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"Abbiamo parlato di tutto pur di non parlar di niente". Questa è la sintesi del dialogo tra padre e figlio in questo film meraviglioso di Ettore Scola del 1989 conb Marcello Mastroianni e Massimo Troisi (un romano e un napoletano che non c'azzeccano per niente...problemi di produzione e di cassetta ,visto che Troisi era all'apice del successo) in una Civitavecchia nebbiosa, cupa e metafisica, dove tutto appare in disfacimento (anche i bar e i ristoranti) , come il rapporto tra due culture, una borghese e una progressista,proprio nell'anno della caduta del muro e del comunismo e il trionfo del Berlusconismo: L'avvocato di successo che aiuta i criminali e vuole regalare al figlio un attico in centro a Roma e una Lancia Thema appare come una violenza nella vita di un timido bibliotecario che si accontenta di poco, non ha ambizioni, e trascorre le serate in un bar al porto frequentato da pescatori e povera gente. Padre e figlio sono lontani anni luce, e l'unico punto di incontro sarà un vecchio orologio da taschino delle Ferrovie dello Stato ereditato dal nonno che Michele mostra continuamente al padre ripetendo come un mantra la frase : "che ora è?".
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