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f.vassia 81
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sabato 12 giugno 2021
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spento e ìun po'' goffo
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Dramma un po' incerto e spento, scritto con non poche goffaggini, tra le quali quella relativa al Bolero, che fu composto da Ravel nel 1928, qundi corca 10 anni dopo lo svolgimento delle vicende. Peccato, perché il cast era giusto: Raft è a suo agio nei panni del ballerino ( prima di dedicarsi al cinema faceva il "taxi dancer", cioè il cavalier danzante a pagamento nei nightclub ), e la Lombard ( che in alcune scene si serve comunque di una controfigura ) risulta sempre bella e brava.C'è anche un giovanissimo Ray Milland, ancora accreditato come "Raymond Milland"
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fabio57
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mercoledì 30 marzo 2016
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leggendario
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Epica e monumentale opera di Lelouche, che qui esprime tutta la sua genialità artistica,girando un film poetico e struggente,efficacissimo ed elegante nel coniugare immagini e musiche ,in una magnifica sinfonia per raccontare quarant'anni di Storia.Un meraviglioso mosaico di vite che si sfiorano spesso senza mai incontrasi,fino al gran finale quando i tasselli vanno a posto e il quadro diventa riconoscibile.La scena che conclude il film è leggendaria, su di un attico con vista sulla torre Eiffel, col sottofondo del Bolero di Ravel, un fantasmagorico balletto incanta e ammalia gli spettatori, che vengono travolti da quel crescendo musicale, in un tripudio di coreografie mozzafiato e direbbe Costanzo tutto il resto è vita.
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Epica e monumentale opera di Lelouche, che qui esprime tutta la sua genialità artistica,girando un film poetico e struggente,efficacissimo ed elegante nel coniugare immagini e musiche ,in una magnifica sinfonia per raccontare quarant'anni di Storia.Un meraviglioso mosaico di vite che si sfiorano spesso senza mai incontrasi,fino al gran finale quando i tasselli vanno a posto e il quadro diventa riconoscibile.La scena che conclude il film è leggendaria, su di un attico con vista sulla torre Eiffel, col sottofondo del Bolero di Ravel, un fantasmagorico balletto incanta e ammalia gli spettatori, che vengono travolti da quel crescendo musicale, in un tripudio di coreografie mozzafiato e direbbe Costanzo tutto il resto è vita.I detrattori di questo lavoro insistono nel criticare l'enfasi e la retorica del film, a detta loro troppo manieroso ,a coloro voglio ricordare il valore incommensurabile dell'estetica del cinema, che deve innanzitutto suscitare emozioni,la magia si compie quando lo spettatore è avvinto e compreso dal grande schermo,ovviamente questo non significa considerare secondari gli altri temi,ma quello è un altro cinema.
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