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figliounico
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sabato 18 maggio 2024
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una commedia di costume
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Erano ancora gli anni della commedia di costume, divertente e sarcastica, scritta nello spirito del motto Ridendo castigat mores, che scivolerà purtroppo in quella cosiddetta all’italiana, più cattiva e volgare. All’epoca le sceneggiature sarebbero potute essere messe in scena come drammi teatrali. In questo caso il film è un adattamento di una pochade di Crommelynck a firma di Maccari, Fabbri e Scola. La regia è di un autore poco noto oggi, in quest’epoca di smemorati, quell’Antonio Pietrangeli che l’anno dopo realizzerà il suo capolavoro, uno dei migliori film italiani di tutti i tempi, Io la conoscevo bene. Le musiche sono di Trovajoli, belle sebbene un po’ invadenti come del resto usava allora.
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Erano ancora gli anni della commedia di costume, divertente e sarcastica, scritta nello spirito del motto Ridendo castigat mores, che scivolerà purtroppo in quella cosiddetta all’italiana, più cattiva e volgare. All’epoca le sceneggiature sarebbero potute essere messe in scena come drammi teatrali. In questo caso il film è un adattamento di una pochade di Crommelynck a firma di Maccari, Fabbri e Scola. La regia è di un autore poco noto oggi, in quest’epoca di smemorati, quell’Antonio Pietrangeli che l’anno dopo realizzerà il suo capolavoro, uno dei migliori film italiani di tutti i tempi, Io la conoscevo bene. Le musiche sono di Trovajoli, belle sebbene un po’ invadenti come del resto usava allora. La coppia di protagonisti, Tognazzi-Cardinale, vale da sola la visione del film, ma nel cast ci sono anche Randone e Blier, e, giovanissimi, Volontè e Buzzanca.
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stefanocapasso
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martedì 17 luglio 2018
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si vede quello che si è
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L’industriale Andrea Artusi, fabbricante di cappelli, ha una moglie giovane e bella; il loro rapporto sembra filare liscio nella massima fiducia reciproca. Ma quando lui cede alle provocazioni di un’amica e si concede una scappatella, comincia a sospettare che la moglie possa fare altrettanto. Lei d’altra parte è conosciuta per la sua “serietà”, ma questo non aiuta Andrea che anzi trasforma via via i l sospetto in una vera ossessione.
In pieno boom economico Pietrangeli racconta i costumi che cambiano, l’emancipazione della figura femminile e le ossessioni che questo nuovo equilibrio possono provocare nell’uomo. È la donna che ormai conduce esplicitamente i giochi amorosi e l’uomo può solo adattarsi cercando di mantenere al meglio il proprio ruolo ma finendo per perdere l’autonomia.
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L’industriale Andrea Artusi, fabbricante di cappelli, ha una moglie giovane e bella; il loro rapporto sembra filare liscio nella massima fiducia reciproca. Ma quando lui cede alle provocazioni di un’amica e si concede una scappatella, comincia a sospettare che la moglie possa fare altrettanto. Lei d’altra parte è conosciuta per la sua “serietà”, ma questo non aiuta Andrea che anzi trasforma via via i l sospetto in una vera ossessione.
In pieno boom economico Pietrangeli racconta i costumi che cambiano, l’emancipazione della figura femminile e le ossessioni che questo nuovo equilibrio possono provocare nell’uomo. È la donna che ormai conduce esplicitamente i giochi amorosi e l’uomo può solo adattarsi cercando di mantenere al meglio il proprio ruolo ma finendo per perdere l’autonomia. Esplicita la metafora che si vede negli altri quello che si è, Tognazzi comincia a sospettare della moglie, Claudia Cardinale, appena egli stesso tradisce, a ormai da “esperto” coglie segni dappertutto. La risposta in questo caso non può mai venire dall’altro, ma come per Tognazzi, diviene un necessario adattamento alla nuova realtà: esausto, si convince della fedeltà della moglie, proprio quando lei comincia a tradirlo, e da questo momento non dubiterà più.
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parsifal
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lunedì 9 aprile 2018
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vizi ed ossessioni
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Pietrangeli, regista di grande talento che diede molto al cinema italiano, mette in scena nel 1964 una trasposizione della piece Le Cocu Magnifique di Crommelynk, affidando il ruolo del protagonista a Tognazzi, sempre rampante e pienamente all'altezza e della moglie alla splendida e sensuale Claudia Cardinale, che in questo film si doppia da sola, con la sua voce profonda venata da uno splendido graffiato naturale. La vicenda si svolge nella città di Brescia, opulenta e pigra, ammalata dei mali tipici della società piccolo borghese della provincia italiana. Pettegolezzi , maldicenze, tradimenti ed ipocrisia in ogni dove. Andrea è un piccolo imprenditore rampante con velleità internazionali, seppur costretto a vivere nella routine noiosa della provincia.
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Pietrangeli, regista di grande talento che diede molto al cinema italiano, mette in scena nel 1964 una trasposizione della piece Le Cocu Magnifique di Crommelynk, affidando il ruolo del protagonista a Tognazzi, sempre rampante e pienamente all'altezza e della moglie alla splendida e sensuale Claudia Cardinale, che in questo film si doppia da sola, con la sua voce profonda venata da uno splendido graffiato naturale. La vicenda si svolge nella città di Brescia, opulenta e pigra, ammalata dei mali tipici della società piccolo borghese della provincia italiana. Pettegolezzi , maldicenze, tradimenti ed ipocrisia in ogni dove. Andrea è un piccolo imprenditore rampante con velleità internazionali, seppur costretto a vivere nella routine noiosa della provincia. Un giorno, per evadere dalla noia, coglie al volo un'occasione che si prospetta dinanzi a sè; una donna dell'alta società , sposata ed annoiata , si offre a lui senza indugi di sorta. Quindi tradirà la moglie, sebbene ne sia innamorato e attratto dal suo sensuale candore. Inizierà, da questo momento, un lungo excursus nei pensieri e nelle fantasie del protagonista, ossessionato dalla paura di esser tradito edall'altra parte, un'immersione nel sostrato socio-familiare della città in cui vivono, in cui come diceva Pirandell " Tutto per bene" è solo una formula idiomatica che nasconde sotterfugi, inganni e tradimenti. Alla fine la paura ed il pensiero condurranno gli eventi nella direzione più temuta dal protagonista. IL tema delle fantasie ossessive dell'uomo sposato verrà ripreso , anni dopo, dallo stesso Tognazzi che dirigerà " Cattivi Pensieri" narrazione con notevoli similitudini ,anche se l'impronta erotica è decisamente più marcata. Disamina dei vizi della provincia italiana alla luce dell'ironia e della fustigazione dei costumi. Un'altra piccola perla del grande Pietrangeli.
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themichtemp
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martedì 25 gennaio 2011
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ottimo lavoro.
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francho1956
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venerdì 29 agosto 2008
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specchio fedele della brescia bene
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Film stupendo, agile e rappresentativo di una Brescia, in pieno boom economico, tipicamente oligarchica con scene girate nei salotti della Brescia bene fra nobiltà in declino e il nuovo rampantismo industriale post-bellico pratico e lungimirante. Ammiccamenti fra potere politico ed economico, non distolgono l'attenzione da aspetti che il film evidenzia della società bresciana del periodo, ancora oggi esistente, con vizi e virtù propri. La bella villa con piscina sui Ronchi che domina dall'alto la città ricca ed operosa ( dopo le ore 20.00 un pò sonnacchiosa), lussuose automobili e un Gian Maria Volonte con la erre moscia, tipico difetto dell'ambiente radical chic! Poi, oltre ai filobus, sostituiti alla fine degli anni '60 con i più inquinanti autobus, ci pensa l'anziano giardiniere col viso scarno e un pò emaciato a farmi ritornare ragazzino con esclamazioni dialettali in "celtico" puro da sbellicarsi dalle risate(ormai non più in uso ai giorni nostri sostituite da uno slang pan-italico molto più volgare).
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anonimo
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martedì 8 novembre 2005
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non più magnifico
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Film di successo all'epoca, ma oggi appare troppo datato, intriso di abusati luoghi comuni della commedia all'italiana. Un Toganazzi che poteva essere meglio valorizzato.
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