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tobia543
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lunedì 2 giugno 2025
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film inutile e senza alcun senso
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Un inutile perdita di tempo! Ero curioso di vedere uno dei primi film dei fratelli cohen (da budget veramente ridicolo) e di un Cage alle prime armi e dell'affermata/raccomandatissima all'epoca Holly H. Abbiamo un ridicolo Cage molto impacciato e anche pi? brutto del solito direi. Una storia che forse ? anche da cattivo esempio da mostrare in un film seppur i motivi sembrino quasi legittimati: rapire un neonato! Le grida inutili che durano 6 minuti dei due fratelli evasi che perdono il bambino dal tetto (quello sarebbe dovuto essere una delle gag salienti......). Grottesco il Manhunter che muore da fesso mettendosi 10 bombe a mano addosso. Finale strappalacrime senza senso. Mi rubano un figlio, me lo riportano e li lascio andare??.
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Un inutile perdita di tempo! Ero curioso di vedere uno dei primi film dei fratelli cohen (da budget veramente ridicolo) e di un Cage alle prime armi e dell'affermata/raccomandatissima all'epoca Holly H. Abbiamo un ridicolo Cage molto impacciato e anche pi? brutto del solito direi. Una storia che forse ? anche da cattivo esempio da mostrare in un film seppur i motivi sembrino quasi legittimati: rapire un neonato! Le grida inutili che durano 6 minuti dei due fratelli evasi che perdono il bambino dal tetto (quello sarebbe dovuto essere una delle gag salienti......). Grottesco il Manhunter che muore da fesso mettendosi 10 bombe a mano addosso. Finale strappalacrime senza senso. Mi rubano un figlio, me lo riportano e li lascio andare??.....Col C...o! Chi mi dice che non siete stati delle bestie e cosa diamine ci avete fatto? Insomma un agonia vederlo fino alla fine. Un bell'azzardo inserirlo nella lista dei Film "comici". Insomma bisogna pur imparare a fare film prima di azzeccarne uno. Perch? a parte Fargo ed il grande Lebowski non ? che a me piacciano tanto i loro film. Come il tanto osannato Non ? un paese per vecchi o Fratello dove sei. Sembrano pi? che altro 2 ricconi che si divertono a spendere soldi a prescindere dal risultato. Come viene viene tanto a noi non ci frega....
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antonio baldini
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sabato 28 marzo 2020
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per essere dei coen un po' poco
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Lo stile è il loro, si intravede anche un doppio significato a una trama che di per sé sarebbe abbastanza frivola Però il tutto rende poco; rispetto a un mister hula hoop dove l'ingenuità di Tim Robbins e la dimensione onirica del film grazie a una trama ben costruita legano insieme suggerendoci il messaggio che i registi vogliono passarci, qui non regge sebbene l'impianto sia simile , complice anche una sceneggiatura meno riuscita I personaggi faticano a mostrare una qualche introspezione (giusto il protagonista una tantum) o semplicemente a far ridere risultando troppo demenziali (i due evasi); la tipica concatenazione di eventi dei coen non appassiona. La parte più riuscita è quella prima della comparsa del titolo D'altronde non si può segnare ogni colpo, soprattutto dopo un
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Lo stile è il loro, si intravede anche un doppio significato a una trama che di per sé sarebbe abbastanza frivola Però il tutto rende poco; rispetto a un mister hula hoop dove l'ingenuità di Tim Robbins e la dimensione onirica del film grazie a una trama ben costruita legano insieme suggerendoci il messaggio che i registi vogliono passarci, qui non regge sebbene l'impianto sia simile , complice anche una sceneggiatura meno riuscita I personaggi faticano a mostrare una qualche introspezione (giusto il protagonista una tantum) o semplicemente a far ridere risultando troppo demenziali (i due evasi); la tipica concatenazione di eventi dei coen non appassiona. La parte più riuscita è quella prima della comparsa del titolo D'altronde non si può segnare ogni colpo, soprattutto dopo un gran film come Blood Simple
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marcloud
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domenica 20 ottobre 2019
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i primi passi dei coen
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Raising Arizona (titolo originale) è il secondo lavoro dei Coen, uscito nel 1987. Un ex rapinatore e una poliziotta decidono di rapire il quinto figlio di un ricco imprenditore dell'Arizona, provocando una serie di situazioni grottesche e deliranti. Prova importante che permette di osservare i prodromi di alcuni temi e ritmi ricorrenti di Joel e Ethan.
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aabbaa
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mercoledì 4 maggio 2016
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meraviglioso
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aabbaa
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mercoledì 4 maggio 2016
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molto bello
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aabbaa
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mercoledì 4 maggio 2016
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bello
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Cult film firmato Coen. Voto 8.5
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dario
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domenica 22 marzo 2015
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surreale
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L'ironia dei Coen è profonda, raffinata ed efficace. Tutto sopra le righe in questo film, ma quasi non lo si avverte. La storia fila liscia sciorinando apparenti assurdità, come fossero cose normali. Le assurdità sono metafore pesanti, escogitate per demitizzare la società americana. L'operazione riesce alla perfezione: i Coen divertono e fanno pensare, pur arrivando a suggerire che lo stesso pensiero non vada preso troppo sul serio. Il miglior Cage di sempre (di solito un mezzo disastro) e bravissimi anche gli altri. L'accoppiata Goodman-Forsyte è irresistibile. Regia esemplare.
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tarantinofan96
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lunedì 10 febbraio 2014
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raising arizona
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Un detenuto che commette rapine con armi scariche esce ed entra continuamente di prigione finchè un giorno decide di sposare la poliziotta che fa le foto segnaletiche ai carcerati. I due decidono di avere un bambio, ma lei non può averne e così la coppia decide di rapirne uno a un ricco industriale. Arizona Junior (Raising Arizona) è fondamentalmente una commedia divertente piena di situazioni surreali e grottesche, come l'inseguimento da parte dei cani dalla casa fino al centro commerciale, in cui trapela tutto lo humor (anche nero) dello stle dei fratelli Coen. Tutto il film è un teatro di situazini, luoghi e perfino personaggi grotteschi che non vogliono (volutamente) e non devono essere presi sul serio e anche una miscela di generi ben costruita: oltre alla commedia che è il genere principale si respira aria di crime movie, road movie e perchè no anche di western movie, ma anche un pochino di dramma verso il finale anche un po commovente se vogliamo.
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Un detenuto che commette rapine con armi scariche esce ed entra continuamente di prigione finchè un giorno decide di sposare la poliziotta che fa le foto segnaletiche ai carcerati. I due decidono di avere un bambio, ma lei non può averne e così la coppia decide di rapirne uno a un ricco industriale. Arizona Junior (Raising Arizona) è fondamentalmente una commedia divertente piena di situazioni surreali e grottesche, come l'inseguimento da parte dei cani dalla casa fino al centro commerciale, in cui trapela tutto lo humor (anche nero) dello stle dei fratelli Coen. Tutto il film è un teatro di situazini, luoghi e perfino personaggi grotteschi che non vogliono (volutamente) e non devono essere presi sul serio e anche una miscela di generi ben costruita: oltre alla commedia che è il genere principale si respira aria di crime movie, road movie e perchè no anche di western movie, ma anche un pochino di dramma verso il finale anche un po commovente se vogliamo. Gli attori sono tutti bravi, compreso Nicolas Cage che è perfetto nella parte del protagonista e bravo come sempre John Goodman nella aprte del detenuto evaso. Girato perfettamente dai Coen, Arizona Junior è un film che resterà nel tempo e dal quale i fratelli registi prenderanno spunto per tutte le loro opere future.
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eugenio
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giovedì 17 gennaio 2013
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commedia al vetriolo
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I fratelli Coen sono da sempre sinonimo di effervescenza, pazzia, surreale ironia nel variegato panorama dei registi americani. Pochi come loro sono in grado di esprimere attraverso un linguaggio diretto, semplice e talvolta metaforico il lato oscuro dell’essere umano, interrogandosi sul labile confine tra normalità e pazzia, tra consapevolezza e volubilità, tra legalità e ingiustizia. E di questa natura di luci e ombre di cui è figlio l’essere umano che si trova la dimensione paradossale del loro cinema, intessuta di una narrazione incredula, innovativa e sperimentale che ha avuto tra i suoi prodromi Blood Simple con l’introduzione di un elemento diverso dalle classiche storie d’adulterio: l’eccentricità del killer, la sua sovrumana forza, il suo carattere indomito, il violento epilogo che assurge a tragicommedia da cartone animato.
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I fratelli Coen sono da sempre sinonimo di effervescenza, pazzia, surreale ironia nel variegato panorama dei registi americani. Pochi come loro sono in grado di esprimere attraverso un linguaggio diretto, semplice e talvolta metaforico il lato oscuro dell’essere umano, interrogandosi sul labile confine tra normalità e pazzia, tra consapevolezza e volubilità, tra legalità e ingiustizia. E di questa natura di luci e ombre di cui è figlio l’essere umano che si trova la dimensione paradossale del loro cinema, intessuta di una narrazione incredula, innovativa e sperimentale che ha avuto tra i suoi prodromi Blood Simple con l’introduzione di un elemento diverso dalle classiche storie d’adulterio: l’eccentricità del killer, la sua sovrumana forza, il suo carattere indomito, il violento epilogo che assurge a tragicommedia da cartone animato.
In questo contesto, pur con toni edulcorati, si svolge la stralunata vicenda di una singolare coppia: un rapinatore di supermarket (Hi,Nicolas Cage) e una fotografa del carcere (Edwina, Holly Hunter) che a causa della sterilità di lei, decide di “sottrarre” dopo una serie di tentativi di adozione andati male, in maniera non propriamente legittima, il figlio di Nathan Arizona, colpevole, a detta loro, di essere fin troppo “fortunato” in quanto provvisto di numerosa prole. Le cose però si complicano: l’arrivo dei due avanzi di galera Gaie ed Evelle, ex compagni di cella del fu delinquente Hi mettono a dura prova la serenità di una famiglia appena costituita sulla cui apparente tranquillità aleggia anche il fantasma di uno spietato cacciatore di taglie, un omaccione residuato bellico di Easy Rider dai toni rudi, spietati e micidiali. Riuscirà la giovane coppia a sottrarre il pargolo dalla loro grinfie e a vivere felici e contenti?
Le sorprese non mancano e diverse sono le scene da ricordare tra cui spicca l’esilarante furto notturno di pannolini al supermercato ad opera dello stralunato Hi con conseguente inseguimento di un negoziante sin troppo solerte, reduce dal mondo di Tex Willer, della polizia e degli immancabili cani. Per non citare poi il duello “spaghetti western” finale e l’umoristica scena del rapimento della banca con bambino annesso..
C’e’ tuttavia nell’aria troppo barocchismo senza un equilibrio degno di nota: le tinte surreali della storia sono fini a sé stesse, quasi a dimostrare il talento visionario dei due fratelli americani nel produrre situazioni al vetriolo totalmente imprevedibili. Purtroppo, quel giusto ritmo incalzante che avrebbe reso grande Ladykillers una decina d’anni più tardi è solo vagamente accennato e la perversione intima dei due geni del male dimostrata nel promettente Blood Simple, è qui giustapposta a inseguimenti e fughe dalla realtà in salsa tragica-comica.
Un messaggio di fondo comunque rimane: la speranza è l’ultima a morire ma alla fine è destinata a perire. Nel segno del cinismo.
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turkish
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domenica 8 novembre 2009
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grottesco e surrealità al comando dei cohen
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una trama coinvolgente ed appassionante con forti tinte grottesche e surreali fa da cornice all'intera pellicola.Grande esempio di come far coesistere il l'elemnto grottesco a quello umano e melodrammatico.Si intuisce come film successivi quali il Grande Lebowski,Non è un paese per vecchi risentono dell'influenza di tale pellicola.Encomiabile la prova di N.Cage qui ai massimi livelli di recitazione nel costruirsi un personaggio "fuori schema" così complesso.
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