Il film, notoriamente ispirato alla vicenda di Pietro Maso, è tecnicamente non eccelso, ma evidenzia chiaramente la "banalità del male" (H. Arendt) di questi ragazzi, che - uccisa, prima, la coscienza morale tramite il denaro non sudato onestamente - finiscono con l'uccidere i genitori di uno dei quattro e la di lui sorella.
Il denaro si rivela così, tragicamente e iperbolicamente, come quello che è, se non è visto come strumento e non fine dell'esistenza: "stercus Diaboli" (come dicevano i moralisti medievali).