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samanta
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domenica 18 agosto 2024
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due coniugi nella disperazione
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Uscito nel 1996 è un classico thriller ad alta concentrazione adrenolitica con la regia (e la sceneggiatura) di Jonathan Moskow con un modesto ma diligente curriculum cinematografico (U-571,Terminator 3, Hunter's prayer - in fuga) produttori Dino De Laurentis e la seconda moglie Martha.
Al centro 2 giovani coniugi: Jeff (Kurt Russel) ed Amy Taylor (Kathleen Quinlan) che si trasferiscono da Boston in California, ad una stazione di servizio un tipo equivoco con cui hanno avuto un diverbio monomette i fili elettrici, l'auto si ferma in mezzo alla strada, un TIR di passaggio si ferma e l'autista un uomo dall'apparenza tranquilla Warren (J.T. Walsh) offfre un passaggio fino alla prossima stazione di servizio distante 5 miglia, Jeff accetta per la moglie, lui rimane in strada e trafficando riesce a scoprire il danno e vaalla stazione di servizio ma lì (apparentemente) non hanno visto la moglie e il TIR.
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Uscito nel 1996 è un classico thriller ad alta concentrazione adrenolitica con la regia (e la sceneggiatura) di Jonathan Moskow con un modesto ma diligente curriculum cinematografico (U-571,Terminator 3, Hunter's prayer - in fuga) produttori Dino De Laurentis e la seconda moglie Martha.
Al centro 2 giovani coniugi: Jeff (Kurt Russel) ed Amy Taylor (Kathleen Quinlan) che si trasferiscono da Boston in California, ad una stazione di servizio un tipo equivoco con cui hanno avuto un diverbio monomette i fili elettrici, l'auto si ferma in mezzo alla strada, un TIR di passaggio si ferma e l'autista un uomo dall'apparenza tranquilla Warren (J.T. Walsh) offfre un passaggio fino alla prossima stazione di servizio distante 5 miglia, Jeff accetta per la moglie, lui rimane in strada e trafficando riesce a scoprire il danno e vaalla stazione di servizio ma lì (apparentemente) non hanno visto la moglie e il TIR. Incomincia per il povero Jeff un incubo, la polizia non gli crede e pensa che la moglie sia scappata, comunque mettono la pratica tra i "Missing", tramite un agguato Jeff viene catturato da una banda di criminali se vuole la moglie deve pagare 90.000 $ che ha in banca, in realtà possiede solo 5.000 $ la moglie sperando di ingannare i banditi, aveva inventato tale somma. E' un susseguirsi di colpi di scena, con la finale liberazione della moglie da parte di Jeff e la morte di Warren, preceduta da quella di 3 banditi, che viveva in una casetta medio borghese con la moglie e il figlio e che in un capannone vicino teneva le targhe e la refurtiva dei veicoli catturati i cui proprietari erano stati uccisi.
Il soggetto del film parte da un elemento raccontato in molte pellicole: un uomo o una donna tranquilli (Intrigo internazionale, La gatta con la frusta) o una copia serena di coniugi (L'uomo che sapeva troppo, Ore disperate, L'infernale Quinlan) all'improvviso vengono travolti in intrighi o in situazioni torbide e criminali. Anche se il soggetto è usuale, la vicenda di Breakdown è narrata in modo esemplare, non ci troviamo in presenza di un thriller dozzinale, ma di un film che sul filo della tensione racconta esemplarmente l'avventura di una copia di coniugi felici della nuova destinazione che si trovano invischiati nella tela tessuta dal "ragno" criminale Warren interpretato impeccabilmente con un insieme di bonarietà e di crudeltà da J.T. Walsh (noto catterista e attore, morto giovane: Good Morning papà, Fuoco assassino, Gli intrighi del potere). Eccellentente anche la recitazione di Kurt Russel bravo attore (Fuga da New York, Grosso guaio a Chinatown, Abuso di potere dove anche qui interpreta il marito di una copia felice intrappolata da un poliziotto crimanale), qui è jeff un uomo che da una situazione di relax, passa via via ad uno stato di angoscia e di terrore, Particolarmente efficaci alcune scene: quella in cui Jeff è in banca a ritirare i soldi del riscatto e cerca disperatamente, sapendosi controllato, di avvertire il direttore che non comprende i suoi gesti oppure la scena della fuga idi Jeff in un'auto circondata lateralmente da 2 furgoni e dietro da un camion inquadrata dall'alto (una ripresa simile è presente nel recente Tenet di Nolan). In conclusione un buon thriller, più che discretamente interpretato, con scene di notevole tensione che attraggono e coinvolgono lo spettatore.
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giovanni
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martedì 16 luglio 2024
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peccato il finale!
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Se non fosse per il finale, sarebbe un discreto road-thrlller, abbastanza coinvolgente e adrenalinico. Però la lotta finale, troppo lunga e iperbolica, rompe la tensione che pure era cresciuta costantemente dall'inizio.
Ecco com'è il finale: il cattivo (cattivissimo), lotta ferocemente con il buono (buonissimo). I due lottano all'esterno della cabina di un camion che sta in bilico sul punto di precipitere da un ponte alto almeno cinquanta metri. Dopo alterne vicende il cattivo precipita, va a sbattere sugli scogli e resta immobile, morto (si suppone).
Dasterebbe così, ma all'autore del soggetto non basta e fa precipitare anche il camion proprio sul corpo del cattivo.
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Se non fosse per il finale, sarebbe un discreto road-thrlller, abbastanza coinvolgente e adrenalinico. Però la lotta finale, troppo lunga e iperbolica, rompe la tensione che pure era cresciuta costantemente dall'inizio.
Ecco com'è il finale: il cattivo (cattivissimo), lotta ferocemente con il buono (buonissimo). I due lottano all'esterno della cabina di un camion che sta in bilico sul punto di precipitere da un ponte alto almeno cinquanta metri. Dopo alterne vicende il cattivo precipita, va a sbattere sugli scogli e resta immobile, morto (si suppone).
Dasterebbe così, ma all'autore del soggetto non basta e fa precipitare anche il camion proprio sul corpo del cattivo. Beh! Mi è scappata una risata e mi è nata un'idea: perché non continuare l'incredibile finale facendo ritornare in vita il cattivo che solleva il camion e lo lancia di sopra sul ponte dove il buono e la bella si stanno riposando convinti che il loro drama sia finito?
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felicity
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lunedì 21 agosto 2023
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un b-movie all’antica, nel senso migliore
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In Breakdown – La Trappola l’elemento più importante è la sua esemplare solidità, la sua fattura affidabile che lo rende senza intoppi - anche se nella storia ce ne è più di uno - il suo afflato, da film di una volta, coerente dall’inizio con la tragedia annunciata, alla fine con la tragedia che si conclude senza fronzoli e sorprese, secca come in un buon film da drive-in quarant’anni prima.
E proprio come un B-movie all’antica, nel senso migliore del termine e con la fattura solida che compete alla categoria, ti fa bere tutto e rimanere lì a guardartelo fino alla fine.
E' un semplice thriller d’azione solido, affidabile, ben fatto, ben recitato e senza nessun grillo per la testa.
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f.vassia 81
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mercoledì 22 settembre 2021
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grande intrattenimento
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Thriller on the road che parte da premesse non certo originali ( il contrattempo nel deserto, la sparizione della moglie ), ma che s'incanala subito lungo i binari del coinvolgimento, grazie anche a una regia ben sintonizzata sui canali della tensione. Le sequenze più tumultuose sono escogitate con gran bel senso per la suspense, e dirette da mano estremamente competente; Russell,poi, è l'attore giusto al posto giusto. Uno spettacolo davvero ben confezionato.
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dandy
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mercoledì 31 marzo 2021
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crimini in mezzo al nulla.
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Dopo un paio di direct-to-video,il regista(anche sceneggiatore)recupera in parte atmosfere e situazioni da "The hitcher",col bravo cittadino catapultato in un incubo ad occhi aperti in una remota zona desertica,e costretto tra le altre cose a scontrarsi con l'indifferenza dei suoi rozzi abitanti.La tensione non viene mai meno,e la storia è abillissima a rimescolare le carte in tavola quando ci si aspetta di arrivare al dunque.Verosimile e non poco inquietante l'idea di fondo di una criminalità che agisce indisturbata con metodi da serial killer, sfruttando le autostrade che si perdono nel nulla e scegliendo inconsapevoli vittime forestiere.Robusto anche del punto di vista action:ottima l'ultima sequenza col camion e il furgoncino in bilico sul ponte.
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Dopo un paio di direct-to-video,il regista(anche sceneggiatore)recupera in parte atmosfere e situazioni da "The hitcher",col bravo cittadino catapultato in un incubo ad occhi aperti in una remota zona desertica,e costretto tra le altre cose a scontrarsi con l'indifferenza dei suoi rozzi abitanti.La tensione non viene mai meno,e la storia è abillissima a rimescolare le carte in tavola quando ci si aspetta di arrivare al dunque.Verosimile e non poco inquietante l'idea di fondo di una criminalità che agisce indisturbata con metodi da serial killer, sfruttando le autostrade che si perdono nel nulla e scegliendo inconsapevoli vittime forestiere.Robusto anche del punto di vista action:ottima l'ultima sequenza col camion e il furgoncino in bilico sul ponte.In gran forma Russell,qui agli antipodi di Jena Plissken.Uno dei migliori esempi di cinema di genere anni'90,ormai un lontano ricordo.A dispetto del discreto successo all'uscita,è stato ingiustamente dimenticato.E il regista purtroppo non è riuscito a tornare a livelli simili in seguito...
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elgatoloco
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mercoledì 14 novembre 2018
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breakdown-interessante
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QUesto"Breakdown"di Jonathan Mostow(1997, uno dei primi fim, realizzato come regista dall'autore, anche soggettista e sceneggiatore). Naturalmente, la vicenda, della coppia(forse un po'in crisi)che si trova in panne(apparente)in una zona desertica e che si trova ad essere vittima della violenza e della connivenza degli abitanti del luogo(polizia compresa), può essere letta come un incubo e questa, comunque, mi sembrerebbe essere una lettura legittima, ma si potrebbe anche intendere, consciamente o invece inconsciamente, come una sorta di"messa in scacco"di "Easy Rider"(196)di Dennis Hopper e Peter Fonda, mitico -epico film dell'era hippie. Mi spiego: se là, la tragedia avveniva solo alla fine, per intolleranza(certo i due protagonisti non erano dei"santi", ma nessun motivo valido proteva prevedere una vendetta ingiusitficata di quel tipo.
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QUesto"Breakdown"di Jonathan Mostow(1997, uno dei primi fim, realizzato come regista dall'autore, anche soggettista e sceneggiatore). Naturalmente, la vicenda, della coppia(forse un po'in crisi)che si trova in panne(apparente)in una zona desertica e che si trova ad essere vittima della violenza e della connivenza degli abitanti del luogo(polizia compresa), può essere letta come un incubo e questa, comunque, mi sembrerebbe essere una lettura legittima, ma si potrebbe anche intendere, consciamente o invece inconsciamente, come una sorta di"messa in scacco"di "Easy Rider"(196)di Dennis Hopper e Peter Fonda, mitico -epico film dell'era hippie. Mi spiego: se là, la tragedia avveniva solo alla fine, per intolleranza(certo i due protagonisti non erano dei"santi", ma nessun motivo valido proteva prevedere una vendetta ingiusitficata di quel tipo...), qui fin dall'inizio gli"intrusi"(che non sono né post-hippies nè altro, anzi piuttosto degli"integrati", forse) vengono respinti.rifitutati- ostracizzati, anzi attaccati(la moglie rapita e ferita, poi idem accade al marito)e solo"per il rotto della cuffia"e con l'astuzia i due si salvano fortunosamente, in extremis...Un vero disastro, la loro story, dove solo la conclusione del film porta un po'di speranza... Kurt Russell è interprete valido, Kathleen Quinlan è discreta, ma non eccelsa interprete, sul versante del"vilain" J.T.Walsh è interprete convincente. El Gato
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elgatoloco
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mercoledì 23 novembre 2016
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film eccelso degli anni novanta
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Negli anni dopo gli"Eighties", forse insufficienti sul piano sociale-politico, ma non sul fronte culturale e segnatamente filmico, c'è ben poco, salvo alcune riprese, a fine anni Novanta e inizio 2000, sul versante, soprattutto, metaforico(penso a"The Others", in primis, ma non solo). Ecco allora che questo"Breakdown"(in italiano"La trappola")senz'altro riabilita le sorti di questo cinema dell'"età di mezzo", di transizione, volendo. Attesa continua e spasmodica, suspense continua e non banale, anzi mai banale, per sottolineare e accentuare il concetto, dove l'attesa e la"tensione"sono anche, a loro volta, metafore di una condizione esistenziale sospesa, continuamente in bilico, come in effetti lo è(gli Americani sono sempre molto meno"metafisici"e più"concreti"di noi Europei.
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Negli anni dopo gli"Eighties", forse insufficienti sul piano sociale-politico, ma non sul fronte culturale e segnatamente filmico, c'è ben poco, salvo alcune riprese, a fine anni Novanta e inizio 2000, sul versante, soprattutto, metaforico(penso a"The Others", in primis, ma non solo). Ecco allora che questo"Breakdown"(in italiano"La trappola")senz'altro riabilita le sorti di questo cinema dell'"età di mezzo", di transizione, volendo. Attesa continua e spasmodica, suspense continua e non banale, anzi mai banale, per sottolineare e accentuare il concetto, dove l'attesa e la"tensione"sono anche, a loro volta, metafore di una condizione esistenziale sospesa, continuamente in bilico, come in effetti lo è(gli Americani sono sempre molto meno"metafisici"e più"concreti"di noi Europei...)la condizione psicologica ed esistenziale dei due coniugi che decidono di cambiare vita, trasferendosi altrove, senza aver troppo bene definito dove effettivamente si fermeranno(l'on the road eterno del cittadino statunitense, volendo). So di essere troppo condizionato dal mito"Esay Rider"che, più di un grande film(non ritengo lo sia in assoluto, anzi)credo sia un film assolutamente emblematico di un'epoca, quella degli anni"hippies"(ma non solo), di una condizione sospesa, quella dei brillanti-brucianti(?)Seventies, con tutte le loro contraddizioni. Ecco: ">Breakdown", in forme diversissime, circa trent'anni dopo quel film, ripropone una situazione comparabile, nella totale differenza di tempo e culturale, rispetto a quel"cult movie". Sarà perché l'"immortale"Kurt Russell ci fa rivivere"Escape from New York"del grande Carpenter, almeno in vari momenti, sarà perché l'apparentemente "incolore"Kathleen Quinlan(nomen omen, cfr.un formidabile film di quel"geniaccio"del cinema e dello spettacolo in genere che era Orson Welles...), che in realtà"ha il fuoco dentro"m anche se la si vede molto meno di Russell, sarà perché il regista Moslow muove molto bene tutti i fili, ma credo veramente che qui siamo sopra il livello"medio"dei film dell'epoca, il che, di per sé, è già moltissimo...Un piccolo segno, fortissimo, però, a ben pensarci... El Gato
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onufrio
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martedì 22 novembre 2016
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sorprendentemente positivo
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Ci si aspetta di vedere un classico film sul genere ed invece si rimane positivamente sorpresi. Marito e moglie cambiano città per motivi di lavoro, e durante il viaggio sulla loro bella macchina rischiano di scontrarsi con un pick up di un losco individuo che poco dopo al rifornimento rinfaccierà al protagonista la sfiorata tragedia. Poco dopo l'auto della coppia si ferma, un camionista darà un passaggio alla moglie in modo tale da avvertire i soccorsi, il marito nell'attesa scopre il guasto ma quando arriva al punto d'incontro non trova più la moglie e nessuno parla. L'uomo inizia così per conto suo le indagini alla ricerca della moglie in un clima ostico e poco rassicurante.
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Ci si aspetta di vedere un classico film sul genere ed invece si rimane positivamente sorpresi. Marito e moglie cambiano città per motivi di lavoro, e durante il viaggio sulla loro bella macchina rischiano di scontrarsi con un pick up di un losco individuo che poco dopo al rifornimento rinfaccierà al protagonista la sfiorata tragedia. Poco dopo l'auto della coppia si ferma, un camionista darà un passaggio alla moglie in modo tale da avvertire i soccorsi, il marito nell'attesa scopre il guasto ma quando arriva al punto d'incontro non trova più la moglie e nessuno parla. L'uomo inizia così per conto suo le indagini alla ricerca della moglie in un clima ostico e poco rassicurante.
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elgatoloco
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domenica 2 novembre 2014
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sanamente inquietante
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Alcuni film come alcune opere letterarie e d'arte sono intelligentemente "aperti", cioè lasciano allo spettatore varie possibilità di lettura: è il caso di"Breakdown", dove la soluzione prospettata, dei criminali che si servono dei due ignari(e ricchi, almeno presunti tali ai loro occhi)turisti per mettere in atto i loro piani criminosi forse"vela"qualcosa d'altra, una"realtà"(velo di Maja, però?)diversa, inesplicabile. Ecco come un film che sembra non avere molto( o nulla) in comune con i racconti e i romanzi di Kafka, in realtà, ci porta in una dimensione che invece"kafkiana"tende ad essere o a diventare, almeno in parte.
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Alcuni film come alcune opere letterarie e d'arte sono intelligentemente "aperti", cioè lasciano allo spettatore varie possibilità di lettura: è il caso di"Breakdown", dove la soluzione prospettata, dei criminali che si servono dei due ignari(e ricchi, almeno presunti tali ai loro occhi)turisti per mettere in atto i loro piani criminosi forse"vela"qualcosa d'altra, una"realtà"(velo di Maja, però?)diversa, inesplicabile. Ecco come un film che sembra non avere molto( o nulla) in comune con i racconti e i romanzi di Kafka, in realtà, ci porta in una dimensione che invece"kafkiana"tende ad essere o a diventare, almeno in parte. La regia di Mostow e tutta la costruzione anche tecnica del film vanno nella direzione anzidetta, con notevole intelligenza. Kurt Russell, già indimenticabile"Jena PLuschkin"in uno dei classici di Carpenter è "mille fois"nella parte. El Gato
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[+] che c'entra kafka?
(di criticoso)
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kronos
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giovedì 31 marzo 2011
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adrenalinico
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Il film d'esordio di Jonathan Mostow è un teso, appassionante thriller on the road le cui qualità realizzative appaiono inversamente proporzionali alla scarsa fama di cui gode.
Sceneggiatura, regia, attori, locations (tra cui la splendida Monument Valley) ... tutto funziona alla perfezione: cosa chiedere di più a un film di genere?
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