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figliounico
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martedì 27 maggio 2025
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nulla di nuovo ma il cast merita la visione
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Ennesimo film ispirato al capolavoro di Stevenson, diretto da Stephen Frears e tratto da un romanzo di Valerie Martin, questa volta rivissuto da un punto di vista diverso, ovvero quello della dolce indifesa cameriera, Julia Roberts, a servizio nella villa, con laboratorio annesso, del medico e scienziato Jekyll, John Malkovich. Nulla di nuovo sotto il sole. Cast formidabile con Glenn Close in un ruolo minore, la tenutaria del bordello dove Hyde sfoga le sue smanie animalesche.
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valequeen
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lunedì 17 giugno 2013
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essere insieme la lama che ferisce e la ferita
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La storia di Dottor Jekyll e Mister Hyde la conosciamo tutti. Inutili allora tutti i commenti sul fatto che questo film non aggiunga nulla alla storia se non la piccola cameriera Mary.
Il punto è proprio questo: questo film NON pretende di riscrivere il romanzo di Stevenson, ma soltanto di guardare la vicenda attraverso gli occhi di una ragazza inquieta e silenziosa, che nulla sa della luce ma tutto conosce dell'oscurità.
E allora sì, Dottor Jekyll e Mister Hyde sono la stessa persona, lo sappiamo. Forse sappiamo anche che ognuno di noi è contemporaneamente Henry Jekyll ed Edward Hyde, così come lo è la stessa Mary, innamorata, in fondo, di entrambi senza sapere nemmeno il perchè.
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La storia di Dottor Jekyll e Mister Hyde la conosciamo tutti. Inutili allora tutti i commenti sul fatto che questo film non aggiunga nulla alla storia se non la piccola cameriera Mary.
Il punto è proprio questo: questo film NON pretende di riscrivere il romanzo di Stevenson, ma soltanto di guardare la vicenda attraverso gli occhi di una ragazza inquieta e silenziosa, che nulla sa della luce ma tutto conosce dell'oscurità.
E allora sì, Dottor Jekyll e Mister Hyde sono la stessa persona, lo sappiamo. Forse sappiamo anche che ognuno di noi è contemporaneamente Henry Jekyll ed Edward Hyde, così come lo è la stessa Mary, innamorata, in fondo, di entrambi senza sapere nemmeno il perchè.
Ma, secondo me, questa pellicola qualcosa di nuovo lo introduce: da questa film emerge un concetto di amore altissimo, quello per cui esso non corrisponde al possesso dell'altro. Tanto Jekyll quanto Hyde, ognuno a modo suo, cercano di avere Mary, attraverso la violenza, attraverso le buone maniere, attraverso le domande sul passato, ma sono entrambi costretti a rendersi conto che volere a tutti i costi impossessarsi dell'altro non conduce alla tanto agognata felicità.
E dunque, se non si accetta questa realtà delle cose, l'inevitabile finale è quello che tutti conosciamo.
E' questo che, pur nella staticità e nella nebbia che lo avvolgono, mi ha fatto tanto amare questo film: mi ha dato da pensare.
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lars84
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venerdì 12 agosto 2011
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errore grave
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Volevo ringraziare l' anonimo che ha specificato che questa non e la rappresentazione cinematografica di stivens ma bensi di di Valerie Martin, il titolo originale e la governante del dott jekill! Riguardo il film ben poco da dire una roberts sensazionale un malkovich da dieci e lode giusta tensione e inquietudine fino alla fine facendoti addentrare bene nella storia che non poteva capitare in mani migliori di stephen frears geniale come suo solito!
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clarice29
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martedì 27 ottobre 2009
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bello e crudele
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"Essere il coltello e assieme la ferita". Frase chiave del film di Stephen Frears - lo amo molto, sarò obiettiva? - che afferra il libro di Stevenson, lo scuote e lo rivolta . Lei, una Julia Roberts che finalmente senza trucco e lustrini dà un'ottima prova di attrice, testimone inconsapevole di uno spericolato esperimento scientifico. Attonita ammiratrice dell'elegante Jekyll, amante quasi rassegnata del torbido Hyde. Come - ahimè - molte donne, chiude volutamente gli occhi di fronte alle tracce evidenti che portano alla soluzione dell'enigma maschile: vede e non vuol guardare, ascolta e non vuol sentire. Fino all'inevitabile verità, bisturi di una ferita a lungo rimandata.
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"Essere il coltello e assieme la ferita". Frase chiave del film di Stephen Frears - lo amo molto, sarò obiettiva? - che afferra il libro di Stevenson, lo scuote e lo rivolta . Lei, una Julia Roberts che finalmente senza trucco e lustrini dà un'ottima prova di attrice, testimone inconsapevole di uno spericolato esperimento scientifico. Attonita ammiratrice dell'elegante Jekyll, amante quasi rassegnata del torbido Hyde. Come - ahimè - molte donne, chiude volutamente gli occhi di fronte alle tracce evidenti che portano alla soluzione dell'enigma maschile: vede e non vuol guardare, ascolta e non vuol sentire. Fino all'inevitabile verità, bisturi di una ferita a lungo rimandata. L'inquadratura conclusiva, con Jekyll che trova la pace liberatoria morendo tra le braccia di Mary, ha quasi un rimando estetico con la Pietà michelangiolesca. Lui che si è fatto progressivamente fragile, lei forte e protettiva nell'ombra. Niente è mai come sembra.
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teory
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venerdì 29 giugno 2007
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john malkovich è troppo bono
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mary reilly è un film fantastico. john malkovich è stupando, intrigante e accattivvante a mio avviso è un attore formidabile, è un porcone.
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stella
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venerdì 17 novembre 2006
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magnifico
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è il mio film preferito..bellissimo
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chiocciola861
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martedì 12 settembre 2006
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senza fiato
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quando ho visto per la prima volta questo film mi sono un pò spaventato, insomma esprime in modo crudo, ma reale, perchè la realtà è così, cruda e senza riguardi per nessuno, ciò che veramente potrebbe accedere se si riuscisse a relizzare ciò che l'autore ha descritto così bene nel libro............
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sabrina
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lunedì 17 luglio 2006
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mary reilly
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ancora una volta john malkovich ha dimostrato la sua straordinaria bravura dando vita ad un personaggio difficile e tormentato.E" riuscito a farmi amare persino M. Hyde,cosa non semplice ...L"ECLETTICITA" credo sia la piu" grande dote del magnifico J. Malkovich!
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loraxy
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martedì 18 aprile 2006
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un film inquietante
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Nella prima scena scorgiamo il delicato viso avorio, i lunghi capelli raccolti rossi, l’aspetto emaciato e la delicatezza di Mary Reilly , quando già assistiamo alle prime avvisaglie del contrasto che domina questo film: la candida Mary trova sotto il materasso del letto, nella camera che sta riordinando, un fazzoletto bianco imbevuto di sangue, con su scritte le iniziali H. J. Mary è una ragazza estremamente semplice, virtuosa e rispettosa, riconoscente di quel poco che la vita le ha dato. Presta servizio presso la casa signorile del dottor Henry Jekyll (John Malkovich), subendo le prepotenze del duro e inflessibile maggiordomo Mr. Poole, ma svolge il suo duro lavoro con devozione, senza dimostrare insofferenza o insoddisfazione.
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Nella prima scena scorgiamo il delicato viso avorio, i lunghi capelli raccolti rossi, l’aspetto emaciato e la delicatezza di Mary Reilly , quando già assistiamo alle prime avvisaglie del contrasto che domina questo film: la candida Mary trova sotto il materasso del letto, nella camera che sta riordinando, un fazzoletto bianco imbevuto di sangue, con su scritte le iniziali H. J. Mary è una ragazza estremamente semplice, virtuosa e rispettosa, riconoscente di quel poco che la vita le ha dato. Presta servizio presso la casa signorile del dottor Henry Jekyll (John Malkovich), subendo le prepotenze del duro e inflessibile maggiordomo Mr. Poole, ma svolge il suo duro lavoro con devozione, senza dimostrare insofferenza o insoddisfazione. Ha il dono della spontaneità ed è l’unica che, grazie alla sua scaltrezza, riesce ad esprimere i propri pensieri più sinceri al dottor Jekyll, senza peccare comunque di insolenza, e ciò le permette di intrattenere con lui insolite conversazioni, che ingenerano sconcerto ed invidia tra il resto della servitù. I loro dialoghi sono incantevoli, e un carismatico John Malkovich entra perfettamente nei panni di un elegante e signorile dottor Jekyll, che si esprime con parole suadenti e modi leziosi, ad emblema del tipico gentile signore dell’Inghilterra Vittoriana. Ed emerge fin dall’inizio come la candida Mary stimi e adori tanto il dottor Jekyll, che a sua volta dimostra una singolare disponibilità ed una lodevole ammirazione per la cameriera; proprio lui, che inquieta tutti, salvo Mary, per via delle sue strane abitudini e del suo estenuante impegno con la scienza, che lo tiene rinchiuso nel suo oscuro laboratorio per notti intere. In sintonia con l’atteggiamento del dottor Jekyll, la grande casa è avvolta da una lugubre ed inquietante atmosfera, nella quale l’innocente e candida Mery porta un bagliore di freschezza; tinte scure dominano le sequenze e le scene girate all’esterno sono avvolte in una leggera nebbia. Ed ecco apparire la figura dell’assistente del dottor Jekyll, Mr Edward Hide (John Malkovich), una presenza che all’inizio aleggia nella villa e non si lascia intravedere; si conosce soltanto la sua abitudine di utilizzare l’entrata principale per uscire (magari nella notte), ma non per entrare. Quando questa entità prende forma appare un giovane intrigante dalle tinte oscure, florido nell’aspetto e profondo nello sguardo; è un uomo tenebroso, sagace e spesso sfrontato, villano nei modi, che quando si imbatte nella dolce Mary Reilly non ha remore nel mostrarle il suo divampante e vorace ardore e non esita ad esprimerle il suo voluttuoso desiderio carnale.
Il mistero avvolge le vicende della villa e persino la trasparente personalità di Mary appare a tratti contrastata, poiché senza sapersi spiegare il perché, si trova a desiderare e a voler difendere il meschino Hide.
La vicenda trasfigura una inquietante lotta tra due poli, tra il Bene ed il Male, come d’altronde testimonia la duplice e opposta personalità di Dr Jeckyll e Mr. Hide. Alla bontà, al candore e alla gentilezza si contrappongono la malvagità, il desiderio meramente carnale, la brama di vivere con voracità la vita. Si potrebbe cogliere un messaggio che dimostra come il bene possa domare il male, come il perdono di occhi velati dall’amore riesca a trascendere le più efferate azioni, ma anche come l’amore possa essere malato, contagiato dall’ossessione, da un desiderio insaziabile.
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mary reilly22
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martedì 18 aprile 2006
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mary reilly
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secondo me questo film molto bello dal punto di vista drammatico ha estrapolato da ognuno di noi il lato più sensibile,ma anche quello più innocente.un film così meriterebbe oltre ventimilioni di oscar.gli attori hanno saputo trasmettere le emozioni,soprattutto i principali.un grande complimento a tutti gli attori e,soprattutto al regista.
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