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gurthang
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venerdì 25 giugno 2021
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polpettone
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Filmetto un po' sciorno e melenso che anziché ricostruire con rigore le procedure d'un'inchiesta imperiale e tratteggiare le varie ipotesi enucleate dalla critica contemporanea sulla (eventuale) morte di Gesù, va avanti a forza di amori infelici e di sciorinamenti ai (dis)valori evangelici di amore, perdono, carità e vita dopo la morte, puntualmente accompagnati da toni sommessi e musichette languide per suscitare l'immedesimazione della platea.
In luogo d'una seria analisi storica, sia pure condotta in forma filmica, lo spettatore si trova dinanzi un po' di melodramma, tanti buoni sentimenti e l'idea che comunque siano andate le cose Gesù abbia innestato una sorta di grande e generosa rivoluzione spirituale.
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Filmetto un po' sciorno e melenso che anziché ricostruire con rigore le procedure d'un'inchiesta imperiale e tratteggiare le varie ipotesi enucleate dalla critica contemporanea sulla (eventuale) morte di Gesù, va avanti a forza di amori infelici e di sciorinamenti ai (dis)valori evangelici di amore, perdono, carità e vita dopo la morte, puntualmente accompagnati da toni sommessi e musichette languide per suscitare l'immedesimazione della platea.
In luogo d'una seria analisi storica, sia pure condotta in forma filmica, lo spettatore si trova dinanzi un po' di melodramma, tanti buoni sentimenti e l'idea che comunque siano andate le cose Gesù abbia innestato una sorta di grande e generosa rivoluzione spirituale.
Filmetto che cristianamente parla ai poveri di spirito, girato nel Paese più cattolico del mondo. Apprezzabile in misura inversamente proporzionale all'intelligenza dello spettatore.
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francesco 66
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venerdì 13 novembre 2020
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forse sono scemo io
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Non lo avevo visto all'epoca, non ricordavo neppure questo vecchio titolo. Non mi è piaciuto perché a mio parere non si capisce bene la teama e cosa dovrebbe significare : secondo una enciclopedia on line il protagonista avrebbe vissuto un'esperienza che gli cambierà la vita . Non capisco l'entusiasmo per la Sastri , che peraltro mi pare sia in azione solo in parti rare e brevi.
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onufrio
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lunedì 17 aprile 2017
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una storica indagine
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A distanza di anni dalla morte (e resurrezione) di Gesù Cristo, Lucio Tauro un funzionario di Roma, viene inviato in Palestrina per indagare sulla presunta scomparsa del corpo di Gesù e placare i dilemmi e le paure di Roma. Il rapporto con Ponzio Pilato non è dei migliori, anzi tutt'altro, Tauro trova enormi difficoltà nel ricostruire gli storici eventi, conoscerà Maria Maddalena e proverà ad avvicinarsi alla vera verità. Storia interessante che pecca però nel complesso, Damiani non ha il coraggio di andare oltre e si perde in un finale deludente e irrisolto.
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toty bottalla
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giovedì 9 maggio 2013
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l'imitazione di un colossal!
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Damiani ha certamente fatto di meglio nella sua carriera di vero e grande artista, "l'inchiesta" sembra l'imitazione di un film impegnato silvan a parte, la sceneggiatura non aiuta: è vaga e carente pure di comparse, con punte soopoperiane nelle quali però emerge la sastri, buona l'ambientazione e l'idea di raccontare una storia forse inafferrabile e mentre il film finisce il mistero continua! Saluti.
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mondolariano
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sabato 28 maggio 2011
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arido come un deserto
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“L’inchiesta” è una mosca bianca nel repertorio di Damiani, un regista legato al presente e specializzato in delitti di cronaca nera. Una mosca bianca partorita maluccio, che nel suo svolazzare sopra cadaveri e lebbrosi non sembra concludere granché. Si salva il fascino intrinseco della vicenda, che grazie al solido pragmatismo evita gli stereotipi dei film storico-religiosi. Il fatto è che li evita un po’ troppo: poche riflessioni, poco sentimento, poca sostanza. Debole anche la tresca tra Valerio e la moglie di Pilato. Tutto è insipido, smorto come i cadaveri in decomposizione nelle terre di Giudea. Resta l’ottima ambientazione nei deserti della Tunisia.
Due stelle e mezzo.
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