Wash Me in the River |
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Un film di Randall Emmett.
Con Robert De Niro, John Malkovich, Taylor Kitsch, Willa Fitzgerald.
continua»
Thriller,
durata 101 min.
- USA 2022.
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povero De Nirodi figliounicoFeedback: 52717 | altri commenti e recensioni di figliounico |
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martedì 7 marzo 2023 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
La regia come il poker è uno degli hobby preferiti di Randall Emmett di professione produttore cinematografico e televisivo. Questa sua opera ultima, nonostante la presenza nel cast di due mostri sacri di Hollywood come De Niro e Malkovich, non è credibile né come drammatico né come revenge movie risultando piuttosto una sintesi dilettantesca dei due generi. La prima parte, troppo lunga per costituire il solito antefatto all’azione, ha un sapore quasi telefilmesco con sequenze dedicate in alternanza a quattro personaggi stereotipati, i due innamorati felici ma tossicodipendenti che lottano contro le crisi di astinenza per convolare a nozze, il vecchio sceriffo, che per l’età che ha De Niro dovrebbe essere già in pensione da un pezzo, ed il cattivo di turno, lo spacciatore malefico, il serpente demoniaco, la strega di biancaneve, che induce in tentazione la giovane donzella con una dose di eroina al posto della classica mela. Nella seconda parte si entra nel vivo dell’action movie, con le sparatorie e gli omicidi di routine, già visti in altri mille film del genere dove l’eroe consuma la sua vendetta come un implacabile angelo sterminatore, che da cliché, manco a dirlo, è un ex veterano di una delle tante imprese militari degli Usa nel mondo. La cosa andrebbe anche bene, ovvero sarebbe l’ennesimo film del sottogenere reso illustre da Liam Neeson, se non fosse che ad interpretare quel ruolo il regista ha voluto Jack Huston, con quella espressione imbambolata da bravo ragazzo la cui massima aspirazione, non a caso, dopo il bagno di sangue è la catarsi nel fiume, da cui nasce il titolo del film. Il battesimo del protagonista ad opera del reverendo di colore non soltanto giustifica i morti ammazzati senza pietà ma sancisce la santità del massacro appena compiuto e simbolicamente si estende alla missione salvifica degli americani nel pianeta pronti a giustiziare il nemico di turno reo di indicibili nefandezze. A parte il plot, un copia e incolla da altri prodotti similari, la sceneggiatura è imbarazzante soprattutto per i dialoghi che a volte appaiono grotteschi, per quanto sono inadatti alla situazione, oppure sono pieni di luoghi comuni e di retorica a buon mercato. La sorpresa finale è inverosimile, ma ci mette una pezza il grande Malkovich con una scena madre che forse vale da sola la visione dell’intero film per il resto assolutamente da dimenticare.
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