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elgatoloco
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mercoledì 27 dicembre 2017
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scrooge anni 2000, made in italy
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Uno Scrooge anni 2000, questo Achille Malerba, co--protagonista di"Il mio amico Babbo Natale"(2005, di Franco Amurri); certo, a differenza del modello dickensiano(fra l'altro all''inizio Dickens è citato con un po'di superficialità...), è un industriale produttore di mayonese , che lavora con prodotti transgenici(anche se poi sembra di no...), è arrogante, maschilista, poco rispettoso del prossimo e in più ha come controllore-"amico"(un po'a modo suo)Papa Noe"l-Santa Claus-Babbp Natale, che in Dickens non c'è(ma qui, volendo, Babbo Natale surroga anche gli"spiriti del Natale"delle tre dimensioni temporali presenti nel grande autore di"A Christmas Carol".
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Uno Scrooge anni 2000, questo Achille Malerba, co--protagonista di"Il mio amico Babbo Natale"(2005, di Franco Amurri); certo, a differenza del modello dickensiano(fra l'altro all''inizio Dickens è citato con un po'di superficialità...), è un industriale produttore di mayonese , che lavora con prodotti transgenici(anche se poi sembra di no...), è arrogante, maschilista, poco rispettoso del prossimo e in più ha come controllore-"amico"(un po'a modo suo)Papa Noe"l-Santa Claus-Babbp Natale, che in Dickens non c'è(ma qui, volendo, Babbo Natale surroga anche gli"spiriti del Natale"delle tre dimensioni temporali presenti nel grande autore di"A Christmas Carol"...). Alcuni tratti narrativi sono scontati-quasi inflazionati--ma complessivamente il plot regge, con alcune punte simpatiche(le punte di rabbia del Pére Noe"l di Lino Banfi, quando deve dirigere il coro dei Babbi Natale in"Silent Night", con un corista che accentua fin troppo le sue potenzialità"gospel", i contrasti con un ottimo Malerba-Gerry Scotti, dove bisogna anche ricordare che nel successivo"Il mio amico Babbo Natale 2"dell'anno successivo, con la regia di Lucio Gaudino, Scotti è stato, in altro ruolo, ma sempre in sinergia contrastiva con Banfi-Babbo Natale ancora una volta bravo, ottima la rpova metaforica del vaso da riempire, che ricorda tanto , pur se qui centrato piuttosto sui valori e le priorità, lo schema maslowiano, dove là sono i bisogni il fulcro)e la parte sentimnetale, con Vittoria Belvedere, allora quasis agli esordi, decisamente a suo agio nella parte. Storia di una"conversione"che però rinuncia al"Larmoyant", nel nome di un orientamento più comico e indirizzato anche alle assurdità inerenti al mondo finanziario. dove bisogna, tra l'altro, ricordare che la situazione di 12 anni fa non contemplava le crisi bancarie degli ultimi anni ed era ancora pre-crisi(la vera crisi, dopo il crollo dei"sub-primes"della Lehman-Brothers. inizia nel 2007, ma il crollo propriamente detto è dell'autunno successivo). Banfi e Scotti veramente bravi, più che in altre occasioni, tanto che è da rimpiangere il fatto che Scotti non si produce più in questi telefilm(o come vogliamo chiamarli)-senz'altro problemi legati a eisgenze produttive, dove, e qui torna in "campo"la crisi, neppure le feste sembrano essere più un volano che possa spingere alla ripresa... El Gato
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elgatoloco
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martedì 1 gennaio 2019
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dopo il primo, era venuto il secondo babbo natale
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Seconda "puntata"de"Il mio amico Babbo Natale"di Lucio Gaudino, 2006, dopo il"primo numero"dell'anno precedente, con Babbo Natale, che è nuovamente Lino Banfi e il"ladro buono"(a Natale tutti più buoni, si sa...)Gerry Scotti; sceneggiatura abbastanza, ma non troppo, prevedibile, con il rimpianto che il "ladro buono"prova per le privazioni subite in orfanotrofio e quindi la "ricerca dei giocattoli perduti"o meglio mai regalati, viste le condizioni in cui si trovava da bambino... Ancora una volta Banfi come"nvesrigatore-detective", dato che deve supplire a carenze delle forze di pubblica sicurezza, essendo anche Babbo Natale, appunto, in giornate a lui, ovviamente delegate.
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Seconda "puntata"de"Il mio amico Babbo Natale"di Lucio Gaudino, 2006, dopo il"primo numero"dell'anno precedente, con Babbo Natale, che è nuovamente Lino Banfi e il"ladro buono"(a Natale tutti più buoni, si sa...)Gerry Scotti; sceneggiatura abbastanza, ma non troppo, prevedibile, con il rimpianto che il "ladro buono"prova per le privazioni subite in orfanotrofio e quindi la "ricerca dei giocattoli perduti"o meglio mai regalati, viste le condizioni in cui si trovava da bambino... Ancora una volta Banfi come"nvesrigatore-detective", dato che deve supplire a carenze delle forze di pubblica sicurezza, essendo anche Babbo Natale, appunto, in giornate a lui, ovviamente delegate. Il risultato non è esaltante, d'accordo, ma complessivamente piacevole: alcune"differenze"tra il Santa Claus anglosassone e"Babbo Natale"made in Italy, più ancorato alla cristianità e meno"eclettico"", invece...; poi anche quella vena di malinconia più"tradizionale"e lo stile interpretativo ancora più decisamente"latini"fanno, fatalmente una certa differenza e, tutto considerato, è probabilmente un peccato che il tema sia stato lasciato cadere in anni successivi, quasi certamente per motivi di budget(già due anni dopo incombe la crisi, come noto...): Anche le interpreti femminili, come Pamela Villoresi(il top, diremmo)e Micaela Ramazzotti vanno bene per i rispettivi ruoli.. Un po' di coraggio in più per un"numero 3"non sarebbe stato una"zeppa", ma, adattando la sceneggiatura ai nuovi tempi, non sarebbe stato un peccato, anzi... Ma le cose sono andate diversamente, probabilmente in primis per il motivo sopra indicato. El Gato
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