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davide_chiappetta
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giovedì 18 novembre 2010
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profondo sud
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Dopo un lungo periodo in un istituto psichiatrico per avere ucciso a dodici anni la madre e il suo amante, un ritardato mentale torna al paese natale dove diventa amico di un ragazzino il quale vede in questi una figura paterna, ma deve fare i conti con la violenza della "vita reale". Dopo essersi fatto notare, come attore e sceneggiatore, in un bellissimo noir 'Qualcuno sta per morire' (1992), B.B. Thornton debutta nella regia con un film che ebbe l'Oscar per la sceneggiatura, basata su un suo dramma e sul corto Some Call It Sling Blade che ne trasse.
Sapiente ricostruzione di vita provinciale nel Profondo Sud, personaggi credibili, ottima direzione degli attori, giusta miscela di umorismo nero e tenerezza senza scivolate nel sentimentalismo e negli stereotipi.
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Dopo un lungo periodo in un istituto psichiatrico per avere ucciso a dodici anni la madre e il suo amante, un ritardato mentale torna al paese natale dove diventa amico di un ragazzino il quale vede in questi una figura paterna, ma deve fare i conti con la violenza della "vita reale". Dopo essersi fatto notare, come attore e sceneggiatore, in un bellissimo noir 'Qualcuno sta per morire' (1992), B.B. Thornton debutta nella regia con un film che ebbe l'Oscar per la sceneggiatura, basata su un suo dramma e sul corto Some Call It Sling Blade che ne trasse.
Sapiente ricostruzione di vita provinciale nel Profondo Sud, personaggi credibili, ottima direzione degli attori, giusta miscela di umorismo nero e tenerezza senza scivolate nel sentimentalismo e negli stereotipi. Qualche situazione forzata per portare all'inevitabile tragedia. In Italia passò inosservato.
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signorbagheri
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sabato 5 settembre 2026
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troppo lento troppo lungo
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Poche note cadenzate, eseguite con la chitarra in uno stile minimale e ipnotico, accompagnano e allo stesso tempo accentuano il ritmo narrativo lento, molto lento, che sembra voler riprodurre quasi mimeticamente il modo di pensare e di esprimersi del protagonista.
Inquadrature fisse e interminabili incorniciano, nella scena spesso illuminata in modo suggestivo, pochi personaggi per volta che si dilungano in dialoghi estenuanti, a volte il solo protagonista come in una delle sequenze iniziali quando al chiaror di una lampada da tavola si esibisce, confessando le proprie colpe allo spettatore, in un monologo senza fine e con un modo di parlare che ricorda quello di un altro protagonista dal cuore puro con un lieve ritardo mentale, Forrest Gump.
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Poche note cadenzate, eseguite con la chitarra in uno stile minimale e ipnotico, accompagnano e allo stesso tempo accentuano il ritmo narrativo lento, molto lento, che sembra voler riprodurre quasi mimeticamente il modo di pensare e di esprimersi del protagonista.
Inquadrature fisse e interminabili incorniciano, nella scena spesso illuminata in modo suggestivo, pochi personaggi per volta che si dilungano in dialoghi estenuanti, a volte il solo protagonista come in una delle sequenze iniziali quando al chiaror di una lampada da tavola si esibisce, confessando le proprie colpe allo spettatore, in un monologo senza fine e con un modo di parlare che ricorda quello di un altro protagonista dal cuore puro con un lieve ritardo mentale, Forrest Gump.
Scritto, diretto e interpretato da Thornton, vincitore di un Oscar per la sceneggiatura non originale, il film mostra tutti i limiti di un regista della domenica, molto più bravo come attore ed infatti nulla da dire sulla sua performance che tuttavia non basta a rendere la pellicola interessante e soprattutto a reggere la tensione drammatica fino alla fine che scema a tratti cadendo inevitabilmente nella noia.
Il rapporto tra il bambino e il disadattato, per certi aspetti analogo a quello al centro della storia di A Perfect World, anche in questo caso può considerarsi il fulcro intorno a cui ruotano tutti i personaggi del plot. Il bambino, in cui si immedesima il protagonista, rappresenta per lui la possibilità di riscattarsi dal proprio passato traumatico e sottraendolo al terribile destino che lo aspetta salva al contempo sé stesso. Nella sequenza finale ormai mondato dai suoi peccati e dai sensi di colpa per aver ucciso la madre e il suo amante torna nella clinica psichiatrica ma rifiuta di ascoltare come faceva prima passivamente i racconti di un perverso serial killer, segno del rinnovamento spirituale raggiunto paradossalmente attraverso un nuovo omicidio.
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