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elgatoloco
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giovedì 20 agosto 2020
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zefffirelli sempre degnissimo
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"Fratello SOle Sorella Luna", Franco Zeffirelli(anche autore della sceneggiautra con Suso Cecchi d'Amico e Lina Wertmueller, 1972)con l'apporto di scenografie, scrittura(ispirata ma non"tratta"dai "Fioretti"di Francesco d'Assisi), con una scelta sempre opportuna di musiche, che raccordano Francesco d'Assisi e Chiara(Santa Chiara, poi, per i credenti cattolici)all'allora presente dell'epopea hippie, senza in alcun modo scadere nella retorica del"peace and love"più corrivo(del resto, storicamente, l'incontro di Francesco d'Assisi con il sultano non fu in alcun modo un cedimento, anzi una rivendicazione forte della sua ispirazione di fede)è film degnissimo, assolutamente meritevole dei premi che a suo tempo e dopo ha ricevuto, anzi forse ancora capace-meritevole di accoglierne altri, ulteriori riconoscimenti di un regista, scenografo, autore che si è sempre dimostrato un vero Maestro, nella regia teatrale, nella direzione del teatro d'opera e nella regia cinematografica e televisiva, ambiti nei quali ha saputo fondere tutte le sue diverse esperienze artistiche.
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"Fratello SOle Sorella Luna", Franco Zeffirelli(anche autore della sceneggiautra con Suso Cecchi d'Amico e Lina Wertmueller, 1972)con l'apporto di scenografie, scrittura(ispirata ma non"tratta"dai "Fioretti"di Francesco d'Assisi), con una scelta sempre opportuna di musiche, che raccordano Francesco d'Assisi e Chiara(Santa Chiara, poi, per i credenti cattolici)all'allora presente dell'epopea hippie, senza in alcun modo scadere nella retorica del"peace and love"più corrivo(del resto, storicamente, l'incontro di Francesco d'Assisi con il sultano non fu in alcun modo un cedimento, anzi una rivendicazione forte della sua ispirazione di fede)è film degnissimo, assolutamente meritevole dei premi che a suo tempo e dopo ha ricevuto, anzi forse ancora capace-meritevole di accoglierne altri, ulteriori riconoscimenti di un regista, scenografo, autore che si è sempre dimostrato un vero Maestro, nella regia teatrale, nella direzione del teatro d'opera e nella regia cinematografica e televisiva, ambiti nei quali ha saputo fondere tutte le sue diverse esperienze artistiche. Il problema è stato invece che qualcuno, fiero e orgoglioso del proprio"laicismo"aprioristico, per questo non ha saputo/voluto apprezzare opere come questa e altre(i Vangeli televisivi, ma anche altro)proprio perché realizzati da un personaggio"Non allineato"con determinate ideologie e questo nonostante il fatto che le cosceneggiatrici , qui, Wertmu"ller e Cecchi d'amico non rientrino certo nel"cliché"ideologico del cattolicesimo integralsita. Efficace anche la coproduzione italo.inglese(cui Zeffirelli è stato quasi sempre fedele, quando possibile)dove un"colosso"attorale come Alec Guinness recita con Adolfo Celi, con Valetina Cortese, Con Carlo Hintermann e altri/e. El Gato
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luigi
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lunedì 10 agosto 2020
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morandini andate a casa
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Come si permettono questi Morandini a dare soltanto 2 stelle ad un film riconosciuto come capolavoro in tutto il mondo?
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onufrio
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giovedì 19 dicembre 2019
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san francesco d'assisi
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Criticare qualsivoglia opera del maestro Zeffirelli credo sia pressochè impossibile; ogni tematica affrontata nei suoi film viene fatta con minuziosi dettagli e cure maniacali, alla ricerca della perfezione stilistica e del bello cinematografico. Con "Fratello Sole, Sorella Luna" racconta a suo modo la vita di Francesco, l'uomo che si svestì dei propri beni materiali abbracciando la povertà e l'amore incondizionato verso Dio. Un piacere visivo, sorretto da dialoghi all'altezza del contesto.
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elgatoloco
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martedì 1 gennaio 2019
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un francesco comunque molto attendibile
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Rileggendo Francesco d'Assisi, Franzo Zeffirelli nel 1972 in "Fratello Sole, Sorella Luna", scritto con Lina Wertmueller e Suso Cecchi D'Amico(due laiche, a quanto mi consta, di orientamento, diversamente dal cattolico Zeffirelli, ), ha senz'altro pensato all'epoca hippie, quasi coeva(in realtà precedente di poco)rispetto al film, in particolare a"Jesus Christ Superstar", visto anche che nella sua opera l'attenzione alla cultura anglosassone è sempre stata ed è costante e ciò si esprime soprattutto nell'attenzione allla natura, intesa sia come mondo vegetale, sia(ancora di più)come mondo animale, ma d'altra parte c'è da dire che la sua originalità consiste nell'aver da un lato storicizzato la vicenda, molto più di quanto non facesse nel Film_TV"Francesco d'Assisi"Liliana Cavani e d'altronde anche posto chiaramente il discrimine rispetto a letture frettolosamente"di sinistra", che non rendono ragione al personaggio e comunque intromettono interpolazioni spesso indebite, ma , per es.
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Rileggendo Francesco d'Assisi, Franzo Zeffirelli nel 1972 in "Fratello Sole, Sorella Luna", scritto con Lina Wertmueller e Suso Cecchi D'Amico(due laiche, a quanto mi consta, di orientamento, diversamente dal cattolico Zeffirelli, ), ha senz'altro pensato all'epoca hippie, quasi coeva(in realtà precedente di poco)rispetto al film, in particolare a"Jesus Christ Superstar", visto anche che nella sua opera l'attenzione alla cultura anglosassone è sempre stata ed è costante e ciò si esprime soprattutto nell'attenzione allla natura, intesa sia come mondo vegetale, sia(ancora di più)come mondo animale, ma d'altra parte c'è da dire che la sua originalità consiste nell'aver da un lato storicizzato la vicenda, molto più di quanto non facesse nel Film_TV"Francesco d'Assisi"Liliana Cavani e d'altronde anche posto chiaramente il discrimine rispetto a letture frettolosamente"di sinistra", che non rendono ragione al personaggio e comunque intromettono interpolazioni spesso indebite, ma , per es.rispetto alla lettura(certo un saggio storico non è un film)"antipacifista"e"antiecologista"(termini che uso per comodità classificatoria, che dunque vanno relativizzati)di un Franco Cardini(fiorentino come Zeffirelli)prende fortemente le distanze, ridandoci un Francesco comunque attuale e provocatorio nella sua intima essenza. La scelta dei due protagonisti, Graham Faulkner e Judi Bowker(rispettivamente Francesco e Chiara)è voluta, per la volontà di parlare di una storia meramente spirituale con due giovani(all'epoca)interpreti, come papa Innocenzo III° è in scena un grande Alec Guinness, Adolfo Celi interpreta il console e degli altr e delle altrei èp difficile dire, in quanto non troppo conosciuti(e). La tematica della povertà francescana(quella che poi porteranno avanti in questa forma solo gli"spirituali"non i"conventuali"e l'opposizoone alla Chiesa ricca e"paludata"è comunque chiara e non è da confondere con posizioni successive del Maestro Zeiffrelli, che tuttavia non sembrano contrastare in modo assoluto con quanto il film voleva dire... El Gato
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magrini
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sabato 13 luglio 2013
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veramente mediocre
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Zeffirelli con questo film cerca con la poesia di raccontare la storia del grande santo ma ci riesce solo a metà. Questo film risulta scialbo, poco credibile, con un San Francesco dall'aria troppo ingenua. Questo film dà la sensazione di vedere più un cartone animato che una vera e propria opera cinematografica. Peccato, da un regista da premio Oscar come Zeffirelli ci si sarebbe aspettato molto di più-
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starbuck
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mercoledì 20 giugno 2012
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francesco sulle "montagne azzurre"
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Francesco predicava la pace, la povertà che rende liberi e l'amore per la natura. Se era questo che si voleva raccontare e descrivere direi che il film di Zeffirelli ha raggiunto il suo obbiettivo e nessuno può negare che il regista toscano sappia costruire una scena e sopratutto vestire un personaggio. Ma la vera grandezza di questo film sta nei luoghi nel quale si svolge: inizia il film. Titoli di testa. Lo sterminato Pian Grande di Castelluccio di Norcia ci appare in tutta la sua sovrannaturale magnificenza, sullo sfondo, si poggia imponenete e pacifico il Monte Vettore il gigante dei Sibillini. La chiesetta di San Damiano, Il cui rudere viene restaurato da Francesco e i suoi confratelli, viene immaginata immersa fra i dolci declevi del Pian Perduto.
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Francesco predicava la pace, la povertà che rende liberi e l'amore per la natura. Se era questo che si voleva raccontare e descrivere direi che il film di Zeffirelli ha raggiunto il suo obbiettivo e nessuno può negare che il regista toscano sappia costruire una scena e sopratutto vestire un personaggio. Ma la vera grandezza di questo film sta nei luoghi nel quale si svolge: inizia il film. Titoli di testa. Lo sterminato Pian Grande di Castelluccio di Norcia ci appare in tutta la sua sovrannaturale magnificenza, sullo sfondo, si poggia imponenete e pacifico il Monte Vettore il gigante dei Sibillini. La chiesetta di San Damiano, Il cui rudere viene restaurato da Francesco e i suoi confratelli, viene immaginata immersa fra i dolci declevi del Pian Perduto. Il futuro santo si aggira alla ricerca della sua vocazione per i rigoglisi e colorati prati di Colfiorito. Chiunque come me, conosca di persona quei luoghi sa quanta spiritualità essi sono in grado di sprigionare ( I Monti Sibillini, già definiti "Le montagne azzurre" nelle "Ricordanze" di Leopordi, sono anche noti come "Il Tibet Italiano") e quanto la scelta dell'autore sia stata azzeccata.
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nerazzurro
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giovedì 21 luglio 2011
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non esiste recensione
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Impossibile esprimere le emozioni che trasmette. Vi rimarranno nel cuore.
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maria chiara
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sabato 23 maggio 2009
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sembra una favola. film per ragazzi
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Commovente, ma troppo sdolcinato. Ho pianto per tutta la proiezione quando l'ho visto nel '72, allora per me era un capolavoro. Rivisto oggi (2009) è ancora commovente, ma, con occhi distaccati, per quanto umidi,ritengo sia un pò troppo riduttivo e quasi melodrammatico. Ma nel senso deteriore del termine. Bellissime inquadrature, bella la natura, belli (troppo) e bravi gli attori. Sembra una favola, manca di mordente.
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..
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lunedì 26 gennaio 2009
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ih
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Il film di Franco Zeffirelli porta con se significati molto importanti, un esempio di vita, di gesta e di sentimenti fondamentali per la cultura cristiana ma anche per quella dei non credenti, un esempio di un esistenza donata agli altri che, nonostante le difficoltà, le rinunce e le condizioni avverse è stata affrontata con estrema serenità e fiducia in Dio. La santità di allora era ben più complessa di quella moderna, oggi siamo attorniati dalla ricchezza, dai falsi dei e dal benessere, condizioni che rendono difficoltoso l'impatto con il cambiamento, ma che semplificano ogni nostra azione successiva grazie alle condizioni di progresso nelle quali ci troviamo.
Chi intraprende una strada "insolita" non è frenato in maniera così ostile come lo era per le epoche passate.
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Il film di Franco Zeffirelli porta con se significati molto importanti, un esempio di vita, di gesta e di sentimenti fondamentali per la cultura cristiana ma anche per quella dei non credenti, un esempio di un esistenza donata agli altri che, nonostante le difficoltà, le rinunce e le condizioni avverse è stata affrontata con estrema serenità e fiducia in Dio. La santità di allora era ben più complessa di quella moderna, oggi siamo attorniati dalla ricchezza, dai falsi dei e dal benessere, condizioni che rendono difficoltoso l'impatto con il cambiamento, ma che semplificano ogni nostra azione successiva grazie alle condizioni di progresso nelle quali ci troviamo.
Chi intraprende una strada "insolita" non è frenato in maniera così ostile come lo era per le epoche passate. All'ora si poteva scegliere di stare in due posizioni sociali, o tra i ricchi o tra i poveri, la differenza tra le uniche due classi sociali esistenti in quel tempo erano divise da un abisso e la scelta di cambiare vita era assai più difficile e ammirevole.
La Santità che ci è chiesta oggi è semplicemente quella di condurre una vita secondo dei sani principi, rispettando il prossimo e amando i nostri cari e la nostra famiglia, lavorando con onestà e conducendo uno stile di vita corretto e senza manie di grandezza.
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sa
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martedì 25 novembre 2008
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yu
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