L’esilità della trama non tragga in inganno. La storia raccontata da “Canzone d’amore” è soltanto un pretesto per dare spazio alle qualità vocali di Claudio Villa e riesce a soddisfare pienamente le esigenze del suo pubblico, sempre più numeroso e appassionato. Non diverso da analoghi film musicali di produzione italiana si sviluppa senza troppi intralci e complicazioni, con la leggerezza e l’inconsistenza di una didascalia. Villa, disinvolto e perfettamente in sintonia con i vari momenti della narrazione si esprime al meglio sia quando canta che quando recita. Nei panni di Mario, il ‘reuccio’ sembra trovarsi a proprio agio tra canzoni e intrecci sentimentali dalle tinte drammatiche.
[+]
L’esilità della trama non tragga in inganno. La storia raccontata da “Canzone d’amore” è soltanto un pretesto per dare spazio alle qualità vocali di Claudio Villa e riesce a soddisfare pienamente le esigenze del suo pubblico, sempre più numeroso e appassionato. Non diverso da analoghi film musicali di produzione italiana si sviluppa senza troppi intralci e complicazioni, con la leggerezza e l’inconsistenza di una didascalia. Villa, disinvolto e perfettamente in sintonia con i vari momenti della narrazione si esprime al meglio sia quando canta che quando recita. Nei panni di Mario, il ‘reuccio’ sembra trovarsi a proprio agio tra canzoni e intrecci sentimentali dalle tinte drammatiche. Le rigidità delle precedenti esperienze vengono stemperate da un ruolo che, a parte qualche forzatura, gli chiede di essere soprattutto se stesso. Appare indubbiamente più padrone dei suoi mezzi espressivi e anche la recitazione è sicuramente migliore delle precedenti esperienze. Il merito di questo risultato è del regista Giorgio C. Simonelli, che guida con mano felice uno stuolo di caratteristi scelti in modo da dare il giusto risalto al personaggio del protagonista maschile.
[-]