risultato è una pellicola il cui obiettivo principale è rappresentare in maniera quanto più realistica si possa fare il caos e la brutalità della guerra in tutte le sue carneficine, attraverso un montaggio frenetico, un sonoro eccellente, una fotografia dai colori caldi come le fiamme causate dalle disastrose esplosioni e delle riprese a spalla delle scene di combattimento assai realistiche e magistrali. Purtroppo il film in alcune scene scade nel solito ed insopportabile patriottismo tipico degli americani, colpa attribuibile non tanto al regista britannico ma al produttore, senza neanche approfondire molto i personaggi. Nonostante il ritmo sia altalenante, la pellicola si discosta dalla definizione di "videogame di guerra" per una spiegazione iniziale della guerra che si racconta e per la condizione socio-economica della Somalia nel periodo del conflitto. La colonna sonora di H. Zimmer è notevole. 3 stelle su 5.
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kronos
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giovedì 15 dicembre 2016
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cinema di propaganda
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Film bellico adrenalinico, di alto profilo tecnico, soprattutto in rapporto all'epoca di produzione.
Ma dal regista di "Blade Runner" ci si aspetta, anzi si PRETENDE, quacosa più del solito film di propaganda stelle e strisce.
Certo, apparentemente un soggetto in cui una ventina di bistecconi yankee vengono macellati da un pugno di terzomondiali potrebbe apparire come qualcosa d'innovativo e poco patriottico.
Ma l'apparenza inganna e lo si scopre quasi subito: i combattenti somali diventano la versione terrestre dei mostri proteiformi di "Alien": esseri ostili a prescindere, privi di qualunque attributo umano o psicologico riconoscibile.
Al centro dello schermo eroici e tutti d'un pezzo (beh, alla fine qualche pezzo mancherà) abbiamo i soliti guerrieri americani senza macchia e senza paura, nella realtà esercito invasore, contrapposti al male assoluto e innominabile: i partigiani somali.
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Film bellico adrenalinico, di alto profilo tecnico, soprattutto in rapporto all'epoca di produzione.
Ma dal regista di "Blade Runner" ci si aspetta, anzi si PRETENDE, quacosa più del solito film di propaganda stelle e strisce.
Certo, apparentemente un soggetto in cui una ventina di bistecconi yankee vengono macellati da un pugno di terzomondiali potrebbe apparire come qualcosa d'innovativo e poco patriottico.
Ma l'apparenza inganna e lo si scopre quasi subito: i combattenti somali diventano la versione terrestre dei mostri proteiformi di "Alien": esseri ostili a prescindere, privi di qualunque attributo umano o psicologico riconoscibile.
Al centro dello schermo eroici e tutti d'un pezzo (beh, alla fine qualche pezzo mancherà) abbiamo i soliti guerrieri americani senza macchia e senza paura, nella realtà esercito invasore, contrapposti al male assoluto e innominabile: i partigiani somali...
E come al solito, anche se qualcuno di loro tornerà a casa nel saccone di plastica, si prendono tutta la scena, gli applausi e la commozione. Perlomeno quella del pubblico americano.
Voto al netto di stima e valori tecnici: mezza stellina
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aristoteles
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lunedì 7 marzo 2016
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mogadiscio insanguinata
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Preferisco film di guerra più completi come "Full Metal Jacket" però questo è davvero ben fatto.
Spettacolare e cruento al punto giusto con un cast di altissimo livello e una meravigliosa fotografia.
Nelle strade di Mogadiscio si susseguono azioni spettacolari e combattimenti estremi all'ultimo sangue.
Graficamente deliziose anche le immagini degli elicotteri.
Un intervento militare in apparenza semplice, finisce per diventare un massacro ed i militari americani si adoperano allo stremo in epiche operazioni di salvataggio.
Se amate l'azione pura e l'adrenalina vi piacerà tantissimo,se invece odiate le "americanate" in grande stile rivolgete la vostra attenzione ad altre pellicole.
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Preferisco film di guerra più completi come "Full Metal Jacket" però questo è davvero ben fatto.
Spettacolare e cruento al punto giusto con un cast di altissimo livello e una meravigliosa fotografia.
Nelle strade di Mogadiscio si susseguono azioni spettacolari e combattimenti estremi all'ultimo sangue.
Graficamente deliziose anche le immagini degli elicotteri.
Un intervento militare in apparenza semplice, finisce per diventare un massacro ed i militari americani si adoperano allo stremo in epiche operazioni di salvataggio.
Se amate l'azione pura e l'adrenalina vi piacerà tantissimo,se invece odiate le "americanate" in grande stile rivolgete la vostra attenzione ad altre pellicole.
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eltanker
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venerdì 14 agosto 2015
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il brutto e il "bello" della guerra
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Il film si regge su un ottima ricostruzione storica e sull'immenso talento di Ridley Scott, ma c'è un "ma": alla rappresentazione realistica e cruda della viltà della guerra si contrappone una scarsa caratterizzazione dei protagonisti di cui dimenticheremo ben presto i ruoli. Siamo ben lontani dall'immedesimazione del "rivale" Pearl Harbor (per non scomodare paragoni più pesanti) dove allo spettatore interessava quasi più la storia dei due amici (anche qui Josh Harnett affiancato a Ben Affleck ) che non l'esito degli scontri. Una pecca che poteva essere colmata e rendere questo film un must del genere. Peccato.
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jacopo b98
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giovedì 3 luglio 2014
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un film duro e realistico, ma c'è troppa battaglia
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Il 3 1993, le truppe statunitensi fanno un blitz per catturare il più potente signore della guerra somalo: Mohamed Farrah Aidid. Quella che doveva essere un’operazione rapida, veloce (mezz’oretta), e senza eccessivi spargimenti di sangue, si trasforma, quando due elicotteri Black Hawk vengono colpiti ed abbattuti, in una sanguinosa battaglia per le strade di Mogadiscio. Nella mattinata del 4 ottobre, dopo un pomeriggio e una notte di combattimenti senza tregua, la battaglia avrà fine. La sceneggiatura di Ken Nolan si basa su un romanzo del giornalista Mark Bowden, che era stato in Somalia durante i giorni della tristemente famosa battaglia di Mogadiscio. Scott ha perciò diretto questo war-movie su una delle guerre più sporche e spietate della Storia.
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Il 3 1993, le truppe statunitensi fanno un blitz per catturare il più potente signore della guerra somalo: Mohamed Farrah Aidid. Quella che doveva essere un’operazione rapida, veloce (mezz’oretta), e senza eccessivi spargimenti di sangue, si trasforma, quando due elicotteri Black Hawk vengono colpiti ed abbattuti, in una sanguinosa battaglia per le strade di Mogadiscio. Nella mattinata del 4 ottobre, dopo un pomeriggio e una notte di combattimenti senza tregua, la battaglia avrà fine. La sceneggiatura di Ken Nolan si basa su un romanzo del giornalista Mark Bowden, che era stato in Somalia durante i giorni della tristemente famosa battaglia di Mogadiscio. Scott ha perciò diretto questo war-movie su una delle guerre più sporche e spietate della Storia. Il film ha spaccato la critica, c’è persino chi ha osato definirlo pro-militarista, come anche chi lo acclamato come capolavoro. Sicuramente è l’ennesima riprova (non che ne avessimo bisogno, ormai) che Scott è un genio della messa in scena: le scene di battaglia sono straordinariamente spettacolari, il montaggio di Pietro Scalia è perfetto, come anche la assolata fotografia di Sławomir Idziak. La regia di Scott è straordinaria (e infatti la nomination all’Oscar per la regia è incriticabile), anche se molte scene sfiorano quasi il videogame. Più perplessi lascia invece il film nel suo complesso: è un film lungo di cui, diciamo una buona ora e mezza, è battaglia pura. Davvero un’esagerazione! Per la carità: non che il film sia noioso, Scott punta talmente in alto con la regia, è talmente abile nella messa in scena, che anche la battaglia più lunga della Storia del Cinema riesce ad essere abbastanza interessante per tutta la sua durata. Ma per favore! Tagliare un po’ di materiale era fattibilissimo e si sarebbe così evitata la pura accumulazione che è la battaglia dopo un po’. Per il resto la sceneggiatura di Nolan è di grande precisione documentaristica, certamente un pregio, ma allo stesso tempo l’approfondimento dei personaggi non è molto e i dialoghi sono quel che sono (anche perché in un film in cui un’ora e mezza/due sono solo spari, è difficile inserire dei grandi monologhi). Insomma: Black Hawk Down pecca in equilibrio narrativo e in durata. Ciò non toglie che sia un film coinvolgente, diretto e recitato benissimo. E comunque il realismo della messa in scena di Scott (Scott mette in scena la guerra più vera della guerra vera [Pino Farinotti]) è certamente apprezzabile. A suo modo comunque è un cult.
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nemodave
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domenica 3 novembre 2013
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attore nascosto
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Ma qualcuno si è accorto che c'era anche Val Kilmer?
No eh? :-)
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contrammiraglio
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domenica 28 aprile 2013
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e' difficile fare un buon film di guerra: riuscito
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Ho letto anche il libro, ed anche il tomo è ottimo; unica pecca la sottovalutazione delle perdite somale ma si sa, un pò di politically corect!
E' solo da gustare dalla prima all'ultima scena, fatto moooolto bene e, a detta di chi c'era in quel periodo in quei posti, davvero realistico e veritiero.
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graisano
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venerdì 14 dicembre 2012
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uno scott da genere "bellico" in tono minore.
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Le operazioni belliche americane nella Somalia del 1993 vengono ritrascritte da Scott in un film di stampo cinetelevisivo ma assai monocorde nel presentare soltanto azioni di battaglia, sparatorie, urla di feriti. Il "genere" ha una lunga storia a Hollywood, anche con episodi nobili come ORIZZONTI DI GLORIA di S. Kubrick. Ma anche lo Scott de LE CROCIATE o IL GLADIATORE risultava piu' convincente pur nella veste spettacolare dei film.
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