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great steven
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martedì 30 settembre 2014
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indimenticabile lo sceriffo guercio di john wayne!
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IL GRINTA (USA, 1969) diretto da HENRY HATHAWAY. Interpretato da JOHN WAYNE – GLEN CAMPBELL – KIM DARBY – JEREMY SLATE – ROBERT DUVALL – DENNIS HOPPER – STROTHER MARTIN – JEFF COREY – DONALD WOODS – JAMES WESTERFIELDS – JOHN FIEDLER § Rooster Cogburn, vecchio sceriffo federale monocolo, alcolizzato e sovrappeso è assoldato da proprietaria adolescente per catturare l’assassino del padre, Tom Chaney, che nel frattempo s’è aggregato a una banda di scapestrati manigoldi capitanati dall’infido e sleale Ned Pepper. Parte con loro sulle tracce dell’omicida anche il ranger texano La Boeuf.
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IL GRINTA (USA, 1969) diretto da HENRY HATHAWAY. Interpretato da JOHN WAYNE – GLEN CAMPBELL – KIM DARBY – JEREMY SLATE – ROBERT DUVALL – DENNIS HOPPER – STROTHER MARTIN – JEFF COREY – DONALD WOODS – JAMES WESTERFIELDS – JOHN FIEDLER § Rooster Cogburn, vecchio sceriffo federale monocolo, alcolizzato e sovrappeso è assoldato da proprietaria adolescente per catturare l’assassino del padre, Tom Chaney, che nel frattempo s’è aggregato a una banda di scapestrati manigoldi capitanati dall’infido e sleale Ned Pepper. Parte con loro sulle tracce dell’omicida anche il ranger texano La Boeuf. Sono tre forti personalità, ma davanti al nemico fanno fronte comune. Quando la giovane Mattie viene morsa da un serpente, Cogburn, in un’avventurosa corsa, riesce a portarla da un medico e a salvarle la vita. Dal romanzo Un vero uomo per Mattie Ross di Charles Portis, un western consueto in funzione del gigionismo di J. Wayne che, infatti, ebbe l’unico Oscar della sua carriera dopo quasi quarant’anni di professionismo cinematografico. Non eccessivamente verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. Del film Tullio Kezich scrisse: “Lo sceriffo che ammazza senza preavviso stabilisce una continuità storica tra la bandiera nera di Quantrell e i berretti verdi nel Vietnam”. Ad una prima analisi, questo film parrebbe uguale a tanti western che l’hanno preceduto e che sicuramente sono di taglia indubbiamente superiore e più lodevole, ma approfondendo il campo e restringendo i globi oculari ci si accorge che non è affatto un film troppo convenzionale o ripetitivo, perché l’azione non manca ed è amministrata con sapienza e buon mestiere, e inoltre l’avventura si respira a pieni polmoni fra radure, brughiere e praterie boscose, fra le pistolettate e le zuffe che si avvicendano momento dopo momento. L’interpretazione di Wayne (vero nome: Marion Mitchell Morrison) non si discute, e sicuramente il suo sceriffo con un occhio solo e perseguitato dalla grassezza e dall’etilismo resta nell’immaginario collettivo dei suoi personaggi migliori e più amati, non soltanto per umorismo caustico ma anche per raffinata autoironia, grezzo divertimento e audacia sconsiderata. Bravo G. Campbell nell’incarnare il coraggioso e testardo ranger texano che in più occasioni salva la vita al Grinta, e arriva a provare simpatia e lealtà anche per la ragazzina che li accompagna nel pericoloso viaggio alla ricerca dei banditi fuggitivi; e a proposito della bambina, K. Darby, anche lei non tradisce la natura del suo giovanissimo personaggio, che non brilla per femminilità incisiva ma certamente è da apprezzare per la sincerità dei sentimenti di giustizia, l’attaccamento morboso all’avvocato che nomina continuamente quasi fosse una divinità e il bisogno di vendetta che però non può compiere da sola a causa della tenera età e dell’incapacità nell’uso delle armi. Nel film compaiono anche R. Duvall e D. Hopper: il primo è un bandito tutto sommato coscienzioso e assennato, che capisce i pericoli della sua attività ed è pronto a non torcere un capello alla sua inesperta avversaria pur di obbedire ai comandi del Grinta, che spera di uccidere quando questi è intrappolato dalla caduta del cavallo, ma verrà bloccato e freddato da La Boeuf in extremis; il secondo, in una parte troppo ristretta e contenuta per poter sfoderare la sua espressività, incarna un fuorilegge braccato da cui i tre intendono cavare fuori informazioni necessarie per raggiungere il bersaglio da centrare con un buon colpo di pistola, o magari due. II colore in questo film è stato preferibile al bianco e nero, e la scelta del regista H. Hathaway ha dato i suoi buoni frutti; la sua regia, fra l’altro, non è troppo invisibile e inconsistente, e tiene conto delle capacità singole degli attori senza far prevaricare nessuno e soprattutto mantenendo il controllo della materia narrativa (in verità molto bella e interessante) senza far sbollire di un millimetro la passione per l’avventura e il percorso picaresco. La sceneggiatura rispetta la struttura del romanzo e non ne fa una scimmiottatura pappagallesca, ma tende a render in immagini audiovisive il senso autentico e genuino della storia senza invenzioni di sorta o manierismi incondizionati. Il montaggio e la scenografia si uniscono in un unico sforzo per rappresentare al meglio il paesaggio circostante, forse eccedendo un po’ con l’autocompiacimento figurativo ma nel complesso facendo una splendida panoramica dei luoghi magnifici in cui il film è stato girato. I dialoghi sono un po’ gonfiati in certi punti, ma in uno sguardo d’insieme la comicità è quasi pienamente conservata, nei discorsi che scoppiettano allegramente come un fuoco acceso in un camino invernale. Seguito da Torna il Grinta. Il personaggio del guercio Rooster Cogburn fu riproposto da Warren Oates in un film televisivo del 1978.
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samanta
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domenica 24 novembre 2024
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un grande john wayne
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Il film un western del 1969 tratto da un romanzo di Portis è diretto da Henry Hathaway regista di lungo corso di Hollywood con una carriera iniziata nel 1934, affrontando in molti film vari generi (Il bacio della morte, Chiamate Nord 777, Niagara) e numerosi western (Il prigioniero della miniera, I 4 figli di Katie Elder, Il solitario di Rio Grande).
Il padre della giovane (14 anni) Katie Ross (Kim Darby), un coltivatore dell'Arkansas viene freddamente ucciso dal suo lavorante Tom Chaney (Jeff Corey) che lo aveva accompagnato al mercato dei cavalli in città. Mattie vuole giustizia, ma lo sceriffo locale non l'aiuta dal momento che l'assassino è fuggito nella riserva indiana fuori dalla sua giurisdizione.
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Il film un western del 1969 tratto da un romanzo di Portis è diretto da Henry Hathaway regista di lungo corso di Hollywood con una carriera iniziata nel 1934, affrontando in molti film vari generi (Il bacio della morte, Chiamate Nord 777, Niagara) e numerosi western (Il prigioniero della miniera, I 4 figli di Katie Elder, Il solitario di Rio Grande).
Il padre della giovane (14 anni) Katie Ross (Kim Darby), un coltivatore dell'Arkansas viene freddamente ucciso dal suo lavorante Tom Chaney (Jeff Corey) che lo aveva accompagnato al mercato dei cavalli in città. Mattie vuole giustizia, ma lo sceriffo locale non l'aiuta dal momento che l'assassino è fuggito nella riserva indiana fuori dalla sua giurisdizione. Mattie non desiste e va a Fort Smth dove risiedono i vice sceriffi federali, gli viene indicato il più cattivo: "Rooster" Cogburn (John Wayne) che vive in una stanzetta affittatagli da un amico cinese e che difficilmente risparmia i ricercati. Cogburn che ha una benda all'occhio, uomo burbero e dedito all'alcool dapprima rifiuta ma poi per denaro accetta, i soldi gli sono stati dati da Mattie che abilmente ha venduto i cavalli del padre. Mattie contro la volontà di Cogburn lo segue nella ricerca, ai 2 si aggrega un ranger del Texas: La Boeuf (Glenn Campbell) perché Chaney è ricercato per omicidio in quello Stato. Il film si dipana nella caccia all'assassino che nel frattempo è entrato nella banda di rapinatori guidata da Ned Pepper (Robert Duvall), si verificano vari scontri ed agguati ma alla fine Cogburn a cavallo da solo si scontra con Pepper e altri 3 banditi e li uccide e riesce a salvare Mattie morsicata da un cobra portandola con un lungo viaggio a cavallo da un guaritore, quanto a Chaney che sorvegliava la ragazza è stato ferito da lei ma poi è stato ucciso da La Boeuf che a sua volta muore.
Il film quando uscì ottenne un notevole successo di pubblico ed anche di critica e permise a John Wayne dopo più di 30 anni di carriera (Ombre rosse è del 1939) di ottenere l'Oscar come migliore attore protagonista. In questo film l'attore interpreta uno sceriffo che non è il solito duro, ma un personaggio complesso, un uomo solo, che si sfoga con l'alcool e giocando a dama con il vecchio cinese da cui affitta una stanza in compagnia di un vecchio gatto, ha lasciato dietro di sé ricordi tristi familiari e sentimenti e passioni ormai dimenticati, in fin dei conti non è solo scontroso ma anche un ribelle. L'incontro con la ragazzina risveglia in lui una forza diversa cambia la sua vita, intendiamoci Mattie è una "rompiscatole" saccente e presuntuosa ma capace (teneva la contabilità del padre) e in fin dei conti simpatica, non può non scontrarsi con il carattere deciso del vecchio Cogburn che la sopporta a malapena, anche se la presenza del terzo incomodo La Boeuf serve a calmare le asperità della coppia che è unita dall'obbiettivo comune che per lei significa vendetta e per Cogburn adempiere al suo compito e insieme guadagnare del denaro extra, ma alla fine nascerà una simpatia e un rispetto reciproco e Mattie trova in lui il padre perduto. E' curioso che durante le riprese Hathaway grande amico di Wayne invece non sopportasse Kim Darbie mentre lei vide un Wayne un maestro comprensivo con cui andò d'accordo. Bravo Hathaway a creare una coppia affiatata e a realizzare una figura di sceriffo fuori dai soliti schemi, l'abiltà del regista emerge nell'ambientazione nei folgoranti paesaggi del Colorado e specialmente nella realizzazione abile di molte scene a cominciare da quella dell'agguato del nostro trio alla banda di Pepper e soprattutto in quella finale, da manuale e inquadrata dall'alto, dello scontro a cavallo tra lo sceriffo che impugna fucile e pistola e i 4 banditi, quasi come in un torneo medioevale. Bravi i comprimari tra i banditi oltre a Robert Duvall c'è Dennis Hopper destinato ad una brillante carriera, ottime la sceneggiatura di Marguerite Roberts che entusiasmò Wayne e la musica del grande Elmer Bernstein, la canzone "True Grit" ebbe la nomination all'Oscar. Il film ebbe un sequel che pur con la presenza di Katherine Hepburn è di un livello inferiore e di un remake del 2010 dei fratelli Coen che non mi è piaciuto.
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ultimoboyscout
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lunedì 1 ottobre 2012
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il miglior sceriffo del west!
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Direttamente dal romanzo di Charles Portis "Un vero uomo per Mattie Ross", è un western atipico e crepuscolare che vede la ragazzina Mattie assoldare il vecchio Sceriffo Rooster Cogburn, orbo e perennemente ubriaco, per catturare l'assassino del padre e assicurarlo alla legge per una storia di vendetta ammorbidita da un denso senso di giustizia. Ottima l'interpretazione di uno stanco John Wayne, adattissimo al ruolo del rude sceriffo in cerca di riscatto che gli ha fruttato l'unico Oscar della carriera e che gli ha permesso di muoversi a proprio gusto e di spadroneggiare sul set dando un taglio grottesco ma credibile all'indisciplinato sceriffo. Il film fa parte della fase calante del cinema di Hathaway, che ha dato il meglio di se in altri generi, e della fase calante del western in genere e non si poteva scegliere attore migliore, con la sua immagine decadente e senile, per interpretarlo ma ha avuto in Glen Campbell e Kim Darby due spalle davvero forti su cui poter contare.
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Direttamente dal romanzo di Charles Portis "Un vero uomo per Mattie Ross", è un western atipico e crepuscolare che vede la ragazzina Mattie assoldare il vecchio Sceriffo Rooster Cogburn, orbo e perennemente ubriaco, per catturare l'assassino del padre e assicurarlo alla legge per una storia di vendetta ammorbidita da un denso senso di giustizia. Ottima l'interpretazione di uno stanco John Wayne, adattissimo al ruolo del rude sceriffo in cerca di riscatto che gli ha fruttato l'unico Oscar della carriera e che gli ha permesso di muoversi a proprio gusto e di spadroneggiare sul set dando un taglio grottesco ma credibile all'indisciplinato sceriffo. Il film fa parte della fase calante del cinema di Hathaway, che ha dato il meglio di se in altri generi, e della fase calante del western in genere e non si poteva scegliere attore migliore, con la sua immagine decadente e senile, per interpretarlo ma ha avuto in Glen Campbell e Kim Darby due spalle davvero forti su cui poter contare. Ma a rimannere nell'immaginario collettivo è proprio la figura di Cogburn, non il classico stereotipo del cowboy ma un personaggio carismatico, autentico, duro e di grande presa sul pubblico per via di una presenza (mi si perdoni il gioco di parole) davvero ingombrante ma mai fastidiosa. I paesaggi proposti sono caldi e dagli ampi spazi e anche la fotografia ha toni solari che ne sottolineano la grandiosità. Le sparatorie e l'azione vera tardano ad arrivare ma ad essere ricordata è soprattutto l'ultima, quella che vede Cogburn scagliarsi senza paura contro gli uomini di Pepper. L'Oscar per Wayne sa di premio alla carriera visto che il Duca ha fatto sicuramente di meglio ma il suo personaggio è di quelli che piacciono, che non si dimenticano e che toccano le corde giuste. Immensamente malinconico e spettralmente ironico.
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basagni.umberto
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mercoledì 8 aprile 2009
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la grande grinta di john wayne
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Nel film < IL GRINTA >, come in < TORNA EL GRINTA >, John Wayne esprime tutta la sua Grinta
In questi due films,anche le due figure femminili ( se pure molto diverse tra di loro), dimostrano una Grinta, che finiscono per superare quella del vecchio Sceriffo Glen Campbell
(John Wayne).
Tanto vale per la ragazzina (Kim Darby) quanto per l' anziana signora ( la grande Katharine Hepburn).
Non credo, che i fratelli COEN (Joel Coen ed Ethan Coen) nel loro prossimo remake del film IL GRINTA,( ugualmente tratto dal romanzo di Charles Portis ), riusciranno ad eguagliare il
predecessore. Perchè, attualmente,non ci sono attori capaci di tirare fuori tanta GRINTA.
Pertanto,la pellicola diretta da Henry Hathaway, nel 1969,(che fruttò a John Wayne un Oscar come miglior attore protagonista), resterà INSUPERABILE.
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Nel film < IL GRINTA >, come in < TORNA EL GRINTA >, John Wayne esprime tutta la sua Grinta
In questi due films,anche le due figure femminili ( se pure molto diverse tra di loro), dimostrano una Grinta, che finiscono per superare quella del vecchio Sceriffo Glen Campbell
(John Wayne).
Tanto vale per la ragazzina (Kim Darby) quanto per l' anziana signora ( la grande Katharine Hepburn).
Non credo, che i fratelli COEN (Joel Coen ed Ethan Coen) nel loro prossimo remake del film IL GRINTA,( ugualmente tratto dal romanzo di Charles Portis ), riusciranno ad eguagliare il
predecessore. Perchè, attualmente,non ci sono attori capaci di tirare fuori tanta GRINTA.
Pertanto,la pellicola diretta da Henry Hathaway, nel 1969,(che fruttò a John Wayne un Oscar come miglior attore protagonista), resterà INSUPERABILE.
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[+] il grinta superato da il grinta 2010
(di ruggero)
[ - ] il grinta superato da il grinta 2010
[+] il grinta (dei f.lli coen) dimenticate questo film
(di giofredo')
[ - ] il grinta (dei f.lli coen) dimenticate questo film
[+] concordo appieno
(di giofredo')
[ - ] concordo appieno
[+] il remake fallito
(di samanta)
[ - ] il remake fallito
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