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gattoquatto
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lunedì 31 agosto 2020
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omaggio alla battaglia dell’atlantico
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Tom Hanks è l’attore protagonista e lo sceneggiatore di Greyhound, film in cui conferma nuovamente la sua passione per le vicende belliche della Seconda Guerra Mondiale. Il film ricostruisce l’impegno profuso dagli equipaggi delle navi militari che scortavano i convogli mercantili nell’attraversata dell’Atlantico, durante le fasi iniziali del conflitto. Si tratta di un film godibile, ma senza particolari pretese. Si notano infatti alcune imprecisioni storiche (normalmente gli Uboot attaccavano i mercantili evitando scontri con le navi di scorta, né inviavano strambe minacce tramite messaggi vocali), effetti speciali limitati, azione pressoché confinata nella plancia di comando del cacciatorpediniere e qualche stramberia (l’insistenza del cuoco nel fornire i pasti al capitano, forse motivata in sceneggiatura dal desiderio di valorizzare anche il ruolo degli addetti alla mensa militare, risulta involontariamente comica).
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sergio
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giovedì 6 agosto 2020
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elogio dell''eroe borghese americano
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Chissà perché più aumentano gli anni che ci separano dalla Seconda Guerra Mondiale più aumenta la retorica dei film americani. Dovrebbe essere il contrario, e invece... Nel 1970, quando le ferite erano ancora fresche, "Tora! Tora! Tora!" raffigurò i giapponesi come esseri umani, ragazzi che ridono e scherzano mentre studiano le navi nemiche e ufficiali dignitosi e camerateschi che fanno il proprio dovere.
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Chissà perché più aumentano gli anni che ci separano dalla Seconda Guerra Mondiale più aumenta la retorica dei film americani. Dovrebbe essere il contrario, e invece... Nel 1970, quando le ferite erano ancora fresche, "Tora! Tora! Tora!" raffigurò i giapponesi come esseri umani, ragazzi che ridono e scherzano mentre studiano le navi nemiche e ufficiali dignitosi e camerateschi che fanno il proprio dovere. "Greyhound" invece è un videogioco sparatutto, senza antefatti che diano spessore ai personaggi e inchiodato al solito canone della celebrazione dell'eroismo del borghese americano tutto Dio Patria e Famiglia. Il Comandante Tom Hanks ha l'espressione e l'eloquio di un sacerdote, maneggia più la Bibbia che il binocolo, non si nutre (i tentativi del cuoco di farlo mangiare costituiscono l'unico comic relief del film), non dorme, prega in continuazione, fa la lacrimuccia quando vede i resti di un uboot e alla fine ha anche le stigmate (giuro!) che lasciano tracce di sangue ovunque cammini. I Tedeschi invece sono compiutamente disumanizzati, e infatti non appaiono mai in sembianze antropomorfe ma solo come furtive sagome di sommergibili adorni di teschi e svastiche, o di voci trasmesse via radio in cui fanno volgari insinuazioni sulle mogli degli Americani e li minacciano facendo il verso del lupo ("branchi di lupi" erano dette le flottiglie di uboot tedeschi). In ultimo, disdegnando le navi da carico e un succulento incrociatore ausiliario traboccante di truppe nemiche, ben due sommergibili scelgono di impiegare i propri preziosi siluri per dare la caccia al povero Keeling, ma Dio - manifestatosi sotto le sembianze di un idrovolante da bombardamento provvidenzialmente apparso fra le nuvole - rinnova l'eterna Alleanza fra Cielo e Terra aiutando il Suo braccio secolare a sconfiggere il Maligno.
Sarà un caso che il film sia stato tratto dal romanzo "Il Buon Pastore"?
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sergio ialacci
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lunedì 7 settembre 2020
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"filmetto plasticoso"
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Rimane un ottimo attore Hanks ma questo "lavoretto" poteva davvero risparmiarselo. Ci mette solo la "faccia" ma non basta il suo spessore a salvare un film decisamente plastico e "monocromatico". Lo è lo stile, la luce, lo sono i personaggi e gli interpreti, la fotografia, i dialoghi e la sceneggiatura. Si fatica a guardarlo tutto in un atmosfera a tema unico che sa quasi di playstation e soldatini Atlantic. Ci si prende solo una pausa alla fine ma è per la piagnosa e ridondante passerella eroica made in USA che tanto piace agli yenke. Anni luce da i migliori. Davvero.
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